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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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mercoledì, 30 maggio 2007
Postato da Mousi

Bloccato in questi giorni. Non riesco a scrivere quello e come vorrei. Non riesco. Inizio un post e finisco poi per trovarlo banale. E mi dico: forse sarebbe stato meglio non scrivere nulla. E' come se sentissi un peso sulla mia testa e non mi aiuta a pensare. Per niente. O forse quello che vorrei scrivere mi sembra troppo in questo momento e allora preferisco le scorciatoie della banalità. Sì, forse è così. Perchè per la prima volta da quando ho questo blog ho paura di sbagliare, di fare errori. Ho paura di fare del male. Di farmi del male. Di correre troppo. Quando invece non voglio farlo. Voglio che qualsiasi cosa sia, cresca, ma con i ritmi congeniali a entrambi. Qualsiasi cosa sia. E anche mentre lo dico ho paura. Di rovinare tutto con una frase. Di non fare niente e rovinare tutto lo stesso. Questa paura forse mi blocca. Ma è anche che tante cose le voglio tenere solo per me, intime. So che devo vivere giorno per giorno. So che non devo temere nulla. Ma in realtà quando ci tieni, hai tanta paura di perdere quello a cui tieni. E allora tergiversi, a volte diventi anche un adolescente impacciato. Imbarazzato. Poi basta un niente per sorridere. Così come basta un niente per temere. Un'altalena.
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mercoledì, 30 maggio 2007
Postato da Mousi

Ci sono giorni in cui c'è troppo sole. Stamattina era uno di questi. Mi ha ricordato quelle mattine in cui ero già in vacanza da scuola: costume, pantaloncino e maglietta. E poi in piscina. Con mamma e fratelli. Aria frizzantina, poca gente. Il juxe box. Il dondolo. L'acqua. E quell'estate ancora in divenire. Un treno all'orizzonte. Le notizie di calciomercato sui giornali. Eppure, no, non ero sereno. A volte mi domando quando lo sono stato davvero. Non lo ero allora che non avevo preoccupazioni. Perchè?

Era un periodo lontano. A volte quasi me lo dimentico. Non sognavo le donne. Non guardavo le ragazze. Innocente. Non soffrivo per un no. Per uno sguardo non ricambiato. Il mio mondo era un ghiacciolo colorato alla frutta.
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martedì, 29 maggio 2007
Postato da Mousi

Ti abbracciavo nella notte Mamma. Eri proprio tu. In carne e ossa. Andavo verso di te e no, non eri trasparente. Mi abbracciavi. Parlavamo tanto. Tu parlavi. Io balbettavo. E' la seconda volta che faccio un sogno simile, è la seconda volta che per paura o felicità balbetto soltanto con te. Mentre tu mi rassicuri. Mi dici che ci sei e mi vedi. Purtroppo anche nel sogno c'è un tempo che scade. E tu sparisci.

Ma una cosa sono riuscito a chiedertela. Una cosa per me tanto importante. Grazie per avermi risposto. Grazie per avermi fatto compagnia.
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lunedì, 28 maggio 2007
Postato da Mousi

INDIGNAZIONE


Indignato. Anche se serve a poco. Ma lo sono. Questo è un episodio di tanti episodi. Sette donne sudanesi sono state stuprate nel Darfur dai janjaweed, le cosiddette guardie arabe assoldate dal governo per sedare le rivolte nella zona. Indignato. Queste donne sono tornate nel loro campo profughi e sono state derise. Già: in molti paesi arabi lo stupro è considerato un disonore per la famiglia della vittima. Si arriva anche a uccidere una donna che è stata violentata.

In Sudan si contano 100 stupri di donne al mese e condanne quasi nulle. Indignato.

Ma come cavolo si fa?

Come può essere un disonore la violenza? O meglio, lo è sì, ma per chi la fa, non per chi la subisce. Come si fa? Spiegatemelo. E non voglio sentir parlare di differenza di cultura. Casomai, questa è una non-cultura. Indignato e schifato. Vorrei poter fare qualcosa.

