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Un uomo e una donna (prima parte)
C'era un uomo. E c'era una donna. Uno viveva al mare, l'altra in montagna. Erano destinati a non incontrarsi mai. A meno che le montagne non si fossero sgretolate o che il mare non fosse salito di livello. Impossibile prevederlo. C'era un uomo solo. C'era una donna sola. La cosa comica era che l'uomo amava la neve, la donna amava nuotare. Forse proprio per questo motivo si sono incontrati. Non in uno chalet, non in una spiaggia. Ma in una stazione di servizio. Lui aveva ordinato un cappuccino, lei una cioccolata calda. Erano vicini. L'uomo. E la donna. Lui le versò lo zucchero, con gentilezza. Lei lo guardò con ammirazione. Uomini così se ne vedevano pochi. Il sole era alto. Faceva piuttosto caldo. L'odore del mare era forte. Anche se il mare era lontano. Il sapore di montagna era forte. Anche se la montagna era oltre l'autostrada. Pagarono. Uscirono. Avevano parcheggiato vicini. Strani scherzi del destino. A lei cadde un orecchino. Ma era già partita. Lui accelerò. Verso il destino. Decise di seguire quella macchina. Voleva restituirle l'orecchino. O forse dirle che era bella. O magari solo che voleva rivederla. Oppure soltanto chiederle: dove sta andando? Perché corre via dalle montagne? La stava inseguendo. E fanculo alla vacanza. Ora era lei che voleva.
Se a volte mi confondo
Se a volte non rispondo
Se a volte mi nascondo
Se a volte poi sprofondo
Se a volte giro in tondo
Se a volte odio il mondo
E' perché ti cerco
Vita
(Alex)
Da Il giardino d'estate, Paullina Simons
Lo sai vero? mormora Alexander. Ti amo. Sono accecato da te, pazzo di te. Sono malato di te. Te l'ho detto durante la nostra prima notte insieme...e te lo ripeto ora. Tutto quello che ci è successo, tutto quanto, è accaduto perchè ho attraversato la strada per te. Ti venero, e lo sai. Il modo in cui ti stringo, in cui ti tocco...le mie mani su di te, Dio, io dentro di te, tutte le cose che non posso dire durante il giorno...
Christmas Card
Ci sono periodi dell'anno in cui, qualche anno fa, da neofita dei cellulari, sorridevi. Sorridevi perché improvvisamente un amico o un'amica si ricordava di te, ti inondava di sms, anche lunghi. Sembrava non avesse occhi che per te. Pensavi che forse aveva riscoperto in te una persona bella, pensavi che magari ci stesse provando (ok, in ritardo di qualche mese, ma l'amore a volte segue strade tortuose...). Questo attaccamento morboso da sms durava tre settimane-un mese. Poi, improvvisamente, il silenzio. Tu continuavi a smanettare sul cellulare, al massimo ti arrivava un sms ogni tanto. Fino al silenzio più completo.
Crescendo, e diventando cellulare-dipendente, ho capito una cosa fondamentale: era merito (o colpa) della Christmas Card, degli sms gratis. Nessun ritorno di fiamma.
Quel periodo sta tornando.
Attenzione ai vostri cellulari.
Rischiano di fondersi!!!
World Trade Center
Ieri sera ho guardato su Sky World Trade Center, un film che non consiglio ai claustrofobici. Un film per certi versi veritiero. Tutti abbiamo un particolare ricordo di quel pomeriggio 11 settembre 2001. E già questo significa che quella data ci è rimasta e ci rimarrà per sempre impressa nella memoria.
