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Prima ero debole, ora sono cattivo.
E allora facciamolo davvero il CATTIVO
Questo post è per tutte quelle persone che hanno scritto cattiverie su di me quando io non potevo difendermi sul blog di Laura. E ora farò lo stesso anche io, scriverò di loro, ma no, non potranno venire qui a imbrattare il mio blog di commenti.
Partiamo dalla buona DORY33: un nome, una garanzia. Viene da me in privato a dirmi che è stata lei a spronare Laura a scrivermi una mail di spiegazioni. Intanto, però, da Laura scrive che "la divertono quelle cosucce". Bello divertirsi alle spalle di chi sta male. Tra l'altro, dopo tanti anni, non sarebbe il caso che tu lo conoscessi di persona il tuo ragazzo, Doriana? BLOCCATA.
Ecco poi DELFINANERA: scrive da Laura: Ad Ale hai dato tante possibilità...forse anche troppe...è assolutamente impossibile non amarti, chi non ci riesce è perchè fprse non ha dentro di sè lo stesso amore che tu sai dare. Aspè, non ho capito, lei mi ha dato tante possibilità: quando? facendo cosa? Forse chiudendo con un sms e chiudendo il blog? Vabbè, opinioni. Non sarà che parlavi del tuo lui, che abita a 60 km da te ma che trova mille scuse per non vederti? BLOCCATA
Rosaspina58...certo, hai diritto a essere felice, lontano dagli uomini che scaricano le colpe sulle compagne e non si prendono le proprie responsabilità. Già, ma quali colpe ho scaricato io sulla mia compagna e quali responsabilità non mi sono preso? Collegare il cervello prima di parlare. BLOCCATA.
Infine, Uylala. Scrive: nessuno può ricattarti, mai...Ricattarla? Come, quando? Ma cos'è, un film? Ma cosa hai raccontato alle tue amiche, Laura...BLOCCATA.
Ho finito. Sì, son stato cattivo. Almeno mi dipingeranno nel modo giusto.
Cartoline da una vacanza/2
Erano da sole, lontane da tutti. Ho detto alla mia amica: O adesso o mai più, io vado a salutarle. Lei è venuta con me...sono arrivato davanti a loro e ho detto Ciao...ma mi sono come bloccato. E qui la mia amica è stata grande perchè ha iniziato a parlare e ha chiesto se avevano una mail perchè io avevo bisogno di reimparare un po' il francese studiato a scuola. Quindi, sono andato a chiacchierare un po' con S., quella che mi era piaciuta dal primo giorno. Mi ha dato la sua mail, le ho chiesto se partisse il giorno dopo e poco altro perchè poi una terza amica le ha chiamate. Però, parlando, la guardavo. Era una bella sensazione starle vicino. Ieri le ho scritto la prima mail, speriamo di aver scritto in un francese accettabile.
Poi siamo partiti. C'è stata l'attesa in aeroporto, il viaggio in aereo. Ero agitato. Ma alla fine, quello d'andata è stato il migliore, poi però è venuto il terzo, da Roma a Bergamo, in cui ho addirittura dormito. Il secondo, da Brindisi a Roma, aveva un pilota bravissimo. Per cui, alla fine, son contento di tutti e tre. Anche se l'aereo lo lascerò sempre all'ultimo posto tra i mezzi per spostarmi.
Cartoline da un vacanza/1
Rieccomi dopo due giorni e mezzo da sogno. La vacanza ve la racconto a pezzi, perchè non voglio dimenticare nulla.
Da dove partiamo?
Ecco, il posto. Era neraviglioso. Alla veneranda età di 32 anni non ero ancora stato in un villaggio turistico, ma questo era uno dei migliori in Italia (così mi han detto altri frequentatori di villaggi). C'era tutto: dal campo da golf alle piscine, al trenino per spostarti. C'erano anche posti dove potevi startene un po' da soli. I bungalow erano carini, ma tanto la vita si svolgeva fuori. Si mangiava tanto. C'è stato sempre vento. Gli animatori e le animatrici erano simpatici, gli spettacoli (soprattutto quello del venerdì) davvero divertenti.
Certo, se fossi andato qui ad agosto mi sarei goduto anche Miss Maglietta Bagnata, ma non si può avere tutto dalla vita.
C'erano tanti napoletani (che ci provavano con la mia amica) e tante francesi (che se la tiravano). Ma l'ultimo giorno, poco prima di partire, sono "riuscito" (sono timido) ad attaccar bottone con una di loro, mentre la mia amica parlava con l'altra. Davvero bella e simpatica. Fine. Ma questo ve lo racconto nella prossima puntata.
Aurevoir (ops, mi son calato nella parte)
Quando mi sento solo e vorrei urlare al mondo cheho bisogno di qualcuno, mi sento ancora più solo. E non è solo una solitudine fisica, ma anche e soprattutto una solitudine dal non essere capito.
Vorrei che qualcuno fosse qui con me a dirmi che va tutto bene.
