Link amici
Categorie
Feeds
Contatore visite
Credits
Per ridere un po', considerazioni sui caselli autostradali.
Oramai, in molti caselli dell'autostrada ai casellanti si sono sostituiti gli sportelli automatici. Infili i soldi o il bancomat, una vocina ti ringrazia dopo averti dato le istruzioni e via, si riparte per vacanze o lavoro.
Siamo al casello di Milano dell'A4, casello Viacard. L'auto si sta per fermare e la voce femminile grida: Inserire prima il biglietto e poi la tessera...non hai quasi il tempo di ragionare, di tirare fuori il biglietto che la voce spazientita ti ricorda: inserire il biglietto e la tessera. Se ancora il povero automibilista è preso alla sprovvista, la voce cambia tono: Va da via i ciap. Tipica espressione milanese...
Quando finalmente, un po' teso e sudato, l'automibilista ha espletato i suoi compiti, invece di un Grazie, Buon viaggio, si sente dire Va' a laurà barbun.
Spostiamoci ora al casello dell'Autosole di Napoli. Stessa scena, forse stesso automobilista, casello Viacard. La macchina si ferma, il provetto guidatore ha già tutto pronto questa volta per evitare insulti e improperi. Ma, sorpresa, la voce è molto più tranquilla: Inserite il biglietto e la tessera, come volete voi. Prima uno e poi l'altra, o viceversa. Stupito, l'automobilista inserisce il biglietto. E mentre cerca il bancomat, la voce inizia a conversare: volete un caffè, da dove arrivate? Finalmente è il momento di inserire il bancomat. Sembra di essere in un salotto. Il bancomat non va. L'automobilista teme qualche insulto, ma la voce del casello calma e rilassata gli dice: mo vediamo che è successo. Al secondo tentativo, il bancomat passa. E l'automobilista si sente persino salutare e ringraziare. Passate presto a trovarci.
Strana nottata e mattina di sogni strani.
Ero in un posto mai visto prima con mio fratello. C'era una chiesa bellissima, che sembrava il Duomo di Milano ma anche una chiesa orientale. Era tutta bianca. Poi c'erano delle spiagge vicino a una specie di laghetti. Era stupendo. Ma non capivamo dove eravamo, ci eravamo arrivati da una specie di tunnel. Poi finalmente leggevamo un cartello, un paese mai sentito prima.
Poi ero a casa mia. Aprivo la porta a c'era mia mamma. Vestita elegante, di rosso, ma vedevo solo la testa fino alle spalle. E mi parlava, mi diceva: Ok, mi hai conosciuto in costume (mia mamma è morta un anno e due mesi fa).
Ho aperto gli occhi consapevole che era stato un sogno. Ma mi sono riaddormentato e ho sognato di alzarmi e di vedere la foto della mamma che cambiava...ora non c'era più lei sopra ma delle persone giovani. Tanti ragazzi giovani, e la foto mutava d'aspetto ogni secondo. Avevo l'affanno, tremavo, ero preoccupato. Quasi non riuscivo a parlare. Chiamavo ancora mio fratello, gli dicevo di correre da me perchè stavano succedendo cose stranissime, inspiegabili.
Dopo un po' ho sentito che mi stavo svegliando. E solo allora ho capito che anche la seconda parte era un sogno.
Stamattina mi interrogo su cosa vorrà dire tutto ciò. Ma non trovo risposte.
Ho ancora una gran voglia di sentire il battito silenzioso del tuo cuore. Perchè, credimi, quel pomeriggio lo sentivo.
Ho ancora voglia di sentire il tuo braccio intorno al mio. Perchè, credimi, quel giorno la gente ci guardava,
Ho ancora voglia di sentire il tuo abbraccio forte. Perchè, credimi, su quel binario l'abbraccio era davvero stretto.
Non voglio che il cuore il braccio e l'abbraccio restino solo un silenzio che urla.
Voglio vivere, te l'ho scritto, i momenti che la vita mi riserverà con te. Non voglio pormi domande, non voglio pensare a nulla che non sia l'attimo con te. E lo aspetto trepidante. Qualunque attimo sarà, sarà dolce perchè sarà vicino a te.
Ma certo, i ricordi ci sono. Ed è su quelli e anche grazie a quelli che le mie sensazioni verso di te sono così forti.
Non voglio nient'altro che degli attimi. Dei sorrisi. Dei piccoli gesti. Da portarmi dentro. Come porto dentro te, in un piccolo scrigno, perchè niente e nessuno ti porti troppo lontano da me.