Io lavoravo. Ero in un'altra agenzia, non in quella dove sono ora. Ricordo emozioni, ricordo che tremavo, ricordo che ho avuto paura. Eppure ero nel mio ufficio a Milano, a migliaia di chilometri di distanza. Con una piccola tv che trasmetteva quelle immagini che sembravano un film. Solo che non c'era nessun grosso gorilla tra i grattacieli di New York. C'erano scene reali, tremende, di panico. Io lavoravo. E tremavo. E avevo bisogno di sentire genitori, fidanzata, un po' tutti per sapere che nel mio piccolo mondo tutto andava ancora bene. Mentre le notizie si inseguivano, il mio privato si fuse con il mio lavoro. La mia fidanzata - che 13 giorni dopo avrei sposato - lasciò perdere il suo giorno libero e mi raggiunse al lavoro (all'epoca lavoravamo nello stesso posto). Ricordo l'abbraccio fortissimo e le lacrime, la paura che avevamo negli occhi. Un abbraccio che ci legò moltissimo, un avvenimento che ci avvicinò ancora di più. Tra progetti sulla casa, piastrelle da sistemare e cuscini da scegliere, si erano infilati quegli aerei. Quelle Torri buttate giù.
Ieri sera ho ricordato tutto questo. Come fosse successo ieri.
E ho avuto bisogno di parlarne con te, principessa. Di raccontarti tutto come in un film, il mio personale film. E' stato bello poterti raccontare un Alex diverso, quello di sei anni fa. Un Alex che aveva altri sogni, altri scopi. Un Alex che di lì a poco ne avrebbe coronato uno (poi rivelatosi un incubo). Con te voglio che ci sia anche tutto questo, la condivisione di cose belle o brutte. Perché sono proprio queste cose che riempiono un rapporto. Che lo rendono vivo. Spero che le nostre pagine, ancora per lo più bianche, si colorino di colori vivaci. E che ci siano tanti abbracci, uno più forte dell'altro.
...se poi prima di addormentarci, posso raccontarti sempre una favola, allora sorrido. Perché il mondo là fuori può farci molto male. Ma vicini, stretti, uno addosso all'altra possiamo vincere. Possiamo crescere. Possiamo vivere.
Oggi vi lascio con questa bellissima e romantica canzone :-) Buongiorno a tutto il mondo!! E a te, principessa, beh...le parole sono tutte per te...ti amo..
Wonderful Tonight (Eric Clapton- Mark Knopfler)
Vorrei non essere sensibile come un soffio di vento. Come un fuscello d'erba. Come una tazzina di porcellana in cui versi cioccolata bollente.
Che poi dal di fuori non si capisce mai come sto dentro. Perché ho imparato a stare male dentro di me. E se proprio devo piangere, lo faccio in un angolo. O tra le braccia di chi davvero amo. Ma fuori no, perché dubito che qualcuno comprenderebbe le mie lacrime. Che qualcuno capirebbe che a volte anche una piccola frase, piccola come una goccia d'acqua, può aprire un cratere dentro il mio cuore. Tanto grande da avere bisogno di lava calda di cui nutrirsi per rimarginarsi.
Vorrei, a volte, non fare di un topolino una montagna. Ma di una montagna un topolino.
Ci riuscirò mai?
La vigilia di Natale
E' sempre stato un momento importante nella mia vita. Un momento magico, direi. Da bambino passavo la vigilia a sognare insieme a mio fratello, ascoltando magari ancora il giradischi (sì, lo so, son proprio vecio). La sera andavo a dormire cercando di ascoltare ogni minimo rumore perché Babbo Natale doveva pur arrivare prima o poi. Quando siamo diventati un po' più grandi, non ho perso la magia della vigilia. Anzi. E' diventata anche più bella, forse. Perché mangiavamo insieme, poi si andava alla messa di mezzanotte e poi, nel pieno della notte, scartavamo i regali. Di solito, in rigoroso ordine d'età: quelli di mia mamma, di mio papà, di mia sorella, di mio fratello e i miei. Eh sì, ero l'ultimo, tutto sommato quello che se li godeva di più. Ma era bello anche leggere i bigliettini che ci facevamo, leggere la sorpresa o la gioia negli occhi degli altri ai miei regali. Magari li compro all'ultimo momento, ma mi piace fare regali.
