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Rieccomi!
Un week end ad alta, altissima velocità quello che ho passato. Partiamo da giovedì sera. Torno a casa dal lavoro convinto di avere le fabbre e che il week end debba appunto saltarmi. Invece, no. Mi sento male, ma non ho febbre. Perciò il giorno dopo faccio uno sforzo incredibile per alzarmi e andare al lavoro. Dopo il lavoro, sono andato a teatro a vedere Albanese con la mia migliore amica, F., e due amici. Devo dire che mi ha stupito in positivo. Io Albanese lo conoscevo da "comico" di Mai Dire Goal, a dire il vero lo trovavo un po' "scemo". Invece, lo spettacolo è stato un misto di cose divertentissime e cose serie. Da applausi.
Dopo il teatro, pizza e altre risate.
Il giorno dopo, sabato, nel pomeriggio rieccomi a Milano a fare shopping sempre con lei, F.. Soddisfatto dagli acquisti "trendy", cena in trattoria con lei, mio fratello, sua moglie, mia sorella, suo marito.
Ma il meglio doveva ancora iniziare.
Dopo la cena, verso mezzanotte e mezza ripartiamo da Milano per andare a Vercelli. Eh sì, a Vercelli era già Carnevale. E allora io e F. siamo andati in discoteca a festeggiarlo. Da metà viaggio, abbiam beccato un nebbione che ci saranno stati 10-15 metri di visibilità. Alle due e mezza eravamo dentro. Alle 4 e qualcosa rieccomi in macchina verso Milano. A riaccompagnarla a casa. Alle 5.40 ultimo viaggio, da solo, verso Vercelli. Sempre con la nebbia che ormai mi accompagnava per tutto il viaggio.
Alle 7 e qualcosa ero nel mio letto. Stanchissimo, ufficialmente folle, felice di questa follia. Felice di avere un'amica come F. Felice di sentirmi forte. "E' bello vivere". Questo ho detto prima di addormentarmi. Domenica, poi, a parte aver dormito fino all'ora di pranzo, è stata una giornata tranquilla, vissuta di calcio e di lavoro, ma da casa.
E adesso rieccomi al lavoro. Carico, con abbigliamento dark. Che è difficile spiegare, ma non significa che uno sia di morale basso. Anzi!
INTERNET: OGNI ANNO +20-30% RELAZIONI NATE ONLINE/ANSA
NEL 2025 3 COPPIE OCCIDENTALI SU 10 NASCERANNO COSI'
''E' del 20-30% l'incremento annuo di
relazioni che si costituiscono da rapporti online, usando chat,
blog, newsgroup, siti per scaricare file, e la stima e' che nel
2025 il 30% delle coppie occidentali sara' costituita da
soggetti che hanno avuto il primo approccio in rete''.
E' quanto riferito da Daniele La Barbera, direttore della
clinica psichiatrica dell'Universita' di Palermo durante l'XI
congresso della Societa' Italiana di Psicopatologia in corso a
Roma.
I 'luoghi' in cui si infittisce questo tipo di conoscenze, ha
spiegato La Barbera, sono le chat, i blog, i newsgroup e i siti
'peer to peer' per lo scambio di file multimediali, il fenomeno
si va diffondendo senza tregua ormai da alcuni anni e investe
individui di qualunque fascia d'eta' e strato sociale. Queste
persone chattano ovunque, a casa, in ufficio, ovunque trovino un
computer disponibile e, naturalmente, una connessione.
I blog, siti tematici che sono come i 'diari personali' di
chi li crea, in particolare sono sempre piu' spesso il luogo di
nuove conoscenze, ha spiegato lo psichiatra, anche perche' in
queste aree di interazione si parte da interessi comuni,
interessi talvolta anche patologici. Per esempio, ha proseguito
La Barbera, e' un fenomeno in crescita quello dei blog di
anoressici. Un fenomeno rischioso, secondo lo psichiatra,
perche' l'interazione tra persone con lo stesso disturbo del
comportamento puo' catalizzare, amplificare i comportamenti
patologici con conseguenze anche gravissime.
Un altro fenomeno allarmante, soprattutto per la velocita'
con cui si verifica, e' la rottura di rapporti stabili come un
matrimonio per relazioni nate online. Il tradimento online,
infatti, anche in base a uno studio che sara' presentato al
congresso, e' un fenomeno in crescita. Secondo la ricerca 3
milioni di italiani chattano e sono in aumento le coppie che in
Italia si lasciano per colpa di tradimenti virtuali, spesso
motivo di addebito nelle cause di separazione e divorzio.
