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Ricominciare. Riprendere. Riprovare.
Reincontrarsi in una notte di parole sussurrate, di lacrime che esplodono. Di sorrisi senza frontiere.
Rieccoci insieme. Dopo una tempesta.
Il silenzio tra noi. E' strano dopo 8 mesi questo silenzio. Strano e per niente indolore. Strano non darsi il buongiorno, la buonanotte. Strano pensare come se non fossimo nulla.
Chissà cosa stai facendo ora. Chissà.
Oggi ho trovato un depliant a casa e mi è venuto in mente che l'abbiamo preso insieme in uno dei giorni più belli della nostra storia.
Oggi però mi è chiara anche un'altra cosa. Io voglio una storia. Ma voglio una vera storia. Di quelle storie in cui non bisogna nascondere niente a nessuno, che si esce insieme, il fine settimana o anche solo per un saluto a pranzo. Che si va alle feste insieme, che le feste tipo Natale si passano vicini.
Forse chiedo troppo a una storia. O forse chiedo troppo a te. Conosco le tue paure, conosco i tuoi problemi. So che tu hai bisogno dei tuoi tempi. E so anche che a 32 anni io forse ho però altri tempi.
E allora sono confuso. Tra ricordi e paure, tra voglia di scriverti e consapevolezza che non sarebbe giusto. Che bisogna essere maturi. Si può piangere, ci si può lasciare tenendo tutto il meglio di una storia. Oppure ci si può rimettere insieme, ma sapendo che bisogna fare qualcosa di diverso perchè funzioni.
Alla fine non vado neanche io a Roma. Non mi va, nè fisicamentre nè moralmente. A dire il vero, mi va pochissimo qualsiasi cosa.
Buon ritorno a casa, se stai tornando a casa.
P.S.: Grazie a tutti quelli che mi hanno lasciato tracce di loro nel post sotto. E anche a chi è passato senza commentare.
E c'è un giorno in cui
chiedi una pausa alla tua ragazza
ti vedi "paccare" da quelli che dovevano venire a Roma con te, uno dopo l'altro.
E allora ti chiedi: che faccio?
Ci vado lo stesso, faccio il turista solitario? Oppure resto a casa e mi riposo e faccio l'egoista?
In quanto alla pausa con la mia ragazza, non ci sto bene. Per niente.
Che bello!! Ieri ho rivisto la mia migliore amica dopo tanto tempo. L'ho trovata allegra, solare e bella come al solito. Le voglio davvero un sacco di bene.
E poi mi son divertito ieri con altri due amici. E per fortuna uno di loro mi ha ospitato, così ho potuto dormire almeno tre ore (in tutto, fanno sei in due giorni). E poi stamattina mi ha anche accompagnato al lavoro.
A 32 anni faccio molte più follie che a 18. E questo, nonostante tutti i miei malumori e la stanchezza che sento oggi, mi fa sentire troppo bene. Sto ringiovanendo!
Dialogo tra due donne:
Una: Ma tu ancora non hai capito che l'uomo non capirà mai...è uomo
L'altra: (ride)
Una: non arriverà mai a capire che se gli dici vaffanculo vuol dire che lo ami
L'altra: c'hai ragione...
Io: Beh mi sembra che non siamo noi quelli sbagliati...
Una: no infatti, ma siete uomini.
Domanda per le donne: ma perchè fate così?
Chi cavolo ce l'ha con me?
Mi hanno rubato di nuovo le targhe, questa volta tutte e due, mi hanno portato via i tergicristalli, davanti e dietro, e l'antenna dell'autoradio.
Spero che chiunque sia finisca fulminato.
Le avevo cambiate solo un mese fa, le targhe.
In tutto ciò, io chiamo Laura agitato e preoccupato per raccontarglielo e lei cosa fa? A un certo punto mi dice: scusa devo chiudere, mi sta chiamando la mamma per andare al mare.
Scusate, ma non esiste.
Se lei continua a mettere al primo posto i suoi, anche in un caso come questo, io non ce la faccio ad andare avanti. Spero che le cose cambino. Intanto, sono al lavoro, incazzato nero.
Serie B e 30 punti di penalizzazione!
Oggi hanno ucciso un'idea, hanno ucciso una parte di me
Giustizia è fatta!
In B da Campioni del Mondo
L'ascensore
Lui non era sicuro di voler aprire quella porta, al di là sapeva cosa c'era. O forse non era sicuro perchè aveva paura dell'ignoto. Avrebbe voluto una scorciatoia, un'altra porta su quel percorso impervio. Percorso tante altre volte. Con passo svelto. Ma questa volta la strada era pesante, lunga. La vista annebbiata dalle lacrime.
