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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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martedì, 31 luglio 2007
Postato da Mousi

C'era un tempo in cui i calendari di serie A nascevano a mezzogiorno. Non c'erano dirette. Ai tg delle 13 e delle 13.30 davano la prima giornata e un breve riassunto delle partite più importanti, con le date...e tu sognavi. Immaginavi un Juve-inter sotto la neve o un Ascoli-Juve decisiva per lo scudetto ad aprile. Poi è arrivato il Televideo e lì dopo qualche ora veniva snocciolato tutto il calendario, giornata per giornata. E si poteva studiare. Ora fanno il calendario in diretta su Sky, con contorno di show e di chiacchiere (tante, troppe). La magia è scomparsa, a dire il vero. Un po' come per le partite di campionato e di Coppa. Una volta la domenica erano tutte alla radio. Per vedere le prime immagini dovevi aspettare il 90° minuto alle 18.10-18.15. E poi alle 19 su Rai3 facevano la differita di un tempo della partita più importante. Il mercoledì poi c'era la Coppa Campioni. Spesso in radio, ma anche in tv. Un ricordo è sempre nitido in me: andata e ritorno di Aston Villa-Juventus, quarti di finale della maledetta finale di Atene con l'Amburgo. Una delle più bella Juve europee che ricordi, con quel gol all'andata al Villa Park, arrivato talmente presto che su Tmc stavano mandando la pubblicità. E chi ce lo raccontò, dallo studio qualche attimo dopo? Fabio Capello, all'esordio come commentatore tv.

Altri tempi, già. Io e mio fratello che il giorno dopo i calendari compravamo Tuttosport e poi lui - quello più bravo in queste cose manuali - ritagliava il calendario tascabile, sempre da Tuttosport. Era emozionante. Così come scriverci i risultati, domenica per domenica, quando poi iniziava sul serio il campionato. E sempre io e lui avevamo due quadernetti in cui, dopo ogni domenica, aggiornavamo le cifre. Ogni squadra aveva una pagina, con Partite giocate, Vinte, Nulle, Perse, Gol fatti, Subiti e naturalmente la Media Inglese. Poi, c'era anche la classifica, sempre aggiornata turno per turno...Ridateci quei momenti!
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martedì, 31 luglio 2007
Postato da Mousi

Corrono veloci

                    fiancheggiati da squarci

                       di un azzurro folgorante

Si ribaltano nere di pioggia

rovesciando lampi lontani

                                                           (e il vento si dispera)

                                                                (come un malato mutilato)

L'acqua è in tumulto                                                 mulinelli impazziti

la quiete dopo uno scroscio la quiete dopo il baccano la quiete dopo un momento

e di nuovo l'inquietudine che si fa cielo

color dell'oblìio color della morte color del sangue

                                                                     in lontananza (dilaniato)

Forse è la fine. Grida qualcuno!

Forse è la fine. Confondendosi con un albero

brontola il desiderio di un uomo

nel tuono di un orgasmo...                                                         (è solo l'inizio)

(Alex)
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lunedì, 30 luglio 2007
Postato da Mousi

E se poi non sapessi più orientarmi

se la nebbia di una lacrima

invadesse il mio sentire

allagasse il mio pensare?

Se non sapessi più che strada fare

tra vicoli lunghi e stretti

tra indicazioni senza tempo

tra parole senza scampo:

che potrei inventare, io?

Forse una poesia

magari una canzone

o piuttosto una sola parola

uscirebbe dal mio viso stanco:

perché?

Quei volti non sarebbero più amici

quei viottoli sarebbero trappole

Come l'amore

(Alex)

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lunedì, 30 luglio 2007
Postato da Mousi

Ieri riflettevo su una cosa. Quando finisce una storia, non ti viene a mancare più solo la persona. Ma tutto il suo mondo, tutto ciò che le girava intorno. Avevi imparato i nomi delle sue amiche, gli orari in cui pranzava, lavorava, faceva la spesa. Eri dentro di lei, metaforicamente. E poi, da un giorno all'altro, tutto finito.

Ti ho sognata nel dormiveglia e accidenti se mi fai ancora tanto male. Mi ricordo di te le tue espressioni, i tuoi modi di dire. Tutto...
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domenica, 29 luglio 2007
Postato da Mousi

Ricordo che quella mattina mi ero svegliato gridando. Il cuore mi batteva forte come se volesse aprirsi un varco nel petto e fuggire via..."Non mi ricordo più il viso della mamma. Non mi ricordo più il viso della mamma" dissi con un filo di voce.