Ecco, la vigilia da che io mi ricordi, l'abbiamo sempre passata tutti insieme. Anche quando mi sono sposato, era mia moglie che veniva a casa dei miei. Una tradizione. Una bella tradizione. Da quando la mamma è morta, lo ammetto, non è più stato lo stesso. E' diventata una cosa più veloce, si è persa un po' la sacralità, la magia di quel momento. Soprattutto il primo Natale senza di lei è stata dura.
Quest'anno, invece, pare che la vigilia mio fratello la passi con i suoi suoceri, mia sorella con i suoi. E io? Beh, è bello pensare che a me non ci abbiano proprio pensato. Sì, certo, poi passeremo il giorno di Natale insieme, sempre che io non lavori. Ma non è la stessa cosa. Per me non lo è. Passare la vigilia insieme era sentirci famiglia. Rivivere ogni anno un rito che mi permetteva anche di sentire ancora la mamma con noi. Era bello. E invece da quest'anno non sarà più la stessa cosa. E mi dispiace davvero tanto. Perché io ora non ho un'altra famiglia, ma se un domani ne avrò anche io un'altra, beh forse mi farò anche io meno problemi se per la vigilia di Natale mi inviteranno a passarla con loro. E in generale forse mi farò meno problemi se un domani dovessi finire a lavorare o a vivere lontano. Non è egoismo, forse è solo che devo aprire gli occhi e capire che non siamo più quei bambini, quei ragazzi che si scrivevano bigliettini simpatici e che facevano le tre di notte per stupirsi a vicenda.
Dio quanto mi manchi mamma. Tu sapevi anche unirci. Anche quella vigilia in cui eri in ospedale. E siam venuti tutti a trovarti.
P.S.: Sarà per questo che stamattina ho fatto colazione con la cioccolata calda. Perché mi sento un po' abbandonato.
Ci sono mesi che sono semplici pagine del calendario da girare o strappare via. Mesi che non si vede il tempo di strappare dai propri ricordi.
E poi ci sono mesi che sono un concentrato di cose belle. Mesi in cui le emozioni ornano le ore. Decorano i giorni. Abbelliscono.
Grazie principessa di questo primo mese insieme.

Eventi in occasione della Giornata Internazionale
per l'eliminazione della violenza contro le donne
Organizzati da Pangea Onlus
Milano
Domenica 25 novembre 2007 ore 15.30
Ottagono – Galleria Vittorio Emanuele II
Inaugurazione del cubo Pangea contro la violenza sulle donne. A seguire un momento artistico con il pianista Christian Calcatelli e la ballerina di danza aerea Giovanna Soletta dei Senza Rete che realizzeranno uno spettacolo per dire no alla violenza contro le donne.
Domenica 25 novembre 2007 dalle ore 18.00
Fitzcarraldo – viale A. Filippetti 41
Torneo di calcio balilla "UN CALCIO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE" organizzato dal cantante e trombettista Roy Paci, insieme alla FICB, Federazione Italiana Calcio Balilla a favore del Progetto Jamila. Sarà presente Vanessa Incontrada, testimone di Fondazione Pangea Onlus.
Si contenderanno il primo trofeo Pangea le seguenti otto squadre:
Dj Jad & Raiz
FRANZISKA: Ciccio Dread & Alessandro Zanza;
CATERPILLAR: Filippo Solibello & Cirri;
TRIBE: Luca Cusani & Franz Bisi;
TROPICALPIZZA/RADIO DEEJAY: Nikki & Dj Aladin;
ROCK TV: Mario Riso & Max Brigante;
EXTREMA + SETTEVITE: Tommy Massara & Gianluca Galliani;
ALL MUSIC: Elena Di Cioccio & Gip.
Ogni squadra sarà composta da due vip e 4 persone del pubblico estratte a sorte tra quelle che si iscriveranno tra le 18.00 e le 19.00, per un totale di 32. Le partite, della durata di 4 minuti e mezzo, che avranno inizio verso le 19.30, vedranno affrontarsi due squadre da 6 persone su uno speciale campo da 6 metri e mezzo.
