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Una bella sorpresa ieri al lavoro. Una collega (carina e fidanzata), quella di cui parlavo tempo fa nel blog, mi ha fatto un regalo. Al di là del pensiero in sè, mi ha fatto particolarmente piacere il bigliettino in cui mi ha scritto: lavorare con te rende speciali le mie giornate. Per un nuovo anno insieme, Auguri.
Ecco, ieri in preda alla malinconia queste poche righe mi hanno fatto bene.
Penso di essere una delle pochissime persone al lavoro, ma voglio comunque augurare a tutti ancora una volta un Felice Natale.
Per me è stata una bella vigilia, anche se mi mancava una persona. Vicina, però, al cuore. E poi, per il secondo anno consecutivo, la mamma è venuta a farmi gli auguri nella notte più magica che ci sia.
E' stato un sogno strano, confuso. Eravamo in crociera. Io avevo paura perchè il mare era tanto mosso, tempestoso, e io ero sul ponte. E avevo paura di cadere. Ma poi mi spostavo un po' più indietro e mi rendevo conto che la nave non era una barchetta e che non correvo pericoli. Poi ero a tavola, su questa nave, e c'era anche la mamma. E poi io telefonavo a Laura che doveva partire nel pomeriggio e le dicevo che il mare era molto mosso...comunqe, mi è rimasta una bella sensazione al risveglio.
In questo sogno, c'erano le due persone che avrei voluto vicino mentre scartavo i regali.
Un saluto e se qualcuno è online, spero di fargli un po' compagnia.

Buon Natale
amore mio,
è il nostro primo Natale
insieme,
peccato non poterlo festeggiare
vicini,
ma domani,
a mezzanotte,
il mio primo pensiero
sarà per te cucciolo,
e così, anche da lontano,
ci accoglieremo
nei nostri cuori in festa,
e canteremo la nostra gioia,
al mondo intero
e ringrazieremo il cielo
per questo dono immenso,
per questo Natale così speciale,
diverso,
perchè non siamo più io e te,
ma noi.
Auguri con tutto il mio amore
cucciolo
e auguri di cuore
a tutti gli amici
che passeranno da qui.
Ti amo
Buon Natale.

BUON NATALE A TUTTI
Buon Natale a chi mi ama
Buon Natale a chi mi vuole bene
Buon Natale a chi mi sta vicino
Buon Natale a chi non riesce a perdonarmi
Buon Natale a chi mi odia
Buon Natale a chi mi stima
Buon Natale a chi non mi capirà mai
Buon Natale a chi mi sorride ogni giorno
Buon Natale a tutti voi amici di blog
Buon Natale anche a me stesso
Che i raggi di questo Albero squarcino per tutti le notti più buie rendendole magiche come quella di domani.
Questa è una favola che inizia con...
C'erano una volta due ragazzi. Lontani, in due regni uno all'opposto dell'altro. Due regni rivali. Sempre in guerra uno con l'altro. Lui era spesso malinconico, lei anche. Non capivano perchè i loro padri e le loro madri dovessero sempre combattere. Non capivano per cosa combattevano.
C'era un fiume, tra i due regni. Un fiume grande, con acqua fresca e limpida. L'unica acqua che si poteva bere in un raggio di centinaia di miglia. Qui i due ragazzi si conobbero. Fu amore a prima vista. I due ragazzi passarono tante ore insieme, a bere. A parlare. Un giorno si baciarono. E nulla fu più come prima.
Lei e lui sapevano che i loro regni si odiavano. Ma erano talmente innamorati che vollero parlarne ai loro genitori. Quando seppero di questo amore, i genitori della fanciulla si arrabbiarono moltissimo e chiusero la loro figlia nella stanza più grande del palazzo. La ragazza non passò giorno senza versare lacrime. Ogni lacrima quel fiume si rimpiolliva. E nessuno capiva il motivo. Finchè un giorno quel fiume fu completamente prosciugato. I regni rimasero senz'acqua. Molte persone si ammalarono, chi non aveva fatto rifornimento prima della tragedia, rimase senz'acqua. Ci si combattè per un litro d'acqua. I capi dei due regni a un certo punto capirono che anche la guerra diventava ormai inutile. Gli eserciti erano sfiniti.
La ragazza sembrava non avere più lacrime. Il suo amore una notte prese tutto il coraggio che aveva, entrò nel regno proibito, arrivò alla finestra della sua donna. Si arrampicò ed entrò. Si abbracciarono, si baciarono. Minuti intensi, emozionanti. Su quelle lacrime scoppiò il sorriso. Lui rapù la sua donna, scapparono a cavallo lontano lontano. Lei smise di versare lacrime, il fiume come per magia riprese a scorrere.
