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mercoledì, 31 ottobre 2007
Postato da Mousi

Baciami. Intrufolati nei miei sogni. Annegami nel tuo sorriso. Portami in Paradiso. Tienimi al caldo. Accoglimi stanco. Fammi volare di fantasie peccaminose. Stringimi quando piango. Fermami quando tremo di rabbia. Lasciati avvolgere di sorrisi. Vivi nel mio quotidiano. Lasciati guardare con occhi innamorati. Spogliami di paure e insicurezze. Riempimi di regali e dolcezza. Aspettami se cado. Ruzzola nel mio cuore per non uscirne mai più.

Lo voglio.
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martedì, 30 ottobre 2007
Postato da Mousi

C'era un uomo che era innamorato dell'amore. Si nutriva di questo. Sembrava non sapesse vivere in altro modo. Un giorno incontrò una donna. Si innamorò. Non era più innamorato dell'amore, ma del suo amore. Anzi, non voleva altro. Senza quella donna non poteva vivere. Gli sembrava di non respirare neanche più. Voleva soffocare sì, ma di lei. Ora conosceva la differenza tra camminare e volare. Quando cammini gli ostacoli ci sono e devi zigzagare per evitarli. Quando voli gli ostacoli sono giù, puoi andare dritto e continuare il tuo sogno. Anzi, siccome è "c'era una volta", la favola. Una favola mai tanto bella perché soltanto all'inizio.

Raccontano che quell'uomo e quella donna siano già invidiati. Perciò hanno deciso di costruirsi un piccolo castello. Quando vogliono, tirano su il ponte levatoio. Poi si rincorrono per le stanze, si trovano, si abbracciano. Fanno l'amore. Quando hanno voglia, lasciano entrare amici e amiche. E fanno grandi feste. Raccontano che quell'uomo e quella donna non si lasciano mai la mano. E quando ballano insieme, tutta la sala si ferma a guardarli. Perché loro volano. Si alzano al di là di tutto. Volteggiano là dove nessuno può arrivare.

Raccontano che bisogna vederli per crederci.

Ma questa è la loro favola. E non importa chi ci crede o meno. L'importante è che loro stanno vivendo felici e contenti.

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lunedì, 29 ottobre 2007
Postato da Mousi

Stranezze


Riflessioni senza spazio e tempo.

Il giorno prima l'essere umano è capace di dirti che ti vuole bene. Il giorno dopo di sputare veleno. Strano genere umano. Sembra non abbia capacità di controllo. Sia completamente esaurito ormai.

Strano quando torna l'ora solare. Alla fine la mattina è buio uguale e la sera è sera più presto. Forse è il modo carino di farci accettare l'inverno. In fondo, non sarebbe caratteristico mangiare castagne con la luce del sole.

Strano guidare con le prime nebbie. Quasi bello. A volte soffocante. A volte rilassante. Non vedi nulla. Sei nelle nuvole. Eppure vai.

Strano stare male dopo tanto tempo. Parlo di colite. Strano. Torni a essere disarmato. Come se nulla fosse cambiato. Hai solo paura.

Strani i cellulari e gli sms. A volte passi intere giornate aspettandone uno. Ti arrivano quelli che non ti aspetteresti. E' come una sega elettrica nel cervello.

Strano tornare a casa dal lavoro mentre tutti vanno al lavoro. Bello. Anche facendo lo slalom tra camion. Ti senti bene.

Strano scrivere un post senza capo nè coda in un pomeriggio di paure. Di incognite. Di attesa. Di domande. Di sonno arretrato da recuperare.

Strano guardare in frigorifero e rendersi conto che anche sul cibo in questi mesi ero andato di corsa. E mi ero sentito forte. E oggi rendersi conto che nulla di quello che ho va bene per la mi  pancia.

Strano leggere di persone che hanno il prosciutto davanti agli occhi e pur di andare contro una squadra di calcio, non ammetteranno mai che sabato a Napoli è successo uno scandalo.

Strano. E basta.