Il locale Fitzcarraldo devolverà alla Fondazione Pangea parte dell’incasso delle consumazioni. Consumazione € 10. Ingresso libero.
Roma
Sabato 24 novembre 2007 ore 21.00
Teatro Ambra Jovinelli
Spettacolo dedicato da Lella Costa alla campagna Noi non le dimentichiamo per l'eliminazione della violenza contro le donne. Sarà presente un banchetto informativo Pangea.
Domenica 25 novembre 2007 ore 17.00
Teatro Ambra Jovinelli
Spettacolo dedicato da Lella Costa alla campagna Noi non le dimentichiamo per l'eliminazione della violenza contro le donne. Sarà presente un banchetto informativo Pangea.
Domenica 25 novembre 2007 ore 21.00
Teatro dell’Angelo
La compagnia teatrale Ilnaufragarmedolce, in collaborazione con la Provincia di Roma, mette in scena lo spettacolo Figlie di Sherazade a favore del progetto Jamila. Sarà presente un banchetto informativo Pangea.
Bologna
Sabato 24 novembre 2007 ore 21.00
PalaDozza
La Fortitudo Bologna scende in campo per non dimenticare la violenza contro le donne, indossando delle magliette dedicate alla campagna Pangea.
… LA VITA DI UNA DONNA RIPARTE ANCHE DA TE!
And now?
Faccio un secondo lavoro per cui vedo i soldi quando capita. Tipo adesso son sette mesi che non li vedo. Gli scrivo, gli mando un sms e lui non risponde nè qui, nè lì. Il problema è che a me quei soldi non servono per vivere meglio, ma certi mesi proprio per sopravvivere. Tipo questo:mi servono per l'affitto. Solo che l'affitto non posso non pagarlo per sette mesi. And now?
Un paio di settimane fa sono andato a prendere la scala (quella lunga) da mio padre. Riportamela, mi raccomando. Certo, tra un paio di giorni. Poi mi si è rotta la macchina, poi mi sono ammalato. Risultato? Telefonata con lui ieri.
Ciao, come stai? Male, sono raffreddatissimo. Quando mi porti la scala? Appena sto meglio. Quando muoio, la puoi anche tenere la scala. Gli ho praticamente chiuso il telefono in faccia (segue piccola crisi isterica mia). Acciderbolina (per non essere volgare), ma cioè che frase è? Che vuol dire? Ok, quando si invecchia, si diventa gelosi delle proprie cose. Ma mica me la rubo la scala, te la riporto. E poi, beh, sto male. Dovresti chiedermi: hai bisogno di qualcosa? Quanta febbre hai? Non quando muoio, ti puoi anche tenere la scala. And now?
Vado in farmacia per chiedere molto semplicemente qualcosa per il raffreddore. Esco dalla farmacia, pardon parafarmacia, con cerotti per migliorare la respirazione e uno spray da non usare per via orale. Alla fine mi sentivo come dopo essere stato in una profumeria: pieno di scatolette e di campioni da provare (per la cronaca, fermenti lattici, che a me fanno pure male). And now?
Per finire, il mio bancomat negli ultimi due giorni mi dà la stessa risposta: impossibile effettuare il prelevamento, mancanza di fondi. And now?
Ma siamo proprio sicuri che non siamo su Scherzi a parte?