Ma chi sono gli 'amanti della rete'? Ci sono varie categorie
di persone, ha spiegato La Barbera, molti sono i cosiddetti
''sensation seeking'', ossia coloro alla continua ricerca di
sensazioni, emozioni, novita', persone curiose che non hanno
problemi di adattamento sociale ma per i quali il web
rappresenta un'infinita fonte di novita'. Poi ci sono gli
introversi, coloro cioe' che hanno problemi relazionali nella
vita reale e che tendono a supplire a queste mancanze con
rapporti virtuali che spesso, pero', si sostituiscono alla vita
reale. Queste sono le persone piu' a rischio, ha spiegato La
Barbera, in quanto c'e' il pericolo che perdano contatto con la
realta' divenendo 'internet-dipendenti'. Poi si va consolidando
una nuova fascia di persone per le quali la chat diventa una
cura: ''abbiamo vari casi di persone che la chat ha aiutato a
uscire da un in periodo difficile, riavvicinandole in maniera
piu' graduale alla realta' da cui si erano volontariamente
allontanati''.
Quindi la rete, se usata in modo competente, puo' essere
curativa e divenire fonte di nuovi rapporti sociali.
Ma bisogna rispettare certe 'regole', ha raccomandato La
Barbera, prima di tutto automonitorarsi: quando ci si accorge
che il tempo trascorso online aumenta e che si sente l'urgenza
di collegarsi allora si e' gia' in una fase precritica, a un
passo dalla dipendenza. Poi bisogna badare bene che le
esperienze fatte in internet integrino la vita reale senza
sostituirla. Infine ricordare che la sensazione di feeling
istantaneo che si avverte con il proprio 'amante virtuale',
spesso e' distorta. Molti credono di aver trovato subito l'anima
gemella, ma questo tipo di relazioni spesso portano a percezione
falsata dell'altro.
''Quello che stupisce di piu' - ha concluso lo psichiatra -
e' che la rapidita' di internet ha accelerato anche i tempi con
cui nascono si sviluppano, nonche' muoiono sentimenti e
emozioni''.
Non ce la faccio più
Lavoro, orari impossibili, mezzi e treni in ritardo
colite, stanchezza, poco tempo per me
sonno, nervosismo, paura
Voglio dimettermi da questo tipo di vita
Voglio una vacanza
Rivoglio la vita che sognavo!
La primavera arriva di soppiatto. Capovolge mattine di gelo e gelate tramutando le montagne bianche e dure in vette di una bellezza incomparabile. Il suo vento pervade e invade tutto, quel cielo limpido mette a posto cuore e coscienza.
E' strano, quasi paradossale che le Olimpiadi invernali si aprano in una giornata che potrebbe essere tranquillamente di maggio. Ventuno gradi a Milano segnava un termometro. Milano, Torino: oggi il primo Treno ad Alta Velocità le ha unite in circa 50 minuti. Il tempo che io ci metto a fare Milano-Vercelli, che è a metà strada tra le due metropoli.
Le Olimpiadi. Un evento. Uno spettacolo. Un modo per riscoprire Torino, anche agli occhi di chi l'ha sempre considerata una città fredda e morta. Io adoro Torino. Una decina di anni fa, prima di iniziare a gravitare su Milano, sognavo di viverci a Torino. Tra i suoi portici, le sue montagne, la Chiesa della Gran Madre, il Po. Il suo gelo da alzarsi il bavero e avere lo stesso freddo. Il suo profumo di caffè e pasticcini in via Roma. La trovo una città romantica. La trovo una città che rispecchia a volte il mio stato d'animo. Un po' chiuso con gli estranei, aperto ed estroverso con chi conosco. A Torino hai la sensazione di poter passeggiare, a Milano devi correre. Anche se oggi me la son presa comoda, ho mangiato un panino fuori dalla stazione, al sole. Godendomi il panorama. Godendomi i palazzi alti, immensi di Milano. E poi non avevo voglia di scendere in metro, così ho atteso il tram, ho viaggiato tra strade assolate, turisti e il centro. Anche Milano mi è sembrata bella oggi.
Ma Torino, per me, è il cuore. E spero che le Olimpiadi portino lo splendore di una nobile decaduta in giro per il mondo. Una nobile fiera di esserlo stata e un po' gelosa dei suoi tesori, tanto da nasconderli a chi distratto la attraversa,
Ho visto una stella cadente
era un sogno
era notte
Esprimevo un desiderio
lei era veloce
una palla di fuoco
ma io sorridevo
Ho visto una stella cadente
forse era un sogno
ma ogni notte
adesso
torna a farmi
compagnia.
E il mio desiderio
è rivederla
tra una notte
(Alex)
Un anno fa, uno dei momenti più bassi dei miei ultimi 12 mesi.
Ecco cosa scrivevo quella mattina, passata a piangere e a disperarmi, seduto per terra a casa...
