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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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venerdì, 31 dicembre 2004
Postato da Mousi

Eccoci per il mio ultimo post del 2004.
Lo so, in questi casi bisognerebbe parlare di quello che è successo, di quello che si sogna per l'anno a venire. Ricordare, a volte anche farsi male. Spesso dire: "Beh, comunque è finito".
Ma io cosa posso dire del 2004? Fino al 15 maggio era stato un anno come tanti...anzi no, mi sono divertito fino a maggio. Ho conosciuto delle persone che si son dimostrate simpatiche. Ma poi? Come un incantesimo è cambiato tutto. Anzi, come quando costruisci una casa con le carte da gioco. Poi togli una carta e crolla tutto il resto. Così, nell'ordine: ho perso la mamma, poi mi sono separato. Sono sprofondato giù giù giù (e ancora adesso non sono risalito in superficie). Ma poco per volta ho cambiato modo di vivere, ho affrontato le mie paure, ho conosciuto persone che mi hanno tirato su, persone con cui divertirmi. Ho imparato a volare, una sera. Ho iniziato a conoscere quella che spero un giorno possa essere qualcosa in più di una "amica speciale". Ho pianto parecchio nella seconda parte dell'anno, ho sofferto e soffro tuttora. A mezzanotte voglio brindare al nuovo anno, a chi davvero ci tiene a me. Sarò egoista, ma io voglio festeggiare la fine e sperare nell'inizio. Toccherà a me costruire, non distruggere. Ho distrutto qualcosa, e non è bello. Ma ho anche ritrovato me stesso, nel mio monolocale. Quello dove ho iniziato a fare il bucato, il letto, a cucinare. Arredandolo poco ma vivendolo molto. Chiudere quella porta e sentirmi a casa. Un po' come su questo blog.
Mi piacerebbe nel 2005 conoscere e frequentare le persone che, magari solo virtualmente, ma mi sono state vicine.
Mi piacerebbe stare bene, divertirmi, trovare ciò che cerco nel lavoro, scrivere tanto come una volta. Avere un sorriso per quelli che sono tristi. Volare insieme a tutti i miei amici. Perchè quando voli la vita non ti pesa.
Ma non posso non chiudere questo post senza rinominarti, Sonia. Non so se tra 12 mesi saremo ancora vicini. Ma se lo saremo te lo prometto: volerai con me.
Auguri a tutti ragazzi. Divertitevi, fate baldoria, per chi può tromb*** ops... vabbè, insomma. Vogliatevi bene.





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venerdì, 31 dicembre 2004
Postato da Mousi

Per i bilanci ci sentiamo dopo :-) per il buongiorno adesso. Ma un po' di count down fa scena: mancano 16 ore e 28' minuti allo scoccare della mezzanotte. Diciamo che il 2004 si sta infilando sciarpa e guanti. Gli apro volentieri la porta io...anzi mi viene voglia di cacciarlo a calci...ma sono buono. Però la mano non gliela do e non gli dico certo arrivederci. O forse lo dico solo a una parte del 2004, l'ultimissima. Quella in cui è nato questo blog, in cui ho conosciuto delle persone che mi hanno fatto compagnia online e non. E, naturalmente, il periodo in cui sei arrivata nella mia vita, streghetta. Strappo queste due ultime pagine dal calendario e le metto vicino vicino a me. Con una tua foto, dolcissima Sonia.
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giovedì, 30 dicembre 2004
Postato da Mousi

Perchè oggi son passato dalla paura, dal freddo alla voglia di dirti ancora una volta cosa provo per te.
Questa volta prendo lui, il tuo Claudino, e ci aggiungo del mio. Nella "nostra" canzone

tienimi con te (qualunque cosa tu faccia, in qualunque posto tu sia)
dentro questa vita (perchè senza di te non riesca viverla completamente)
chiudi ogni via d'uscita (abbracciami)
per restarmi più vicina (sfiorami)
e tienimi con te (stringimi)
quand'è presto la mattina (e apro gli occhi pensandoti)
mentre il cuore sta in sordina (e ha paura)
dietro a una ferita (forse ancora recente)
quanti raggi ha il sole (mi sembra bellissimo da due mesi)
per dar luce ovunque (anche quando c'è la nebbia, le lacrime)
quando e come vuole (ma solo con te vicino)
e noi siamo due qualunque (ma due che si vogliono un mondo di bene)

quante stelle ha il cielo (quella sera in cui ne ho vista una in più, tu)
file di miliardi (danzanti nel cielo)
su ogni parallelo (sotto lo stesso cielo, il mio e il tuo)
e noi le vediamo troppo tardi (per esprimere un desiderio o semplicemente prenderne una da dedicarti)

tienimi con te (non lasciarmi mai)
in un pomeriggio (in riva al lago)
quando piove giù un litigio (quando ti ferisco o mi ferisci)
ed un giorno sembra eterno (e ho paura, freddo)
e tienimi con te (sempre, voglio sempre le tue braccia intorno a me)
se è già quasi sera e inverno (e si accendono i primi lampioni, un pescatore tira l'amo)
tra le righe di un quaderno (di un diario)
e un inchiostro grigio (una tastiera)

quante rive ha il fiume (anche un lago, quel lago)
senza mai legami (ma li vorrebbe)
fugge tra le schiume (sotto la prima luna)
e noi presi in mezzo ai rami (sottobraccio)

