lunedì, 30 aprile 2007
Postato da MousiC'è un sentiero graffiato nell'aldilà delle menti
un sentiero disperso nell'antro del disprezzo
un sentiero sacrificato nell'inchiostro di un poeta
Alcune cose le scrivo così, in un momento. Come un lampo. un lampo non potrebbe durare in eterno, perderebbe la sua magìa. E' magico proprio perchè illumina spettri ai bordi delle strade per poi richiuderli in gabbie di silenzio. E' magico perchè non si annuncia, se non con finti scrosci di vento che poi rimbombano contro strade desolatamente vuote. Penose. Intrappolate in un cristallo di frammenti. Un lampo è l'attimo stesso in cui vedi. Per poi diventare cieco. Cieco di identità. Di ferite. Di lamenti. Di pietà. Di paure. Cieco di bello. Cieco di brutto. Cieco di felicità. Cieco. Un lampo è incastonato nella sferzante idea che la vita non sia barlume. Illusione. Smontata.
C'è un sentiero spaccato in riva al cuore
un sentiero macchiato senza amore
un sentiero sprecato nella pagina strappata da un poeta
lunedì, 30 aprile 2007
Postato da Mousi
Una bella sensazione. Quando metti nell'autoradio un Cd fatto qualche mese fa. Forse anche un anno. E ogni canzone ti piace. E capisci subito perchè l'avevi scelta. Fin dall'attacco. Ogni canzone ti riporta emozioni, ti fa sentire bene. E allora ti perdi di nuovo tra quelle note, inconsapevole del perchè. Ma felice che accada.
domenica, 29 aprile 2007
Postato da Mousi
E poi la senti quella mancanza. Nei momenti più strani. La senti ancora. Quando un bimbo è nelle braccia della sua mamma. Quando in radio ascolti una canzone. Quando le lacrime ti vengono fuori in silenzio. Come se avessero paura di risvegliare un mondo di disperazione. Di malinconia. E poi vorresti averla vicino l'unica persona che ti ha sempre amato gratuitamente. Ma che non c'è più, da quasi tre anni. Tre anni in cui ti sei dovuto immergere più volte in un fiume di distruzione interiore per ricostruirti. Tre anni in cui ti sei modificato, più che negli altri 30 anni. Tre anni che ti hanno insegnato cos'è la vera solitudine. Ma anche a lottare. Tre anni che non sono passati invano, mamma. Però, quel bambino è fortunato...anche se magari non lo sa
sabato, 28 aprile 2007
Postato da Mousi
Ho portato gli esami alla dottoressa con un pizzico di apprensione, ma lei mi ha rassicurato. Devo controllare un po' le cose zuccherate e devo bere, acqua possibilmente. Sì, perchè resta la mia predisposizione ad avere calcoli ai reni e per evitare che i cristalli, che attualmente ci sono, si uniscano, devo bere. Bere. Bere. Non è un sacrificio, soprattutto ora che fa caldo. Però io non mi disseto solo con l'acqua. Ma ci proverò.
venerdì, 27 aprile 2007
Postato da MousiSai cosa veramente mi fa incazzare, piccola, e mi rivolgo direttamente a te anche se probabilmente non passi neanche più da queste pagine. Mi fa incazzare che sei sparita dalla mia vita come un soffio di vento che fa chiudere una finestra, veloce. Io non ho fatto in tempo a bloccarla quella finestra che un secondo dopo era chiusa. Però dentro questa casa, dentro di me, hai lasciato tutto il resto. Nella fretta di andartene, mi hai lasciato tanto, troppo. Maledizione, perchè non porti via anche il resto. Portati via i ricordi, le risate, la tua voce, la voglia di te, il sentimento per te. Portati via la mia sofferenza, le tue parole, le tue telefonate, i tuoi sms. Portati via i buongiorno e buonanotte, la dolcezza dei tuoi sospiri. Le tue risate, i tuoi silenzi. Portati via la mia gelosia per te, i sogni di un domani insieme. Le sensazioni di quella mattina stretti in stazione, nel sottopassaggio. A dirti ci rivedremo. Accidenti, perchè queste cose me le hai lasciate? Dentro fanno male. Tanto male. Riprenditele. Non voglio più vederle, pensarle. Anzi, facciamo così: non voglio neanche più pensare che tu sia esistita nella mia vita. Adesso riapro quella finestra, anche se fa male come se riaprissi una ferita, e butto fuori tutto. Tutto di te. No, non ti odio. Questo scordatelo. Perchè sp che in questo momento sarebbe quello che vorresti. Ma io ti amo. Non ti odio. Ma butterò fuori anche le lacrime per te. Farò spazio. Fuori le ore con te. Fuori le frasi per te. Fuori forse anche me stesso. Niente più di tuo qui con me.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
io sto seduto qui, che non ho fretta,
ti ascolto, dimmi, tanto come l'altra volta
facciamo pace a letto e non dentro la testa,
chiunque ci sentisse in questa discussione
direbbe lei cretina ma lui che gran coglione.