Dolce buonanotte, che le stelle e la luna disegnino per te, solo per te stasera, una strada luminosa e una culla melodiosa.
Sono stato alla visita mensile dalla naturopata. Lei dice che con la colite mi trova meglio, anche se io negli ultimi giorni sono stato peggio. Abbiamo parlato a lungo. Lei ha cercato di scavare dentro di me. Perchè dice di voler arrivare al nucleo centrale del problema che alimenta i miei disturbi. Insomma, sta cercando di passare dal lato puramente fisico a quello mentale-emozionale. Inutile dire che non ci vuole uno psicologo per sapere quello che a me forse è sempre mancato finora, una persona che mi amasse veramente per come riesco ad amare io. Le emozioni dunque alimentano il problema, ma il problema diventa a sua volta questo:come fare perchè le emozioni belle o brutte non scatenino le crisi?
Allora, questo mese partiamo con i fiori di Bach. A settembre la terapia cambierà radicalmente. Passeremo ai veri rimedi omeopatici...e lei mi ha detto che vorrà seguirmi passo passo perchè sarà molto probabile il "peggioramento omeopatico". Per questo motivo non si parte ad agosto, perchè lei va in ferie e io potrei entrare in crisi se avessi questo peggioramento. Io tra tutte le cose che le ho chiesto, le ho fatto la fatidica domanda: ma sarà colite o qualcosa di peggio? La sua risposta non mi ha soddisfatto pienamente: lei dice di non poter sapere cosa c'è dentro di me, ma è convinta che nel caso di qualcosa di peggio si sarebbe manifestato con dei peggioramenti...
Infine, una splendida teoria a metà tra me e lei. Lei mi ha chiesto di vedere la colite come un'amica. E visto che mi sta appresso da 17 anni, non può che essere una grande amica. Cosa può volere lei da me? E qui ho avuto l'intuizione. Lei mi impedisce di frequentare la gente come vorrei, di andare in giro, di condurre la vita che voglio. Forse è gelosa di me.
Per ridere un po'. Tra tutte le cose che dovrò prendere, ce n'è una che comprende anche due gocce di brandy...son dovuto andare a comprarlo, io che i superalcolici li bevo raramente. Vabbè, non mi prenderò mai una sbronza...e se così fosse, insomma, ben venga.
Due caratteri diversi
prendon fuoco facilmente
ma divisi siamo persi
ci sentiamo quasi niente
siamo due legati dentro
da un amore che ci dà
la profonda convinzione
che nessuno ci dividerà.
L'orgoglio di chi è Nato Sbagliato
L'orgoglio chi è Nato sbagliato. Come la canzone che accompagna da oggi il mio blog. Lo sento un po' come un inno. E' una canzone che dovrebbe farmi male, invece mi rende orgoglioso. Mi sento spesso "nato sbagliato", mi son sentito così. Dice cose troppo vere questa canzone degli Articolo 31, non tutte ovviamente. Ma mi viene da cantarla a squarciagola, alla faccia di tutti quelli che cercano ogni giorno di affossarmi, di farmi credere che devo cambiare, di tutti i prepotenti che ho incontrato nella vita e che hanno cercato di ferirmi, di farmi del male. A tutte quelle che nella vita mi han guardato e han riso fermandosi alle apparenze. Senza mai avere la capacità di conoscermi davvero. Stasera e per un po' canterò questa canzone aprendo il mio blog.
Dico una cosa a tutti e anche a me stesso: sarò nato sbagliato, o se non altro nell'epoca sbagliata. Ma non me ne frega un emerito accidenti. Mi sto bene così. A volte mi lamento, a volte mi piango addosso, a volte rido, a volte soffro, mi innamoro di chi non si innamora di me. E non mi interessa che qualcuno nella vita mi ha considerato uno sfigato. Io son felice di essere SBAGLIATO. Son felice di essere come sono. Con le mie debolezze, con le occasioni mancate, con i difetti, con i complessi, con i fallimenti.
Se per tutti sarò solo e sempre SBAGLIATO, non mi resta che festeggiare stasera per tutti quelli che vengono emarginati da piccoli solo perchè non hanno i muscoli, da adolescenti perchè non seguono le mode, da giovani perchè non hanno avuto tremila ragazze o ragazzi, da adulti perchè non girano in Ferrari, da vecchi perchè son considerati vecchi.