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lunedì, 29 ottobre 2007
Postato da Mousi

Ci sono giorni in cui ti abbandoneresti tra le braccia di una donna

Giorni in cui mangi velocemente un panino in macchina

Giorni in cui il silenzio ti travolge

Giorni in cui il cuore ti scoppia dentro

Giorni in cui i pensieri giocano a nascondino. Ma poi si fanno trovare

Giorni in cui ti preoccupi per le persone a cui vuoi bene

Giorni in cui senti lontane le persone a cui vuoi bene

Giorni in cui stai bene con te stesso

Giorni in cui vorresti solo fare l'amore

Giorni in cui sorridi senza un motivo

Giorni in cui festeggi con cioccolata calda una notte felice

Giorni in cui aspetti una telefonata

Giorni in cui scrivi una favola

Giorni in cui sogni uno sguardo

Giorni in cui ti senti bello e sexy

Giorni in cui ti vuoi del bene

Giorni in cui ti spaccheresti la faccia

Giorni in cui le emozioni sono veloci comete

Giorni in cui qualcuno torna dal passato

Giorni in cui vivi e giorni in cui sopravvivi 

Giorni in cui piangi

Giorni in cui ridi

Giorni.

Quelli in cui sposti l'orologio un'ora indietro e la vita un'ora avanti...

Giorni.

Quelli di una storia. Quelli delle paure.

Quelli...
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domenica, 28 ottobre 2007
Postato da Mousi

E' uno scandalo


E sia scritto a caratteri cubitali. Sui giornali non lo faranno, lo faccio qui. Per un rigore che forse c'era nel 1998, scrissero così, che il campionato era falsato. Quel rigore avrebbe eventualmente fatto pareggiare l'Inter con la Juve ed era tutto da vedere come sarebbe andata poi la partita. Ieri ci hanno defraudato dell'ennesimo punto quest'anno. Uno scandalo. Due rigori completamente inventati da una mente malata (ma sarebbe meglio dire, pilotata). Per fortuna che buttando fuori Moggi Calciopoli era finita. Non raccontiamoci favole. La Juve ha pagato, unica a farlo, per colpe che erano di tutti. Ma il processo di piazza ha fatto quello che tribunali e carte non sono riusciti a fare: dire che eravamo colpevoli. Abbiamo pagato con un anno in B, con la squadra smantellata, con minimo due anni in serie B. Eh no, ma non basta. Stavamo iniziando a fare paura di nuovo ed ecco il risultato: due-quasi tre rigori contro il Cagliari, il gol di Totti a Roma viziato da fallo su Criscito, l'espulsione di Nedved con due giornate di squalifica per due mezzi falli che avrebbero comportato forse un'ammonizione; dulcis in fundo, i due rigori di Napoli. Persino De Laurentiis ha chiesto scusa. Ovviamente ora si dirà che gli arbitri sono esseri umani e possono sbagliare. Si dice ora. Certo, così è comodo.



Il popolo juventino non è un popolo di piagnoni. Non l'ha mai fatto. Grazie a questo motivo, siamo stati mandati in B, facendo una manifestazione pacifica che quindi è stata inevitabilmente ignorata dai media. Qualcun altro fece il funerale del calcio sotto la sede della Figc, con violenze annesse, e guarda caso la domenica dopo ci fu rubato lo scudetto a Perugia.



Ci avete tolto due scudetti. Avete permesso che il mondo ridesse di noi mentre giocavamo a  Crotone o con l'Albinoleffe. Avete permesso che Ibra, Vieira, Emerson, Zambrotta, Thuram...che uno squadrone venisse messo a morte. Bene, ridete ridete. La dignità non ce la toglierete mai.



E ora vincetevi pure il vostro scudetto rubato. Come gli ultimi due.

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sabato, 27 ottobre 2007
Postato da Mousi

Mi vuoi bene? - chiese un topo a una tartaruga

Ti amo - rispose la tartaruga

Davvero?! - ribattè il topo stupito

Davvero - rispose sorridente la tartaruga

Sono felice - disse allegro il topo - tu mi regali amore, vuoi il mio?

Lo voglio - rispose la tartaruga

Topo e tartaruga erano vicini ora. Si sfioravano. Ed era notte. Una notte lunga e felice.

Poi il Topo accarezzò la tartaruga, la corazza si ammorbidì.

Hai una bella pelle sotto la corazza - le disse il topo

Sei delicato e dolce - rispose la tartaruga

Era ancora notte. Qualcuno disse che tartaruga e topo quella notte piansero di gioia.