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lunedì, 28 maggio 2007
Postato da Mousi

Oggi va che ti penso. Oggi va che ti vorrei. Oggi va che ti sento. Più vicina di sempre. Più vicina del mare. Più sincera di un cuore. Più sincera di un lampo. Oggi va che ti vorrei accarezzare. Oggi va che ti vorrei spogliare. E scoprire più bella. Come il cielo dopo un tuono. Come un fiore dopo la pioggia. Oggi va che ti vorrei dedicare. Quel che sento davvero. E che cresce, lo sai?

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domenica, 27 maggio 2007
Postato da Mousi

Quanta gioia e quanta serenità si possono provare quando si riesce per un attimo, per un'ora, per un giorno a far stare bene una persona. Chissà se riesco a comunicare la serenità che sento in questo momento. Spero di sì. Come un fiume che scorre placido...

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domenica, 27 maggio 2007
Postato da Mousi

In cartoleria. La vedo. La compro. Una simpatica calamita con la scritta: Penso...dunque sono single.

Se aprissi adesso il blog, gli darei questo titolo. Non perchè da fidanzato smetterei di pensare. Ma perchè da single ho imparato a riflettere di più. Ho imparato a vivere un po' meglio. Prendendomi i miei spazi senza invadere troppo quelli degli altri.

Perciò, penso, dunque sono single.

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sabato, 26 maggio 2007
Postato da Mousi

Sono nervoso oggi. Tanto. E non riesco a sfogare questo nervosismo che sento dentro. In questi casi poi finisco per prendermela con chi non c'entra, ma in quel momento mi era vicino. Forse è stanchezza. Probabile. Però mi dà fastidio sentirmi così. Non riesco a stare fermo. E ci devo stare perchè sono al lavoro. Non riesco a pensare. Sono bloccato. Sento solo qualcosa che mi sale dentro. Accidenti!
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sabato, 26 maggio 2007
Postato da Mousi

Follia. Amabile follia. Che riconosce con gli occhi. Che non fugge davanti all'anima. Che accarezza piano un pianto. Che prende per mano un brivido. Che si fa perforare da un sorriso. Che si fa affogare in un gemito.

Follia. Amabile follia. Che impiega un attimo a vivere. E un attimo a morire. Ma in quell'attimo ci sta una vita intera. Che sfugge arrossendo a un bacio. Che stringe come un soffio la carezza. Che si muove con un fremito su un corpo. Che gode dilatando il tempo dentro l'altro.

Follia. Amabile follia. Più la vuoi più lei si fa trovare. Non sa giocare a nascondino. Perchè è talmente folle da non lasciarti mai.  

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venerdì, 25 maggio 2007
Postato da Mousi

Appunti di viaggio



E' la prima volta che osservo così da vicino un fulmine con il cielo completamente sereno. Ero in auto stamattina: davanti a me un'improvvisa saetta, mentre alla mia sinistra il sole faceva quasi a pugni con quella luce improvvisa che voleva sopraffarlo.



Viacard, questo sconosciuto. Odio chi si ferma al casello Viacard e perde dieci minuti. Perchè non sa che cos'è, non sa cosa fare. Solo che ha visto che non c'era coda. Io esco sempre da quel casello in autostrada. Per non parlare di chi, dopo dieci minuti di paralisi, mette la retro costringendoti ad assurde retromarce in autostrada per lasciarlo fuggire da quell'aggeggio infernale!