(da L'ombra del Vento, di Carlos Ruiz Zafòn)


Può succedere. Accidenti se può succedere. Se non è il viso, può essere la voce. O un sorriso. O un modo di dire. Ma capita di piangere anche quando succede la cosa opposta: che magari stai camminando tranquillo verso casa, alle due del pomeriggio, e ti ricordi di una sua frase, di un suo abito. Di una sua telefonata. E allora sì, il cuore batte forte e le lacrime sgorgano anche da occhi abituati a ricacciarle indietro.

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domenica, 29 luglio 2007
Postato da Mousi

In treno, odio quelli che:

con l'aria condizionata perfettamente funzionante, si ostinano a tirare giù i finestrini sperando che forse - per qualche strana legge fisica - l'aria calda si sommi all'aria fredda (o forse pensano che scontrandosi le due correnti possa piovere?). Con l'effetto che annullano l'effetto refrigerante dell'aria condizionata;

girano le pagine dei quotidiani come pesassero tonnellate, con il risultato di svegliare anche chi dorme nell'altra carrozza;

rispondono al cellulare urlando, e poi continuano a parlare ad altissima voce. Come se agli altri viaggiatori possa interessa che questa sera andiamo a mangiare la pizza tutti insieme e viene anche Eleonora...;

non sanno stare seduti al loro posto, ma ti urtano o un piede o un braccio. Magari impercettibilmente, ma a più riprese. Senza neanche chiederti scusa. Senza contare che d'estate già fa caldo e sentirsi sfiorare da un corpo sudato non è il massimo;

il controllore che non passa quasi mai, se non quando tu finalmente stai prendendo sonno;

le fermate in mezzo alla campagna o in stazione per 10-15 minuti senza che nessuno ti spieghi il perché;

le Fs che ti dicono che il treno sta viaggiando in orario...

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sabato, 28 luglio 2007
Postato da Mousi

Donne di tutto il mondo - o meno presuntuosamente donne che frequentate splinder. O, ancora più modestamente, donne che passate dal mio blog: mi spiegate una cosa?



Ma chi vi insegna a sculettare? Lo imparate da vostra mamma, dalle amiche più maliziose di voi o dalla tv? O c'è un procedimento fisiologico-chimico-articolare che noi ometti non riusciamo a comprendere dietro i vostri sederi che si agitano ritmicamente a destra e a sinistra mentre noi, guarda caso, vi guardiamo?



Ah, un'altra domandina da maschietto inesperto:



Ma se avete una scollatura modello vedosenzaimmaginare, e il nostro occhio cade lì, perchè ci date dei maiali? Soprattutto, perchè voi scrivete il libro Sdraiami in cui asserite che il maschio di una volta non esiste più? Che il maschio di oggi non fa mai la prima mossa, che se gli date il numero di cellulare non ci pensa proprio che magari glielo avete dato per farvi chiamare? Insomma, come vi piace questo maschio? Deciso e aggressivo o timido e inesperto? Maiale o che vi porti fuori senza doppi fini? Magari lo vorreste con una bella benda sugli occhi per non guardavi le tette o il culo, però poi come vi vestireste? Il grande mistero prosegue...la domanda esistenziale si insinua nella mente dell'uomo: maiale o banale? Fine e distaccato o appiccicoso e un po' rozzo?
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sabato, 28 luglio 2007
Postato da Mousi

Due zanzare si svegliano...


Zanzara figlia a zanzara mamma: Mamma, gli uomini ci amano?

- Figlia mia, tu sei ancora così piccola e ingenua. Ci odiano. Appena sentono il nostro ronzìo, ci schiacciano. Oppure, cercano di soffocarci con i loro spray.

La zanzara figlia è dubbiosa, fa qualche giro su se stessa, poi domanda alla mamma: Ma allora perchè le sere d'estate ci imbandiscono addirittura la tavola?

La zanzara mamma non sa cosa dire...pensa e ripensa e poi ronzando più forte esplode in una risata: Sai che hai ragione...proprio quando noi usciamo a caccia, loro si ritrovano all'aperto. Ballano, cantano, mangiano. E poi si stupiscono se noi ci poggiamo sulle loro braccia o sulle loro gambe. Forse ci amano o...

- O.....

- Oppure sono scemi. Ma ora piccola, andiamo, è quasi ora di colazione. E mi hanno detto che c'è un forno dove anche a quest'ora si trovano uomini scamiciati e donne in abiti succinti. Forse riusciremo a bere qualcosa di caldo...zzzzzzzzzzzzzz

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venerdì, 27 luglio 2007
Postato da Mousi

è cresciuto sai

quel ragazzo che sognava

non parlava ma

a suo modo già ti amava

(La luce buona delle stelle, E.Ramazzotti)



C'era un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones. No, non proprio. C'era un ragazzo che amava i racconti di streghe. Adorava la magia. Sognava le bacchette magiche. Ora quel ragazzo non ci crede più in incantesimi (che in realtà durano lo spazio di un battito di ciglia), code di rospo, calderoni, foreste incantate dove entrare (il gusto del proibito). E' cresciuto, ha perso un po' di quella bella ingenuità. Ha capito che le streghe esistono solo nelle favole. Che scope formule magiche e quant'altro sono arnesi ormai in soffitta.

