Link amici
Categorie
Feeds
Contatore visite
Credits
Pomeriggio di scoperte
Era uno di quei pomeriggi in cui l'afa ti appiccica addosso i vestiti. Non c'era ombra, neanche sui viali o nei parchi. Era stato un sollievo entrare in quel portone, un getto di arie fresca aveva investito il corpo di Giulio, così strano sentire il fresco che incrociava il sudore. Quel corridoio buio che metteva spesso in agitazione Giulio e poi l'ascensore per salire fino all'ultimo piano. Lenta la salita, veloci i pensieri.
Davanti al portone. Lei. Quella casa così affascinante. Piena di oggetti pieni di vita. In effetti, sembrava che tutto avesse un'anima in quella stanza, dalle piante ai quadri. Dai cuscini del divano alle statuine usate come soprammobili. Faceva caldo. Anche se la finestra era aperta e le tende svolazzavano come un sipario. Era sempre affascinante Paola. Inspiegabile, ma misteriosamente eccitante. Eccitazione e agitazione. Un mix un po' indigesto, a dire il vero. Giulio e Paola, 30 anni di differenza, eppure quella donna aveva qualcosa che ti faceva sentire una gran voglia di sfiorare il suo corpo, di sentire le sue mani sul tuo. Ma fu lei a iniziare il sottile gioco quel pomeriggio. Giulio era timido, impacciato, alle prime armi. Lei no.
Giulio, mi fai dei massaggi? Lei con il suo pareo, e le sue gambe. Massaggi? In fondo non c'era nulla di male. Massaggi prima sui piedi e le caviglie, poi fino al ginocchio. Sei molto bravo, Giulio, sei davvero bravo. Lei conduceva il gioco, ma dava l'impressione di lasciar fare a lui.
Faceva caldo.
Ogni tanto un soffio di vento si faceva strada sotto la maglietta. Giulio, che ne diresti di massaggiarmi anche le cosce? Se prima poteva esserci qualche dubbio, ora no. Bisognava solo capire come e perchè. Lei si sollevò il pareo lasciando intravvedere le mutandine verdi. E le cosce. Il suo sorriso era malizioso, invitante. Le sue parole anche, un ritornello: sei bravissimo, Giulio. Continua così. Lei era ora praticamente distesa sul divano. Giulio non vedeva in lei una donna di 30 anni più vecchia di lui, ma solo una donna. Con un corpo vero. Lei ora sembrava eccitata. Giulio, che ne diresti di spogliarmi? Dai, vieni. Così, in quel pomeriggio caldo, Giulio avrebbe visto per la prima volta Paola nuda, pronta a tutto, disposta a tutto. Le sue forme. Il suo seno, piccolino. Il suo corpo che non sembrava risentire degli anni. Il suo sesso. Tante volte Giulio se l'era immaginato. Tante volte aveva cercato di indovinare le forme di Paola sotto i vestiti. Ora lei era lì, appagante nella sua bellezza. Giulio, dai, avvicina la bocca. Ormai Paola aveva vinto qualsiasi inibizione, ammesso che ne avesse mai avute. Giulio voleva provare, scoprire, sentire il sapore. Infilà la testa tra le gambe di lei, mentre una mano di quella donna gli accarezzava i capelli. Giulio, sei bravissimo. Toccami le tette, sì così. Bravo. Ma le mani di Giulio si muovevano frenetiche, dal seno scendevano, si spostavano sulla schiena fino al suo sedere. Era la parte di lei che gli era piaciuta sempre di più. E ora sentiva quanto era rotondo. E la cosa lo eccitava. Lei si dibatteva su quel divano mentre la lingua di lui faceva il suo lavoro. Lei era eccitata ora. Molto eccitata, ma brava a non perdere mai il controllo. Durò molto quella fase.
Poi Paola si scosse.