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giovedì, 24 maggio 2007
Postato da Mousi

Spiego le ali

in direzione Avventura

Non so se atterrerò

ma mi piace volare

Non so se cadrò

ma non guardo in giù

Non so se sorriderò

ma mi godo il vento

Non so se mi fermerò

per ora corro

Volo

in direzione di qualcuno

O di qualcosa

E non darei mai indietro

questa sensazione

a nessuno

(Alex)

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mercoledì, 23 maggio 2007
Postato da Mousi

Cornetto alla crema e cioccolata calda. Facce stanche. Quell'unico attimo di brezza. Il treno silenzioso. Il sonno tra risaie e campagne. Il sole che scalda. Il bigliettaio. Dentro serenità. La colazione. Il sonno ristoratore nel letto dopo più di 24 ore sveglio.
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martedì, 22 maggio 2007
Postato da Mousi

Giornata lunga, infinita. Iniziata stamattina presto e che si concluderà domattina visto che ora sono al lavoro per la notte. Ma anche giornata piena di sorprese, di troppo sole e caldo (da insolazione), di scarpe che fanno male, di Milano senza ombra, di tanto thè con ghiaccio al limone. Di chiacchiere. Di tentativi di far ragionare un'amica innamorata (praticamente impossibile quando si ama). Giornata con piacevole cena a casa di un'altra amica che non vedevo da quasi tre anni. Colpa mia che ero sparito. Merito anche mio che sono riapparso. Merito suo che mi ha trattato come se ci fossimo visti ieri. Cenetta come non ne mangiavo da tempo, chiacchiere e coccole. E poi ventilatore, fresco, penombra che invade la stanza. L'ora di venire in redazione. Giornata di sorprese. Alcune tenere altre strane. Tutte (o quasi) inaspettate. Giornata calda ma anche piena di calore. Umano. Giornata in un parco a parlare al telefono. Serata con la stessa persona al telefono, cercando di farla sorridere (altra impresa, sì). Spero che la notte lavi questi momenti, sai?.
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lunedì, 21 maggio 2007
Postato da Mousi

Cercavo una canzone. Ma canzoni non ce ne sono. Non è vero, in fondo, che c'è una canzone per ogni situazione. O magari io non la conosco. Quello che so è che a volte i giorni nascono in un modo. Diversi da come erano morti, in una notte piena di stelle. Ti svegli, apri le persiane, convinto che il sole ti colpirà dritto al cuore, e invece uno scroscio freddo di pioggia ti ghiaccia una lacrima.

Chiudi quelle persiane. Ti infili sotto le coperte. Convinto sempre di più che il calore che puoi meritare è solo quello di te stesso.
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lunedì, 21 maggio 2007
Postato da Mousi

Umili alla meta


Buttati giù senza prove concrete. Gli unici a finire in B. Costretti a vendere gente del calibro di Zambrotta, Ibrahimovic e Vieira. Tra i ghigni di soddisfazione di giudici che si sono limitati a prendere atto del processo fatto nelle piazze.

Più forti di tutto e di tutti. Di nuovo in A. Alla grande. Umili. Gente del calibro di Buffon, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi. Giovani come Marchisio, Paro, Palladino. Si sono calati tutti in una parte complicata: restare concentrati su campi come Frosinone e Rimini come si trattasse di San Siro o dell'Olimpico.

Umili alla meta. Potrei citare la frase: non è forte chi non cade mai, ma chi cadendo riesce a rialzarsi. Non lo faccio perchè in realtà siamo caduti semplicemente perchè ci hanno fatto lo sgambetto. La Juve era troppo antipatica perchè troppo vincente. La Juve è la storia del calcio italiano, come dimostra lo scarso interesse del campionato di serie A e il grandissimo entusiasmo per quello della B. Come dire che la Juve attira comunque. In qualunque serie o stadio giochi. Ma questo ora non interessa. Mi interessa solo dire che siamo di nuovo a casa, dove ci compete. Dove sempre abbiamo dato il massimo. E, permettetemi di dire, onestamente. Perchè gli errori arbitrali, i risultati forse combinati forse no, continueranno sempre a esserci. E non per questo si farà un processo a tutti i campionati e a tutte le squadre.