E' finita. Anche la speranza se n'è andata, seppellita da tre parole: "Credo di sì". Povero illuso, io, che ancora tre giorni fa chiedevo a te, S., di portarmi tu la luna. Di essere tu la mia luna. E invece tu ti lasciavi cullare dalle parole melodiose di un'altra persona, come il 25 ottobre hai fatto con me. Ma non è stata solo un'illusione, non sono stato io a pensare e a sognare. Dentro quel sogno c'eri anche tu. E non hai fatto nulla per spegnere quell'interruttore. Neanche negli ultimi giorni, neanche quando già sapevi. Me ne son dovuto accorgere io, altrimenti quanto sarebbe andata avanti la farsa? Per quanto tempo mi avresti fatto credere chissà cosa? Mi hai fatto male. Dici di sapere quanto, ma non è vero. Non lo immagini neanche lontanamente. Anche perchè sapevi come stavo, in che condizioni ero. In che condizioni sono. Io la luna ho cercato di portartela ogni giorno, finchè ho potuto. E ho sperato, ho sognato, ho guardato dentro di te. Dentro l'idea che tu ti potessi inanmorare di me, come delle mie parole. Come quel giorno, il 6 novembre, che dentro di me rimarrà sempre. Come il regalo che volevo darti: oramai posso anche dire cos'era, tanto non avrò più occasione di dartelo. Avevo rilegato le mail che ci siamo mandate, dalla primissima, il 25 ottobre, alla fine di dicermbre. Era il mio regalo di Natale, gli avevo dato anche un nome, "L'inizio di un sogno". Perchè quello doveva essere. Quello avrei voluto che fosse. L'inizio di un sogno. Perchè io non ho mai sognato così. Ma forse sarebbe stato meglio non sognare. Sono senza forze. Ho voglia solo di mollare tutto. Di non esserci più. Mi hai dato la famosa spinta, mi hai fatto saltare nel burrone. E ora? E ora vuoi rimanere lì a vedermi cadere, a vedermi urlare di dolore? E' questo che vuoi, S.? O preferisci sapere che piango seduto per terra, contro una porta, incapace di alzarmi e di pensare ad altro che alle parole che ci siamo detti, alle notti in cui al telefono mi dicevi cose che non si dicono a un amico. Preferisci sapermi così? Preferisci ricordarti di quando al telefono mi hai detto: mi piace sentirti parlare, sto zitta ad ascoltarti. O di quando mi dicevi che ti facevo arrossire sempre. O di quando mi hai preso sottobraccio, o di quando volevi baciarmi. O di quando mi hai detto che volevi essere chiamate amore. O di quando mi hai detto ridendo che forse eri innamorata di me. O di quando mi hai lasciato senza fiato guardandomi semplicemente negli occhi.
Ti dirò anche io quello che ti dice M.. Vivi l'attimo. Vivili gli attimi. Ma non far più soffrire così qualcuno solo perchè tu hai sofferto così. Non è giusto. Non è quello che ti rende bella. Speciale. Unica. Spero che lui te la regali la Luna. Quella vera. Quella che io non sono stato capace di portarti, S.. O che tu non mi hai permesso di porgerti. Spero che lui ti faccia perdere la testa, se è questo di cui hai bisogno. Spero che tu sia felice perchè in fondo è quello verso cui tutti aspiriamo. La nostra felicità. E scusa se io in questo momento non posso esserlo per te.
Oggi ho fatto un sogno bellissimo. E sono qui a scriverlo per non dimenticarmelo.
La mamma mi è stata accanto tutta la notte. E' stato dolce. Stamattina aprire gli occhi è stato tanto dolce.
Il sogno era diviso in due. Nella prima parte ero nella camera da letto dei miei con la mia ex. Poi mi alzavo e andavo in cucina, ehm nudo, e c'era mia mamma. Allora mi nascondevo nel ripostiglio per non farmi vedere. Ma poi uscivo, e avevo solo la maglietta e dicevo a mia mamma: Non guardare, per favore.
La seconda parte del sogno invece era più bella. Io e mia mamma partivamo in macchina per andare a trovare il mio amore. Arrivavamo a Matera e qui cercavamo la strada per Taranto, dove io ho tutti i parenti. Ci perdevamo. Chiedevamo a un po' di gente la strada. Ricordo che continuavamo a fare una rotonda, poi davanti a una scuola io chiedevo indicazioni a una ragazza che iniziava a darmele in italiano, poi in inglese. E più o meno mi sono svegliato mentre lei andava a chiamare una sua compagna che mi avrebbe dato le indicazioni in italiano.
Però, in questo sogno, la cosa bella è che la mamma è stata molto presente. La sentivo parlare. Tra l'altro, io non ho mai fatto un viaggio in macchina da solo con lei. Tantomeno un viaggio così lungo.
Qualunque cosa volesse dire questo sogno, stamattina son felice. E' come se lei fosse stata accanto a me davvero.
Se cerco di dare un'interpretazione compiuta al sogno, arrivo solo a questa soluzione: anche mia mamma è convinta che debba fare di tutto per proseguire questa storia, anche se ci dividono chilometri, pregiudizi e quant'altro. E io son d'accordo con la mia mammina perchè amo il mio cucciolo.