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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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lunedì, 28 febbraio 2005
Postato da Mousi

Riporto qui di seguito una chiacchierata su msn con il mio amico di 16 anni di cui ho parlato qualche settimana fa. Lui mi chiama Zio, ma in realtà è una delle poche persone con cui riesco a fare anche questi discorsi seri. E mi piace farli. Mi piacerebbe anche avere un vostro parere, se vi va di leggere. 

Io  ogni tanto penso a come saremmo se fossimo immortali
  Max : saremmo... assolutamente stanchi
  Max   non ci sarebbero piu i sogni
  Max  :e saremmo pessimepersone
Io no, incapaci di invecchiare
Io: cdentro e fuori
Io non sempre bambini, capaci di acquisire esperienza e saggezza ma senza invecchiare
Io ma probabilmente è sbagliato in partenza l'assunto
Io se acquisiamo esperienza e saggezza lo spirito invecchia per forzas
  Max   si ma con l'immortalita avresti infinito tempo difare tuttoe forse ne aspetteresti molto di piu... invece con la paura della morte sei spinto afare tutto nel miglior modo possibilenon avendo iltempo per riparare
  Max   perche?
Io però forse riusciremmo a fare dei progetti, cercheremmo di difendere di più il mondo e noi stessi, visto che saremmo sewmpre noi a dover fare parte di questo mondo
  Max   la saggezza non invecchia
  Max   si... hai ragione anche te...
  Max   e bo forse non cambierebbe molto--- ci sarebberolestesse persone di adesso....
Io a volte ho la sensazione che quando qualcuno ci dice: "Tra 70 anni il mondo sarà una ciminiera" ce ne freghiamo perchè noi non ne faremo pare probabilmente, se non altro ne faremo parte ancora per poco
  Max   parla per te  ... be si forse si...
Io  non ci sarebbero le stesse persone, le nascite ci dovrebbero essere, però poi ci sarebbe il problema del sovraffollamento
Io bah inutile pensarci, è impossibile
  Max   per me e meglio cosi...
Io oppure un mondo parallelo, dopo un certo tot di tempo tutti dovremmo farne parte, di un mondo dove continuiamo a vivere, ad avere rapporti umani...ma fuori dal mondo che conosciamo, senza poter interagire chi ancora resta ma sapendo che un giorno potremo
Io un mondo parallelo a cui accedere senza morire però
Io come se a 100 anni ti dicessero: apri quella porta, lì c'è la tua nuova casa...ci sono le persone che hai conosciuto e che sono andate via prima
Io ,ma tu questa cosa la dovresti sapere già in vita...non con l'insicurezza che abbiamo oggi
Io il non sapere se davvero c'è qualcosa, se rivedremo i nostri cari, soprattutto il sapere che per raggiungere ciò devi prima soffrire morendo
  Max   sarebbe bellissimo... ma non credi che senza saperlo sarebbe ancora piu bello?
Io no, perchè a un funerale oggi si sta malissimo
Io quando muore una persona si sente la sua mancanza e basa
  Max  si ma come puoi conoscere la gioia senza conoscere il dolore?
Io oh ma i mali ci dovrebbero esserelo stesso, ma tutti curabili
Io quelli stupidi e quelli più gravi, ma tutti curabili
Io per tutti a 100 anni ci sarebbe comunque il passaggio,
  Max be... mi sembra un po.... paradossale... che mali sono se saigia che si possono curare
Io ma che c'entra, se tu hai mal di testa...hai male
Io se tu vomiti vomiti e stai male
Io anche se sai che sono curabili
  Max   si ma se ho il cancroediverso... so che non e curabile o che cmq e molto difficile... e li chestai male davvero
Io appunto, ma se si potesse curare...sarebbe bellissimo
  Max   a be certo... 
Io soffriresti lo stesso...finchè la cura non te lo fa passare
Io ma dentro sapresti che lo vinci
  Max  non so... a me non piacerebbe sapere che qualsiasi cosa io faccia passerei a quel mondo parallelo...
Io Beh però se una persona a cui vuoi bene se ne va...
Io tu piangi (credo)
  Max   certo... come tutti
  Max   elavorrei rivederecome tutti
Io ok, ma se tu sapessi che dopo un tot di anni la rivedi...
Io sicuramente
Io è come se quella persona si fosse solo trasferita