In ogni caso, noi abbiamo pagato. Torniamo in A e guardiamo tutti negli occhi. Qualcun altro ha ancora la stessa gente tra i dirigenti, ha vinto uno scudetto finto, giocherà una finale di Champions quando lì - in Champions - non ci sarebbe dovuta essere. Pazienza. Così va il mondo. Io ora mi godo il ritorno. Mi godo un Del Piero sempre più simbolo. Mi godo la mia Juve, come ho sempre fatto.

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sabato, 19 maggio 2007
Postato da Mousi

Per favore fermate questo momento. Perchè sto bene. Ma proprio questo momento. Tra un attimo sarà diverso.

Fermate questo momento. Metteteci un segno. Così andrò a cercarmnelo sempre. Anche tra parole paludate e soffitti che mi vengono addosso.

Fermate questo momento. Perchè sono felice del pensare. Senza correre.

Fermatelo.

Fate qualcosa.

In folle.

Così non si sposta.

Con il freno a mano inserito. Fermatelo. Sì, così.

A quest'ora. Fermi. Il tempo non voglio mi riguardi adesso.
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sabato, 19 maggio 2007
Postato da Mousi

Non amo la moda nel parlare. Qualche anno fa tutti a dire ci vediamo settimana prossima, e addio al caro articolo la. Da qualche tempo tutti a dire Ma anche no. Ok, la prossima quale sarà?
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venerdì, 18 maggio 2007
Postato da Mousi

Sanno vibrare ancora le corde. Se le sfiori piano. Se non le soffochi ma le coccoli. Sanno vibrare come se un mare le cullasse. Un mare di soffici sorrisi. Sanno vibrare anche se solo le guardi perchè in quegli occhi vedono qualcosa. Sanno vibrare. Vibrano. Più forte. Si mettono a suonare.

Poi.

Suonano.

Una melodia.

Un dolce sussurro in un momento di pace.

Una corda si sfila e s'inerpica in siepi.

Poi.

Ancora e sempre più dentro. Un respiro. Un dolce battito. Un incredibile arcobaleno. Riflettendo le tue labbra. Le tue mani. Si sfilano. Si inerpicano. Su per il corpo. Fino allo sfinimento. Finchè il desiderio non traspare. Non tracima. Non si aggrappa a te. Ai tuoi fianchi. Al tuo seno. Alle tue gambe.

Poi.

Poi il vento mi porta il tuo profumo.

Giro gli occhi.

Il cuore vibra ancora. Mi basta un tuo tocco di semplici parole.

Ora. Non poi.
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venerdì, 18 maggio 2007
Postato da Mousi

In questo periodo sono un po' assente dai blog. Oserei dire: sfuggente. Ma è un periodo così. Un periodo in cui, a volte, anche in treno chiudo gli occhi senza dormire. Inizio a pensare. Pensieri belli. Che spaziano. Che si fermano e poi ripartono. Pensieri che incocciano a volte in qualche paura. Ma che poi ricominciano a farsi strada e salgono, scendono. Attraversano strade. Si allargano in un sorriso. Si chiudono in un sogno. Sì, ho la testa un po' tra le nuvole. Piacevolmente. Chiedo scusa a quanti sto un po' trascurando. So che mi capirete.

...e poi l'uomo si voltò, dette il braccio a quella donna. Salirono insieme passo dopo passo. Fermandosi quando erano stanchi. Sorridendo a ogni passo, guardandosi a ogni respiro. A ogni sospiro. Mano nella mano. Verso qualcosa...
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venerdì, 18 maggio 2007
Postato da Mousi


Mercatino di sera a Lubiana

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giovedì, 17 maggio 2007
Postato da Mousi

Visto che ho superato i

100.000 visitatori

volevo ringraziare tutti

sia chi passa e critica, sia chi passa e commenta, sia chi passa da anonimo, sia chi si firma, sia chi mi segue in silenzio, sia chi conosco di persona, sia chi conosco da tanto tempo, sia chi è appena sbarcato da me.