La forza in me... sopravvivo grazie a lei. Vivo grazie a lei. Ma vorrei lo stesso che qualcuno mi accarezzasse dolcemente dicendomi che è tutto ok, che posso addormentarmi felice, che domani lei sarà ancora qui con me. Attenta a non farmi piangere, attenta a non ferirmi.
Mamma, perchè te ne sei andata? Io avevo ancora bisogno di te, sai?
Avevo ancora bisogno di un tuo abbraccio. Di quelli caldi, forti, pieni di tutto senza dire nulla.
E non ditemi che lei c'è, in qualche posto. Io la voglio qui con me. La voglio viva. La voglio presente. Voglio i suoi occhi, la sua forza, voglio i suoi Ti voglio bene.
Mi sto quasi dimenticando la sua voce. E non voglio. Non voglio.
Mamma, perchè non sei rimasta ancora un po'? Come quando ero bambino e mi mandavi all'asilo e io poi piangevo dentro aspettandoti. E tutto il mondo là fuori mi sembrava un mondo cattivo, difficile. Solo tra le tue braccia tutto diventava bello, semplice, allegro.
Come quando ero un po' cresciuto, ma venivo la sera ad accarezzarti i capelli prima di addormentarmi per dirti che ti volevo bene. Eri così morbida, profumata.
Mamma, vieni ad asciugarmi le lacrime, ti prego. Mi sento così solo senza di te. Dimmi che tutto andrà bene, adesso, stasera. Non abbandonarmi. Torna da me. Sei andata via pensando che tutto fosse apposto, ma non lo era. Per me non lo è. Mi manchi tanto, mamma. Non potrò mai sostituirti, non potrò mai volere così tanto qualcuno.
Mamma, torna da me. Anche solo un attimo per accarezzarmi tu i capelli, per prendermi ancora una volta tra le braccia. Fallo per me, mamma. Ti prego. Ti prego...ascoltami stasera. Ascolta tuo figlio...Ascolta il tuo cucciolo. Ascoltalo. Mamma.
Le ragazze crescono con la paura di avere il sedere grosso. E magari fanno diete e palestra per rassodare i glutei.
Poi, ai ragazzi, il sedere grosso è una delle cose che piacciono di più. Ma ormai le ragazze - diventate donne - hanno glutei sodi, ma sedere magro, da atleta. E i ragazzi - ormai uomini - vanno da quelle non palestrate.
Salgo i gradini di una scala
scindo ricordi da paure
Sento l'assurdo di un lamento
scorgo la fine di una vita
Schiudo le porte di una stanza
smonto decenni di certezze
Scambio un bel pianto per il mondo
sfioro le guance di una donna
Spengo le luci della notte
sogno di amare senza rotte
(...suona la sveglia)
(sonno o dormiveglia...)
Sms e sms
Ci sono sms che ti fanno troppo male, che ti fanno piangere o provare una fitta al cuore.
Ci sono Sms che ti fanno sorridere, che ti danno carica. Che sono talmente magici che vorresti la vita fosse solo in quegli Sms.
Nell'epoca della tecnologia, a volte, l'sms sostituisce uno sguardo. Un gesto.
Grazie a chi sa di cosa parlo, della magia racchiusa in 160 caratteri.
...e una mattina l'uomo si svegliò e...pensò a lungo...
quando usciva, gli piaceva sempre quello che faceva
quando stava in casa, lo faceva perchè ne aveva voglia
se decideva di telefonare a qualcuno, era perchè quel qualcuno gli mancava
si faceva sempre da mangiare ciò che gli andava, si piaceva come cuoco
sapeva sempre quello di cui aveva bisogno, una serata davanti alla tv o al cinema. E i film che andava a guardare lo facevano stare bene
quando si guardava allo specchio pensava che in fondo era un bell'uomo
gli piaceva come si vestiva
tutte le mattina si dava il buongiorno e la sera prima di chiudere gli occhi la buonanotte
se si accarezzava, provava una bella sensazione
...quella mattina all'uomo bastò sfiorarsi il corpo per sentire il piacere che veniva...
...quella mattina quell'uomo capì che si AMAVA e che non aveva bisogno di altri che di se stesso!
Ho 32 anni, ho avuto una moglie, una fidanzata, una famiglia adorabile. Due cani spettacolari. Ho uno dei due lavori che sognavo di fare. Riesco ancora a sognare. Sorrido e piango. Mi emoziono. So comunicare emozioni. Adoro scrivere e conoscere gente. Il calcio fa parte della mia vita da sempre.
Ma vorrei tanto un figlio! Ne sento il bisogno. Di vederlo crescere, portarlo per la prima volta a casa. Vederlo crescere e iniziare a parlare. Dire mamma e papà. Scoprire che quella vita è anche merito mio. E poi guardarlo fare le sue esperienze. Sì, ecco ciò che forse mi manca. Un bimbo. Preferibilmente una bimba.
In epoca di buonismo, voglio ricordare Giacinto Facchetti così...