Oh, quante bugie mi hai detto, dove ti ho trovato,
in quale maledetto giorno t'ho incontrato,
lo sai che se ti guardo adesso non mi piaci
ridammi le mie chiavi, dimentica i miei baci,
non voglio più nemmeno toccare le coperte
dove ti sei sdraiata, dove ti senti forte.
Che cosa c' da dire, cosa c' da fare.
Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
Non c'è niente da dire,niente più da fare.
Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
vai via, portati lontano da me.
Portati via tutto questo amore che non è mai amore.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
sorrido fingo e ti accompagno sulla porta,
io nei tuoi occhi leggo Scusa un'altra volta
poi la tua schiena si allontana quanto basta
così ti vedo andartene su queste scale
da questo astratto amore, da questo stesso male, che mi fai.
Che cosa c'è da dire cosa c'è da fare.
Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
Non c'è niente da dire, niente più da fare.
Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
vai via, portati lontano da me.
Portati via tutto questo amore che non è mai amore.
portati via
portati via
vai via portati lontano da me.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
io sto seduto qui non ho fretta
mercoledì, 25 aprile 2007
Postato da Mousi
Oggi mio papà è stato troppo carino. Sapeva che ero a casa senza provviste e che non potevo uscire e allora mi ha fatto portare, da mia sorella, un po' di cibo. Troppo tenero.
E la bistecca oggi mi è venuta buona come la faceva la mamma. Quindi, era doppiamente bello assaporarla. Come una sua carezza.
mercoledì, 25 aprile 2007
Postato da Mousi
A 15 anni le paure
A 18 anni i sogni
A 30 anni i ricordi.
Ma in una tasca ancora Sogni. E nell'altra Paure. I sogni però sono leggere ali, le paura pesanti zavorre. L' importante è non mettere la mano nella tasca sbagliata. La concretezza? Beh, non la amo. E vorrei poter vivere in questi pantaloni, per sempre.
martedì, 24 aprile 2007
Postato da Mousi
Non l'avevo presa d'inverno, la prendo ora che fa caldo. Ho la febbre, uff. Dicono sia il cambio di stagione, io in realtà so esattamente quando e come l'ho presa. Venerdì notte, uscendo dalla discoteca sudato.
Vabbè.
In questo periodo, intanto, ho scoperto un gruppo musicale in verità già abbastanza famoso grazie al singolo Fairytale Gone Bad, una canzone che adoro. Ho cercato allora un po' di notizie del gruppo, i Sunrise Avenue, che arrivano dalla Finlandia e sono molto ascoltati in Germania. Ho scaricato un po' di loro canzoni pensando che sarebbe stato come al solito: bellissimo singolo e per il resto musica anonima. Invece, mi piacciono tanto praticamente tutte. L'unico rammarico è che anche in rete non ce ne sono tantissime. Ma ecco, se mi chiederanno chi mi piace musicalmente parlando, ora dirò Vasco e i Sunrise.
lunedì, 23 aprile 2007
Postato da MousiFine dell'esperimento. Passiamo a cose serie.
Magari sapete già la risposta, ma io vi propongo comunque un giochino (vietato ai minorenni).