(Una favola vera)

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sabato, 27 ottobre 2007
Postato da Mousi

Credo che la felicità non sia condivisibile. Se non da pochi, eletti, veri amici. Gli altri cercano di affossarti (spesso anonimamente, chissà perché. Ma una critica non può essere fatta alla luce del sole?). Direi che è normale. A parte qualcun altro che ti scrive semplicemente di stare in guardia e lo fa per amicizia, gli altri godono a sapere che tu stai peggio di loro: è questo lo scopo della loro vita. In ogni caso, per tutti, un'immagine di serenità. Chissà che non faccia bene anche a chi in questo momento della vita sta male.


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venerdì, 26 ottobre 2007
Postato da Mousi

Fuori piove. E io penso che ci sia il sole. Anzi, c'è. Lo so. C'è, perché ho sentito i suoi raggi scaldarmi. Ho sentito il suo sguardo su di me. Ho avvertito che rifletteva la mia ombra, ma lontano.

Fuori piove. Ma con il mio cavallo galoppo. Leggero. Come mai. Canticchiando. Cercando il castello. Andando incontro al castello. Ho letto in una favola che lì dentro c'è una principessa. So che il suo è un sorriso ineguagliabile. Che la sua anima non conosce prigioni. Che il suo cuore è come una pozione magica. Allora corro. Tra praterie foreste incantate monti colline giorni felici. Arriverò. So che lei mi aspetta. Me lo dicono le stelle di notte, le nuvole di giorno. Loro sono veloci. Arrivano prima. Vorrei cavalcarle una. O forse la sto cavalcando. In realtà sono sopra a una di loro e la principessa è già con me. Stiamo andando insieme al castello. E' per questo che non sento la pioggia. Ci cammino sopra. Con la principessa delle favole. Abbracciati.



E lei si prese cura di lui. E lui si prese cura di lei. Con occhi innamorati

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giovedì, 25 ottobre 2007
Postato da Mousi

SONO TANTO FELICE



REGALO MERAVIGLIOSO


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mercoledì, 24 ottobre 2007
Postato da Mousi

Ho finito di leggere un libro, Quando finisce la pioggia, di Karen Harter. Non mi dilungo sulla trama. Anzi, non ne parlo neanche. Penso solo che è strano a volte sentire le lacrime che arrivano all'uscita e non aprire del tutto il portone perché si è in treno. Gli occhi lucidi però ci sono tutti. E magari ti domandi se la signora di fronte pensa che tu sia triste, felice, nostalgico o semplicemente se ti facciano male gli occhi. Chissà...
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mercoledì, 24 ottobre 2007
Postato da Mousi

FAZZOLETTO BIANCO



Perché a volte servono...

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martedì, 23 ottobre 2007
Postato da Mousi

Felicità


E' pensarti

è sognarti

è parlarti

è viverti

è goderti

è ascoltarti

è raccontarti

è aspettarti

Preziosa

regalo bellissimo

dono da custodire

Donna da coccolare

proteggere

sfogliare

ogni attimo

intenso speciale unico

Il mare può scontrarsi con gli scogli

la favola con la realtà

Ma non ti lascerò la mano

Farò che l'acqua mi trascini

solo dopo che tu sarai salva

Farò che il tuo sorriso risplenda

ogni momento che la vita ti regalerà

Sarò ora dolce ora passionale ora sincero

Mai via dal tuo respiro

per assaporarlo fino in fondo

Mai via dal tuo sguardo

per innamorarmi

(Alex)

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lunedì, 22 ottobre 2007
Postato da Mousi

Vanity Girl


Stamattina alla Posta. Pago le bollette. Allo sportello c'è una donna che già conosco. Una donna normale, di 40-45 anni credo. Le do i bollettini, le do il bancomat. Inizia a stampare, si aggiusta i capelli. Poi si mette una mano sull'ultimo bottone allacciato della camicetta. Infine, mi scuote davanti il suo braccio con al polso vari bracciali e braccialetti. Tutti gesti inutili. Ma da donna vanitosa che ti dice: guarda qui, guarda lì, ecc. ecc. E' che voi donne lo fate spesso, noi uomini ce ne accorgiamo la metà delle volte. O anche meno.