Alessandro Gilioli dell'Espresso ha pubblicato lo scorso anno
un'intervista, dal titolo: "Pasticca nerazzura", a Ferruccio
Mazzola, fratello di Sandro, che giocò per un breve periodo
nell'Inter. Ne riporto alcuni brani:
"... Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti
i calciatori. Ho visto l'allenatore, Helenio Herrera, che dava le
pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve
(io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno
le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello Sandro
a dirmi: se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via. Così
facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le
sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel
giorno 'il caffè' di Herrera divenne una prassi all'Inter"
"I miei compagni di allora che si sono ammalati e magari ci hanno
lasciato la pelle. Tanti, troppi... Il primo è stato Armando Picchi,
il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla
colonna vertebrale. Poi è stato il turno di Marcello Giusti, che
giocava nelle riserve, ucciso da un cancro al cervello alla fine
degli anni '90. Carlo Tagnin, uno che le pasticche non le rifiutava
mai perché non era un fuoriclasse e voleva allungarsi la carriera
correndo come un ragazzino, è morto di osteosarcoma nel 2000. Mauro
Bicicli se n'è andato nel 2001 per un tumore al fegato. Ferdinando
Miniussi, il portiere di riserva, è morto nel 2002 per una cirrosi
epatica evoluta da epatite C. Enea Masiero, all'Inter tra il '55 e
il '64, sta facendo la chemioterapia. Pino Longoni, che è passato
per le giovanili dell'Inter prima di andare alla Fiorentina, ha una
vasculopatia ed è su una sedia a rotelle, senza speranze di
guarigione..."
Per la cronaca, Facchetti è morto di tumore maligno al fegato...
Iniziamo ballando Flashdance: chi viene in pista con me?
Siete tutti invitati. Voglio festeggiare...balli, buffet e divertimento. Come ai bei tempi, in fondo.
Vi aspetto numerosi!!!
Oggi apro il blog e penso: ricominciare. E' complicato nella vita, ma anche qui sul blog. E' come se dovessi rivoluzionare tutto l'arredamento. Buttare alcune cose vecchie, comprarne di nuove. Trovare frasi, argomenti dopo che il sipario si è chiuso.
Tornare quello che ero non si può. Perchè ogni cosa ci modifica, a maggior ragione una cosa del genere.
Ora che sto assorbendo il dolore, cosa mi resta dentro?
Quando ero bambino questi erano gli ultimi giorni di vacanza, poi si tornava a scuola. Lunedì tornavo dal mare, il cielo era grigio. La sensazione è stata la stessa: mancava solo che entrassi da un cartolaio e comprassi penne, quaderni e cose belle per la scuola.
Mi sento un po' così, come se una vacanza - comunque piena anche di sacrifici - fosse finita. Suonata la campanella, si torna nel banco. Con quanta voglia, però?
GIU' IL SIPARIO

SI RIPARTE!
Se non altro sono in buona compagnia.
CALCIO, RONALDO MOLLATO DA RAICA CON UNA EMAIL
Bene, almeno ora ho la spiegazione:
le porte della felicità che si aprono e un amico speciale che ti sta vicino. (spero che lui non venga umiliato dai tuoi genitori)
Sii felice, allora.
A me resta la consapevolezza di aver fatto il possibile. E un bigliettino ritrovato proprio oggi nel pantalone (guarda le coincidenze):
Pasticceria Dolci Momenti, piazza Garibaldi 27, Soragna (Parma)
Uno dei giorni più felici della NOSTRA vita.
Con questo post vorrei chiudere l'argomento.
Si sta spostando l'attenzione su altre cose, ma i dati di fatto sono due e semplicemente due:
IO SONO STATO MOLLATO VIA SMS ALLE 4.23 DI NOTTE
Fosse stato un ragazzo a farlo con una ragazza si sarebbe parlato allo scandalo, a quel maledetto bastardo del solito maschio, lui sì senza palle da dirglielo in faccia.
IO SONO QUI CHE SOFFRO, CHE SPIEGO, CHE RISPONDO, CHE MI PRENDO INSULTI, ma qualcun altro ha chiuso il suo blog e non ha mai avuto LE PALLE di venire qui a dare una spiegazione una volta tanto sensata.
Io non cercherò di riavvicinarmi, penso che la mia sofferenza basti per dimostrare cosa sto passando. Se lei non capisce neanche questo beh, mi spiace, significa che ha avuto ragione. Che è stato meglio così, che magari essere lasciato tra 10 anni, dopo aver vissuto insieme, magari dopo un litigio. Svegliarmi la mattina e trovare un suo bigliettino con sopra scritto: NON SIAMO FATTI PER STARE UNO CON L'ALTRA, PER ME E' MEGLIO CHE FINISCA QUI.
Meglio saperlo ora, molto meglio. Almeno nel quotidiano la mia vita non è cambiata di un centimetro. E ora, se lei è già partita per Parma, andata e leggerglielo nei particolari questo post. Voi che vi fare vive qui o chi non scrive commenti ma parla alle spalle.
Ripeto, per me qui si chiude. Il dato di fatto resta sempre lo stesso:
UNA STORIA PUO' FINIRE, MA SI DEVE AVERE IL CORAGGIO DI DIRLO IN FACCIA O A VOCE!