Secondo voi, questo è il pisello di Beckham oppure no?

domenica, 22 aprile 2007
Postato da MousiESPERIMENTO
IO

domenica, 22 aprile 2007
Postato da Mousi
Quanto male può fare la neve dentro al cuore? La senti scendere dentro di te e quando cerchi di eliminarla è diventata ghiaccio. Quanto male fa? Quanto male sto stamattina? Quella telefonata ieri sera tardi. Quelle tue telefonate. Continuo a ripetermi che non sei tu quella che parla, che è un'altra te. Ma la voce è la tua. E mi dici che la lettera, l'unico mezzo che avevo per parlarti ancora, tua mamma l'ha consegnata direttamente a lui e che tu poi l'hai stracciata senza leggerla. E no, non sei tu. Cerco di fare il duro al telefono, ma dentro lo sai cosa ho? Lo sai? Forse hanno ragione quelli che dicono che non doveva neanche iniziare, ma è iniziata. Poi, a un certo punto, mi sembri di nuovo tu (forse lui non è più vicino a te?). Mi dici che io devo immaginare cosa è successo. E infatti lo immagino. E ci sto ancora peggio. Mi domando come puoi vivere con una persona così, anche se lo fai per i tuoi bambini. Avrei voluto un ultimo bel ricordo di te, tesoro. E invece mi resta questo addio ingombrante che dentro il mio cuore proprio non ci sta. Eppure, credimi, il mio cuore è grande. E tu ci stavi bene dentro. Tanto bene. Addio amore. Te lo scrivo qui, dove nessuno potrà stracciarlo.
sabato, 21 aprile 2007
Postato da Mousi
Passi una bella serata a Piacenza, in una discoteca mai vista prima, con i tuoi amici. Ti diverti, balli, torni a Milano e fai per riprendere la macchina. Senonchè, lei non si accende. Peggio: persino la chiavetta non apre le porte. Oggi un mio amico con i cavetti cercherà di farla resuscitare. E' qui davanti al lavoro: mi sembra impossibile che la batteria si sia completamente scaricata. Alle 14 andava che era una meraviglia, dieci ore dopo manco si apriva. Mah...
venerdì, 20 aprile 2007
Postato da Mousi
Deluso da un qualcosa. Da una persona, forse. E mi chiedo perchè questa persona si sia comportata in questo modo. Ok, forse è indecisa sul da farsi. Però, ecco, uno non invita una persona per essere poi reinvitato, questo mi sembra assodato. Chiaro che però ci rimani male quando pensi che con una persona si sia instaurato un qualcosa in più della semplice conoscenza e che quindi potresti anche rientrare nella categoria dei "papabili" nel caso in cui quel giorno quella persona facesse qualcosa. Vabbè, è solo l'ennesima dimostrazione che forse mi aspetto troppo da certe persone.
venerdì, 20 aprile 2007
Postato da Mousi
Ebbene sì, oggi ho imbucato la lettera. Per lei. Con l'indirizzo di casa dei genitori. Spero gliela diano. Era una cosa che ci eravamo detti quando ancora ci sentivamo: se devi scrivermi, fallo lì. E io l'ho fatto. Perchè sto cercando di non parlarne più di tanto, ma mi manca. Cazzo se mi manca. Tantissimo. A volte nei momenti in cui sono più vulnerabile. Oggi in macchina, dopo la nostra canzone, stavo per piangere. Così, in autostrada, tra tir e camion.
Le ho scritto ciò che avevo dentro. Non tutto. Perchè è strano ma non sono più capace di pensare scrivendo con la penna come quando scrivo con la tastiera. Triste. Molto triste. Come me.
giovedì, 19 aprile 2007
Postato da Mousi
Stamattina mi è arrivata la Cyclette da poltrona. Una cosa troppo figa perchè puoi pedalare anche mentre lavori stando seduto su una sedia. Bello. E stancante. Beh, oggi ho iniziato con poco, solo due chilometri e mezzo. Ora vado a fare un po' di addominali.
giovedì, 19 aprile 2007
Postato da Mousi
Fatto. Ora qualche giorno per aspettare i risultati.