quanti anni ha il mondo (Due mesi o poco più)
che ne ha visti tanti (ma di occhi come i tuoi nessuno)
lenti sullo sfondo (una cartolina di luci)
e noi siamo solo istanti (ma perfetti)
almeno per un secondo (un attimo indimenticabile)
un po' meno distanti (nel tuo azzurro, sul binario)

fino alla fine (la fine o forse l'inizio)
fino ci che si può (io posso, potrei)
e fino al confine (anche oltre)
fino all'ultimo (sì)
fino alla fine del tempo (sì sì)
fino a che ce n'è ancora un po' (di amore per te tantissimo)
e fino alla fine di tutto (solo noi in macchina)
fino allora tu (la meta delle miaùe labbra)

tienimi con te (vicino al cuore)
sotto il buio aperto (illuminato però)
della notte di un deserto (solo noi in giro...mano nella mano)
tra le dune del tuo petto (meraviglioso sentire il tuo cuore)
e tienimi con te (non smetterò mai di volerlo)
così al tuo sonno stretto (stretto a te)
niente è triste più di un letto (senza di te)
vuoto e già sofferto (lo è)

quante foglie ha il vento (le conto, sempre meno di quello che vorrei darti)
nei viali soli (silenziosi, romantici)
quando ha il sopravvento (tanto spesso che non immagini)
su noi persi in altri voli (con la mente, con il cuore)

quante onde ha il mare (le conto, le metto vicino alle tue ciglia)
come belve in gabbia (voglia di raggiungerti)
sempre lì a scappare (verso di te)
e noi siamo solo sabbia (ma forte, intensa)
e che pena poter bagnare (vorrei poterle...)
appena le labbra (baciare ogni istante)

fino alla fine (del mondo...)
fino a che si può (non smetterò mai)
e fino al confine (fin dove vuoi tu)
fino all'ultimo (bacio, valzer, abbraccio)
fino alla fine del tempo (non c'è tempo insieme a te)
fino a che ce n'è ancora un po' (lo conservo in una bottiglia per non perderti mai)
e fino alla fine di tutto (quando tu vai via)
fino allora tu (sei stupenda)
tienimi con te (perchè ti amo)































































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giovedì, 30 dicembre 2004
Postato da Mousi

La cena è andata, forse non bene come speravo. Prima di tutto perchè io non sto molto bene, poi perchè una persona che credevo fosse mia amica mi sta dimostrando il contrario. Son più o meno due mesi che parliamo di prendere una pizza insieme per raccontarci un po' come va. Doveva essere per fine anno. Poi lei mi ha detto: non sto bene, sono incasinata. Va bene, facciamolo nel 2005, pazienza. Peccato, sarebbe stato bello se tu fossi venuta alla cena del 29. Eh no, non posso, è morta anche una zia di un'amica. Mi spiace, salutala. Ok, peccato che quest'amica poi sia venuta alla cena con un altro chatter, di Roma, e proprio con questa amica. Stessa cosa era capitata circa un mese fa: vieni alla festa in disco? No, a me queste cose non piacciono. Ma può darsi che poi passi, però è difficile. Stessa scena di ieri: arrivata con questo chatter di Roma contro cui, sia chiaro, non ho assolutamente nulla. Anzi. Gelosia di amicizie? Non so. Comunque, per la cronaca, ho dormito meno di due ore sul divano di casa del mio amico. Ora sono al lavoro, mi attende una giornata infernale dove dvrò anche portare la macchina a fare la revisione.
In più, sigh, mi è mancata la tua buonanotte ieri, Streghetta. Ora ti do il buongiorno.
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mercoledì, 29 dicembre 2004
Postato da Mousi

La giornata mi ha fatto male per certi versi.
Ma mi ha dato tantissimo per altri...tantissimo come il sentirti...in questo momento toccare l'infinito, streghetta. Prendere in mano una stella e guardarla atterrare sulle proprie braccia. Dare il tuo nome a una luce in cielo. Volare su su, con te mano nella mano. Scavalcare il cielo e ritrovarsi tra le braccia di un sogno. Voltarsi a guardare il mondo e scoprirlo fantastico. Dare un senso a ciò che faccio. Avere voglia di raccontarti il senso che gli ho dato. Questo sei tu, Sonia. Ti desidero immensamente. Credo di poter vivere guardando i tuoi occhi che sorridono e che piangono, le tue braccia che abbracciano e chiedono aiuto.
Non sono innamorato di un'idea, ma di te...di tutta te. Buonanotte, bel tesoro.

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martedì, 28 dicembre 2004
Postato da Mousi

Cinquemila volte


Grazie!!!!!!!!!!!!!