  Max   cosi la morteperderebbe di significato...secondo me non sarebbe giusto...
Io quello che ci fa male è la mancanza di quella persona oggi o il sapere che forse non la rivedremo mai?
  Max  all'inizio il fatto che non la rivedi piu... epoi nella vita di tutti i giorni la sua mancanza fisica...
Io ecco, questa è una bella domanda...io parlo di mia mamma, a me non fa male tanto il sapere che non la rivedrò più forse, ma il contatto con lei tutti i giorni
il chiederle i consigli, il sapere che lei mi ascolrta
forse il mondo parallelo sarebbe anche peggio
perchè tu non potresti interagire più con lei fino ai 100 anni
però io forse sacrificherei questa possibilità per tornare un giorno a vivere con lei, a parlare con lei...
(scusa ma qusta riflessione mi è venuta così oggi)
  Max   be... sicuramente sarebbe una cosa splendida... pero... non sarebbe giusto... la vita la ricerca l'amore non avrebbero piu significato... il dolore e vita la speranza pure.... saremmo persone spente con quella certezza... felicemente spenti ....
  Max   queste riflessioni sono vita Alex... pagherei perche le persone che conoscono mi sottoponessero a questecose ogni giorno
Io già non si fanno spesso, anche a me piace ogni tanto parlarne
  Max  laricerca della verita... non ci sarebbe piu... che altro scopoavrebbe la vita? aspettare la morte? fare cio che vuoi tanto prima o poi rivedi tutti?no... nonsarebbe giusto...
Io lo so, forse no....però a volte la sofferenza è proprio il non sapere, anche se la gioia spesso segue la sofferenza
  Max   anassagora... disse che i concetti come le forze esistono solo a coppie di contrari...
  Max   conosciamo il concetto di salita perche conosciamo quellodi discesa,,, e cosi anche per il dolore e la gioia...
  Max   e poi arriva la mia teoria che bisogna meritare di soffrire... una via di ragione...

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lunedì, 28 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Ho camminato nella neve. Stanotte l'ho vista arrivare. L'ho sentita, alla finestra. Come quando ero bambino. Ho camminato felice nella neve. Con il sole che iniziava a farla sciogliere. E sferzate di vento in faccia. E mani ghiacciate. Non so perchè, ma ho pensato al Canada. Pur non essendoci mai stato.

Questo inverno il cielo si è sciolto di nuovo in neve, come non succedeva da tanti inverni. Un po' come me, che ho sciolto le mie emozioni. Dopo tanti anni.

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domenica, 27 febbraio 2005
Postato da Mousi

Ho voglia di starmene con quello che ho e che sto costruendo. Magari sarà solo cartapesta, una baracca che crollerà alla prima ondata forte. Ma ho voglia di starmene così, osservando il mare e la brezza che scuote appena i miei capelli. Ho voglia di toni bassi, di romanticismo. Mi toglierò le scarpe per non disturbare la mia anima che sorride e si gode questi attimi. In cui scrivo, in cui leggo. In cui vivo. Sentirò l'onda che accarezza gli scogli, mentre lontano, oltre il ponte, si muove frenetica la città. Ma adesso non mi appartiene. Io sono qui con i miei pensieri. Con i miei ricordi. Se chiudo gli occhi rivedo una scena di 7 anni fa.
La Scuola di giornalismo, la Notte degli Oscar da seguire in diretta. Tutti insieme per un grande happening. In cui abbiamo mangiato, abbiamo chiacchierato. E io sono stato con te in quello studio della sala radio. Abbracciati. In silenzio, per non farci scoprire dagli altri. Il cuore che batteva forte, i primi battiti del tuo cuore vicino al mio. L'inizio di una storia. In quegli attimi in cui ti piace il proibito, ti piace amare.

Riapro gli occhi. Quella scena non mi fa male. Davanti a me c'è sempre questo mare. L'eco. Una luce lontana. Il silenzio. La tranquillità. La serenità. Vorrei fare una fotografia al mio cuore in questo momento. Perchè vorrei che le tempeste fossero tutte alle spalle. E che le onde da oggi accarezzassero il mio cuore senza fargli più del male. Buonanotte a chi sogna come me.

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domenica, 27 febbraio 2005
Postato da Mousi

Odore di erba bruciata. Ricordo di qualcosa che è stato intenso e che sta passando. Silenzio di domenica. Radio, musica. Alberi ancora spogli. Colori di una domenica come ce ne sono state tante. Ognuna, però, diversa dall'altra. Piccoli aerei in cielo, paracadutisti. Come tante domeniche passate quando la famiglia era una, ma molto molto unita. Odore di erba bruciata. Casa dei miei genitori. Vuota. Eppure sempre accogliente rilassante. Questi i sapori della mia domenica: un misto di forza ricordo e malinconia. Ma ho voglia di viverle tutte queste sensazioni.