Questo post, questa canzone sono per tutti noi. E stasera mi va proprio di scrivere colorato. Di dimostrare che oltre che SBAGLIATO sono anche FOLLE. Sì e un pazzo va assecondato.
Ah questo post è anche un grandissimo, immenso, dal profondo del cuore vaffanculo a chi ha creduto di eliminarmi dalla sua vita con mille pretesti. E alle amiche o amici di chi l'ha fatto.
Sono strastanco di subire. Da oggi si cambia musica. Sono consapevole dei miei limiti. Ma non per questo deve arrivare qualcuno a sottolinearmeli. E se lo farà non si troverà più di fronte uno sprovveduto educato pirla che se ne sta zitto o che subisce. No no, questa volta reagirò.
Cin Cin
C'è qualcosa che è peggio che stare male. Far stare male le persone a cui si vuole più bene.
E spesso succede proprio questo. Più si vuol bene più si sa ferire.
Se potessi oggi rimanderei indietro il nastro di 24 ore. Siccome non posso, lascio a una persona poche frasi che le faranno capire quanto ci tenga a lei.
Vorrei essere diverso
non indignarmi
non offendermi
non arrabbiarmi
non soffrire.
Ma non sarei io
e forse non ti vorrei
così tanto bene.
Ti chiedo scusa
(Alex)
Oggi è un giorno speciale perchè è il compleanno di una persona speciale. Per me, naturalmente. Le faccio gli auguri quando la mezzanotte è scoccata non da molto. Questa persona è una presenza costante da diversi mesi nella mia vita. Una presenza "forte", a volte un po' lunatica. Una persona che non può rimanere racchiusa in una definizione sola perchè le andrebbe stretta. Forse io non sono la persona più indicata per parlarne, perchè sono di parte. Ma in fondo non ne devo parlare.
Posso solo augurarle una giornata meravigliosa con le persone a cui vuole bene intorno a lei. E posso solo dirle che spero di poterne vivere tanti di compleanni accanto a lei. O almeno insieme a lei. Il mio regalo per lei è una dedica:
Blu
Tu sai perchè questo colore
tu sai perchè questa parole
tu sai perché.
Io so una cosa sola
che la mia vita è cambiata
da quando tu hai cominciato
a farne parte.
Sarò sentimentale
sarò imbranato
sarò insicuro
Sono quel ragazzo
di quella volta in stazione
di quella volta con te.
Non sono cambiato
Non servono parole
questa volta
Tu sai perché.
Ma io te le scrivo lo stesso
e te le dedico
con tutto me stesso
Nessuno ti ha mai dedicato una canzone
perchè non sapeva cantare.
Qualcuno però ti dedica poesie
e vorrebbe che ogni istante
della tua vita
fosse una poesia.
Io ti do le rime
tu regalami poche parole
io ne farò una strofa
tu regalami pochi istanti
io li renderò una vita
(Alex)
AUGURI!!!!!!!!!!!!!

CI RISIAMO
Un uomo si sarebbe fatto esplodere a Londra
Londra: Scotland Yard, sospese tre linee della metro
LONDRA - La polizia di Londra ha confermato che sono state evacuate tre stazioni della metropolitana a Londra, Warren Street, Oval e Shepherd's Bush. Scotland Yard parla di "incidenti", ma sono state sospese tre linee della Tube e, secondo Sky News, sono stati sgombrati alcuni palazzi vicino a Oval station. Per ora la societa' dei trasporti dice che non ci sono feriti ne' vittime.
Ci sono dei momenti, delle sere in cui mi domando dove sta andando la mia vita, in che direzione.
Ci sono momenti in cui mi guardo intorno e mi dico: ma dove sono? Che casa è questa? Chi sono queste persone intorno a me?
In questi momenti mi sento dentro un film perchè, in fondo, una volta certe situazioni le vivevo solo attraverso la televisione o il cinema. E dicevo dentro di me: che situazione insostenibile. E invece poi ne sono entrato a far parte anche io.
Mi guardo indietro, cerco qualcosa di noto, ma resta poco. Tutto è nuovo. Ho l'impressione di non respirare ricordando.
Poi, però, apro meglio gli occhi e riconosco il posto dove sono, la situazione in cui sono, le persone intorno a me che ancora adesso mi vogliono bene.
Sono loro che mi danno la voglia di vivere. E' il ricostruirmi che me la dà.
Ma a volte è davvero difficile, quando mi prendono questi momenti di tristezza.