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martedì, 28 dicembre 2004
Postato da Mousi

Oggi è una giornata complicata.
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lunedì, 27 dicembre 2004
Postato da Mousi

Metti un Santo Stefano pomeriggio in viaggio verso est con amici, nonostante il tempo infame. Metti un appuntamento al casello di Brescia Ovest e poi via verso il lago di Garda. E osservare il cielo che cambiava, l'aria che cambiava. Fermarsi poi a Sirmione, un posto veramente caratteristico. Mentre le nuvole e le montagne davano al lago un sapore particolare. Fermarsi a Sirmione in un bar e bere Prosecco praticament a digiuno. E scherzare mentre fuori le ore passavano. Essere all'inizio 5, poi 6. Poi, in pizzeria, a Bardolino (praticamente alle porte di Verona) diventare 8. E continuare a passare un piacevole pomeriggio, senza orari. Infine, approdare al Primo, un night club. Dove c'era la serata jazz...prima che iniziassero a cantare dal vivo. Bere un Rossini e sentirsi bene. Poi, ripartire...arrivare a casa alle 2 e godersi spiccioli di allegria. Dopodomani ci rivedremo, più o meno sempre gli stessi, a pranzo da un ragazzo che ha a disposizione la casa. E poi il 31 insieme. Bello.
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sabato, 25 dicembre 2004
Postato da Mousi

Vi racconto la mia vigilia? Vi va. E vi rinnovo un sacco di auguri.
La sera sono stato a cena fuori, in una pizzeria vicino a casa di mia sorella. E già questo era insolito: credo di aver mangiato fuori per la prima volta alla vigilia di Natale da quando sono nato. Prima ero andato a prendere mio padre, anche per lui questo era un Natale diverso, senza la sua donna vicino per la prima volta dopo 36 anni. A cena, anche con mia sorella e suo marito. Poi, a casa sua a scambiarci i regali, insieme anche a mio fratello e alla sua ragazza. E' stato bello vedere mio papà partecipe, mentre normalmente era sempre quello che voleva finire presto per andare a dormire. Beh, a lui però piaceva un sacco comprare pacchi e pacchetti. Per mia mamma tanti tanti gioielli. Quest'anno, non stando bene e non avendone voglia, ci ha regalato dei soldi (che comunque servono sempre). Ah, giusto, cosa ho ricevuto io: una maglia e un tostapane :-) Ma, a quel tavolo, ho avuto la nettissima sensazione che mancasse qualcuno, la persona più importante. E pensare che qualche ora prima, mentre scrivevo i bigliettini (quest'anno mi sono impegnato), ho preso la foto della mia mamma e l'ho avvicinata perchè vedesse quello che scrivevo, perchè partecipasse alla festa. Comunque, a tavola, avevo sempre la sensazione che a un certo punto mancasse un regalo per qualcuno, una voce, una carezza, un bacio.
Dopo i regali, avevo voglia di tornare a casa. E così ho fatto. Ma qui stavo per cadere preda dello sconforto. Perchè, anche se faccio il possibile per sorridere, alla fine una lacrima doveva pur cadere. Ma tre persone mi hanno fatto sentire di nuovo meglio. Una è Vivi, che ho trovato online e che, seppure con 38 di febbre, è stata un po' a parlare con me...poi Claudia, una mia amica di chat che mi ha chiamato tornando da Crema dove era con gli amici. Una persona che in questo periodo mi fa molto piacere avere vicino.E, buon ultima, ma capace sempre di ricaricarmi, la 'mia' (rigorosamente tra virgolette) Sonia. Streghetta, ma quanto ti adoro? Riesci a farmi sorridere in qualunque situazione. Sei una persona dolcissima, un po' lunatica a volte, ma ci sei. E questo era importante per me, anche ieri sera. E poi mi hai detto una cosa molto bella al telefono...grazie!
E stanotte io la mamma l'ho sognata. Questo forse, a pensarci bene, è stato il regalo più bello. Perchè io qualche settimana fa l'avevo chiesto proprio in questo blog: vorrei un tuo sorriso mamma in questa notte. E tu sei venuta da me, mi  hai sorriso, abbiamo parlato stanotte. Ed è stato dolcissimo. Grazie mamma, ti voglio un mondo di bene.




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venerdì, 24 dicembre 2004
Postato da Mousi

Questo è il mio augurio per tutti, ehm in versione "streghetta". Chissà perchè.
Auguri a chi amo:
Auguri alle persone a cui voglio bene;
Auguri alle persone che mi odiano;
Auguri a chi ce l'ha con me;
Auguri a chi piaccio;
Auguri a chi gli sto indifferente;
Auguri a chi soffre e a chi è felice;
Auguri e basta...









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venerdì, 24 dicembre 2004
Postato da Mousi

"Cazzo!". So che non si dicono parolacce, tantomeno alla vigilia di Natale, ma stamattina dovevo iniziare a lavorare alle 7. Ho aperto gli occhi alle 8.37!!! Ora sono al lavoro, invece che finire alle 14.30 finirò alle 17.30. Ottima vigilia. Però ci ho messo 25 minuti dal casello di Vercelli a quello di Milano: credo sia il mio record. Vabbè, oggi tutto va bene, ieri sera è stata una bella serata. Dunque, sorrido comunque.
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giovedì, 23 dicembre 2004
Postato da Mousi

Tesoro, streghetta? Non potendo vederti prima di Natale mi son dovuto arrangiare...questo è il mio regalo per te di Natale. Fantasticamente innamorato.