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sabato, 26 febbraio 2005
Postato da Mousi

Ma se un'amica ti dice: non voglio vederti. Senza spiegarti il motivo, dicendoti solo che non le va. E se non abita a 1000 km di distanza. E se questa frase, "Non voglio vederti", la pronuncia più o meno sempre, cosa vuol dire? Che il bene è finto? Che a lei va bene il rapporto - diciamo così virtuale - ma che non capisce come a te invece questo non possa bastare. E allora che tipo di amicizia è? Non può anche l'amicizia essere un compromesso, ce ne sono già tanti in altri tipi di rapporto. L'amicizia dovrebbe essere avere anche voglia di abbracciare l'altra persona, di fare qualcosa di bello insieme. Altrimenti, a me sembra solo egoismo. E io a un'amicizia così non ci credo.

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sabato, 26 febbraio 2005
Postato da Mousi

La vita è strana. Fai qualcosa senza pensare alle conseguenze. Proprio quel giorno e proprio in quel momento. Oggi pensavo di fare una cosa, anche se probabilmente non l'avrei fatta lo stesso. Però ci avevo pensato. Ma dovevo anche cambiare cellulare. L'ho fatto, l'altro è finito in pensione. La rubrica per fortuna è salva, ma i messaggi no. Sul cellulare nuovo non li ho più quelli memorizzati. Già, è davvero la fine di un periodo. I tuoi messaggi non li ho più, Sonia. Si sono cancellati da soli. E' un segno del destino. Me ne restano - pochi - sull'altro cellulare. Ma io quando ho deciso di cambiare telefono non avevo pensato a questa eventualità. Il destino ha lavorato per me. E' giusto così. E' giusto che quello che mi faceva male non ci sia più. Certo, alcuni messaggi li potrei citare a memoria, per quanto li ho letti e accarezzati. Il primissimo sms, all'ora di pranzo. Al lavoro. Quello in stazione. Quello della mattina appena sveglio. Quelli di quando non serviva che io facessi molto perchè tu mi volessi. E' finita quell'epoca. Credo proprio di sì. E non sono triste. Anche se mentro scrivo un leggero groppo in gola ce l'ho. Non sono triste. Mi sento solo forte in questo momento. Forte anche se tu non ci sei. Anche se tu ora sei di un'altra persona. Sì, mi sento forte. I tuoi sms sono un ricordo che non potrò più leggere. Ed è meglio così. Non mi ferirai più. Non permetterò più che tu lo faccia, involontariamente o volontariamente.
Nello stesso momento ho scoperto una persona che mi ha regalato un pranzo magico. La vita è proprio strana. Bella nel suo incedere.
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sabato, 26 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Ho comprato un cellulare nuovo. C'è il sole. Sono a casa. Mi son preparato pollo e patate. Son contento. Volevo dire solo questo.
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venerdì, 25 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Luci zampillano nella notte. Come intermittenti lanterne che non ce la fanno a restare accese. Poi una curva un'altra ancora e il nero diventa azzurro. La sera che non è ancora notte è illuminata a giorno dalla luna. Trepidante di riflessi. E sotto di lei il nulla. La nebbia. Come sulle nuvole. Il nulla. Accecante, però. Che sia questo ciò che non sappiamo di noi?
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venerdì, 25 febbraio 2005
Postato da Mousi

Ci sono attimi magici, inspiegabili. Nella vita di tutti noi. Ieri sera avevo paura, la sera stava volgendo al brutto. E avevo paura di scivolare di nuovo in uno dei miei tunnel troppo bui per camminare da soli. E in quel momento ho trovato una persona con cui chiacchierare, di tante cose. Fino alle 3 di notte, quasi. E' stato un momento magico. Magico perchè era come essere faccia a faccia a chiacchierare. E anche se è vero che bisognerebbe rialzarsi da soli, son contento ieri notte di non essere stato solo. Tu sai quello che dico e ti ringrazio, se leggerai :-) Sì, questo post è dedicato a te.

Questa mi piace che tu la legga (e la tenga con te)

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose.

Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.