Aveva appena salutato i suoi due cani. Anzi, i loro due cani. Li aveva stretti forte, baciati. E loro, ignari, si erano lasciati stringere, sfiorare, grattare, accarezzare. Ci vediamo dopo, papà...non fare tardi...noi intanto dormiamo...dicevano quello con gli occhi i due batuffoli di pelo nero.
No, questa volta avrebbe fatto tardi. Sarebbe sparito da quella casa, da quella vita. In cui aveva creduto. Lacrime gli rigavano il volto. La luce di quella stanza era improvvisamente fioca. Forse bisognava aprire al più presto quella porta. Sì, e poi non pensarci più.
Ecco, la maniglia. La porta. Il corridoio. L'ascensore. Il caldo ferragostano che scorre nelle vene come sangue. Gelandosi però intorno al cuore.
Quarto terzo secondo primo piano. Piano terra.
Anche così finisce un matrimonio.
Nell'ascensore.
Tormentato da pensieri. Quando non sto bene è così. E ogni volta, invece che acquistare forza, la perdo.
Ricordi, come soldatini sparsi su un forte ormai distrutto. A presidiare il niente.
Io ho amato, sono stato amato. Ma è finita. Perchè? No, non sono rimpianti. Quelli sono gli indiani, se ne sono andati urlando per lo scalpo che hanno ottenuto. Ora ci sono quelle macerie, che io ho seppellito. Ma che ogni tanto tornano, come in un videotape.
Io ho sbagliato nel mio matrimonio, ma non sono stato perdonato. Perchè? Se solo ci avessimo provato, forse non sarebbe finita. Provato ancora una volta, dico. Provato a parlare davvero tra di noi, solo tra di noi. Guardandoci negli occhi. O forse non ci eravamo mai amati?
Ogni tanto mi guardo indietro. Succede, sì. Leggo di donne e di uomini che si sono perdonati, che hanno perdonato delitti peggiori. Forse perchè loro ci credevano. E noi? Noi avevamo giocato, davanti a Dio e agli uomini?
So che non leggerai mai queste righe. So che se mai le leggerai sarà per accuse, per dire che è colpa mia. Perchè noi non sapevamo neanche litigare, ci accusavamo solo a vicenda.
Ma ora non sto accusando te. Sto solo ricordando. I pianti, le paure, le lacrime, le urla. Le cose belle. Anche loro. Sempre più sfumate. Sempre più lontane. Come gli indiani.
Augh. Ho detto.
Impazzire di Luna
Morbida Luna
di carezze e baci
sorridente Luna
di sguardi e sussurri
Ti nascondi, Luna,
se l'innamorato urla
se le grida
squassano l'orizzonte
Cerchi il Sole
riparo delle tue lacrime
poi fai ombra
dietro nuvole di minacce
velata
Se lui ti fa del male
tu lo farai soffrire
tutte le notti
(Così finiscono certi amori)
Se lui ti insulterà
tu cento volte ancora
tramonterai
senza risorgere
E quel quarto di Luna
sarà una fetta di dolore
quella Luna piena
un lupo
che ti scorticherà vivo
(Così fanno male certi amori)
- E le carezze e i baci
e i dolci sussurri? -
Resterà solo un lunghissimo abbraccio
di mani fatate
di occhi turbati
da tanta bellezza
(Così si ricordano i grandi amori)
- Luna, che fai, dove sei
ricordi? -
Piena di niente
Vuoto di tutto
(Alex)
Puntate di delirio
amanti senza vesti
una bozza un pennello
soltanto poveri resti
....e un treno fischia
fischia forte
(forse è la morte)
(Alex)
E così la Coppa è nostra!
E' stato un mese vissuto in crescendo, vissuto aspettando, vissuto esultando e festeggiando. Fino alla "drammatica" roulette russa dei rigori. Fino al grido finale che ha invaso tutte le piazze italiane.
E' stata la vittoria del gruppo. La vittoria delle motivazioni, contro tutto e tutti. Adesso è facile elogiare Lippi. Beh, io ammiro Lippi e lo considero il miglior allenatore al mondo dal 1994. Non per prendermi meriti particolari, ma per me non è una sorpresa lui. E neanche il tipo di Italia che si è vista ai Mondiali. Un'Italia che ha saputo soffrire, che ha punto quando era il momento, che si è isolata in certi momenti e si è concessa ai tifosi in altri. Lippi ha forgiato l'Italia prima di tutto nella mente. Lo definiscono "allenatore di cervelli" proprio per questo. Era così la sua, la nostra Juve. Quella di Vialli, Ravanelli, Del Piero, ma anche Montero, Deschamps, Paulo Sousa. Un gruppo. Un gruppo che non si faceva mai mettere sotto, che se andava in svantaggio reagiva alla grande, che imponeva il suo gioco (come contro la Germania). Una squadra con campioni, ma che sapeva anche fare a meno di campioni (mi viene in mente il Totti quasi inesistente dei Mondiali).