Per lunghi giorni e lunghe notti il padre di lei fece cercare la figlia. Inutilmente. Un giorno furono i due amanti a tornare, di loro spontanea volontà, nel regno. Lui fu preso in consegna dalle guardie, il Re era pronto a condannarlo a morte. Ma lei riuscì a dimostrare al padre che era felice solo con lui. che se avesse ripreso a piangere quel fiume sarebbe diventato deserto. Per sempre.
Il ragazzo fu accettato. I due amanti diventarono sposi. I due regni smisero di farsi la guerra. Il fiume tornò ancora più bello di prima. Vissero tutti felici e contenti.
Ebbene sì, la temuta influenza - che sia russa afghana o pechinese - me la sono presa tutta. Ieri sera avevo quasi 39. Del resto, ho fatto la notte al lavoro pur stando già male ed è stato il colpo finale al mio mal di gola. Speriamo che per il 24 mi passi, tanto più che il 25 devo essere obbligatoriamente al lavoro.
Ma questo post non volevo incentrarlo sull'influenza. Il mio blog è cambiato negli ultimi tempi, è vero, oltre al fatto che ora ci può scrivere anche il mio amore (come ha fatto ieri, facendomi commuovere). Però, tanta gente ha smesso di venirci quando ho smesso di essere single. Cosa devo pensare? Che ci venissero solo perchè ero single? Oppure, il mio blog è diventato noioso. Non lo so. Certo, in questi giorni non riesco e non ho molta voglia di girare sugli altri blog e questo di sicuro pesa tanto sull'economia delle visite da me.
Ma, come si dice spesso, non è dal numero delle visite o dei commenti che si vede se un blog va...e soprattutto si scrive per sè, non per gli altri.
Però, un po' di delusione c'è, per chi era amico. Ed è sparito. In questa quasi fine d'anno, non posso che essere rammaricato di questo.
Più tardi scriverò qualcosa di più sensato. Se riuscirò a stare qui davanti al pc. A dopo, un saluto a tutti.
Solo per dirti che ti amo immensamente
che vorrei essere con te
adesso che stai poco bene
curarti,
farti la minestrina calda,
coccolarti,
starti vicino,
amore mio mi manchi,
ho voglia dei tuoi occhi,
dei tuoi abbracci
ho voglia di te.
Ti amo
Amore grande,
amore bello,
sono qui
di nuovo davanti a questo schermo
che ci ha visto incontrarci
nei primi momenti della nostra storia.
E' strano sai?
Strano perchè adesso sei dentro di me
per così tante cose
che scrivere ormai mi sembra
una cosa piccolissima.
Ma scrivere mi permette
di esprimere i sentimenti
più profondi del mio cuore.
Ti amo,
ti amo come
non ho mai amato nessuno,
hai fatto della mia vita
una favola,
l'hai colorata di magia,
di sogni,
di poesia,
di dolcezza,
la mia vita
adesso non avrebbe un senso
senza di te.
Il mio senso della vita
sei tu amore mio
e questo mese e mezzo
passerà in fretta
e saremo di nuovo
occhi negli occhi,
per ricominciare uniti
il nostro viaggio verso la felicità.
Con tutto l'amore che posso
Tua regina delle nuvole
e fidanzatina
Laura
Due giorni meravigliosi perchè Firenze, per due innamorati, è il massimo. Due giorni meravigliosi perché anche il sole, ieri, ha pensato bene di salutare. Di salutarla. La mia cucciola. Un sole a tratti accecante che è penetrato dappertutto. Tanta tanta gente in piazza della Signoria, davanti al Duomo, a Ponte Vecchio. E noi due sottobraccio, abbracciati, mano nella mano. A baciarci.
Ma devo fare un passo indietro, partendo da sabato.
L'emozione dell'arrivo a Parma. Di quando ci siamo visti. Dell'attesa sul binario per partire. Di quando ci siamo seduti uno di fronte all'altro in treno. Dei tuoi occhi che brillavano, della tua agitazione per Baglioni che creseva chilometro dopo chilometro. E poi la stazione, l'incontro con i tuoi amici (tutti simpatici). E l'odissea da un treno all'altro, aspettando di andare in albergo. E poi il viaggio in taxi in una Firenze di pioggia. Quasi che piangesse. Ma noi no. Noi eravamo felici. Non pensavo a nulla sabato, solo a quell'ultimo magico week end.