(Pablo Neruda)

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giovedì, 24 febbraio 2005
Postato da Mousi

Ci sono momenti in cui sei veramente stanco. Oggi è stata una giornata così. Avevo programmato di fare alcune cose, alla fine non le ho fatte. Beh, del resto quando vedi che in macchina, in autostrada, ti si chiudono gli occhi, significa che è ora di staccare la spina almeno un paio d'ore. Così ho fatto. La settimana prossima avrò due giorni liberi, lunedì e martedì, pensavo di andare a Roma. Ma non ho voglia di organizzare, di prenotare un hotel. Perchè vorrei proprio starmene tranquillo, ne ho bisogno. E anche il pensare di organizzare, spostarmi con una meta precisa in questo periodo mi crea agitazione, mi fa passare la voglia. Che farò? Boh. Potrei andarmene a zonzo, un giorno solo e tornare a casa la sera. Vedrò. Poi può darsi che domani mi svegli con la voglia di programmare e allora andrò dove avevo deciso di andare.

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giovedì, 24 febbraio 2005
Postato da Mousi

C'è un forza misteriosa che ti porta ad alzarti e a reagire, anche quando non ne avresti voglia. Oggi è una giornata difficile. Eppure mi son fatto i miei 80 chilometri in macchina, sono al lavoro. Per niente in forma, spaventato, agitato. Grazie a questa forza misteriosa. Forse era quella grande luna che mi faceva compagnia nel silenzio intermittente dell'autostrada tra luci basse e alte. Oppure quel sole immenso che vedo dalla finestra dell'ufficio. Sono forze a volte oscure. Ma ci sono.
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mercoledì, 23 febbraio 2005
Postato da Mousi

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mercoledì, 23 febbraio 2005
Postato da Mousi

L'avevo scritta qualche giorno fa in italiano, una mia amica spagnola mi ha regalato la versione originale. La posto perchè musicalmente è stupenda, e poi è come l'aveva pensata Pablo Neruda. La posto perchè il suo suono regala alle parole il loro vero significato. Perchè chi legge si senta trasportare. E ringrazio la mia cara amica Yasmina che mi legge ma che è timida e non commenta mai :-) un besito, chica

Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
Parece que los ojos se te hubieran volado
y parece que un beso te cerrara la boca.
.
Como todas las cosas están llenas de mi alma
emerges de las cosas, llena del alma mía.
Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
y te pareces a la palabra melancolía.
.
Me gustas cuando callas y estás como distante.
Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
Déjame que me calle con el silencio tuyo.
.
Déjame que te hable también con tu silencio
claro como una lámpara, simple como un anillo.
Eres como la noche, callada y constelada.
Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.
.
Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

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mercoledì, 23 febbraio 2005
Postato da Mousi

Fino a ieri nevicava. Eppure io la primavera la sento arrivare. La sento penetrante. Da far venire voglia di aprire le finestre. La sento nel profumo che c'è nell'aria, la sento nei muscoli. La vedo nella luce che non è più flebile alle cinque di pomeriggio e che di mattina già alle sette inizia a illuminare le prime case. Anche quando il cielo, come oggi, è grigio. Ma è un grigio diverso. E' tutto diverso, se ci pensate, quando la primavera bussa alla porta. Anche i visi della gente. Il modo di camminare. Il modo di sorridere. La primavera non è solo una stagione, ma un modo di vivere. Rappresenta in un certo senso i 16 anni, l'instancabile e inesauribile spirito giovanile. E io spero di diventare una cosa sola con la primavera. Perchè è il periodo dell'anno che amo di più.  
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martedì, 22 febbraio 2005
Postato da Mousi

Quando sognate qualcosa di meraviglioso, non abbiate paura di svegliarvi e di perdere tutto.
istruzioni perl'uso:

1) Tenete le ciglia socchiuse anche se siete svegli;
2) Tornate indietro con la mente senza aprire gli occhi;

Vi renderete conto che il sogno rimarrà impigliato tra le vostre ciglia. Rimarrà nel vostro cuore e nella vostra mente. E lo potrete gustare piano come si gusta una bella tazza di cioccolato caldo d'inverno in montagna.