Ora tocca a te. Spogliati, vediamo un po' cosa c'è lì sotto. Giulio improvvisamente aveva smesso di sentire caldo. Mentre si toglieva tutto sentiva dei brividi, delle scosse di freddo. Con gli occhi di lei che lo scrutavano, ma che in fondo conoscevano tutto. Non erano come gli occhi di Giulio, molto più sprovveduti. Ora anche lui era completamente nudo. Giulio, hai una pelle morbidissima. Le mani di lei andarono subito al dunque. Un contatto prima freddo e quasi indolore, poi quel muoversi lento delle dita diventò qualcosa in più. Lui sentiva la voglia che cresceva, tra quelle dita. Chiudeva gli occhi per assaporare meglio il momento. Mentre lei con voce dolce ma decisa aumentava il ritmo. Era bello. In quel momento non c'era più nulla intorno. Solo distensione. Solo un lento ma costante piacere. Solo quelle dita delicate che ora sapevano cosa fare. Che non si sarebbero fermate. Che non si fermarono. Fu lungo, o forse no quel momento. Gli ultimi istanti Giulio non riusciva a pensare ad altro che a lei. Al suo corpo. Finchè senza alcuna vergogna si lasciò andare. La mano di lei non lasciò la presa, fino a quando i colpi diminuirono. Fino a quando non fu tutto un bellissimo e appagante ricordo. Così come quei dieci minuti uno vicino all'altra sul divano, mai stati così vicini e intimi.
Meravigliosamente doloroso
L'amore
che cos'è?
Me lo domando spesso.
E' un'acquazzone in pieno solleone
pozzanghere di oblio
schizzi su maniche corte
l'arcobaleno che rende le gocce
stelle cadenti
su asfalto come cielo azzurro/blu
il vento che trasporta
l'odore di terra assetata
ora ritemprata
domani rasserenata
Ma l'amore è anche
la tempesta
che scuote imposte e porte
che non accetta compromessi
che è saette e rombi sordi
Arriva dopo una splendida giornata di sole
Inaspettato.
E per questo più bello.
E per questo indecifrabile
travolgente
meravigliosamente doloroso
(Alex)
Stelle di musica
Musica
per magia
rivedo il parcheggio
il sole che tramonta
il cielo che diventa
di una bellezza
appagante
Prima delle stelle
le luci che si accendono
L'ora che corre
gli ultimi minuti che si scoprono
piano
come una donna imbarazzata
Poi eccoti, sbuchi da lontano
Il cielo mastica luce
ma io guardo solo verso di te
(Alex)
E' una sensazione bruttissima non sapere nulla di qualcuno. Avere la sensazione di aver perso ogni traccia di lui. Ti senti impotente. E' frustrante. E' preoccupante. E' triste. E' deludente.
Stasera non trovo una spiegazione. La cerco, mi guardo intorno. Ripasso le parole, le azioni, ma proprio non c'è un motivo. E avrei tanta voglia di spegnere tutto. Di spegnermi del tutto. Tutto l'entusiasmo si sta prosciugando. Avrei voglia di farmi del male. Per aver creduto, una volta ancora, in qualcuno. In qualcosa. Scusa cuore, ti ho fatto di nuvo del male. Scusa anima, ti ho di nuovo mandato allo sbaraglio. Scusate occhi, vi ho di nuovo illuso. Scusate mani, vi ho di nuovo dato un appiglio scivoloso. Scusate gambe, vi ho chiesto di nuovo di correre dietro a un miraggio, forse. Scusa, oggi voglio chiedere scusa a me. Non serve a sentirmi meglio, anche perchè sembra che l'unica persona a cui riesca a fare del male sia io. Mi conficco lance dentro il cuore e poi..e poi grido di dolore.
Stanco
C' è una stanchezza
che non vola via
con il vento
Ma che il vento
scuote
e fa rabbrividire.
E' la stanchezza
di Amare
senza paracadute
(Alex)
Una frana d'amore
A volte le parole sono sassi
pesanti da tirar fuori
fanno male quando escono
Rimani a guardare
vorresti parlare
ma le mani ti scivolano via
le labbra si bloccano
dici frasi senza senso
perchè il vero senso
ce l'hai dentro al cuore.
Quelle parole fanno fatica
a farsi strada
perchè hai paura
siano massi.
E allora preferisci che quella frana
resti dentro il tuo cuore.
Ma quando scioglierai quelle fragili barriere
se un sorriso brillerà sul viso di chi è
accanto a te
sentirai tremare anche il cuore.
Una frana
d'amore
(Alex)
Sole oggi non tradirmi
ho voglia di te
Non fermarti
Ama ancora
Anche se hai sofferto
tu che leggi
Anche se hai pianto
tu che odi
Anche se hai paura
Non fermarti
Ama ancora
Anche se hai il cuore vuoto
ma pieno di lacrime
Anche se dentro prometti
di non amare più
Non fermarti
Ama ancora
Perchè se ami
ti guardi allo specchio
e vedi
Senti
Sorridi
La vita scorre
dentro di Te
e non puoi fermarla
perciò
Non fermarti
Ama ancora
Senza paura
Senza vergogna
(Alex)
(Ma quel pallone mezzo sgonfio si bagnerà? Sentirà freddo)?