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domenica, 21 ottobre 2007
Postato da Mousi

Amica




Si può essere incazzati perché ci si  è spaventati? Credo di sì. E questa è una piccola lettera per te, amica mia. Passi che quando esci senza di me fai sempre casino, passi che quando esci fai spesso casino. Passi che va bene perché sei giovane e ti piace divertirti. Ma caxxo, come puoi farti invitare in un privè da un tipo anziano che non conosci, passare la serata tu e la tua amica lì con lui e soprattutto accettare quello che ti dà da bere? Ma lo sai cosa poteva succederti? Sì, lo sai, ne abbiamo parlato ieri. E non basta la giustificazione che eri fuori, non basta no perchè non hai 15 anni. Ok, ok, ne hai pagate le conseguenze. Sei stata male, hai vomitato l'anima, sei svenuta, hai avuto le allucinazioni dici. Chissà cosa ti ha messo quel tipo nel cocktail. E ti è andata ancora bene che c'era la tua amica e che lei non ha bevuto, altrimenti non lo so cosa ti sarebbe successo. Passi che sei carina, anzi che sei proprio bella. Ma proprio per questo ci devi stare attenta. Accidenti, mi son preso uno spavento. E ancora adesso non so esattamente come stai. E poi, gli hai pure lasciato il tuo numero di telefono. Eri proprio fuori, su questo non ci sono dubbi. Sei grande, sei libera di scegliere. Ma non di farti del male e farti fare del male. Ci fossi stato io con te, non ti avrei fatto fare tutte queste sciocchezze insieme. Ti voglio bene, non sai quanto, e pensare che a volte sei così ingenua mi fa incazzare. Tanto.

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sabato, 20 ottobre 2007
Postato da Mousi

La mia libertà


Lavoro tanto, ho dei turni assassini. Faccio due lavori per arrabattarmi a fine mese. Ma adoro quei momenti che mi ritaglio di libertà. Ok, la vita sociale è quasi nulla. Ma a me a volte basta stare dieci minuti ad ascoltare la radio per ricaricarmi, senza bisogno di fare chissà che. Peccato che quasi nessuno riesca a capirlo. Un po' perché non mi vive da vicino nel quotidiano, un po' per egoismo, un po' per non so che altro. Io mi presto per gli altri, credo davvero di non essere egoista. Ma ho una vita molto frenetica e quando posso mi piace chiudere i rumori in un cassetto e starmene anche per conto mio. Io la chiamo libertà. Altri la chiamano insensibilità (che davvero, non so proprio dove sta di casa). Mi piace vivere gli altri, condividere le mie cose con gli amici. Mi piacerebbe avere una persona vicino. Ma penso che chiunque dovrebbe anche rispettare i miei tempi. Capire che per me a volte la vita è un casino fatto di 21 ore di lavoro-cena-bollette-spesa e 3 di sonno. E invece mi rendo conto sempre di più che pochi lo capiscono. Beh, mi spiace: questa è la mia vita. So dare tanto a chi mi sta vicino, chiedo in cambio di capire e accettare questo stato di cose. Oggi è così.

Certo, non sono stato io a volere per forza vivere a 80 chilometri dal lavoro, ma è successo. Dovevo scegliere tra condividere la casa con qualche sconosciuto o stare da solo. Imparare a stare da solo. Ho scelto la seconda. Da ormai più di tre anni. Non ho una famiglia ricca alle spalle, non posso vivere nella bambagia. Non è mai successo. Ho un affitto a fine mese. Altri possono vivere di rendita, io no. E magari si lamentano di non poter pagare un pacchetto di sigarette...senza sapere com'è davvero dover rinunciare ad alcune cose importanti.

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venerdì, 19 ottobre 2007
Postato da Mousi

Era il 1990. Avevo 16 anni. Ero innamorato. In vacanza ascoltavo tantissimo questa canzone con il walk man (l'i-pod era di là da venire). Sognavo. Sogno anche ora. E condivido con voi questa canzone perchè la vita va assaporata nei suoi attimi...


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giovedì, 18 ottobre 2007
Postato da Mousi

Dimensioni e Domande


Girando sul web mi sono ritrovato in un sito con affermazioni che stimolano (non pensate male...) domande


Le misure medie del pene si aggirano sui 15x13 centimetri, cioè 13 cm. di circonferenza = 4,14 cm. di diametro per 15 cm. di lunghezza. È abbastanza raro vedere taglie superiori. Sarà anche raro, ma succede eh? E non è neanche poi così raro...vabbè


Il tasso di impotenza medio è molto alto. Si dice che un uomo su cento ne soffre. Per non parlare dell'orgasmo precoce, un altro flagello della sessualità maschile. Purtroppo è vero, molto spesso però è un problema psicologico e non fisico.