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martedì, 22 febbraio 2005
Postato da Mousi

Perchè il mio telefono di casa squilla sempre alle 9 di mattina? Puntualmente verso quell'ora che io ci sia o meno squilla. Chi è? Perchè non provare sui cellulari (che invece, quando accendo, non hanno messaggi di telefonate non risposte). Che nervoso!! Sarà che sono teso per la partita di stasera che non potrò vedere in tele perchè sono al lavoro. Basta, basta! Cambierò lavoro. Mi devo sempre perdere il meglio con orari fuori da ogni logica. Ok, ok, ora mi metto tranquillo...
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lunedì, 21 febbraio 2005
Postato da Mousi

 

Cyrano
        Venite pure avanti, voi con il naso corto,
        signori imbellettati, io più non vi sopporto!
        Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
        perché con questa spada
        vi uccido quando voglio.

        Venite pure avanti poeti sgangherati,
        inutili cantanti di giorni sciagurati,
        buffoni che campate di versi senza forza
        avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
        godetevi il successo, godete finché dura
        ché il pubblico è ammaestrato
        e non vi fa paura
        e andate chissà dove per non pagar le tasse
        col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
        Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
        però non la sopporto la gente che non sogna.
        Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
        e al fin della licenza io non perdono e tocco.

        Facciamola finita, venite tutti avanti
        nuovi protagonisti, politici rampanti;
        venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
        feroci conduttori di trasmissioni false
        che avete spesso fatto
        del qualunquismo un arte;
        coraggio liberisti, buttate giù le carte
        tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
        in questo benedetto assurdo bel paese.
        Non me ne frega niente
        se anch'io sono sbagliato,
        spiacere è il mio piacere,
        io amo essere odiato;
        coi furbi e i prepotenti
        da sempre mi balocco
        e al fin della licenza
        io non perdono e tocco.

        Ma quando sono solo
        con questo naso al piede
        che almeno di mezz'ora
        da sempre mi precede
        si spegne la mia rabbia
        e ricordo con dolore
        che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
        non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
        per colpa o per destino le donne le ho perdute
        e quando sento il peso d'essere sempre solo
        mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
        ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
        amo senza peccato, amo ma sono triste
        perché Rossana è bella, siamo così diversi;
        a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

        Venite gente vuota, facciamola finita:
        voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
        se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
        guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
        e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
        che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
        le verità cercate per terra, da maiali,
        tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
        tornate a casa nani, levatevi davanti,
        per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
        Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
        e al fin della licenza io non perdono e tocco.

        Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
        ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
        non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
        tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;

        dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
        dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
        Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
        io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
        ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
        ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
        perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
        se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano...

Francesco Guccini
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domenica, 20 febbraio 2005
Postato da Mousi

E' sempre stato difficile dimenticare qualcuno. Dimenticarlo. Non pensarlo. Non rimpiangere quello che non è stato. Mi capita sempre.
Per questo, stamattina ho una dedica per te, Streghetta.

Camminavo a piedi scalzi nella neve;
congelato, disperso, ferito;
ho visto un fuoco acceso, una donna,
un sorriso, parole d'amore;
Non ho più avuto freddo,
non ho più avuto paura,
non ho più avuto voglia di ripartire.
Intorno a quel fuoco
il ghiaccio, il mio ghiaccio,
si è sciolto.
Le labbra si sono aperte in un sorriso,
felice.
Tu sorridevi, io sorridevo,
e quel fuoco bruciava bruciava.
Non l'ho spento, non l'hai spento.
Non si spegnerà mai.
Ma tu sei andata via, all'improvviso.
Ti ho vista mentre camminavi,
non ho potuto fermarti.
Ti ho rivista davanti a un altro fuoco,
sorridente.
Accanto a te un'altra persona,
sorridente.
Il mio cuore è di nuovo ghiaccio.
La mia paura è di nuovo bufera di neve.
Mi siedo su questa gelida montagna
aspetto che smetta.
Aspetto che il fuoco si spenga.
Insieme a me e ai miei respiri.
Ripetendo come un mantra
una frase sempre più flebile:
Ti amo.

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sabato, 19 febbraio 2005
Postato da Mousi

Non mi sveglio più pensando di rendere una giornata speciale. Ma forse è giusto che sia così, devo capovolgere la situazione: sono io che devo sentirmi speciale, la giornata sarà una conseguenza. Buongiorno a tutti. Spero che tanta gente oggi sorrida e chi non può sorridere spero che provi anche solo un attimo a pensare alla giornata come a un bel pupazzo di neve. Costruiamole insieme queste giornate, non sono belle solo per i bambini. Non devono essere gli unici a stupirsi perchè per la prima volta vedono qualcosa. Possiamo stupirci anche noi della cosa più semplice che ci sia, se la guardiamo pensando di essere noi. In questo mondo. Adesso.
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venerdì, 18 febbraio 2005
Postato da Mousi