(post dedicato a chi un giorno entrò a far parte di questo sogno, forse senza saperlo. Un po' come quei libri che ti segnano, che tu lo voglia o meno).


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venerdì, 27 luglio 2007
Postato da Mousi

Ho amato. Chissà se amerò ancora. Forse non con la stessa intensità dei miei 18 anni. Magari di più se un giorno incontrerò la donna della mia vita.

Secondo voi, è possibile amare due persone contemporaneamente?

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giovedì, 26 luglio 2007
Postato da Mousi

E se la serenità fosse in un bicchiere di vino?


Ti regalerò una rosa...è fine serata. Ma un filippino non si fa scrupoli: pur vedendo due uomini soli al tavolo, ci offre le rose. Sorridiamo. Non c'è davvero più limite a nulla. E' la fine di una serata serena con un mio amico nonchè collega che è venuto a trovarmi a Vercelli. Aperitivo, cena e molte chiacchiere sulle donne, sul loro strano modo di essere. Con lui eravamo colleghi un po' di mesi fa, una mia amica ci ha fatti diventare anche amici. Grazie a lei siamo diventati confidenti. Con lui mi trovo bene. E' una persona schietta, sincera, ma anche sensibile. E molto molto intelligente. Così la serata passa tra pettegolezzi, giudizi, domande. Niente di troppo impegnativo, intendiamoci. Dalle due polacche (o forse ucraine? o rumene?) che siedono di fronte a noi al bar dell'aperitivo. Bellissimi occhi, gran seni. E io che lo prendo in giro: metti in moto il tuo sguardo assassino...Oppure: se avessi una faccia tosta le inviterei a cena con noi. Ma non ce n'è bisogno. Prima che finiamo l'aperitivo (mamma quanto adoro il Prosecco), al loro tavolo è arrivato un conoscente.

Poi a tavola a mangiare una pasta molto buona e una tagliata di manzo in due. E a innaffiare il tutto con un bottiglia di Gavi. Tanto - mi dice lui - domani sei tu che hai l'alba. In effetti...ma quel Gavi innaffia bene il tutto, anche se fa caldo. Mi fa scordare tante cose. Mi fa sorridere in fondo alle poche ore di sonno. Mi fa girare un po' la testa, ma questa volta nel senso buono. A casa, finito di sbrigare un lavoro, sento la testa che pulsa. Ma ho anche molto sonno. Poche ore, ok, ma che servono. Stamattina mi sento più sereno.

P.S.: Anche due telefonate di due amiche mi hanno fatto bene ieri sera. Molto bene.

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mercoledì, 25 luglio 2007
Postato da Mousi

Nulla è mai per caso


Incontri la persona che ti ascolta quando hai bisogno di parlare; la persona che ti sorride quando ti serve un sorriso; la persona che ti fa stare male quando sei masochista; la persona che ti prende quando vuoi innamorarti; la persona che spogli con gli occhi quando sei arrapato; la persona lontana quando hai paura di quelle vicine. Mai nulla è per caso.

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mercoledì, 25 luglio 2007
Postato da Mousi

Lui era su quel treno. Alle 9.03 lesse una frase su quel libro.



Non voleva piangere. Ma le lacrime uscivano da sole. Strinse gli occhi per bloccarle. Ma gli occhi bruciavano. Il sole gli accarezzava il viso. Ma gli dava fastidio.



Avrebbe voluto...cosa avrebbe voluto. Non sapeva. Un abbraccio. Oppure un viso di fronte a lui che gli chiedesse: che cos'hai? A quella faccia sconosciuta avrebbe raccontato tutto. O forse avrebbe semplicemente pianto. Senza fermare le lacrime tra le ciglia.



Chiuse gli occhi. Li riaprì. Ora gli occhi dovevano essere molto belli.



(ma avrebbe preferito avere uno sguardo ironico, sferzante, allegro, disincantato, cinico...)
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martedì, 24 luglio 2007
Postato da Mousi

Mi aggroviglio nei miei sintomi, nelle mie paure, in cose brutte che ritornano. E perdo la strada della forza. E' come essere fermi sulla strada, le macchine suonano il clacson e io non riesco a spostarmi. Avrei bisogno di chi mi portasse via da queste strada, di nuovo al sicuo, sul marciapiede.