E' come aver rotto un palloncino. Si sgonfia si sgonfia. Ma prima fa il botto.
Per me il botto è vecchio di 11 mesi oramai. Indimenticabile comunque. E poi c'è stata l'aria che è uscita poco alla volta. Ho bisogno che il palloncino sia completamente sgonfio per essere del tutto me stesso di nuovo. O forse dovrei infilare in quel palloncino tutte le persone negative che ho scoperto solo dopo la fine della mia storia. Persone che sapevano nascondersi bene, serpenti che non sanno cos'è la dignità. E che ora son tornate a nascondersi in attesa di mordere la prossima vittima. Non la invidio proprio.
Ecco, se guardo le cose da questa angolazione, ritrovo anche la serenità. Ora non ho serpenti vicino. E ciò che accade, tutto, me lo sto costruendo io. solo. Con le mie forze.
E' questo il vero senso della mia vita.
Ci sono attimi che vorrei fermare
luoghi che vorrei visitare
perchè sono luoghi della memoria
quando li sfioro sento la musica
una musica dolce che mi accarezza
l'anima.
Posti che hanno un profumo
panchine che hanno una fisionomia
umana
negozi che brillano senza luce
corse in auto che sono felici.
Sono quei momenti
in cui
ringrazio di esserci
o di esserci stato.
Perchè ci posso tornare
quando voglio.
Almeno con il pensiero.
(e il pensiero sfreccia)
(Alex)
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
Credo sia la frase che mi piace di più della canzone di Baglioni. Credo dica una cosa bellissima in poche parole. Amare è anche o forse soprattutto rimanere abbracciati a qualcuno anche mentre dorme. Mentre sogna. Forse perchè vuol dire che stai abbracciando il tuo sogno che sogna. Ed è una sensazione meravigliosa. In questo momento mi piacerebbe provarla. Ti senti completo. Ti addormenti a volte come un bimbo se è lei a stringerti, o come un uomo se sei tu a tenerla stretta. In ogni caso, ti addormenti felice. Come se il mondo fosse tuo. Hai l'amore di chi ami, cosa puoi chiedere di più?
Nobile decaduto?
La mia famiglia ha una discendenza nobile, e questo lo sapevo già, con tanto di blasone. Oggi ho scoperto che tra i miei avi ci sono stati anche un Papa e un Santo.
Poi ho scoperto che tuttora al mio Casato sono intestati 179 feudi. E pensare che io sto in affitto! 
A volte ho paura della serenità!
![]()
Oggi vi lascio in compagnia della Basilica di Sant'Andrea, a Vercelli, dove abito io. Una delle chiese più famose d'Italia.
Storia
I lavori di costruzione erano cominciati all'inizio del 1219, ordinati e finanziati dal Cardinale Guala Bicheri, Legato Pontificio, appena tornato dall'Inghilterra ove aveva fama di essere il " salvatore di Enrico III e della Magna Charta" .
In riconoscimento dei suoi alti servigi, il re Enrico III aveva donato al Cardinale l'Abbazia di S. Andrea di Chesterton, vicina a Cambridge, e il Cardinale , con le rendite di essa, inizio' a Vercelli la costruzione della nuova chiesa e del suo monastero. Passando da Parigi, egli aveva preso e condotto con sé i Canonici Sanvittorini perché dirigessero i lavori di costruzione della Basilica, alla quale egli stesso, con il Vescovo Ugone da Sessa, pose le fondamenta.
Nel 1224, il Cardinale Guala Bicheri, dimorando forse per l'ultima volta in città alla preseenza dell' Arcivescovo di Milano e del Vescovo di Vercelli, diede stabile ordinamento alla nuova casa della corporazione religiosa dei Sanvittorini e realizzo' un disegno con la costruzione della chiesa, consacrata insieme al Monastero di Sant' Andrea e all' Ospedale omonimo. Pero' la splendida Basilica non ebbe l'ultimo compimento che nel 1227, quando il Cardinale morì .
L'importanza della Basilica di Sant'Andrea nella storia dell'arte italiana deriva dal fatto che essa è una delle prime costruzioni in Italia in cui compaiono gli elementi dell'arte gotica.
Il Chiostro di Sant'Andrea
Un'altra immagine di Sant'Andrea
e infine...