GRAZIE GRAZIE GRAZIE


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mercoledì, 16 maggio 2007
Postato da Mousi

Fuori da un sogno

trasportato in un regno

posato su uno scrigno

Parole quelle Parole le tue Parole

Nel sogno tu eri bella

Nel regno tu una stella

Lo scrigno un anello

Parole quelle Parole le tue Parole

Quasi una musica dentro te

Quasi una voce dentro me

Quasi una vita senza se

Parole quelle Parole le tue Parole

L'anello nel tuo dito

Nel regno è questo il rito

Nel sogno è già un mito

Parole quelle Parole le tue Parole

La musica suona di te

Le voci sanno di te

La vita vive di te

Parole queste Parole le mie Parole

(Alex)

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mercoledì, 16 maggio 2007
Postato da Mousi

Ho pensato molto in questi giorni. E ho anche parlato molto. Mi ha fatto bene. Perchè l'isolamento e l'indipendenza sono due grandi doni, ma anche la condivisione di noi con qualcun altro.

Ho provato belle sensazioni in questi ultimi giorni. Sentendo il sentimento e la capacità di attrarre che una persona è capace di sviluppare anche da lontano. Sentire: il segreto di vivere un rapporto con qualcuno è proprio sentirlo, percepirlo. Ascoltarlo. E sentirsi bene mentre una voce ti narra, ti racconta, ti scopre. Accorgendoti che tu stesso ti stai facendo scoprire. Ma con semplicità, spontaneità. Senza fretta. Anzi, vorresti che quei momenti in cui ti racconti a chi si racconta non finissero mai. Durassero ancora. Ancora. Ma c'è anche la dolcezza del dopo, del ripensare a una frase, una risata, un complimento. O al sognare ciò che prima si è pensato e detto: in un bar a sorseggiare cioccolata calda, mentre fuori piove. Guardandosi e trovandosi sempre belli. Perchè innamorati. 
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lunedì, 14 maggio 2007
Postato da Mousi

Forse era una sera così. Faceva caldo. Avevo la notte al lavoro. Mi avevi salutato con un abbraccio, senza sapere che sarebbe stato l'ultimo. E poi, questa notte sarà quella maledetta notte. E io che farò? Tu lottasti. Ma noi non c'eravamo. Forse smettesti di lottare. Quella maledetta mattina. C'era il sole. Faceva caldo. E tu eri su quel freddo letto dell'obitorio. Sembrava stessi dormendo. Ma poi eri fredda. La fronte. Ti detti un bacio. Ma eri fredda. Non lo sentisti quel bacio. Ciao mamma, ancora una volta.

Oggi non ditemi che il post è troppo personale, anche se ho le lacrime agli occhi mentre lo scrivo. Oggi/domani ho bisogno di voi, anche degli sconosciuti. Ho bisogno di coccole. Di tante coccole.
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lunedì, 14 maggio 2007
Postato da Mousi

Family Day o Giorno contro la Libertà?


Sono passati ormai due giorni. L'oceanica folla radunatasi in piazza San Giovanni è stata già sufficientemente osannata. Ma a essere osannato è stato il Giorno della Famiglia o il Giorno contro la Libertà? E' possibile festeggiare un qualcosa che c'è già - la famiglia - o piuttosto era un modo per forzare la mano a chi parla di Dico e diritti anche per convinventi e omosessuali? L'Italia, dal mio punto di vista, si è dimostrata ancora una volta un Paese fintamente bigotto. Molti sono quelli che erano in piazza senza neanche sapere il perchè. In un'intervista, un signore - a chi gli chiedeva se fosse contro i Dico - ha risposto: "Il mio parroco è più informato". Possibile che nel 2007 la Chiesa sia ancora una presenza così ingombrante? Intendiamoci, io non ce l'ho con sacerdoti e vescovi, ma a volte - spesso - sembra proprio che la Chiesa voglia esercitare ancora il suo dominio, se non sul territorio, sulla mente di molte persone. E poi, questa non la chiamano discriminazione? Ma non era Gesù che aveva detto "ama il prossimo tuo come te stesso"? E allora perchè due uomini, due donne, un uomo e una donna che non vogliono sposarsi non possono avere gli stessi diritti di una coppia formata da un uomo e una donna?