Per Sonia

Amore bello, A modo mio, Canto Ora che ho te. Con tutto l'amore che posso, Con te. Io sono qui, Navigando Il mattino si è svegliato. Chissà se mi pensi!  Quando tu mi baci Quanto ti voglio. Quel giorno, sabato pomeriggio, Aspettare...E ci sei tu, Il mattino si è svegliato, Il sogno è sempre.Io una ragazza e la gente, la prima volta, La vita è adesso, Le mani e l'anima, Le vie dei colori. Strada facendo Tienimi con te. Una favola blu. Sembra il primo giorno, Un mondo a forma di te. Quel giorno, Questo piccolo grande amore, Reginella. Da me a te, Mille giorni di me e di te. Lettera, I silenzi del tuo amore. Cartolina rosa Avrai. Andiamo a casa, Io ti prendo come mia sposa. E apri quella porta, Casa in costruzione. Inizio. Puoi? Notte di Natale, Nudo di donna, Mai più come te. Acqua dalla luna, E tu. Ninna nanna Nanna Ninna. A domani, Buona fortuna Passerotto. 


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giovedì, 23 dicembre 2004
Postato da Mousi

Buonanotte al mondo che già dorme;
Buonanotte a chi sta sognando e non vuole svegliarsi, lo vedo che sorride;
Buonanotte a chi domani ha qualcosa di bello da fare, tipo vedere chi ama o accarezzare un figlio;
Buonanotte a chi è andato a nanna crucciato e preoccupato, aprendo gli occhi ci sarà il sole;
Buonanotte a chi ha paura del domani, perchè il domani non lo colga impreparato ma lo coccoli;
Buonanotte a chi vuole davvero che sia una buonanotte;
Buonanotte a te, tesoro dolce dolce;
E Buonanotte a me, la mia mano è qui per chi vuole volare.








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mercoledì, 22 dicembre 2004
Postato da Mousi

Oggi finalmente ho comprato i regali! E me ne son fatto anche uno tutto per me- Voglia di coccolarmi? Non so, forse, ma anche perchè sono entrato in questo negozio di abbigliamento e fin dalla vetrina quella maglia così "speciale" mi aveva guardato e detto: comprami!. Non ho potuto resisterle, l'go provata e mi stava bene. Non potevo lasciarla lì. In compenso ho lasciato un sacco di soldi. Però, insomma, normalmente non sperpero in abbigliamento. Questa volta lo volevo proprio fare.
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mercoledì, 22 dicembre 2004
Postato da Mousi

Allegria. Da contagiare gli altri. Non so se dipenda da te, streghetta, perchè in realtà è una settimana che mi sento bello di una bellezza che può fare bene a chi mi sta vicino. E' una settimana che volo e porto in alto chi me lo chiede. Di sicuro, però, tu streghetta sei l'artefice di tanti pensieri positivi. Il Natale mi sembra un po' meno difficile da superare, pensando che comunque a mezzanotte di quel fatidico giorno ci penseremo, anche se lontani. Non apriremo pacchetti dell'altro, ma forse il pensiero sarà anche più forte. Scarteremo il cuore per vedere il volto che vogliamo vedere.
Sarà un Natale, il primo, in cui torno a fare e a pensare da single. In cui mancherà un regalo a cui pensare, il tuo mamma. O forse il regalo che posso farti è dirti che se ho sbagliato cercherò di non sbagliare più. Che la persona di cui mi sono innamorato - comunque andrà - è una persona magnifica. Una persona che pochi possono incontrare sulla loro strada. Ecco streghetta, anche questo sarà il mio Natale. Tra luci che lampeggiano, alberi che s'illuminano, campane che suonano, bambini che sorridono. Ci sarai tu dentro il mio pensiero, anche mentre mangerò una fetta di panettone.
Devo solo fare tanta attenzione a non farmi travolgere dalle lacrime non dandoti nulla mamma, non iniziando a scartare i regali da te. So che tu sarai lì che ci guarderai, però ecco non vedere il profumo che ti regala sempre tuo marito un po' male mi farà. E in quel momento, ancora più che di solito, ti penserò streghetta e stringerò forte il pugno perchè no, quel giorno non devo versare lacrime. Perchè ho voglia di continuare a regalare il mio sorriso che forsdùe non nasce da te, streghetta, ma sicuramente viene coltivato dalle tue parole. Sai, streghetta, tu sei l'unica 'cosa' che veramente voglio portarmi via da questo 2004, tutto il resto spero che resti impigliato nella rete del calendario e che non mi segua. Voglio voltare pagina, voglio continuare a esprimere quello che sono, cosa che non facevo più da tempo. Voglio non soffrire, voglio amare e riscaldare con le mie parole e i miei gesti chi davvero ci tiene a me e anche chi non mi conosce.
Certo, un pensiero lo voglio dedicare anche a chi comunque sta male come me guardandosi indietro in questo 2004. A te, che per tre anni hai vissuto insieme a me. Che per tre anni ti sei illusa, come mi sono illuso io, di avere la vita tracciata davanti. Di non dover più cercare...ti chiederò scusa, non tanto a Natale, quanto il 31 dicembre perchè non sono stato capace di superare insieme a te tutto ciò che non quadrava. Di non essere più riuscito a essere me stesso insieme a te. Invece che completarci, per tante cose ci siano sovrapposti e annullati.
E poi, e poi il 31 sarò con tanta gente che non conosco. Non potrò che essere allegro quel giorno, perchè nessuno conoscerà a fondo il mio cuore come questo blog, come chi ha vissuto con me, come chi mi sta conoscendo in questo periodo. Come te streghetta... che ci sei e mi fai sorridere e sentire "amato"