Difficilmente ne sento così il bisogno. Degli altri. E paradossalmente gli altri sono molto lontani in questi giorni. Non tutti. Molti. Quelli che potrebbero starmi più vicini, ma anche chi più recentemente ha iniziato a starmi vicino e ora sembra già camminare per la sua strada.

Io sono qui tra le auto, nell'ora di punta. Non so urlare. Non so chiedere. Non sono così abituato. Ma vorrei veramente due braccia che mi portassero al riparo. Ora.
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lunedì, 23 luglio 2007
Postato da Mousi

Vedo bambini sullo scivolo. Vorrei somigliare a loro. Scivolare, lasciarmi andare. Fidandomi di tutto ciò che mi circonda, di me stesso. Del fatto che non mi farei male. Che se anche dovessi fare delle scale, poi non mi farei male cadendo. Scivolerei. Proverei un brivido. Il vento che mi accarezza i capelli, le guance, le braccia. E in pochi secondi sarei di nuovo giù. E lo potrei fare tutte le volte che vorrei. Anonimo in un parco di anonimi. Spensierato in un turbine di pensieri allegri. Tra ombra corse risa dispetti giochi. Per poi correre lontano. In un punto ben preciso. Come a un richiamo. Da chi non mi sorride più. Da chi non mi chiama più.

Oggi la sento crescere dentro la tristezza. Ma lei non scivola. Avanza. Sa aggredirmi. E sa sempre come prendermi, come entrarmi dentro. Non riesco mai a oppormi. E' come una caduta senza scivolo. Dall'alto. Ma graduale. E poi il bruciore di un ginocchio sbucciato. E la paura del rimedio che brucia. ...se solo ci fosse anche ora dell'acqua ossigenata per la mia mente.
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lunedì, 23 luglio 2007
Postato da Mousi

Questo è un post che potrei definire riassuntivo di ciò che ho sentito in questi giorni. Purtroppo oggi non va ancora molto bene, ma questo post era un po' che volevo scriverlo. Potrebbe essere utile a chi un giorno sentirà i miei stessi sintomi, magari arrivandoci come me ignaro. E quindi ancora più spaventato.

Per circa sette mesi ho seguito una terapia con uno psicofarmaco, per la prima volta nella mia vita. A sentire oggi, credo proprio che fosse una pastiglia molto poco potente, 20 mg, mentre quasi tutti seguono terapie con 75 mg. Però, fin dai primi giorni ho sentito che mi ha aiutato. Non ero e non sono stato mai depresso, era uno psicofarmaco che doveva rendermi più forte per lavorare su me stesso. Mi ha reso più forte perchè dopo 19 anni di colite, una malattia che se acuta arriva a condizionarti fortemente la vita, mi sono sentito bene. Son passati i giorni, i mesi e io ho iniziato a mangiare come tutte le persone normali, pizze o gelati. Cene. Pranzi. Mai tanto, intendiamoci. Ma senza mai stare male. Mi sono sentito dentro una splendida vacanza. Da prolungare. Una vacanza che mi ha portato a scrollarmi di dosso tutta l'agitazione e l'ansia che accumulavo prima di un qualsiasi impegno. Sempre con il terrore di stare male. Difficile esprimere cosa ho provato. Prima, in estate, mi capitava di vedere quasi tutti mangiare coni o coppette di gelato e io non solo non potevo, ma stavo male anche mangiando in bianco.

Ok, la terapia è durata circa sette mesi. Come d'accordo, l'ho terminata gradatamente. Dal giorno successivo alla fine della terapia, sono iniziati i problemi. Vediamo di riassumerli in breve.

1) Mal di testa forte e continuo. Giramenti di testa. Incapacità di stare più di tanto concentrato su qualcosa (cosa che mi succede ancora, anche adesso che sono al lavoro);

2) Nausea. Forte nausea. E anche rifiuto di mangiare cose che fino al giorno prima mi piacevano. Voglia di mangiare poco. E grande stanchezza anche solo nel muovere una forchetta o un cucchiaio.

3) Sudore continuo. Insonnia. Sogni fin troppo reali. Non incubi, ma sogni che mi facevano svegliare di soprassalto.

4) Nervosismo. Normale, credo, in queste condizioni.

5) Concentrazione massima per guarire. Incapacità di pensare a qualsiasi altra cosa, amici compresi (e qui in pochi mi hanno capito).

6) Senso generale di impotenza. Verso qualsiasi cosa. Pastiglie inutili.



La chiamano astinenza. Deve essere davvero così.