Spesso, anche il pene medio non arriva a durare sufficientemente per soddisfare una donna. Se l'orgasmo precoce è un problema, lo è anche quello normale!  Questa però è colpa vostra, eh? Siete insoddisfatte perennemente...anche se devo dire che non mi è mai successo, grazie a Dio...


In genere, la libido e il desiderio sessuale si abbassano progressivamente dopo i 25 anni. A me sembra che sia cresciuta. E che continui a crescere...vabbè


L'incapacità nel controllare la durata e l'intensità dei propri orgasmi è talmente diffusa da sembrare inevitabile. Questa affermazione mi sa di adolescenziale...


Nel 98% dei casi, la sicurezza in sè stessi dipende per metà dalla consapevolezza della propria forza sessuale. E di questo 98%, soltanto il 25% se ne rende conto. Non esageriamo, vabbè che il sesso è importante. O faccio parte del 25% che non se ne rendo conto?


I problemi della sessualità maschile potrebbero sempre essere risolti se l'educazione sessuale fosse più sessuologica che nozionistica. Questa non l'ho capita...mah...













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giovedì, 18 ottobre 2007
Postato da Mousi

Dicono che arriverà il freddo. Dicono. Ma da qui a scrivere un titolo come E' già ora del cappotto ce ne passa. Voglio dire: siamo oltre la metà di ottobre. Semmai: finalmente potete tirare fuori dagli armadi abiti consoni per la stagione.

Dicono che leggono sempre il mio blog. Mi fa piacere. Tanto. Però sarebbe bello che mi lasciassero un segno. Altrimenti io che ne so? Ok, non è indispensabile saperlo. Ma quando si vive lontani, anche solo un Ciao ti fa sorridere.

Aho, quante cose si dicono...tipo Guarda proprio ora ti stavo per chiamare...seeee, come no...
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mercoledì, 17 ottobre 2007
Postato da Mousi

Come si fa ad attraversare la polvere. A solcare il cielo. A guardare il mondo sfiorando solo un tasto. Come si fa a volte a volare senza paura di farsi male. A sognare senza bisogno di aprire gli occhi. A rischiare senza bisogno di soffrire. Come si fa a volte a sentirsi bene per sempre. Come ali di un gabbiano che il vento sospinge lontano. Tra mare e ghiaccio, tra sale e iceberg.

Dolce sensazione. Dolce emozione. Dolce speranza.

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mercoledì, 17 ottobre 2007
Postato da Mousi

Ragazze da Serie A




Due anni fa vado con un amico a vedere una partita di pallavolo femminile a Piacenza. Avevo letto sul giornale che per la squadra di casa - in realtà di un paese del piacentino - poteva essere il giorno della storica promozione in serie A e volevo 'partecipare' alla festa. Vince però a sorpresa Busto Arsizio e io mi innamoro letteralmente del libero di Busto. Una ragazza di appena 21 anni, secondo me molto molto brava. Felice di averci 'visto' bene considerato che a fine partita viene premiata come Mvp (miglior giocatrice) della serata. Vado a stringerle la mano, le dico che è stata proprio brava. Ma nei giorni successivi continuo a pensarla. Ok, non solo per la bravura. Da bravo giornalista scrivo una mail alla società spiegando che vorrei intervistarla, ecc. ecc. Dopo un po' di giorni mi rispondono dandomi il suo numero di cellulare...ottimo lavoro! Insomma, alla fine, non la intervisto. Le mando però qualche sms perchè Busto Arsizio si gioca i play off per andare in serie A. Arriva fino alla finale che però perde. Nel frattempo, apro un blog - su un'altra piattaforma - e glielo dedico. Metto notizie su di lei, foto...glielo dico. Sì, perché poi vado a vederla giocare ancora. E mi piace sempre di più. Una sera con il solito mio amico, dopo la partita, andiamo in pizzeria e sorpresa delle sorprese poco dopo arriva tutta la squadra. Caspita! Vederla vestita da sera mi fa un effetto particolare. Alla fine, mi fa l'autografo (non lo volevo, in realtà) e l'ultima parte della serata la passiamo al tavolo con loro. Beh, ok, lei mi ignora abbastanza anche se poche ore prima mi aveva pure detto che aveva fatto vedere alla madre il blog.