Comunque sì, sto cambiando. Anche affrontare cose piccole come questa serve. Serve perchè bisogna partire dalle cose piccole per arrivare poi a quelle grandi. E considerata la mia avversione per i medici e tutto il loro ambiente, posso ritenermi contento oggi.
Scusate se ultimamente sto passando poco a trovarvi.
mercoledì, 18 aprile 2007
Postato da Mousi
Uff, domani mattina devo alzarmi all'alba pur avendo il giorno libero. E devo fare degli esami in ospedale...spero che tutto sia ok. No, non ho particolarmente paura di farmi punzecchiare da un ago, anche se preferirei passare la mattinata in altri modi.
martedì, 17 aprile 2007
Postato da MousiRicevuto da un'amica via mail, lo posto perchè è troppo divertente:
Sai che vivi nel 2007 quando :
1. Per caso batti la tua password sul
microonde
2. sono anni che non giochi al solitario con
carte vere
3.
hai una lista di 15 numeri di telefono per chiamare una famiglia di tre
persone
4. mandi una mail al tuo collega che ha l'ufficio vicino al
tuo
5. hai perso contatto con i tuoi amici o familiari perchè non
hanno indirizzo e-mail
6. arrivi a casa tua dopo una lunga giornata di
lavoro e rispondi al telefono come se tu fossi ancora in ufficio
7.
fai lo zero sul tuo telefono di casa per prendere la linea
8. sei al
tuo posto di lavoro da 4 anni ma hai lavorato per 3 imprese diverse
10. ti impanichi se esci da casa senza il tuo cellulare e torni
indietro per riprenderlo
12. ti alzi la mattina e la prima cosa che
fai è accendere il computer ed il cellulare prima di bere un caffè
13.
inchini la testa per sorridere
14. stai leggendo questo testo, sei
d'accordo e sorridi
15. peggio ancora, sai già a chi rimandare questa
e-mail
16. sei troppo occupato per accorgerti che non c'è il numero 9
in questa lista
17. subito guardi il messaggio per vedere se c'è o
no il numero 9 nella lista
CONSIGLIO : Quando il tuo lavoro ti rompe,
e sei sull'orlo della depressione, e niente va come vorresti al
lavoro, allora fai questo: uscendo dal lavoro,
fermati in una farmacia
e compra un termometro rettale "johnson and johnson" (solo
questa
marca).
Aprilo e leggi le istruzioni. troverai questa frase da qualche
parte : ogni termometro rettale "johnson and johnson" è stato
personalmente provato nella nostra fabbrica.
Ora chiudi gli occhi e
ripeti ad alta voce per 5 volte : "sono felice di non lavorare nel
reparto controllo di qualità da Johnson and Johnson"
E ORA RIDI
Dai su, manda questo messaggio ai tuoi amici, ne muori dalla voglia e
ricordati sempre che ci sono lavori peggiori del tuo......
martedì, 17 aprile 2007
Postato da Mousi
Ci sono momenti in cui mi guardo in giro. E mi sento estraneo a ciò che mi circonda. A facce discorsi sorrisi. Ma anche a paure dubbi incertezze. Ed è bello. Come se un'astronave mi portasse in alto. Guardo tutto e capisco tutto. Ma è come se fossero cose che non mi riguardano. Mi ritrovo nel mio mondo, tra le mie cose. Felice di averle. Felice che mi piacciano. Poi, all'improvviso, torno in me. O forse esco da me. Vedo di nuovo tutto, capisco di nuovo tutto. Non mi piace quello che sento. Ricerco la sensazione della tranquillità, del dormiveglia della mia anima. Ma la mia anima è nata in fondo per essere inquieta. Vaga nell'ombra girovaga nella luce. Schiava di sentimenti e passioni forti.
martedì, 17 aprile 2007
Postato da MousiPenso e scrivo (come ci faceva fare la maestra alle Elementari: erano i Pensierini, antenati dei temi):
La scienza paragona gli effetti dell'amore alla dipendenza dalla droga. In occasione del primo appuntamento, si manifesta nell'individuo una vera e propria tempesta che gli scienziati attribuiscono a una molecola, la feniletilamina, che induce effetti simili a quelli delle anfetamine e agisce sul comportamento amoroso, regolando la produzione di due ormoni: la dopamina, neurotrasmettitore che genera sensazioni gratificanti e piacevoli, e la noradrenalina, che provoca eccitazione ed euforia. Gli stessi effetti di una dipendenza, piacere e gratificazione!