Spero che questo post possa essere utile a qualcuno. Magari semplicemente a me. Tra un po', quando davvero ne sarò fuori definitivamente.
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sabato, 21 luglio 2007
Postato da Mousi

Venerdì movimentato (tra le mie risaie)


Venerdì movimentato. Eh sì. Giorno libero, dunque da sfruttare. E con un po' meno di mal di testa, che mi ha permesso di fare ciò che decidevo di fare. Mattinata in giro in centro per comprare un regalo a mia sorella(era il suo compleanno) e delle paste. Poi a casa di mio papà per farle gli auguri e pranzare insieme. Pomeriggio: gelato. Ne avevo troppa voglia. Ultimamente mi capita spesso.

Poi a casa a lavorare (perchè lo devo fare anche quando sono libero). Preoccupazione che sparisce per il mal di testa che dopo pranzo mi era tornato. Sparisce anche lui. E così decido di andare alla Festa dell'Estate, la sera. Ehm, una Festa di rione, intendiamoci. Purtroppo l'inizio di mal di testa mi aveva costretto a dire di no a un collega che voleva venirmi a trovare.

Comunque, Festa dell'Estate, il pezzo forte della giornata direi. Band dal nome latineggiante, La Cubana. Ma, ecco, 60-70 anni di media. E niente di latinoamericano. Solo un po' di repertorio di musiche anni '60 o canzono locali. Per carità, loro si sono impegnati. Il pubblico:età più o meno simile. E io a domandarmi perchè avessi deciso di passare questa serata. Forse perchè avevo fame. Attesa premiata. Antipasto con un infimo pezzo di pizza e un buon bicchiere di Barbera rosso. Poi, ecco la panissa, la specialità di Vercelli.

Per chi non conoscesse questo piatto, la ricetta è questa (per due persone): 75 g di fagioli freschi, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, ½ dado da brodo, sale, ½ cipolla, 5 g di burro, 160 g di riso, 25 g di passata di pomodori, 18 g di Parmigiano Reggiano, 125ml di barbera, 100 g di salame sotto grasso.

Lo so, con 'sto caldo non era il massimo. Ma erano anni che non la mangiavo. Dovete sapere che tanta è la rivalità che esiste tra Vercelli e Novara, che praticamente facciamo lo stesso risotto ma lo chiamiamo in modo diverso: panissa noi, paniscia loro. Ovviamente, il nostro è moolto meglio!

In ogni caso, ho visto cose che voi umani non potete sapere inquesto frangente. Panissa ce n'era in abbondanza. Fila tranquilla considerata l'età dei commensali? Per niente. Una signora mi fa: Scusi sa, ma ci siamo prima noi. E chi mai aveva pensato di passarvi davanti??? Mah, forse retaggio della guerra e di quando le provviste scarseggiavano. Secondo bicchiere di Barbera rosso. Una lotteria in cui non ho vinto un piffero. Gente che si è presa 3-4 porzioni di riso (dove le avrà messe)?. Poi mia sorella e suo marito vengono a trovarmi e andiamo insieme a prendere qualcosadi fresco. Ehm, io un secondo gelato. Così finisce il venerdì movimentato tra le mie risaie. Che, comunque, battute a parte, hanno un loro perchè.

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giovedì, 19 luglio 2007
Postato da Mousi

Dicono che sarà il tormentone dell'estate. Inventata da quel genio (rigorosamente in corsivo) di Brian di Brian&Garrison (ricordate?). Che poi se uno li nomina da soli nessuno se li ricorda. Un po' come se uno dicesse: oggi ho messo la maglia di Dolce. O il pantalone di Gabbana. Vuoi mettere? Perderebbe tutto.

Comunque quel simpaticone (sempre in corsivo) di Brian si è inventato ilballodellaproboscide. Per ulteriori informazioni, c'è un sito apposito, www.ilballodellaproboscide.com. Ok, in pratica questo ballo si fa nelle discoteche così affollate e rumorose che è impossibile fare quattro chiacchiere. Allora, si balla facendo degli strani gesti con le braccia, ognuno però con un suo preciso significato. Dal "vuoi ballare con me?" al "mi dai un bacio"? Dicono che spopolerà. Mah... Una volta era il Gioca Giuè. Che almeno era divertente. Comunque io e un mio collega abbiamo deciso che lo facciamo anche noi in redazione, ma invece dei gesti ci facciamo un po' di gestacci. No, ma non pensate male: il gesto dell'ombrello non vuol mica dire quello, significa vieni alla festa con me? La risposta con il medio alzato è: sei il numero uno. Chissà se spopolerà anche questo...mah...
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mercoledì, 18 luglio 2007
Postato da Mousi

Sto tirando fuori le palle anche perchè me le sono rotte. E scrivo pure in Tahoma ultimamente, abbandonando il mio caro Courier New (del resto, oggi ho dato anche troppo spazio alla mia banalità, vero Inakea?). Mi sono rotto le palle di questa situazione che non vuole mutare. Come diceva l'indimenticabile Albertone nazionale? Maccarone tu me provochi e io mo' me te magno. Ecco, pur avendo una fottutissima paura di non uscirne da questa situazione fisica e psichica ingarbugliata, sto perenne mal di testa mi ha provocato, mi ha sfidato, ma perderà. Glielo dico qui adesso.