Vorrei andare a prenderlo per portarlo qui con me.
(Si sentirà solo)?
Vorrei dirgli che tutti i giorni c'è chi lo guarda. Che piova o no.
(Ma forse ora ha paura?)
Sempre più nero. Mi fa paura. Di un nero che sembra non avere fine. Notte di nuovo di giorno. Giorno di nuovo notte. Mi fa paura. Ho paura. Svegliatemi da questo nero. Nero informe. Nero che avanza. Nero che picchia. Nero che circonda. Nero che aspetta. Nero che aggredisce. Nero che si macchia di nero. Nero che spinge via il bianco. Nero che si accascia.
(E tu come stai)?
Devo pensare di più a me stesso. Provarci. Va bene essere disponibili, ma prima di tutto vengo IO.
Non sarà facile. Ma sento forse il bisogno di fermarmi un attimo a riflettere. Quando ti siedi, guardi con altri occhi le persone che corrono a destra e a sinistra. Se corri tu, invece, non distingui chi cammina, chi corre, chi ha tempo, chi non ha tempo.
Standomene seduto, vedrò meglio dentro me stesso. Se qualcuno vorrà fermarsi con me, faremo due chiacchiere. Se tutti continueranno a correre, li guarderò.
Stiamo organizzando
un raduno blogger
a Milano
Il programma prevede ritrovo e cena. Chi volesse partecipare può iniziare a dire Sììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì. Non ci accettano Noooooooo, e neanche commenti del tipo: vorrei ma son troppo lontano/a. Appuntamento per maggio, diciamo metà maggio.
Partecipate numerosi!!!!
Se oggi avessi una matita
traccerei scarabocchi
segni incomprensibili
Credo che nessuno mi capirebbe
Sarebbe però svuotare l'anima
dal nulla che sento dentro
E non esiste cosa più dolorosa
che svuotare il nulla
Sentire solo le grida
della tua infelicità
le urla di scherno
della disperazione
i passi felpati
della morte interiore
che viene a prenderti
Lei non fa rumore come la Morte
lei si prende quello che le serve
dietro di sè solo il nulla
Dietro di sè solo scheletri
di poeti
Ossa di scrittori
pagine strappate
di scarabocchi
Incomprensibili.
Incomprensibile
morire così
(Alex)
Dialoghi folli tra due folli. O uno solo
Sognavo. Sì un tempo sognavo
Provaci ancora,i sogni sono desideri
No il lieto fine non esiste, i sogni hanno sempre il lieto fine quindi inutile sognare
Tu non sei capace di vivere sensa sognare
Beh, posso sempre imparare. Tanto i sogni fanno solo male, alla fine.
Ma aiutano anche a vivere qualche volta
Non fare Marzullo, per favore. Non è serata. Lasciami in pace, non ho voglia di parlare o di scrivere.
Però, lo stai facendo. E parli con uno che neanche sai chi è.
Beh, posso immaginarlo. Sarai la mia coscienza, il mio io che viene fuori. Una di queste cazzate per psicologi.
Beh se mi definisci una cazzata, perchè mi rispondi?
Perchè sono una persona educata. Ma ora, per favore, lasciami in pace. Non sono in forma stasera
Io me ne andrò solo quando tu deciderai che è venuto il momento di salutarci.
E' venuto il momento
Bene, schiocca la dita, fai qualcosa. Ma...vedi, non scompaio...vuol dire che vuoi che rimanga
E allora rimani. Ma stai zitto. Non voglio sentire nulla. Solo il mio respiro finchè non si fermerà.
Beh se si fermerà il tuo respiro, si fermerà anche il mio. Decidi tu.
Ma chissenefrega di te. Fino a prova contraria sei solo una riga blu sullo schermo
E tu una riga rossa. A proposito, un po' kitsch il rosso.
Io sono quello che scrive ogni giorno qui. Tu da dove arrivi? Anzi no, non lo voglio sapere. Voglio stare spento. Lo dice anche Vasco.
Ok, contempliamo il tramonto. In silenzio.
Finalmente hai detto una cosa intelligente.
Stai zitto o parli?
Sei tu che devi stare zitto, io posso parlare quanto voglio:
Ma se hai detto che non avevi voglia di parlare un attimo fa?
Cambio idea in fretta. Non sono fatti tuoi.
E' vero, non sono fatti miei. Strano che pur essendo curioso non voglia sapere chi sono io che sembro conoscerti così bene.