Poi eccoci camminare verso il Palasport. Eccoci in coda. Io che ti rassicuro, tu che mi sorridi. Quell'immenso palazzetto che si riempie di gente. Finalmente entriamo. Il palco è suggestivo. Noi siamo in alto. Le luci sono di una magia incredibile. E poi, arriva lui. E io guardo te. Sei felice. Me lo dici: Amore, sono tanto felice. E io non posso non esserlo. La musica fa battere ancora più forte il cuore. Il raduno, per me il primo, non è come gli altri anni. Ma qui ci andrebbe cronaca e critica. Insomma, anche io avrei preferito sentir cantare lui, e non i suoi amici o gli amici degli amici. Ma era la sua festa in fondo e poteva fare quello che voleva.
L'ultima parte del concerto, io che ti tengo abbracciata. Tu che balli davanti a me. Io che son così felice di sentirti contro di me, dentro di me, davanti a me. Mi sembra di avere il mondo tra le braccia. Poi, un'altra odissea per andare a mangiare. Ma sempre con te. E quindi con il sorriso, anche nel gelo di una serata invernale. La pizza a mezzanotte passata, stanchi. E poi il ritorno in albergo, finalmente soli. Io e te. Amarti, volerti, dormire con te. Svegliarmi con te. Guardare te, i tuoi occhi come prima cosa, e poi il cielo di un azzurro da favola.
Ed ecco domenica, il nostro Natale. La nostra passeggiata. Il pranzo. Il vino. La paura di incontrare i tuoi. Palazzo Pitti. La gente intorno a noi, tanta gente. Le ore che passano inesorabili.
Mi mancherai. Torna presto. Ti aspetterò. Non voglio tu mi veda piangere. Le lacrime.
Te ne vai in taxi. Ti guardo ancora una volta. Anche ora che lo scrivo avrei voglia di piangere. Mi sento impotente. Ti amo. La gente intorno festeggia Natale, è contenta. Il mio Natale, i miei regali stanno partendo tutti insieme. Per rivederci a febbraio, spero amore mio. Il cuore mi si stringe, sento ancora più freddo. Mi mancano le tue braccia intorno a me, i nostri discorsi, i nostri sogni. Mi mancano i tuoi baci. Ti scrivo. Ti scrivo che ti amerò sempre. Mi rispondi. In stazione. Da solo. Inizia di nuovo la mia vita di attesa.
Stamattina tu sei lontana. Ci siamo dati il buongiorno via sms. Spero di poterti sentire come prima. Anche se i tuoi...maledizione, la vita è ingiusta. Questa è una prova, lo so. Ma mi manchi tanto, cucciola. Mi manca il non poter venire nei giorni liberi a trovarti. Il non poter aspettare quei giorni liberi per stare con te. Sei dentro di me. Tanto dentro di me.
E' stato un week end meraviglioso. Grazie cucciola. Di questo mese e mezzo. Indimenticabile. Grazie di avermi fatto sentire di nuovo importante per qualcuno. Grazie per avermi fatto capire che esiste ancora chi sa apprezzare la dolcezza e la sensibilità. Grazie per avermi restituito il sorriso. Per avermi dimostrato che dietro le parole e dietro uno schermo batte un cuore unico. Grazie per non avermi mai preso in giro. Per esserci sempre. Grazie per avermi restituito la vita. Grazie perchè so che lotteremo insieme per riabbracciarci, quando il gelo lascerà il posto ai primi germogli sugli alberi. Quando le giornate si allungheranno per permetterci di stare più tempo vicini.
Stamattina...la radio...voglio andar via...lo vorrei tanto. Perchè vorrei che tu mi tenessi con te come solo chi ama sa fare. Ricordatelo, amore, adesso non ci sei che tu.
Ti amo. Il tuo fidanzatino.
Saranno due giorni meravigliosi
saranno due giorni tristi
Raramente felicità e pianto
si sono fusi con tanta perfezione
Pianto come disperso
felice come ritrovato
Ritrovato e disperso
abbandonato
su un'isola splendida
naufrago
su terra piena di fiori.