Il sesso è l'illusione più reale che esista

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giovedì, 17 febbraio 2005
Postato da Mousi

Perchè scrivo?
Ho iniziato a 14 anni per amore. All'epoca erano poesie. Poesie per un amore lontano, una persona che avevo conosciuto al mare. Bellissima. Agli occhi di un ragazzo che sognava già tanto. Bellissima, ma lontana mille chilometri. E per giunta un amore non corrisposto. Ma io sognavo anche più di ora all'epoca. Eallora ho cominciato a scrivere poesie, una raccolta dal titolo emblematico: "Un anno di ricordi". Dovevano essere 365 poesie, alla fine credo di essere arrivato a circa 300. A scuola il mio compagno di banco - secondo anno delle Superiori - le leggeva e mi dava un voto. Ho scoperto allora che amavo scrivere. Quello in realtà non è stato un bel periodo per me, ma proprio nello scrivere davo tutto me stesso. Quando m'immergevo nelle parole ne venivo immediatamente rapito. Trasportato. Poesie, più che altro pensieri in prosa. Su quadernoni, a penna. Qualche anno dopo a questa ragazza le avrei fatte leggere queste poesie, in spiaggia. Non senza imbarazzo e senza risultati.

Poi ho iniziato a scrivere qualcosa di più che poesie. Ma son passati parecchi anni e la sbornia per quella ragazza non mi passava. Anche se la vedevo solo un mese all'anno. A scuola scrivevo dei temi molto belli, alcuni venivano letti in classe. Ho iniziato a scrivere articoli, su un giornale locale. Ho associato due mie grandi passioni: lo scrivere e lo sport. Ma amavo prima di tutto scrivere, quindi anche cronaca, spettacoli, politica. Quello che c'era.
Intanto, dentro di me, si era formato se non altro l'animo da scrittore. E allora ho iniziato con i racconti. Avevo tante idee. Ogni emozione la mettevo su carta. E ho cominciato a essere felice di far leggere ciò che scrivevo agli amici. Lo facevo per me, insomma, ma anche per gli altri. E' inutile nasconderlo. Ho tentato anche di scrivere un paio di libri, uno non mi dispiace affatto. Mai pubblicato, ok, ma mi son divertito a farlo. E poi a rileggerlo. Anche questo, per una donna. Ho vinto un concorso per racconti, uno dei giorni più intensi e meravigliosi della mia vita. Intanto, ho iniziato a fare seriamente il giornalista. Mi sono innamorato un'altra volta di una mia compagna della Scuola di giornalismo. E questa volta è successa una cosa strana: lei apprezzava, ma non mi amava. Un'altra mia collega leggeva e poco per volta si è innamorata di me. Sarebbe diventata poi mia moglie.

Strano, ma proprio quando mi sono fidanzato ho smesso di scrivere racconti. E' stato come se le emozioni fossero diventate pioggia. Le provavo. Non avevo più bisogno di scriverle. Non erano più cose proibite.

Poi, è venuto internet. L'ultima parte di questo post. I blog. Ancora una volta, scrivo soprattutto per me. Però, i commenti è bello leggerli. E' bello scambiarsi idee con altri blogger. Scambiarsi emozioni. Sono un po' deluso in questo periodo. Proprio ora che forse ne avrei più bisogno di commenti, è come se il mio blog fosse uscito fuori linea. Non ci scrive più nessuno. E' come se fosse passato un ciclone, un uragano. Non è importante, lo so, però a volte fa bene al cuore. Nel frattempo, ho ripreso con cautela a scrivere qualche racconto. A catturare di nuovo qualche emozione. Ancora una volta, però, nel momento in cui soffro per amore. Questa è una costante.
Dalla mia prima poesia son passati 17 anni. Un'eternità. Diceva così la poesia:

Ogni volta che ti penso
una sensazione mi assale:
l'Amore.

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giovedì, 17 febbraio 2005
Postato da Mousi

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Siccome ogni cosa è piena della mia anima
tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima,
e assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia con il silenzio tuo.

Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e stellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.

E sono felice, felice che non sia vero.