In parole povere, innamorarsi è un po' come drogarsi. Ma forse non serviva la scienza per scoprirlo!
lunedì, 16 aprile 2007
Postato da MousiSi cade si precipita
si perde la capacità
un pensiero scappa via
lontano
dove non si sa
Lo rincorro senza meta
lo scorgo ad un incrocio
mi perdo tra la folla
di un pensiero che non c'è
Lo sento come un tuono
riappare un dolce suono
in testa nei miei occhi
la stessa idea di sempre
Rincorro l'orizzonte
è lui quel mio pensiero
irragiungibile ma vero
colore del tuo mare
(Alex)
lunedì, 16 aprile 2007
Postato da Mousi
Aspettavo oggi per la parola fine. Però, con una certa agitazione. Ingenuo, probabilmente sì. Oggi lui avrebbe ripreso a lavorare, oggi lei avrebbe potuto chiamarmi. Dirmi che l'aveva costretta a dirmi quelle cose, ma che le sono mancato tantissimo. Che mi ama ancora. Che sì, forse ormai è tutto irrimediabilmente perso, ma che aveva tantissima voglia di sentirmi e di dirmi queste cose. Sperando che io potessi perdonarla.
Già, ma non è successo. I minuti scorrono. A quest'ora, grosso modo, lei si svegliava e ci sentivamo. A quest'ora, invece, il suo cellulare è spento. Come da più di una settimana a questa parte. Eppure avrei voluto sentirla almeno un'ultima volta, quella voce così sensuale. Dirle che comunque è stato bello finchè è durato. Mi abituerò a una vita senza lei. Ci si abitua a tutto. Anche al dolore.
domenica, 15 aprile 2007
Postato da MousiGli amori della mia vita
Pensieri sparsi nella mia mente. I miei amori. Le bambine ragazze o donne che ho amato, anche senza essere ricambiato. Ricordo i loro nomi, di qualcuna ricordo molto di più. Sempre ricordo la piacevole sensazione di essere insieme. Alle Elementari Sara, capelli lunghi castano scuro, gran begli occhi. Le corse per i corridoi, non so cosa provavo. Ero bambino. Mi piaceva. Poi Marta, alle Medie: occhiali e capelli biondi. Ancora una bambina per me bambino. Un sentimento innocente. L'ultimo sentimento innocente, direi. Perchè poi è arrivata Francesca, al mare. Avevo 14 anni la prima volta che arrivò. E non era una bambina, ma una donna. In due pezzi. Bella. Capelli lunghi. Seno e sedere che mi facevano impazzire. Le prime timide poesie per lei. L'attesa. Aspettarla. Le prime lacrime. Tante lacrime. Otto anni mi è rimasta la cotta per lei, mentre mio cugino - muscoli occhi chiari e capelli chiari - si metteva con lei, la lasciava, si rimetteva con lei. Poi Barbara, alle Superiori. Bionda. Nel banco dietro al mio. Bel corpo. Un po' bambina. Forse dimentico qualcosa. Anche per lei poesie, parole. Poi un'altra Barbara, all'università. L'unica a cui abbia dedicato un libro. La paura alle sue telefonate. La paura quando glielo dissi, di perderla. Poi, in ordine sparso, Cristina - bellissima friulana - Alessandra - signora affascinante, sexy, intrigante. Maria, quella che sarebbe stata mia moglie. Affascinato da quello che provavamo insieme per le stesse cose. Dal giornalismo al calcio. Alla voglia di arrivare. Laura, un amore per tanto tempo segreto. Sonia, la donna per cui ho versato più lacrime, ma che mi ha fatto emozionare e ancora oggi mi fa emozionare tanto. Laura, la ragazza che mi ha insegnato a baciare. Erika, Paola, Valentina. Tanti nomi. Ricordi che si confondono. Fino all'ultimo, a quello che tanto dolore mi sta provocando. Quante donne, quanti sogni. Molti infranti. Ma quante emozioni nel loro viso, nei loro occhi, nel loro corpo. Nel loro spogliarsi. Nella loro passione. Nel loro fare l'amore. Nel loro dirti ti amo.