Aspettando
di nuovo l'alba
e il tramonto
(Alex)
Tornerò dove siamo stati meravigliosamente bene, anche ora che tu non ci sarai più. Certo, la malinconia mi farà compagnia passeggiando da solo, respirando di nuovo lo stesso cielo. Mentre tu sarai lontana. Ma i viali, quel cielo, le strade, il fiume, le piazze devono sentire il mio amore anche mentre tu sarai tanti chilometri lontana. Tornerò perchè avrò bisogno di passeggiare, da solo, con gli occhi un po' lucidi. Aspettandoti. E sarà bello ripensare ai nostri abbracci. Tanto bello da farmi venire voglia di piangere. Da farmi venire voglia di fermarmi, fingendo di sfiorarti. O forse facendoti sentire il mio cuore anche da tanto lontano.
Tornerò a cercarti. Tra la gente. Tornerò a volerti. Tra la gente. Tornerò a immaginarti. Tra i miei pensieri. Tornerò a chiamarti. Non timidamente. Ma con forza. Urlerò Ti amo al fiume perchè l'acqua arrivi da te e riempia il tuo cuore. Piccola, ancora pochi giorni. E poi...
La scaccio come una fastidiosa mosca, ma lei torna come una maledetta zanzara. Mi punge, ronza intorno a me. Mi fa male. Non mi permette di riposare. Anzi, mi agita. Accendo la luce per guardarla in faccia, e lei si nasconde. E' sul muro, voglio ucciderla. Ma lei scappa, si nasconde dietro uno schermo. Poi compare ancora, non va mai a dormire. Sento il suo pungiglione, cattivo. Accendo la radio e il rumore della musica si confonde con il suo ronzio. Ma non scompare. Non si suicida.
Lei non va mai via. E' la malinconia.
Sulle violenze di Lanciano e i blog
Cerchiamo di mettere ordine. Primo stupro di Lanciano: una ragazza di 14 anni viene violentata, a ottobre, ma la notizia arriva solo un mese e mezzo dopo. Qualche giorno dopo si scopre che su un blog, un'amica della 14enne aveva scritto tutto il giorno dopo, denunciando al tempo stesso l'episodio ai carabinieri. Ma la domanda, la prima, che mi pongo è: possibile che nessuno abbia letto quel blog e abbia fatto qualcosa? Indifferenza totale. Eppure su quel blog si parlava di stupro. Possibile che nessuno se ne sia reso conto?
Secondo punto. Viene fuori la storia del blog. E sembra che la storia sia stata scoperta dal direttore di un portale locale. Ne parlano tutti i giornali. Altro punto da chiarire: la magistratura solo in questo momento decide di acquisire il blog agli atti (e nei mesi precedenti perchè non l'ha fatto?), quindi non sono le autorità che lo chiudono, come scritto da diverse fonti. Il blog è stato chiuso dalla proprietaria stessa, anche se ancora ieri si poteva recuperare, su google, una copia cache leggibile del blog.
Ok, il direttore del portale acquisisce notorietà: è stato lui a scoprire il blog. Beh, non è andata proprio così. La scoperta del blog è stata fatta da un altro blogger che ne ha parlato sul suo blog.
Insomma, tutto questo per fare chiarezza. E per dire che i blog sono sempre di più fonte d'informazione. Farebbero bene. faremmo bene, a tenerlo a mente noi giornalisti.
Un'altra cosa: una mia amica, che lavora per un altro portale giornalistico locale, ha invece citato il blogger che ha scoperto l'altro blog. Complimenti :-)
Ovviamente, tutto questo senza dimenticare quella ragazza che ha subito la violenza. Anche perchè poi, recentemente, è venuta alla luce una seconda violenza, sempre a Lanciano. Lungi da me demonizzare questo posto, che non conosco. Dico solo che un pizzico di attenzione in più, forse, avrebbe evitato questa seconda violenza. E speriamo non ne vengano scoperte altre. Ma forse questi episodi potrebbero essere la molla per far parlare altre ragazze, minorenni o no, che hanno subito violenze, magari dalle stesse persone o da persone dello stesso gruppo, a Lanciano. Perchè, leggendo con attenzione il racconto dell'amica blogger della 14enne, viene fuori che quella banda "faceva così con tutte". Squallido.
Il bacio
Il bacio, che cos'è un bacio? A parte la frase classica, che a me sa molto di Baci Perugina ("Un apostrofo rosa, ecc. ecc.), credo che il bacio sia qualcosa di intenso, di avvolgente. Comunque lo si dia. C'è il momento precedente al bacio che forse è il più bello. Gli occhi che si guardano, le mani che si cercano, le braccia che si cingono, le labbra che si avvicinano sempre di più. Senza alcuna paura di un frontale. Anzi, cercando il contatto. Le labbra che si aprono a riceverlo, le labbra che entrano piano, con delicatezza. Poi con passione. Infine, con desiderio.