(Pablo Neruda)

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mercoledì, 16 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Il video di Giuliana Sgrena, le sue lacrime, il suo appello: allucinante. Senza entrare nel merito della politica, fa un male ascoltarla e vederla. Quando chiede aiuto al suo compagno è straziante. Sarà che è una collega, ma mi sento anche più coinvolto.
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mercoledì, 16 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Avevo spento il pc per guardare un film. Forse ne avevo bisogno di accoccolarmi un po' nella nostalgia, nel ricordo. Nel cercarti ancora una volta mamma. Perchè in fondo "Rumors of Angels" parlava proprio di un ragazzo che aveva perso la mamma e di una donna che aveva perso il figlio. La speranza, la chimera, il desiderio di cercare comunque chi non c'è più. Sì, mamma, io lo provo tanto spesso questo desiderio di sentirti vicina. Tu lo sai, in questi mesi non son capace di affrontare tutto. A volte sorrido, ma tante volte sono lacrime quelle che mi rigano il volto. E tu non ci sei vicino a me. Ti sogno, ma non mi basta. Vorrei sentirti come quando c'eri. Come quando squillava il telefono ed eri tu. Come quando mi hai detto che stavi comunque dalla mia parte, sempre. Da bambino, da adulto. Adesso ti chiamerei spesso la sera per dirti che sono a terra, che non trovo un motivo valido per riprendermi. Tu troveresti di sicuro la parola giusta. Ti direi che mi manca tremendamente un abbraccio. Che stasera volevo un amico, un'amica, la volevo qui. Perchè molto semplicemente avevo bisogno di sfogarmi, di stare tra le sue braccia. Di sentirmi asciugare le lacrime. Avevo bisogno di calore, di occhi che mi sorridessero. O che piangessero con me.
Sai mamma, quella persona io continuo a cercarle. Lei. Sonia. E' più forte di me. Le ho mandato un sms forse illudendomi che lei abbia tempo per me quando voglio io. Forse illudendomi che anche solo un'amicizia dovrebbe essere così. Ma lei non mi ha risposto. Forse mamma, tu mi diresti che è l'ennesimo segno che questi mesi ho sbagliato. Però mi ha fatto stare tanto bene e mi manca ancora. Avrei voluto chiamare Vivi, ma non l'ho fatto. Avrei voluto qualcuno vicino per parlare di te. Per raccontare le cose belle di te, il tuo sorriso, le mie carezze sui tuoi capelli. Lo so, ne ho già parlato, ma ne riparlo. Volevo parlare di quando ti ho reso felice. Volevo parlare con te, mamma, forse, di te. Di quanto si possa essere soli anche quando t'illudi di non esserlo. Di lei, la persona che mi è stata accanto negli ultimi cinque anni. Anche lei ora è lontana. Qui, adesso, vorrei parlarti di quanti mi vogliono bene, di quanti dicono di volermene. E' difficile ricordarli tutti. Ci sono le persone che ho conosciuto da poco. C'è Pigi, lui, l'amico di più vecchia data. L'ho chiamato oggi e lui ha detto che mi aveva dato per morto. Gli ho risposto che moralmente lo sono. O forse vorrei esserlo. Invece se piango significa che non lo sono. Ma che sono ancora disperato. Che cerco cerco cerco. Cerco un qualsiasi motivo per essere di nuovo me stesso. A volte mi sento orgoglioso, quando un ragazzo tanto più giovane di me mi chiama Zio, mi chiede consigli e poi mi dice che l'ho aiutato. Poi, però, lui se ne va per la sua strada, e io sono qui. Con la tua foto tra le mani, a guardarti. A Cercarti. Ti voglio bene, tantissimo, mamma, anche se lo sai già. E chissà a quante persone vorrei dire la stessa cosa, e a volte ho paura di non farcela a dirglielo. A te l'ho detto tante volte. Anche il giorno prima che te ne andassi. In una mattina di primavera. Dopo averci salutati tutti non con un addio, ma con un "alla prossima settimana". Tutti lì con te. Chissà se lo sai che poi qualcuno non ha più qualcun altro vicino. Chissà se sai tutte queste cose che sto scrivendo, così come me le detta il cuore. Senza pensare. Vorrei andare a dormire, svegliarmi di notte e vederti vicino a me. Poterti parlare, stringerti ancora una volta. Anche per pochi attimi, anche per un istante solo. Non in un sogno, ma nella realtà. Sentire il tuo calore. Stando attento a non farti male. Vorrei questo. Una stella che arrivasse nel mio cielo per portarmi in alto. Prima che sia troppo tardi, perchè lo sento. Lo sento sempre di più che non ce la faccio più. Per quello che non ho fatto, che ho rovinato, che ho perso. Per le persone che hanno finto di amarmi, per le persone che ho tradito io. Per le mie paure, il mio non essere sempre coraggioso. Eppure quella volta lo sono stato. Sono entrato a vederti, ti ho accarezzato la fronte, la mano. Fredde. Non ho pianto. Ho fatto io coraggio agli altri. A chi piangeva. Quel giorno sì. Il giorno che ti hanno portato via, il giorno che poi io mi sentivo più grande tornando a Milano in macchina. Ora vorrei che fossero loro a farlo con me. A dirmi che ci sono, che la vita continua. Che posso cadere cento volte, mi rialzerò centouno. Che diventerò più forte bagnando le mia guance di lacrime. Ma da solo non ce la faccio. Da solo no. Aiuto. E questo che chiedo. Aiuto perchè la mente e il corpo non sono quelli di sei mesi fa. Vinco una battaglia e la guerra però mi accerchia. Tu queste cose le sai, mamma, le sai tutte. Lo so. Ti chiedo solo di non darmi mai troppo coraggio. Perchè lo potrei usare male. Dammi quello che basta, di più di quello che basta. Dammi il tuo coraggio. Dammi la tua forza. Dammi il tuo abbraccio. Ne ho bisogno. Davvero tanto. Perchè sono ancora il tuo cucciolo. Anche se oggi non mi chiama più nessuno così.
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martedì, 15 febbraio 2005
Postato da Mousi