domenica, 15 aprile 2007
Postato da Mousi
Ho cercato di non emozionarmi. In giorni in cui ho tentato di restare chiuso dentro me stesso. Ma anche allora le emozioni le sentivo. Anzi, erano più forti. Nel tentativo di imprigionarle, mi scuotevano. Mi facevano male. E quando le liberavo, stavo ancora più male. Ho cercato di non sentire, ma poi davanti a me ho visto prati colorati, alberi mai visti prima. Le nuvole che in cielo prendevano le forme che più io sognavo. E allora non ho potuto chiudere la mia esistenza alla vita. E mi sono domandato se anche la morte sia un'emozione. Sì, forse la più forte!
sabato, 14 aprile 2007
Postato da Mousi
E' proprio vero che quando non hai voglia di fare qualcosa, se poi prendi coraggio e la fai, ti diverti. Più di quando attendi qualcosa. E' successo anche ieri. Pomeriggio passato a pensare, troppo, e a ricordare. Voglia di uscire zero. Ma la mia migliore amica è stata carinissima e mi ha praticamente convinto a uscire. E così, andiamo alla Festa di primavera a casa di un mio ex collega. Una casa trasformata in una discoteca, lui del resto oltre che giornalista è anche dj. Bella la musica, voglia di divertirci tutti insieme, bella gente, belle ragazze. Una compagnia di persone con cui ridere, parlare, ballare.
E poi una cosa che credevo succedesse solo nei film. Io e un mio amico in questa casa a ringhiera che scoviamo una vicina del mio amico fare le pulizie in casa alle 2 di notte, una gran bella ragazza. Ci fermiamo a guardare, un po' incuriositi all'inizio. Luce accesa, tende scostate. Stiamo lì una buona mezz'ora, ma alla fine succede l'incredibile. Prima di andare a dormire, lei esce dal bagno solo con il tanga. E devo dire che lo spettacolo non era niente male. Credo che l'abbia fatto apposta. La luce l'ha spenta solo dopo, mentre saliva una scala quasi fosse a una sfilata. Siamo rimasti di sasso. E, non posso che dire una cosa: aveva davvero un bel didietro. Forse era esibizionista la ragazza, anzi sicuramente. Ma anche questo episodio ha contribuito a rendere la nottata frizzante. Ora sono al lavoro con un'ora di sonno, ma anche allegria che in questo periodo mi serviva proprio.
venerdì, 13 aprile 2007
Postato da MousiRespiro lento ma inesorabile
...non riesco a morire
(Alex)
giovedì, 12 aprile 2007
Postato da MousiHo vagato con i pensieri sai?
Ho cercato un punto lontano sai?
Ho lanciato un urlo alla luna sai?
Ho sperato ancora e ancora sai?
Mi son disperato da solo nel vento sai?
Ho pianto al buio in un letto sai?
Ho parlato di te alla mamma sai?
Ho pensato di morire sai?
Ho deciso di impazzire sai?
Ho sognato di amarti sai?
Ho desiderato di spogliarti sai?
Ho illuminato la mia stanza sai?
Ho rivisto i miei fantasmi sai?
Nel silenzio di una luce
venivano avanti come armate
e io ero solo ad affrontarli sai?
Tu dov'eri?