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martedì, 21 dicembre 2004
Postato da Mousi

Ieri odissea in treno: sei ore per fare 80 chilometri. Una persona si era suicidata sotto il mio treno. Dalle 15.20 sono arrivato a casa alle 21.15.
Non per cinismo, ma poteva aspettare a buttarsi sotto? E che dire della disorganizzazionedi Trenitalia? Era la Milano-Torino, non una linea secondaria. E invece i primi autobus - due per un treno di 600-700 pesone, sono arrivati tre ore dopo!. Infine, il Tgv sui cui ci han fatti salire a Magenta, era strapieno...si stava come bestie.Ok, il suicidio non rientra nei disagi arrecati ai passeggeri dall'azienda, ma quanto ci voleva a recuperare una decina di pullman per quella che comunque era un'emergenza? La Milano-Torino è rimasta bloccata in tutte e due le direzioni per tre ore buone. Diamine.
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lunedì, 20 dicembre 2004
Postato da Mousi

Non sono tra i miei preferiti gli Articolo 31.
Però, trovo questa canzone romantica...e tante tante cose possono essere dedicate a una persona.

» Solo per te «
Un fiume di parole che non sanno dove andare, ruffiane come un gatto che si fa accarezzare, mi nuotano nella testa e poi mi scendono nella gola e vogliono essere sentite da una persona sola, una persona sola che le sappia capire, che sappia catturare tutto quello che hanno da dire, qualcuno che le prenda per poterle conservare, qualcuno a cui poterle dedicare. Di certo non importa quanto tempo è durato, ma è sembrato abbastanza, non hai mai pensato a quante cose abbiamo fatto e a quanto si è parlato, e a quante notti in bianco che abbiamo passato, notti di discorsi, notti di stronzate, di sesso e di rimorsi, di litigate, al sapore di birra, nutella e biscotti, di sudore, di letti bagnati e disfatti. Mi piacevi, sai, quando ridevi, mi piaceva anche il modo in cui fottevi e godevi, ma adesso è tutto lontano, finito diciamo, ho avuto un paio di storie da quando non ci sentiamo, sono ritornato alle mie vecchie convinzioni, e le donne le uso solo come svuotacoglioni, girando, parecchio arrapante, con un DJ per amico e un microfono per amante. Ma ricordo quella volta quando il meglio abbiamo dato, alla fino ero distrutto e ti ho cercato, è stato automatico, non lo capisco ancora, non avevo più pensato a te prima di allora, ed è stata quella notte che ho pensato a questo testo, non capivo il motivo, ma sentivo che farlo era giusto perché ti sono grato di ciò che hai insegnato e di ciò che hai imparato, l'ho creato, e forse non è un granché, ma è fottutamente vero ed è solo per te....solo per te. ...solo per te. Solo per te, credimi è un fatto strano, dedichiamo, limitiamo questo brano stai attenta, non fraintendere il mio intento: non sto piangendo, sto solo riflettendo. Uso questo ritmo lento come accompagnamento al mio commento, a differenza di quei senza palle che in un componimento piangono perché han perso la donna, o ciò che chiamano amore. Che cos'è questo amore se non uno scambio di interessi, che pone le fondamenta su una serie di compromessi, già, e tu lo sai bene che questa non è una di quelle cantilene tanto care alla nostra tradizione di italiana sfigata canzone, fatta di smielate spremute di cuore, che quelli come noi fanno solo vomitare. Quelli che hanno preso troppi calci in culo, quel tipo di calci che ti rende il cuore duro, e ti insegna a prendere senza dare, a offendere e ad usare, e poi buttare, ed ecco la differenza che ho notato: con te ho preso, ma ho anche dato, e così solo per te sto parlando adesso, solo per te rimo questo pezzo. ...solo per te ...solo per te. Le cose importanti sono difficili da dire, le parole le rendono stupide e piccole, e poi non sono bravo a descrivere cio che sento, specialmente su questo argomento, mi conosco e so che mi sarei dimenticato di quello che c'è stato il segno ho lasciato una cosa che di fare non mi sarei mai sognato e di cui tempo fa mi sarei vergognato, ma non capita tutti i giorni d'incontrare una tipa che ti ascolta prima di parlare, che ama quello che ami, che odia quello che odi, che non passa la vita davanti allo specchio, che non te la fai in un momento, che non gli frega del tuo aspetto ma che ti guarda dentro e che ha una faccia da gatta quando ti guarda, ma se s'incazza sa essere crudele e bastarda, che in tutto quello che fa è stilosa e originale, che se stai con lei ti fa sentire un po' speciale, che quando si da lo fa con calore, che non scopa mai ma fa solo l'amore, così ecco il mio segno, il mio ricordo ritmato, sputato, su questo giro di basso, e qui lo lascio per ogni volta che lo vorrai sentire ed è solo per te e per chi lo sa capire.




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lunedì, 20 dicembre 2004
Postato da Mousi

Sta diventando una parola d'ordine, una specie di tam tam del popolo dei blog, quasi un passe-partout.

Ma attenzione, diffidate
dalle imitazioni.

Altri l'hanno scritto,

ma io l'ho pensato prima di tutti e lo scrivo ora, solo ora, perchè...non so perchè.