Spiegatemelo, perchè non ci arrivo proprio.

E i bambini usati come armi in piazza? Come se il bambino fosse sinonimo di famiglia serena. Ma quanti di quelli che erano in piazza sabato hanno fatto le corna, hanno le corna? Ah beh certo, ma l'importante è l'apparenza...


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domenica, 13 maggio 2007
Postato da Mousi

Festa della Mamma



Anche se non ci sei più, nel mio cuore le emozioni scorrono sempre come questo ruscello. Grazie per avermi donato il tuo cuore

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sabato, 12 maggio 2007
Postato da Mousi

Donne vere


Sembra che nel mondo non esistano più i veri uomini e le vere donne. Poi, ne conosci una, che rarità. Una che ti dice che mette la gonna, i tacchi, che le piace se gli uomini la guardano, che ama tutto ciò che una volta era molto femminile e poi, dopo il femminismo, è stato bollato come arretrato, brutto, inferiore. Secondo me, il bello sta nell'essere donna e nell'essere uomo senza i difetti che ciò comporta, tirando fuori i pregi che rendono una donna speciale e un uomo speciale.

Certo, non è una gonna che fa una donna. Però, un bel paio di gambe fanno piacere.

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venerdì, 11 maggio 2007
Postato da Mousi

Quella giustizia sbagliata...


Ci lamentiamo spesso della nostra giustizia, troppo lunga, con colpevoli che a volte in carcere non ci vanno neanche. Tra appelli, contrappelli, perizie, infinite arringhe e rinvii. E poi, un giorno ti accorgi dei danni che può fare anche una giustizia veloce, sommaria direi. Come quella che ha portato in carcere, ma non solo, anche e soprattutto alla gogna mediatica e dell'opinione pubblica, maestre e bidelle di una scuola elementare. Con tanto di perizia della psicologa che ha appurato lo stress e i traumi dei bambini.

Peccato che il Tribunale del riesame abbia scarcerato praticamente tutti gli arrestati. Perchè? Perchè non c'erano prove sufficienti. Perchè in definitiva non c'erano prove, se non i racconti dei bimbi. Una congiura ordita da loro? Difficile. Dai genitori? Altrettanto complicato. E allora, qual è la verità? Racconti di fantasia? Quel che conta è che 5 persone si son sentite bollare come pedofile, hanno vissuto un trauma psicologico enorme (loro sì) e anche fisico, se è vero che in cella sono state picchiate da altre detenute.

Lunga, infinita. Corta, veloce. In tutti i casi, noi abbiamo la maledetta abitudine di sbattere i mostri in prima pagina. Che quando non sono più tali, mostri, sono relegati in fondo ai tg, nei trafiletti dei giornali. E questo fa veramente schifo, se permettete.

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giovedì, 10 maggio 2007
Postato da Mousi

Ieri serata strana e divertente. Ho partecipato a una Cena con delitto. Praticamente, una "lettrice" ripercorreva attraverso capitoli un giallo di una famosa scrittrice, noi (alcuni di noi) erano gli attori. E poi, ogni squadra doveva individuare l'assassino e il movente. Beh, io ho anche fatto l'attore, per l'esattezza l'avvocato difensore della moglie del morto, condannata ingiustamente (ma non per colpa mia, non mi hanno fatto quasi parlare all'udienza decisiva).

Non abbiamo indovinato, non abbiamo vinto (peccato), ma mi son fatto un bel po' di risate.
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mercoledì, 09 maggio 2007
Postato da Mousi

E' un periodo strano. Di cambiamenti. Fuori e dentro di me.
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