A fine stagione si trasferisce, lontano, purtroppo. Va a giocare a Sassuolo. Sassuolo viene promosso in serie A1. Oggi, a 23 anni, la mia 'pupilla' è titolare in serie A. Ci ho visto giusto. Purtroppo non ho più il suo numero, non la vedo da circa due anni appunto. Ma continuo a seguirla. E son contento che si sia avverato ciò che pensavo, ovvero che lei è una futura - o forse già presente - campionessa. Tanto brava in ricezione, con una grinta fuori dal comune e...beh, secondo me, anche curve mozzafiato (ma questo è un altro discorso). Complimenti, Vale!


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martedì, 16 ottobre 2007
Postato da Mousi

Ci sono giorni in cui mangio. E, siccome sono al lavoro, oggi si tratta di schifezze. Sì perchè oggi è uno di quei giorni. Non so se è per far passare prima le ore, se è effettiva fame, se è perchè sono nervoso o contento. Non lo so. O magari è perchè ho mal di testa. A volte mangio nelle giornate che mi sembrano interlocutorie. Oggi è uno di quei pomeriggi...
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martedì, 16 ottobre 2007
Postato da Mousi

Vampiri di sofferenza


Ovvero coloro che aspirano la sofferenza dagli altri, la fanno propria e un giorno, forse, staranno meglio anche loro. Mi sento spesso uno di questi vampiri di sofferenza. Non perché sia buono o un santo. Ma succede. In fondo è tanto che vorrei fare volontariato, ma come mi ha detto un giorno una persona: non puoi aiutare gli altri se prima non aiuti te stesso. Bella storia. Un serpente che si morde la coda. Peccato che io stia meglio proprio quando aiuto chi ne ha bisogno. Salvo poi immagazzinare quella sofferenza.

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lunedì, 15 ottobre 2007
Postato da Mousi

Matrimoni e compleanni


Week end intenso. Sabato il secondo matrimonio in una settimana. Questa volta a Milano e dintorni. Meravigliosa giornata, di primavera/estate. Questa volta niente foto. Solo parole. Molto classica la cerimonia, classico e bello l'abito bianco della sposa. Un po' fuori dal normale gli antipasti a buffet in giardino, in una splendida villa sul Naviglio. Persone al tavolo un po' così, balli un po' così. Ma sono stato bene. E i miei due amici, secondo me stanno proprio bene insieme. Lei, tra l'altro, è proprio il tipo di donna che mi piacerebbe. Origine napoletana, chiacchierona, carina anche. Simpatica soprattutto. Lei e lui si compensano: lui più posato, lei più attiva.


Ieri sera poi compleanno della mia migliore amica. Abbiamo fatto pace ed è la cosa più bella del week end. E' stato bello rendermi conto che davvero l'amicizia è più forte di qualsiasi cosa. Quando c'è. Ho fatto una  cazzata galattica con lei, ma il bene che le voglio è forte forte forte. E spero di poterglielo dimostrare ogni giorno. In compenso, ho dormito due ore, ma una volta alla settimana si può anche fare.

Auguro un buongiorno a tutti!

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venerdì, 12 ottobre 2007
Postato da Mousi

E tu. Tu sei sempre la meta della mia tristezza. Mi basta poco per ricordare o cercare le tue braccia, il tuo sorriso, le tue parole. Che però non ci sono più. Quando sprofondo, quando sento che nessuno è intorno a me, ci sei solo tu. Ci sei. Ma le lacrime non sono liberatorie. Perché ci sei nella mia mente, nel mio cuore. Ma non ci sei più. Ho deluso anche te, sicuramente, ma per te restavo sempre il migliore. Eri un rifugio, eri la sicurezza di una telefonata. Eri l'episodio brutto da raccontarti.