Ma i fatti mi cosano...

IO E SOLO IO

AMO SONIABLU

Anche se ancora non me l'ha data e non me l'ha dato (l'indirizzo). Ma io resto fiducioso e per una e per l'altro (sempre dell'indirizzo parlo). Ma diciamo che se non mi dà uno non è necessariamente detto che non mi dia l'altra. In fondo, quello che conta è coniugare il verbo dare al presente (o al massimo al futuro) solo alla prima persona singolare: Io te la do (o te la darò) :-) e io in cambio te lo darò (non l'indirizzo ma il mio amore).

P:S. Fatti o persone di cui si parla in questo post non sono realmente esistiti o sono citati casualmente. Si prega di non prendere tutto alla lettera, tranne la frase centrale, quella in grande. E sorridete, gli spari sopra sono per voi. E sorridete...qualcuno ve la darà (una bella giornata).











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domenica, 19 dicembre 2004
Postato da Mousi

Per sdrammatizzare un po'...

In Cina hanno deciso di combattere la proliferazione della specie sterilizzando i topi.
Io mi domando: e le tope ora come faranno?


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domenica, 19 dicembre 2004
Postato da Mousi

Quando tu ti fermi le cose succedono. A volte, però, è anche bello farle succedere le cose.
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sabato, 18 dicembre 2004
Postato da Mousi

Ebbene seguo il consiglio di Bimbas...e pubblico il racconto che ho scritto nella notte.

Un cappuccino

Alex sognava da tanto tempo un cappuccino. Per un motivo o per l'altro, erano decenni che non ne beveva uno. Anche se ricordava perfettamente il sapore, il dove e il quando. Era a Roma, vacanze con la famiglia: svegliarsi in albergo e bere quella buonissima tazza di caffè caldo con schiuma e latte. Che poi la schiuma ti rimaneva sulle labbra...e la giornata iniziava con un gran sorriso.
E poi le brioche. Anzi, i cornetti. Mentre fuori faceva appena alba su quelle strade così piccole, attorniate da palazzi imponenti, a Roma. Palazzi che sembravano antichi gladiatori, i portoni come scudi a coprire giardini degni dell'Olimpo degli dei.
Alex quella mattina aveva deciso di fare quella follia. Un cappuccino con brioche, un cappuccino molto dolce. Alex si era seduto in uno di quei bar di Milano dove la gente non corre. Ce ne saranno massimo una decina. Sono per lo più in centro, dove ci si aggrappa per una passeggiata. Anche adesso fuori era buio. Ogni tanto lo sferragliare di un tram sui binari rompeva la quiete. Si sentiva in lontananza il cic-ciac di stivali da donna sull'asfalto bagnato. Era quasi Natale, c'era tanta luce. C'era un minuscolo albero di Natale anche in quel bar. C'erano delle luci degli addobbi. Un cappuccino, insomma, anche perchè era quello che ci voleva dopo aver percorso a piedi via Dante, la strada che Alex amava di più in quella città a volte così estranea e fredda, a volte così disincantata e superficiale. Il cameriere aveva appena portato il cappuccino. Da qualche parte un Corriere della Sera fresco di stampa veniva sfogliato distrattamente da un anziano signore. Le uniche pagine divorate con avidità erano quelle di sport. Il cappuccino era lì. Dopo tanto tempo. Come se mai si fossero lasciati, lui e Alex. Lo zucchero, il cucchiaino che gira lentamente, la schiuma che fuoriesce dalla tazzina. Quel profumo di cornetto caldo. Intanto Alex pensava proprio a Milano, guardando fuori dalle vetrate. Quella Milano una volta sconosciuta e triste, poi allegra e quasi meravigliosa. E poi ancora perfida e crudele. Ora di nuovo un po' puttana. Che si vendeva al miglior offerente.
Girava il cucchiaino, divideva la schiuma dal caffè. Ma poi la schiuma tornava a essere la padrona. Era il momento di riprendere a vivere. Anche con quel cappuccino. Si può racchiudere un mondo in alcuni gesti all'apparenza meccanici? Alex guardava la gente, ci sono tanti modi diversi di affrontare una giornata. C'è chi è subito pronto, c'è chi non si è fatto la barba, chi sbadiglia, chi chiacchiera, chi manda già sms. C'è chi divora una colazione all'inglese, chi beve un caffè velocemente al banco e ancora più velocemente guarda l'orologio. Poche coppie...Milano stava già assumendo le sue sembianze di città industriale. Dove non si deve perdere neanche un minuto. Anche nei salotti buoni.
Alex, invece, sorseggiava il suo cappuccino. Ogni sorso un ricordo, un attimo di felice ritorno al passato. Voci nella mente nel cuore. La mamma l'autobus la sveglia la fontana di Trevi. Ogni sorso qualcuno prendeva e usciva dal bar. La schiuma ora era solo un deposito sul fondo. Dolce quel cappuccino. Dolce quel cornetto. Dolci quei momenti. Quasi spensierati. Sarebbero durati poco? Non era il momento di pensarci.
Accanto alla tazzina ora vuota, lo scontrino. Il conto. Ma uscire subito? No! Era un vero e proprio spaccato di vita quel bar. Una sigaretta sarebbe stata perfetta. Alex non fumava.  Avrebbe però voluto avere carta e penna per raccogliere, come in un acquario d'inchiostro, tutte quelle sensazioni.
Nel buio più assoluto, fuori dal bar, si muovevano ombre furtive. Qualcuno con l'ombrello, qualcuno con l'impermeabile. Qualcun altro, i più temerari, si copriva con un giornale. Alla fermata dell'autobus lì vicino la folla s'ingrossava. E nessuna sagoma arancione minacciava ancora di irrompere in quel centro così romantico. Ora il nero era comunque blu scuro. Con qualche squarcio di arancione. Sfumature incredibili hanno certi cieli. Neanche un pittore potrebbe disegnare così bene l'acquerello dell'alba.
Il contrasto era evidente. Si sentiva quasi in colpa, Alex. Quella che prima gli era parsa tranquillità, ora era corsa. Anche lì in centro tutti avevano qualcosa da fare. E lui, invece, con il cucchiaino raccoglieva le ultime stille di zucchero. Con un tovagliolino poi si asciugava la bocca. Dovrebbe essere sempre così la vita. Dovremmo essere noi a imporre i ritmi all'esistenza, non il contrario. Dovremmo saper correre più veloci del tempo per avere l'impressione che sia lento. Precederlo sul traguardo, attenderlo a braccia alzate. Quante cose potremmo fare? Quante cose potremmo scovare? Quante cose potremmo amare? Di quanto potremmo smettere di pentirci? Come di un bacio dato troppo in fretta, un abbraccio sfuggito per il 2 che arrivava. Una parola non detta perchè tanto domani ci si rivede. Ora il bar era semivuoto. Il turno dei forzati delle 8 era passato indenne. Camerieri moltiplicatisi come funghi stavano togliendo pulendo rimettendo. Ora forse sarebbe stato il momento dei "senza tempo", dei forzati dello shopping. E poi sarebbe arrivato il momento della pausa caffè. Quindi il bar si sarebbe trasformato, come una bisca che diventa osteria per anziani. Via tutto ciò che è dolce, che ricorda in qualche modo la colazione. Spazio a martini campari olive stuzzichini bresaola. E poi ancora ecco i panini i tramezzini i primi i menu da 10 euro con primo secondo e dolce. E non è ancora tutto. Poi tocca al thè con biscotti a signore di mezza età impellicciate che vanno a teatro. Prima di indossare di nuovo l'abito da sera. I soliti camerieri avrebbero pensato a rendere la sala da accogliente bar a veloce ristorante e poi a sala da thè senza vergogna. Quanti odori si sarebbero mescolati, quanti discorsi, quante vite. Quante voglie. Quante.
Non c'era più neanche un granello di zucchero in quella tazzina. Ma il sapore era dolce. Stava smettendo di piovere. C'è un momento, in una mattina d'inverno, in cui tutto può essere. Neve pioggia sole. Non si distinguono i contorni del cielo. Quelle possono essere nuvole della notte che si allontana o di una tempesta che si avvicina. Dura un attimo. Lo spazio di un attimo. Gli ombrelli erano chiusi. C'era più calma. Più gente con borse e sacchetti in mano. Non c'era più un goccio di caffè in quella tazzina. Forse era davvero il momento di andare. Senza meta.
Il conto. La giacca. La porta che si chiude. Voci che scompaiono. Rumori che si accalcano. Clacson che si accendono. Riecco la Milano che si vende. Addio alla Milano che ti sa coccolare.