Ok, te lo chiedo e poi te ne vai: chi sei?
Sono tutto ciò che tu non sopporti. Ma anche ciò che ti piace. Sono ciò che ti fa paura ma anche ciò verso cui vai incontro. Sono il destino il caso ma anche ciò che programmi. Sono la tua vita ma potrei essere anche la tua morte. Sono tutto e l'opposto di tutto. E' per questo che vivrò sempre con te. Tu non puoi vivere senza il tutto e senza il niente. Inutile che ti dibatti. Sarà sempre così. E io continuerò a controbattere a ogni tua frase. Perchè io stia zitto, tu devi stare zitto. Vuoi questo?
Sì. Anzi no.
Ecco, ora tu sei me. Sì e no. Tutto e il contrario di tutto.
Ora siamo tutt'uno. E' quello che sei di solito. Ma stasera sembravamo due persone diverse. Per fortuna ora non più. Ora tu sei me e io sono te. Ma nessuno sa distinguere chi sei tu e chi sono io. E' il bello del tuo essere. E del mio essere. Ti accontenti e cerchi di più. Piangi e ridi. Sarà sempre così. Non cambierai mai. Anzi, non cambieremo mai. Ti dispiace? Allora, vuol dire che sei contento.
Stasera vorrei urlare...ma non ce la faccio.
Stasera vorrei scrivere...ma non ci riesco (e per me è la cosa peggiore che ci sia).
Stasera sono in una cantina buia.
Scusate tutti...
Un noto night club di Milano era in realtà una casa d'appuntamenti di altissimo prestigio. Le ragazze, che arrivavano principalmente dall'est europeo, "costavano" dai 1200 ai 1800 euro. Tra i clienti, indovinate un po', c'erano calciatori italiani e stranieri, piloti di Formula Uno, persone dell'ippica, industriali. Ovvio. Io per andare con una persona del genere dovrei spendere tutto il mio stipendio in una notte.
C'era chi pensava a tutto per loro: dall'affitto della casa agli spostamenti (su taxi di tassisti compiacenti) all'arrivo al lavoro. In tutto, l'organizzazione controllava un centinaio di ragazze. Il loro lavoro lo facevano al night, ma anche a domicilio. E, come nei film, su richiesta dei portieri d'albergo, la ragazze allietavano la notte di personaggi famosi in trasferta negli hotel più importanti della città.
Una domanda, dopo la notizia. Ma che il mestiere più antico del mondo fosse anche redditizio si sapeva. In questo caso, forse non era neanche pericoloso. Ok, allora da oggi in poi mi organizzerò per fare un nuovo lavoro, diventerò gigolò. Ovviamente, solo per donne facoltose :-p
Normalmente non mi autoelogio, ma oggi lo faccio.
Ho fatto un titolo sugli ascolti tv di ieri che hanno visto stravincere la fiction su Karol.
Nel giorno di Joseph stravince "Karol"
Sono super orgoglioso :-) e mi han fatto i complimenti. Su corriere.it c'è :-)
Mentre oggi veniva eletto il Papa, io ero in un altro posto. Su un binario, come mi capita spesso ultimamente.
Già, ma non è un binario qualunque. Sta diventando un binario importante. Su una panchina, non la Panchina. Ma una panchina che da oggi racchiude un altro bel ricordo per me.
Sì, è stato un pomeriggio molto bello. Anche se prima pioveva e poi diluviava. Motivo per cui non siamo andati a caccia della nostra Panchina. Ma siamo stati nel nostro bar. Tu e la tua cioccolata con panna. Tu e le tue risate. Tu e la tua vita. E' bello chiacchierare con te, ti sento molto dolce. Mi piace starti vicino, anche se te l'ho già detto te lo ridico. E poi sei stata tenerissima a tenere contro il tuo petto QUEL pelouche.
Beh, sul binario invece è stato bello accarezzarti i capelli e tenerti abbracciata pochi secondi, prima che il treno (in orario, questa volta) ti portasse via. Ma questa volta non ho avuto paura salutandoti. So che siamo "vicini", so che ci vogliamo bene. So che mi regali sempre sorrisi. E voglia di vivere.
A presto, vulcanina.
Acciderbolina, piove!
E io che avevo in borsa gli occhiali da sole. Ma non era marzo il mese pazzo per eccellenza? Ma non poteva piovere stamattina che tanto ero al lavoro e diventare bello oggi pomeriggio?
Ah, quante domande senza risposta...
Questo è ciò che ricavo dall'oroscopo di oggi...