(Alex)
giovedì, 12 aprile 2007
Postato da MousiMi sento un poeta
una persona inutile
con tanto da dare
con tantissimo da dire
Come dietro a un vetro
muovo la bocca
qualcuno mi osserva
nessuno mi sente
Un poeta usato
deriso
malmenato
insultato
ferito
deluso
Un poeta dell'inutile
che ama
che sogna
che scrive versi
che sogna baci
che ricorda abbracci
che poco sorride
che vive di ricordi
che morirà poeta
(Alex)
mercoledì, 11 aprile 2007
Postato da Mousi
Ieri la sento. Era lei, ma non era lei. Parlava con il vivavoce, al suo fianco c'era il marito. La cosa più incredibile è che è stato lui a dirle di chiamarmi. Così come è stato lui, dal suo cellulare, a rispondermi ai messaggi poco prima, pensando che io non capissi che era lui. Era come quando guardi un video di un ostaggio: ti dice che c'hanno ragione i rapitori, che devi ritirare le truppe, che hanno sconfinato. E certo, con un mitra puntato alla testa anche io direi la stessa cosa. Ecco, lei ieri era così. Mi ha detto che ha scelto suo marito, che devo smettere di chiamarla. Che devo rispettare la sua decisione. Che se vuole il cellulare lo dà a lui e a me non deve interessare. Che se io portassi i messaggi che mi ha scritto a suo marito dimostrerei una volta di più che ha fatto bene a dire stop alla alla storia perchè ha scoperto un lato di me che non conosceva. Insomma, una telefonata tutta così. Io so che dentro voleva dirmi ben altro. Ma so anche che sentirle dire certe cose dalla sua voce è stata una coltellata. Sono riuscito a dirle che mi sta facendo tanto male e lì ho sentito il suo attimo di silenzio. Un silenzio che forse racchiudeva la vera persona che conosco. Oramai, comunque sia, non c'è più niente da fare. Se lei vuole o è costretta a vivere una vita così, che la viva. Non sarò certo io a portarla via. Se davvero è più forte la rassegnazione (sua) dell'amore, significa che l'amore non era poi così forte. E così tanto. Sono a pezzi. Ma mi riprenderò, tra le mie cose. Con i miei amici. E cercherò di non guardare i suoi messaggi perchè ieri, in treno, l'ho fatto e stavo per piangere davanti a tutti.
Piccola, comunque grazie per questi mesi. E' stato bello. Molto bello.
martedì, 10 aprile 2007
Postato da Mousi
E' strano quando hai bisogno di folla e invece ti sembra di essere terribilmente solo. Ma anche la folla poi ti dà fastidio e vorresti solo brividi, sensazioni. Da solo. Forse sei folle. In quel momento. Ti senti strano. Come se il mondo ti passasse intorno e tu non te ne accorgessi. Come quando vuoi salire su una giostra troppo veloce. Su un treno che chiude le porte. A un incrocio troppo trafficato. Non trovi il tempo giusto. Il momento giusto. O più semplicemente te ne stai fermo, incurante degli sguardi dei clacson. Fermo. Immobile. Immobilizzato. Come quando bevi vino e poi ti gira tutto. Ma tu sei fermo. Voci in lontananza, si dissolvono. Parole forti sembrano sussurri. Ti gira tutto. Ti gira tutto. Come in un girotondo. Mano nella mano. Ma non c'è nessuno nella tua mano. Giochi di luce. Ti abbagliano. Sei debole. Chiudi gli occhi. Finalmente. Ma qualcosa ti martella dentro. Il cuore lo senti battere forte forte. Nelle tempie. Nei polsi. Nelle gambe. Deboli. Sensazione di abbandono. Finale. Bello. Come quando hai la febbre e ti giri sotto le coperte. Quando il freddo passa, arriva il torpore. Il tepore. La fine. Chiudi gli occhi. Senti beneficio. Dal niente intorno a te. Mentre la mente vaga. Ricordi offuscati. Persone mai conosciute. Amori mai consumati. Felicità. Fino al risveglio. Sotto coperte che sono sudari. Gambe nervose. Piedi nervosi. Braccia nervose. Ti rigiri ancora. E ancora. Cambi posizione. Ma di nuovo la testa, le vertigini. Stai cadendo da un palazzo. Dal letto. Di soprassalto. Apri gli occhi. La stanza. Le finestre. Da cui filtra luce malata. Che i tuoi occhi non sanno sintetizzare. Dormi. Sogni. Sudi. Muori.