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sabato, 18 dicembre 2004
Postato da Mousi

Ho scritto un racconto! Son troppo contento. Ho riprovato vecchie sensazioni mentre scrivevo. Bentornata ispirazione, ora ti coccolerò per non farti più andare via da me.
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venerdì, 17 dicembre 2004
Postato da Mousi

Una mattina ho sentito che le catene si erano spezzate. O forse le avevo rotte io, con la forza della disperazione, della libertà. Del desiderio di riemergere dalle ceneri come una Fenice.
Una mattina mi sono guardato allo specchio e ho visto che avevo un paio di ali. Il ricordo mi ha perforato il cuore: io sono un angelo, mi sono detto. E se sono un angelo posso far sorridere gli altri e questo può far sorridere me stesso, prima di tutto. Ora sono gli angeli che verranno a cercare me, non io loro. Ora sono gli esseri umani che verranno da me per un sorriso, non io che dovrò cercare loro. Ma la missione sarà comunque cercare chi ha bisogno di un gesto di affetto, di una parola, di un bacio. Di una carezza che gli faccia sentire l'anima. Che gli tocchi corde che credeva ormai rotte.
Tutti abbiamo un cuore, non possiamo dimenticarcelo. Questo mi sono detto quella mattina, una mattina, in cui mi sono guardato allo specchio.
E quella mattina sono uscito di casa sorridendo e la gente mi sorrideva. Ho amato il mio modo di essere, come mai fino a quel giorno. E ora lo voglio scrivere. Chi è intorno a me da oggi deve essere felice, devo renderlo felice. Devo regalargli la mia euforia, il mio modo di vivere. A volte disordinato, ma spontaneo. Non è difficile volere bene, non è difficile amare. Non è difficile volere qualcosa, ma ancora più facile donare. Donarsi agli altri.
Questo penso. Questo sogno. Questo voglio che succeda intorno a me. Perchè se si vuole succede davvero. Si pensa intensamente e accade. Non esistono porte chiuse, cuori chiusi. Non esistono No e Mai. Ma solo Sì, farò il possibile.

