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Un'ora con te al telefono, amore, per dirti che ce la dobbiamo fare,
se ci teniamo a noi due, a noi stessi, ce la dobbiamo fare.
Lotta amore, come non hai fatto mai. Lotta. E io sarò accanto a te.
Rosso allegro
andante
sparisce
sfiorisce
geme
Paura
Fine
(forse di tutto?)
(forse di nulla?)
Adoro il temporale
Mi fa paura il temporale
Adoro innamorarmi
Ho paura di innamorarmi
Come un lampo ti acceca
Come un tuono ti scuote
Come sole in una scatola buia ti intriga
Come scroscio ti gela
Come vento di fa perdere coscienza
e quando apri gli occhi sei dov'eri prima, ma non lo sai più
Adoro il temporale
Perchè mi scende dentro
Come un pugnale insanguinato
(Alex)
Ho bisogno di affetto e coccole o forse di stare da solo.
E se la felicità fosse tutti quei luoghi dove hai appena appeso un sorriso?
Uno di quei luoghi dove affacciandoti hai assaporato la libertà di un amore. La felicità di una ribellione. La speranza di una brezza che ti scompiglia con discrezione e invadenza i capelli. Forse. Forse la felicità è tutto quello che non sappiamo mettere in ordine nel cuore. Perchè se fosse ordinato sarebbe schematico, già fatto. Invece la felicità è quell'attimo in cui sei sconvolto dentro. Un attimo che fai fatica a descrivere. Perchè se lo descrivessi sarebbe già un attimo prima.
Perciò appendi un sorriso. Perchè un domani lo vedrai. E sarà bello. O qualcun altro lo troverà e magari gli verrà voglia di appenderne uno vicino.
AUGURI A TUTTE LE DONNE
Con tanto tanto affetto

8 MARZO/ BANGLADESH, MARCIA DEGLI UOMINI IN DIFESA DELLE DONNE
Circa duemila uomini hanno marciato nella capitale del Bangladesh in occasione della festa della donna per protestare contro gli attacchi con acido che ogni anno sfigura molte donne nel Paese. Lo riferiscono gli organizzatori della protesta. I dimostranti, tra cui celebrita', professori e studenti, hanno marciato mostrando cartelloni e striscioni con sopra scritto 'Stop alla violenza con l'acido, rispettate i diritti delle donne' e 'Lanciare acido e' un crimine atroce'. Decine di donne sfigurate dall'acido hanno accompagnato la marcia di ieri. L'anno scorso 268 persone, quasi tutte donne, sono state sfigurate dall'acido lanciato contro di loro principalmente da innamorati respinti.
Non volevo riprendere a scrivere per parlare di una cosa brutta. Ma le emozioni che mi porto dentro sono tali che non posso farne a meno.
Quello che per tanti anni è stato il mio migliore amico è stato arrestato. Mi sembra assurdo già associare le parole amico e arrestato. In questo caso, ancora di più. Non è stato solo il mio migliore amico, è stata una persona che negli anni delle Superiori ha condiviso tutto con me, il mio compagno di banco per quattro anni. In seconda superiore, quando io son dovuto stare a casa da scuola per un paio di mesi per la solita colite, mi ha aiutato a non perdere l'anno portandomi compiti e appunti.
Alla maturità ci siamo letti reciprocamente il tema, io al banco dietro al suo. E io gli avevo pronosticato 42 di voto, lui uscì con 52. Ma finita la scuola abbiamo continuato a vederci, a uscire insieme. A sentirci al telefono. E' venuto al mio matrimonio. Ha sempre saputo tutto di me e a volte, con il sorriso, glielo dicevo: io sono un libro aperto e tu mi dici così poco della tua vita privata. Ma tutte le volte lui mi rispondeva dicendomi che non c'erano novità, che era sempre single, che lui non era fatto per storie solide e lunghe.
Abbiamo sempre parlato di tutto, di politica, di attualità. Meno di sport, perchè a lui non interessava. Ma quanti ricordi mi legano a lui. E ancora un mese fa ci siam sentiti. Da quando io son venuto a Milano (e anche dopo essere tornato a Vercelli), mi accusava di chiamarlo poco. Ogni tanto mi chiamava e mi diceva: sei ancora vivo?
Avrebbe voluto vedere la mia casa, troppo disordinata però per mostrargliela. Mi doveva far vedere la sua, perchè anche lui adesso abitava da solo. Ogni tanto mi raccontava di qualche viaggio. Era sempre vestito in modo molto trendy. Così diverso dal ragazzo timido, un po' introverso e spaventato delle superiori. Del ragazzo che quando la prof d'inglese lo interrogava tremava. Del ragazzo con cui ci facevamo un sacco di risate durante l'ora di religione, pur essendo al primo banco, davanti alla cattedra.
Così diverso dal ragazzo che a una festa di fine anno in quarta superiore fu spogliato da quei gran ...simpaticoni dei miei compagni.
Così diverso. Ma si ricordava sempre di me. Mi aveva chiamato a inizio febbraio e gli avevo detto che ancora una volta si era dimenticato del mio compleanno. E lui mi aveva risposto che lui per le date era sempre stato una frana. Avevamo parlato tanto. Delle mie cose, prevalentemente e come sempre. Era stato lui, del resto, a leggere per primo le mie poesie d'amore, di un 14enne innamorato per la prima volta. Era stato lui a darmi i voti. A dirmi che scrivevo bene. A darmi lo spunto per continuare a scrivere.
Io voglio ancora sperare che tu non sia colpevole, amico, ma cos'hai fatto?
E quanto ti conoscevo io? Non mi hai mai detto niente. E ora mi sento impotente, triste per te, arrabbiato con te. Perchè ti voglio bene.