Ricordo
Ricordo estati senza sudore a scorazzare per casa. In camere grandi. Sì, era l'83 o forse l'85, ma cosa importa? Ricordo estati in cui facevo quello che avevo voglia. Ricordo estati di bagni in piscina con Celentano e Pupo dal juke-box. Quell'aria appena calda di mattine meravigliose. Il dondolo all'ombra, l'acqua calma. Il treno che ogni tanto passava all'orizzonte. Ricordo il gettone nel juke-box e la magia della musica che volevo io per sognare. Già, sognavo anche allora. Ricordo ghiaccioli al limone alla fragola alla liquirizia alla menta. Di colori vari. Oppure la coca cola o l'aranciata con la cannuccia.. Ricordo la macchina di mamma al sole, il volante caldissimo, la salita per tornare in strada.
Ricordo le spalle che bruciavano, la fame, il sonno di pomeriggi in cui immancabilmente scoppiava il temporale. E arrivava sempre dallo stesso posto, dal Monferrato perchè da li son veramente forti.
Ricordo la sera davanti alla tv a guardare il Festivalbar o Giochi senza Frontiere. Su una poltrona fresca. Ricordo la voglia la mattina dopo di aprire gli occhi perchè si chiudeva il calciomercato e io e mio fratello volevamo leggere le formazioni ufficiali delle squadre quando i numeri andavano dall'1 all'11, non c'erano anticipi televisivi e le amichevoli le leggevi solo il giorno dopo con i titoloni sui giornali. Ricordo il letto da disfare mentre in radio andava Voglio andare ad Alghero in compagnia di uno straniero.
Ricordo le 2 di pomeriggio, tutti a tavola che torna la mamma dal lavoro. Affaticata ma felice. Ricordo il sottile piacere di sentirsi rilassati. Di poter andare nella camera grande a dormire. Ricordo quelle estati dell'83, o forse dell'85. Venti anni fa.
E poi vennero l'89, il 90 e così via. Ricordo di quelle estati agosto. Tutti insieme in vacanza lontano da tutto e da tutti. Ricordo il giorno del viaggio spezzettato, ricordo l'emozione la mattina aprendo gli occhi in autobus e scoprendo di essere arrivati in Puglia. Ricordo l'abbraccio dei miei nonni. I pacchi e i pacchetti che la mia cara nonnina faceva dall'anno prima così, il giorno in cui andavamo alla casa al mare, era tutto pronto. Ricordo l'eccitazione la mattina che ci trasferivamo al mare. Ricordo quel mare. Quell'edicola. Quella piccola salita. Quella fruttivendola. Quel Supermarket di fronte. Quegli alberi. Quel corridoio e quella casa. Ricordo il primo pranzo, un panino e tutti al mare. Ricordo gli ombrelloni agitati dal vento. Il mare festoso e tranquillo. Ricordo quel primo giorno in cui conobbi Francesca. Ricordo i suoi occhi, i suoi capelli. Ricordo i suoi 15 anni, i miei 15 anni. Ricordo il suo seno e il suo sedere. Lei era già una donna. Ricordo tutte le mattine con gli occhi fissi ad aspettarla. Ricordo il colore del suo ombrellone, del suo costume. Ricordo la sua voce, le corse nell'acqua. Ricordo le partite a scacchi contro mio cugino, contro mio fratello. Ricordo i pomeriggi in cui giocavamo a Risiko o a Monopoli, dei veri tornei. Ricordo la mattina sulla sdraio leggere il giornale. Ricordo la colazione e il pranzo all'aria aperta. Ricordo i panzerotti e le pizze. Ricordo le uscite sul muretto. Ricordo le visite dei parenti, il compleanno di mio cugino.
Ricordo la musica che ascoltavano con il walkman pensando a Francesca. Ricordo la gioia di stare con lei. Ricordo il dolore di lei che stava con mio cugino. Ricordo Ferragosto, il falò sulla spiaggia, i bagni a mezzanotte. Ricordo la processione della Madonna Immacolata e i fuochi d'artificio. Ricordo il primo temporale dell'estate che non scoppiava mai. Ricordo l'odore di pioggia che si spegneva prima ancora di essere assorbita.
Ricordo il calendario che correva. Ricordo le lacrime trattenute a stento quando si ripartia. Ricordo il viaggio di ritorno, lungo e deprimente. Ricordo l'allegria avvicinandoci a casa. Ricordo la voglia di riprendere per aspettare poi l'estate dopo. Ricordo la stazione di Milano, all'epoca un gigante spaventoso per me.
Ricordo altre estati. Ricordo tutto. E alcune estati non vorrei ricordarmele. Ma soprattutto Ricordo.
(Alex)