Come quella mattina, quando il mondo sembrava sprofondarmi addosso, e sapevo che buona parte della colpa era mia. Ma tu, ma tu mi hai solo detto: e lei come si è permessa? Io sono qui, lo sai. Eppure eri già malandata, mamma. Eri verso la fine dei tuoi giorni. Ma con noi no. Tiravi fuori la forza per noi. E io quella mattina mi son sentito meglio dopo averti sentito. Sei sempre stata un'alleata. Poteva andarmi male qualsiasi cosa, ma a casa poi c'eri tu. E non sai quante volte mi ricordo di una minestrina in brodo o di un letto caldo. Di una sorpresa o di un abbraccio prima di andare a dormire. Non mi importa se qualcuno penserà: il solito mammone. Non mi importa. Non è così. Ma è impossibile descriverti. Bisognava conoscerti. Viverti. Tu sapevi sempre cosa dirmi. Ti batteva il cuore se ritardavamo di qualche minuto di notte, ma bastava la chiave nella toppa per una buonanotte gioiosa e perché tu ti mettessi a dormire serena. E la mattina eri già in cucina. Cosa vuoi, thè? Mamma, come vorrei che anche adesso potessi darmi una spalla su cui appoggiarmi...
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venerdì, 12 ottobre 2007
Postato da Mousi

Io non sono professionale.  Io non so tenere le amicizie. Io faccio male agli altri. Io non so fare un tubo.

Io vorrei non esistere più.
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venerdì, 12 ottobre 2007
Postato da Mousi

Ammettiamo di poter programmare il sogno che faremo prima di andare a dormire. Tipo al computer. Vi piacerebbe? E se poteste, cosa programmereste?
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venerdì, 12 ottobre 2007
Postato da Mousi

Sfioro la vita

in spezzoni della mia esistenza

Cado senza rumore

in momenti della mia vita

Mi dispero e cado urlando

in attimi del mio essere

Tra sorriso e pianto

divengo io stesso cratere

lava esce dal mio cuore

ormai bruciato

lapilli di carne dilaniata

Ciò che ero non sono più

...Vorrei saper far male

così come lo fanno a me

(Alex)

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venerdì, 12 ottobre 2007
Postato da Mousi

Rapporti interpersonali da schifo in questo periodo. In più, stamattina una mail di lavoro che mi fa incazzare e anche preoccupare. Direi che non c'è niente di meglio per iniziare questo venerdì. Speriamo che la giornata migliori.

Unica nota positiva, ho rivisto la ragazza del tram...gentile come al solito.
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giovedì, 11 ottobre 2007
Postato da Mousi

Mentre io proseguo con i post, se volete continuare il racconto aggiungete commenti al post precedente. Tra un po', comunque, lo facciamo finire e poi lo pubblico integralmente. Grazie a tutti!


La ragazza del tram


Ieri sera, tornando dal lavoro, ho incontrato la ragazza del tram. Non me l'aspettavo. Solitamente la vedo di mattina. Era come al solito molto bella e sorridente. Non mi aveva visto subito, l'ho chiamata io. Anche lei, come me, è reduce dall'influenza. Abbiamo parlato tanto perché questa volta abbiamo fatto insieme anche il tratto con la metropolitana. Forse perché ormai so che è fidanzata, questa volta mi sono lasciato andare.

Sai, mi sei mancata in queste settimane.

Addirittura (sorride e arrossisce un po')

Eh sì. Le mattine in cui ti ho visto poi le giornate sono state più allegre. Anche perché tu hai una capacità di sorridere anche alle 6 di mattina...

Gran suo sorriso...

Poi parole varie su dove abita il suo ragazzo, sul fatto che ha un collega che di solito la sera la porta a casa, ma in questo periodo non c'è. Sul fatto che stasera forse ci rivediamo alla stessa ora. Che faccio? Ditemi, ditemi...

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martedì, 09 ottobre 2007
Postato da Mousi

RACCONTO DI SCRITTURA CREATIVA

(ho bisogno di voi)


Mi piacerebbe facessimo tutti insieme un piccolo gioco. Niente di difficile. Lo spunto mi è venuto dal mio amico Jerry e ho modificato un po' il gioco. Allora, io inizio un racconto con una trama qualsiasi, quando voi commentate lo proseguite (basta una frase o, se avete voglia e tempo, anche di più). Mi raccomando, se partecipate, andate in ordine, quindi leggete anche i commenti che ci sono prima di voi. Grazie in anticipo a chi vorrà partecipare.


Lui entrò in quel locale con Paolo e Luca. Un locale piccolo ma accogliente. Un tavolo per tre. Ordinarono da bere. Andrea era felice: era il suo 30esimo compleanno. Ed era con i suoi due migliori amici. Qualche tavolo più in là c'erano due ragazze: una bionda e l'altra rossa. Sembravano divertirsi. Avevano davanti un cuba libre e un gin lemon...


Ok, tocca a voi!!!

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