 “E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa...” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...”
“Io sono responsabile della mia rosa...”, ripeté il piccolo principe per ricordarselo.
(tratto da Il Piccolo Principe...)
E' un brano che dovrebbe far riflettere tante persone.
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martedì, 15 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore.
Mai non dire:
"L'amo per il sorriso,
per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare,
così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno".
Queste son tutte cose
che posson mutare,
Amato, in sè o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto.
Può scordare il pianto
chi ebbe a lungo
il tuo conforto, e perderti.
Soltanto per amore amami
- e per sempre, per l'eternità"

Elizabeth Barrett Browing

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lunedì, 14 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Vorrei scappare. Fuggire. Starmene da solo. Da solo con me stesso. Perchè non trovo una soluzione a me e agli altri. Vorrei scappare dove nessuno mi possa trovare. Dove il dolore è solo mio, dove reagisco solo se voglio io. Dove scandisce il mio tempo solo il sole e dove l'aria mi sommerge con i suoi colori. Vorrei starmene ore e ore seduto a contemplare il mare, il sole che dorme, la luna che sorride. Vorrei che nessuno mi potesse giudicare. Vorrei poterlo fare davvero. Solo. Impazzirei. Ma lo saprei solo io. Piangerei. Ma lo saprei solo io. Un attimo dopo magari sorriderei. Ma lo saprei solo io. Ma in questo momento vorrei solo scappare. Fuggire lontano. Non leggere più nulla, non sapere più nulla. Perchè non sto vivendo. Perchè c'è troppa vita intorno a me e in questo periodo non la sopporto. Vorrei chiudere gli occhi e per incanto ritrovarmi. Ma so che non posso. So che non posso, che non ce la faccio. Neanche a stare da solo. Perchè poi ho bisogno degli altri. E ho anche bisogno di stare da solo. Ecco perchè vorrei scappare. Sparire.
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domenica, 13 febbraio 2005
Postato da Mousi

 Vorrei che le giornate diventassero feste
perchè hai un cuore e una persona che ti parlano dolcemente
Vorrei che lo fossero sempre
semplicemente perchè quel cuore e quella persona ti parlano
Vorrei che questa festa
fosse capace di tutto
superasse ostacoli
e fuggisse dove se ne può stare con quella persona
In una specie di Paradiso
costruito apposta
Magari dopo aver seguito il tragitto breve
ma magico
di una stella cadente
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sabato, 12 febbraio 2005
Postato da Mousi

Giornata strana oggi, piena di cose inattese. Alcune volute, altre no. La riscoperta di una persona, una telefonata che non mi aspettavo, voglia di scrivere e di chiacchierare con una ragazza molto dolce, aver avuto il coraggio di riprendere i rapporti con mio cognato. Ed è solo la fine della mattina. Boh, forse nonostante tutto, sto tornando più positivo verso la vita e gli altri.

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sabato, 12 febbraio 2005
Postato da Mousi

I want to be Alive 

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