Preso dal delirio di onnipotenza alla Rambo, dico anche che prossimamente chiunque mi dirà che non ho le palle, si prenderà un bel vaffa (tanto la Cassazione ha sentenziato che non è più reato mandare affanculo qualcuno). Sìsì. In questo luglio pieno di calore, quasi insopportabile, le palle le sto tirando fuori fin troppo. Sto combattendo. Ehm, come dice sadpuppy, seminando si raccoglie, ma ci si china pure rischiando di prenderlo in quel posto. Bene, se tu sintomo da sospensione di terapia farmacologica pensi che io mi chini, ti sbagli. Chinati tu. Abbassati. E poi sgombra. Te lo dico con il cuore in mano, le palle in bella vista e la testa che scoppia. Vaffanculo. Non sarai tu a farmi sbarellare. A farmi ritirare. E a 34 anni ci arriverò savio, non ho alcuna intenzione di lasciarmi crocifiggere. Anche perchè non sono molto bravo a fare ultime cene o a moltiplicare i pani e i pesci.

A costo di ripetermi, dunque, io ce la farò. E siccome ciò che non uccide, fortifica ne uscirò lucidato e ancora più incazzato. Ma positivamente.

Oramai ho tirato fuori le palle. L'essere spaventato e indifeso di qualche tempo fa non è più qui. Gli ho dato lo sfratto. Anche perchè, a te posso dirlo tanto non te ne frega nulla, se è vero che da un certo punto di vista sono messo bene, significa che ho due palle grandi così.

Adieu, mio caro. In questo monolocale in due si sta male. A meno che non si voglia stare vicini vicini. Ma a me stare vicino vicino a te proprio non interessa. E non subaffitto la mia salute. Al massimo te ne puoi prendere un po', l'hai già fatto. Ma non mi hai steso. Mi hai colpito. Mi hai atterrato senza spezzarmi. Forse avresti potuto farlo. Ora no. Quella è la porta.
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mercoledì, 18 luglio 2007
Postato da Mousi

La voglio urlare oggi questa canzone. Oggi perchè sto di nuovo male. Ma non mollerò.


IO VOGLIO VIVERE (Nomadi)


Forse scorre dentro il silenzio il senso

e il profilo della vita è tra le cose

e anche il buio serve ad immaginare

la ragione che ci invita a provare

so che può far bene anche gridare

per riscattare l'anima dal torpore

so che ad ingannarmi non è l'amore

perché voglio amare



Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...



Contro il mio equilibrio sempre un po' precario

libero l'istinto, ciò che mi sostiene

emozione nuova senza nome

la ragione che ci invita a continuare

per questo problema non ho soluzione

io mi sento vittima e carceriere

so che ad ingannarmi non è l'amore

perché voglio amare



Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...



Forse la coscienza, il senso della vita

sta in mezzo a mille notti o forse più

non servirà a tradire semplicemente amare

qualsiasi cosa che ti dà di più



Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...





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mercoledì, 18 luglio 2007
Postato da Mousi

Bevo

Zampillano lame di freschezza

S'innalzano al cielo canti di dolcezza

Umide goccioline contro il cielo

sferzano l'afa incalzanti

Poi mutano in danzanti orchidee

dal volto triste

Bevo

Dissetante sensazione di bellezza

Immensa voglia di grandezza

Fresche goccioline sul terreno

Ardono e si sciolgono

come candele senza cera

Poi qualcuno le calpesta

Odorose fiammanti lame

di infinita bontà

(Alex)

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martedì, 17 luglio 2007
Postato da Mousi

Io sto impazzendo. Non posso prendere nulla?

No, non prenda nulla. Al 99 per cento è una reazione alla fine della terapia.

E quanti giorni ancora può durare?

(ride) Dipende dal suo fisico, Può durare ancora 2 o 10 giorni...