I corpi vicini, perchè il bacio è il primo contatto. Poi, ogni parte di uno coincide con ogni parte dell'altro. I cuori che si sfiorano, quasi a voler parlare. E credo che comunichino tra di loro. A volte gli occhi restano chiusi, come in estasi, a godersi il sapore il profumo il bisogno dell'altro. Le labbra umide poi si staccano, un sorriso accompagna frasi dolci. Un sorriso che coinvolge tutto il viso.
Il bacio è tutto questo. Ed è tutto quello che non si può spiegare con parole. E' come fare l'amore con l'anima prima che con il corpo. E' come iniziare a gustare un piatto mentre si sta cucinando. Il desiderio inizia con un bacio, s'interrompe con uno sguardo. Per poi riprendere più forte di prima. Debordante. Assordante.
Ho il piacere di accogliere sul mio blog il mio amore, dopo averla accolta anche a casa mia (per chi volesse leggere)...sono felice che possa scrivere anche qui. E le lascio la parola e la tastiera, salutando tutti.
Per chi ancora non mi conoscesse, sono Dolcestellina, la cucciola di Ale, sono felice di entrare, pian pianino, nel suo mondo. Dalla sua casetta, al suo blog. Ho letto i commenti che avete lasciato sulla lettera che Ale ha scritto a Babbo Natale, e devo dire che anche il mio tesoro ha degli amici davvero speciali, che spero di poter, col tempo, conoscere anch'io! Intanto vi saluto e vi abbraccio...ci ritroveremo presto da queste parti.
Caro Babbo Natale,
l'anno scorso ti avevo scritto una lettera dicendoti che forse per te era strano riceverne una da un 30enne. Beh, quest'anno ci risiamo. E con un anno in più. E' più forte di me, non rinuncerò mai ai miei sogni. E per loro non c'eè età.
L'anno scorso, caro Babbo Natale, ti avevo scritto in ritardo dicendoti che non importava se i miei doni me li avresti portati per ultimo, avrei aspettato. Quest'anno ti scrivo prima, sperando che tu non sia ancora partito con le tue renne.
Che dirti, caro Babbo, è stato un anno intenso. E voglio ringraziarti perchè mi hai regalato alcune cose preziose, a cominciare dall'amore. Anche se è un po' complicata come storia, ci credo e voglio viverla. Soprattutto, mi hai ascoltato quando ti ho detto che mi sentivo solo. Mi hai regalato l'amicizia di alcune persone preziose. Mi hai regalato la voglia di rialzarmi e combattere contro i miei malanni. Mi dai ogni giorno la voglia di farmi 160 chilometri e venire al lavoro. Mi hai regalato anche il contratto, e questa è un'altra cosa che sognavo da tempo. Mi hai regalato tante cose e, come tu sai, io sono più imbarazzato nel ricevere che nel dare. Credo anche di aver dato in quest'anno. Se mi guardo indietro, so che per alcune persone sono diventato importante, che sono riuscito a strappare alcuni sorrisi. E questo è un altro bellissimo regalo. Insomma, caro Babbo, hai fatto tantissimo per me e quindi prima che per chiederti, ti scrivo per ringraziarti.
Io so, Babbo Natale, che su una cosa tu non puoi fare molto. Va al di sopra delle tue possibilità. E, tutto sommato, so anche che le cose che mi son successe in quest'anno forse sono in larga parte merito suo. Suo e tuo. Beh, sai cosa sto per dirti. Questo è il secondo Natale senza la mamma. E non credere che mi manchi di meno. La penso ogni giorno. Spero che ora stia bene. Spero che possa divertirsi, essere felice, scartare anche lei dei bei regali il 25 dicembre. Come quando li scartava insieme a tutti noi. Nella notte più magica che ci sia, per me.
Ah, dimenticavo: mi hai regalato anche una stupenda nevicata. E non sai quanto mi hai reso felice così. Quasi come quando giocavo con i robot da bambino.
Quest'anno, quindi, non ho moltissimo da chiederti. Ma una cosa importante sì. Fa che l'amore che sto vivendo lo possa vivere liberamente. Lo possa far crescere, e che nessuno cerchi di spegnere il sorriso che ora ho io e la mia cucciola. Fallo per me, ma anche per lei. Ci meritiamo un Natale che sia un sogno. Una favola. Ma anche una stupenda realtà. E se ti avanza un po' di tempo, regala gioie anche a chi non conosco. Un mondo più sorridente è un mondo più bello.
Il tuo 31enne sempre sognatore