Un pensiero in fondo a questo 'pensiero' anche a chi mi vuole bene. Ve ne voglio anche io. A chi mi ama, vi amo anche io. A chi non sa di Amarmi, io continuo a sentire una sensazione fortissima verso i tuoi occhi e verso tutta te...





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venerdì, 17 dicembre 2004
Postato da Mousi

Lo so, è ora di andare a nanna. Ma sono tornato a casa da mezz'ora, ho mangiato qualcosa e volevo raccontare della mia serata.
E' stata bella: ottima la compagnia, discreto il posto, fantastico il sosia di Vasco Rossi. La serata era di beneficenza, un motivo in più per essere contento di esserci stato. Oltre a Vasco c'erano altri sosia: Renato Zero Eros Ramazzotti, Michael Schumacher. Ma il clou era Vasco...
Sono stato bene. E ora qui a casa sono soddisfatto anche del mio modo di guidare: in totale 4 ore in macchina! Ma ero rilassato, soprattutto al ritorno, nell'autostrada vuota, ascoltando musica. Solo una domanda,che mi pongo in tutta serenità: come sarebbe una serata passata con te, streghetta?

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giovedì, 16 dicembre 2004
Postato da Mousi

Stanotte ho scritto un breve racconto. Ero rapito da mille sensazioni ed emozioni mentre fuori tutto era buio e silenzio, Il mio cuore ha danzato su una stella, le mie ali si sono dischiuse. Ho visto quello che veramente ho dentro di me, quello che mi aspetta. Ho visto felicità, allegria. Ho cenato con ravioli di stelle e bevuto vino di arcobaleno. Chi era con me stanotte mi ha scoperto, mi ha fotografato l'anima. Luna, stelle, Sole ci hanno fatto compagnia. E io da loro ho tratto il mio amore per quello che ho scritto. Ora vorrei ricominciare...
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mercoledì, 15 dicembre 2004
Postato da Mousi

A volte sono le cose strane e semplici che ci danno serenità.
Ieri sera, davanti al pc dopo cena, ho preso del thè caldo. Cosa che di solito non faccio la sera. Ma ho deciso di non prenderlo nella solita tazzina, ma in un bicchiere di plastica. Non so spiegare il perchè a voi e a me, ma questa cosa mi ha dato gioia. Sentire il rumore del thè versato nel bicchiere, nel silenzio della mia casa. E poi bere...finire un bicchiere e rifare lo stesso rito con il secondo. Sarà una cosa atipica, fuori dal normale, però mi ha dato calore.
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mercoledì, 15 dicembre 2004
Postato da Mousi

Riporto una notizia da Genova. A 9 anni violentata dal patrigno e da un amico. Questi due bastardi la bendavano e la portavano in un casolare abbandonato.Qui uno la violentava e l'altro riprendeva le immagini con un videocamera. Poi la picchiavano, la minacciavano con un coltello, la portavano in un altro appartamento bendata e la costringevano a rivedere il filmino.

Ma come si fa?????????

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mercoledì, 15 dicembre 2004
Postato da Mousi

Oggi son preoccupato. Mio fratello mi ha detto che dovrà fare degli esami ai muscoli all'Istituto neurologico. Sono parecchi mesi che ha dolore alle gambe, ora lo specialista gli ha detto di fare esami istologici e genetici. Lui è preoccupato, io di conseguenza. Lui è sempre stato il mio opposto: più forte, capace di incoraggiare. Sentirlo ora così mi fa preoccupare anche di più. Non vedo l'ora che il 2004 finisca.
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martedì, 14 dicembre 2004
Postato da Mousi

Sette mesi fa l'ultima carezza sui tuoi capelli. Ciao Mamma.

Quella carezza della sera (New Trolls)

Quando tornava mio padre
sentivo le voci
dimenticavo i miei giochi
e correvo via
mi nascondevo nell'ombra
del grande giardino
e lo sfidavo a cercarmi,
io sono qui
poi mi mettevano a letto
finita la cena
lei mi spegneva la luce
ed andava via
io rimanevo da solo
ed avevo paura
ma non chiedevo a nessuno
rimani un po'.
non so' piu'
il sapore che ha
quella speranza che sentivo
nascere in me
non so' piu'
se mi manca di piu'
quella carezza della sera
o quella voglia di avventura
voglia di andare via di la
quelle giornate d'autunno
sembravano eterne
quando chiedevo a mia madre
dov'eri tu
io non capivo cos'era
quell'ombra negli occhi
e rimanevo a pensare
mi manchi tu.
non so piu'
il sapore che ha
quella speranza che sentivo
nascere in me
non so piu'
se mi manca di piu'
quella carezza della sera
o quella voglia di avventura
voglia di andare via.....
non so piu'
il sapore che ha
quella speranza che sentivo
nascere in me
non so piu'
se mi manca di piu'
quella carezza della sera
o quella voglia di avventura
voglia di andare via di la


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lunedì, 13 dicembre 2004
Postato da Mousi

Vita da single è stata a lungo Vita da streg(hetta). Ora tornerà Vita da single...
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