Solo che quando era sulla panchina della Juve, Lippi vinceva perchè i giocatori si dopavano, perchè gli arbitri ci davano una mano. Ebbene, cari Signori, almeno siate coerenti. Non salite sul carro dei vincitori ora, oppure ammettere che quella che vinceva era la squadra migliore.
Adesso quella squadra la vogliono sbattere chissà dove, ma ricordiamoci tutti che ieri, a Berlino, otto dei giocatori in campo fanno parte di quella squadra.
Già, ma adesso è tempo di brindare e basta. Inutile fare polemiche. Tanto chi ha sbagliato, pagherà. E l'Italia andrà avanti tra qualche settimana a dare dei "ladri" e dei "drogati" a chi ha sempre dimostrato sul campo (e in panchina) di essere il migliore.
Grazie Marcello! Grazie Fabio! Grazie Mauro German! Grazie Gigi! Grazie Alex! David, Lilian, Patrick: mi spiace per voi.
Libertà e Solitudine
Sono due concetti lontani o vicini la Libertà e la Solitudine? A volte la Libertà è la Solitudine, a volte la Solitudine è una prigione. Ci si può sentire soli proprio perchè si è liberi di fare tutto e con tutti. Ci si pò sentire liberi per lo stesso motivo.
E' la Solitudine a dare Libertà o viceversa? Voi che ne pensate?
La cercate la Solitudine o ne avete paura? E quando siete soli con voi stessi, sentite il bisogno di immergervi nella folla o nel vostro cuore passano immagini tipo film Western, immense praterie in cui far correre il vostro pensiero, i vostri sogni...Voi.
Nuoto nella notte
iniettando nettare
Nasco nuovamente
nutrimento
nuovo e nocivo
Non nego
niente
navigando
narcotizzato
(Alex)
...E così capita che candide mani ti sfiorino con tiepide carezze, che volti invisibili ti sorridano dietro tende di tenerezza.
...e così succede che ricordi pesanti come lame si avvicinino al tuo viso, che solchi maledettamente reali ti deformino un sorriso.
...e così la battaglia tra l'ieri e l'oggi ha luogo davanti ai tuoi occhi. Lacrime di gioia ora di paura poi di rabbia infine ti mordono come cani affamati.
...e così io cerco ancora quelle dolcissime immagini. Quel puzzle che si compone di candide e tiepide carezze. In un sole che sorge da una pozzanghera di fango.
Tesoro mio,sono qui, nella tua casetta, per dire al mondo intero quanto sono felice ti essere la tua donna, la tua compagna, la tua principessa, la tua mogliettina anche se non siamo ancora sposati!!! E' dura amore mio adesso non vederti, non starti accanto, è dura perchè un pezzo del mio cuore è dentro di te che aspetta di battere di nuovo quando incrocerà i tuoi occhi, quando i nostri abbracci saranno di nuovo stretti stretti, quando non ci sarà più lo spazio e il tempo a dividerci, ma saremo eternità, quando potremo svegliarci l'una accanto all'altro e sentirci una cosa sola tutti i giorni della nostra vita! Succederà amore mio perchè nel nostro amore ci crediamo entrambi, perchè abbiamo superato ostacoli e difficoltà insieme ma siamo ancora insieme, più uniti e innamorati che mai....e allora...quel giorno...niente e nessuno potrà più separarci....vivremo insieme...liberi di vivere il nostro amore con tutto l'amore che abbiamo dentro e vivremo di noi...ogni giorno...per tutta la nostra vita...ti amooooo!!!!
GRAZIE RAGAZZI
Grande Italia, contro tutti e contro tutto direi. Grande Buffon, immenso Zambrotta, meraviglioso Cannavaro, super Gattuso. E così ora siamo in semifinale; tutto sommato, avrei preferito l'Argentina, anche se più forte della Germania. Avrebbe avuto il tifo contro e due partite da 120' in più nelle gambe.
Invece, ecco i padroni di casa, uno stadio contro...e però uno stadio, quello di Dortmund, che in me (e in Del Piero) evoca splendidi ricordi.
Dopo la partita, ieri sera, sono uscito a festeggiare a Vercelli. Beh, ho dovuto mollare la macchina quasi subito. La città era bloccata. E' stato meraviglioso in centro vedere tutti i volti felici, i clacson, i fumogeni. Un Carnevale di Rio in piena notte.
Speriamo di viverne altre di feste così. Ma intanto, grazie ragazzi e grazie Marcello!