(e io nel frattempo cosa faccio, mi suicido o impazzisco definitivamente?)
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lunedì, 16 luglio 2007
Postato da Mousi

Quando non riesci a vincere pur combattendo

Quando in quel tunnel non trovi l'uscita

Quando è come uno strapiombo e tu sei in bilico

Quando ti sembra di impazzire di dolore

Quando al male si somma male e si sottrae serenità

Quando la tua ombra non c'è più perchè manca la luce

Quando anche se urli non serve a nulla

Quando l'eco delle tue grida ripiomba dentro te

Quando sei disarmato

Quando non sai che fare

Quando hanno spento le luci senza dirtelo

Quando non conosci piu' la sensazione del benessere

Quando qualcosa di sfugge attimo dopo attimo

Quando non sei più te stesso

Quando l'entusiasmo sparisce

Quando vuoi solo combattere

Quando Lui è troppo più forte di te

Quando è tutto troppo buio

Quando getterai la spugna. Definitivamente.
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lunedì, 16 luglio 2007
Postato da Mousi

Male. Come un incubo. Dentro un tunnel. Spero di saperne di più presto. E soprattutto di stare meglio. In un certo senso, so in minima parte cosa prova un drogato...
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domenica, 15 luglio 2007
Postato da Mousi

Viaggio a puntate (terza e ultima)


Parenti ricordi sensazioni


Terzo giorno in Puglia. Torno a Taranto, la città dei miei genitori e dei miei parenti: persone che non vedo più da tanto tempo. Città che risveglia in me ricordi di uno dei periodi più allegri e spensierati della mia vita. La via e la piazza delle vacanze. Quella che fu casa di mia nonna: ci passo davanti. Proseguo. Casa di mia cugina. Un pranzo alla pugliese in cui il verbo arrangiarsi ha un significato tutto diverso per me: primo, secondo contorni frutta (tanta frutta). E anche l'aperitivo a base di Martini bianco con ghiaccio. Chiacchieriamo. Guardiamo foto. Mi innamoro di una in particolare: mia mamma a circa 42-43 anni (bella, davvero bella) con lei, mia cugina, praticamente adolescente. Io chissà dov'ero, cosa facevo. Parliamo. Poi il momento più brutto della vacanza: rivedo mia zia, la sorella di mia mamma. Purtroppo non si ricorda più molto, fa fatica a riconoscermi. Pero', l'abbraccio è sempre lo stesso. Poi è il momento di salutarci. Torno per l'ultima sera a Lecce. Mi guardo in giro: da una parte la natura, i due mari, le bellezze naturali. Dall'altra parte le case, i palazzi che si mangiano il cielo, il mare. Che si mangiano tutto. Inesorabilmente. Anche i ricordi, forse. (fine)

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sabato, 14 luglio 2007
Postato da Mousi

Viaggio a puntate (seconda puntata)



Quando il cuore se ne va




Secondo giorno di vacanza, martedì. Il giorno del concerto di Vasco. Fa sempre tanto caldo e io non mi sento per nulla bene. Ma forse la sua energia mi aiuterà. Ci andrò. Prenoto l'hotel a Bari. Vado in stazione a fare il biglietto. E il cellulare squilla: è lei. E' lì. E' incazzata perchè il giorno prima sono stato a casa sua. Lei c'era, ma c'erano anche i bambini. C'era sua mamma. Lei mi ha visto, ma si è negata. E mi ha visto anche in stazione, ma non si è fermata. Vediamoci, ma solo per educazione (mi dice). Corro, fa caldo. Cerco il posto. Mi perdo. Lo trovo. Ma lei non la vedo. Sono stanco. Ho sete. Me ne vado. Poi un clacson. E' lei. Ferma la macchina. Attraverso. E' lei. Sono i suoi occhi. Le vorrei dire tante cose, invece stiamo prevalentemente in silenzio. E' nervosa. Prendiamo qualcosa da bere? No, assolutamente. Facciamo un giro veloce in auto. Per dirci nulla. Lei è lì vicina. Chissà se lo sa che ho fatto tutto questo per avere una risposta. Mi accompagna in albergo, mentre sull'autoradio Baglioni canta: Mai più come te. Guardami negli occhi, le dico. Ti amo, mi dice. Ma finisce qui. Buona vita buona fortuna buon tutto. La vedo allontanarsi. Fa caldo. Ho sete.



Torno in albergo. Dormo. Poi mangio. Ho fame. Poi dormo ancora. La sera c'è vento. Finalmente. Esco. Passo la più bella serata delle mie vacanze. In centro, monumenti bellissimi. Tanta gente. Voglia di aperitivo, poi di pizza, poi di gelato. Faccio il turista. Un signore stornella in napoletano. Mi sembra di essere al mare. Anche se il mare non c'è. Mi fermo ai banchetti che vendono collanine, orecchini. Arrivo in piazza Duomo, illuminata. Sembra di entrare in un anfiteatro. Mi colpisce. Mi piace. La fotografo. E' maestosa. Torno in albergo. Mi sono perso. Mi sento solo. Ma non fa più caldo. Sto bene. Almeno quella sera. Il cuore se ne va. Lo faccio tornare da me. Lo tengo stretto. Al caldo. So che è finita. Dormo. Vasco mi avrebbe fatto troppo male. (fine seconda puntata)

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venerdì, 13 luglio 2007
Postato da Mousi

Viaggio a puntate


Quattro giorni son pochi. Non la definirei neanche una vera e propria vacanza, ma ve la racconto (a puntate)



Tassisti ladri e terre inospitali


Settecentocinquantametri: lo scrivo in lettere per farli sembrare più lunghi. In realtà, erano brevi e li avrei fatti a piedi non fosse che ero di corsa. La mia brevissima vacanza è iniziata così: con un tassista ladro che si è fatto pagare quei 750 metri 20 euro, anche se il tassametro diceva inequivocabilmente: 5.40 euro. Al mio chiedergli stupito il perchè, una risposta senza senso: deve aggiungere le tasse. Vabbè, caldo insopportabile, ricordi fin sulla soglia di quell'albergo. E poi una corsa affannosa per non perdere un altro treno. Caldo, paura: quante sensazioni si possono contare insieme. Pochi minuti di treno per approdare in un ...altro mondo. Con il tizio che gira tre manovelle per far chiudere tre passaggi a livello in una stazione da un binario soltanto. Il mio girovagare in una terra ostile, guardato e vivisezionato da tutti. A caccia di una risposta. Una risposta mai arrivata, almeno non quel giorno. E un tipo strano in motorino a chiedermi: ma mi dica, lei è un ladro, vuole rubare in qualche casa? Guardi che qui la gente è sospettosa. Poi chiamano le guardie...Ma scusi, le guardie per quale reato? (forse il reato di passeggiata in luogo pubblico?). E poi il silenzio. Assordante. Il silenzio interminabile. Rotto dal trintrin del passaggio a livello che si abbassa, da qualche albero che simula vita agitandosi. Da due bottigliette di thè per riconciliarmi con il mondo. Con il mio mondo. Non con questo. Inospitale. (fine prima puntata)


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domenica, 08 luglio 2007
Postato da Mousi

Ci sono serate...


Ci sono serate che nascono bene perché così ti va. E proseguono altrettanto bene perché la compagnia è giusta. Tra vento e moto, pizze e agitazione per cose future, tra nuove amicizie che crescono e pensieri allegri. Tra limoncelli bevuti e negati, aromatici o che sanno di Svelto. Tra show che lei non fa e caschi sequestrati...fino a casa. Per un po'. Facendo poi la valigia in cui mettere vestiti e speranze.

Parto per qualche giorno. Meno di una settimana. Ma vi saluto tutti e vi auguro di passare delle buone giornate!!!!


A PRESTISSIMO!!!!

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sabato, 07 luglio 2007
Postato da Mousi

Tu sei bravo a correre dietro situazioni oggettivamente difficili, mentre trascuri il quotidiano. Sembra quasi che tu lo faccia per poter dire, in caso di fallimento: non è colpa mia.

Già, forse è così.

(oppure, semplicemente, sono disposto a correre anche dietro alla luna se ci credo veramente)
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venerdì, 06 luglio 2007
Postato da Mousi

 Dimmi che pagina di calendario hai e chi dirò chi sei


E' una grande verità. Da una pagina di calendario si possono conoscere lati del carattere altrimenti oscuri di una persona. Io ho contato almeno tre tipologie.

PIGNOLA: segna tutto ma proprio tutto. La pagina del calendario è una battaglia navale. Scritte in rosso in ogni angolo libero: si va dalla scadenza della rata della macchina all'ora in cui arriva la donna delle pulizie, dalla visita dal dentista al compleanno della nipote del cugino di terzo grado.

DISTRATTA: segna poche cose, ma determinanti. Vabbè, poi se le dimentica lo stesso, ma fa nulla. Almeno ci ha provato.

ASSENTE: la pagina di calendario è intonsa. Vuota. E poi siamo a luglio ma la pagina è quella di febbraio. E chissà se del 2007.


Poi è anche vero che anche il tipo di calendario ci dice molto. C'è l'adolescente pieno di ormoni con la donna nuda, il ragazzo patito di calcio con foto della sua squadra del cuore. C'è la casalinga con le ricette, il fatalista con l'oroscopo di Barbanera. Quello che sogna con i paesaggi di montagna e quello a cui quel calendario l'hanno regalato perchè ha comprato una macchina o perchè si è tagliato i capelli (calendari iper sponsorizzati)...

Fateci caso quando entrate in una casa...

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