E allora ho paura
La notte mi cadde dentro
silenziosa
ammantandomi
Scivolosa
ci inciampai
Gelata e sinuosa
mi invitò a entrare
gambe aperte
su un letto di spilli
La luce era soffusa
poi si spense
come serpenti intorno al mio cuore
sgranocchiando la mia anima
roditori inferociti
fecero a brandelli le mie sicurezze
poche
si impadronirono del mio letto
pesanti come pietre
invasero la mia vita
Che prima era una mongolfiera
Che poi diventò nuvola pesante
di neve
Nascondendomi alla vista
del mondo
mi riparai sotto un ombrello
di paure
dove però mi raggiunge ancora
dove mi trafigge ghiacciata
dove mi prende in giro
di lacrime dolorose
consapevole
...lasciati andare, mi sussurra
....smetti di pensare, mi urla
...lasciati andare, mi prende per mano
...perditi ora, mi impacchetta
in sacchi neri e grandi
...Qui starai al caldo
mi rassicura
E a volte non evado più
mi addormento
smetto di respirare
sento solo i rumori
di una tormenta di neve
laffuori per gli altri
qui dentro per me
E allora ho paura
di essere morto
(Alex)
Un paio di domande senza risposta.
Lumumba è in carcere da tre settimane circa. Con quali prove? Le dichiarazioni di Amanda, quella che sarebbe stata la vera ideatrice dell'omicidio di Meredith. In base alle sue parole, peraltro confuse, lui è in carcere. Ed è lì nonostante 16 testimoni che hanno detto che lui quella sera al pub. C'è anche il primo scontrino delle 22.29 che dimostra che se non altro a quell'ora era al pub. Perché è ancora dentro?
Rischia di succedere la stessa cosa per Raffaele Sollecito. Non ci sono tracce sul coltello, dove invece ci sono quelle di Amanda e di Meredith. Ma anche Raffaele è ancora in carcere.
Dopo tre settimane in cui gli investigatori hanno letteralmente brancolato nel buio, spunta il quarto uomo. L'ivoriano che oggi è stato arrestato. Possibile che ci siano volute tre settimane per scoprire le sue impronte? Considerato che forse lui aveva lasciato tracce anche sulla carta igienica. Ma finora avevano giocato tutti a guardie e ladri?
Alla fine il quadro sembra questo: Amanda non sopporta Meredith, organizza tutto. Poi pulisce il coltello e svia le indagini per permettere a Guede di scappare. Fino in Germania, dove oggi è stato arrestato.
Sperando che il giallo sia verso la soluzione, io spero che chi quella sera non era neanche in quella casa venga rilasciato. Prestissimo. Che ci è rimasto anche troppo.
Bella cena blog. Anche se con due defezioni (peccato)
Buon vino (il bianco), buono anche il menu (ma non sono più abituato a mangiare primo e secondo)
Chiacchiere e risate con un'amica che non vedevo da un po' (grazie vulcanina)
Ritorno tranquillo in autostrada, felice di non essermi dovuto fare la statale essendo la mia A4 chiusa per lavori.
Felice di essere alla cena con la mia principessa. Ma, come dice lei, mantieni un low profile, please. Appunto. Altrimenti 'sto blog diventa monotematico. ...grazie, dal tuo cavaliere. E...
TANTI AUGURI
Storie Paure Gioie
Tutti abbiano alle spalle storie finite. Per sciocchezze o grandi incomprensioni. Tutti abbiamo dei rimpianti, dei ricordi, delle paure latenti. E ogni volta che iniziamo una storia nuova, queste paure si nutrono delle paure precedenti. E' sufficiente un gesto distratto del partner, una frase non detta, un sorriso negato, una parola più fredda per andare a toccare tasti delicati. Insomma, l'altro magari non sa di averti fatto del male. Il bello è quando in una coppia si parla, si spiega. Si dice: sai, quella cosa mi ha ricordato quell'altra cosa e allora ho reagito così. Poco per volta, ci si impara a conoscere anche così. Magari facendosi un po' male involontariamente. Ma parlandone di questo male, spiegando che la colpa non è esattamente della compagna o del compagno. Ma della nostra psiche, del nostro background, di ciò che abbiamo sopportato o subito. A volte queste paure ci fanno perdere il bello di certi momenti, è più forte di noi. Ci rende ansiosi, insicuri. Ed è proprio per questo che è determinante parlarne subito, perché se chi hai vicino ha sensibilità sufficiente ti rassicura, ti abbraccia, ti sorride, ti dice che va tutto bene. Credo di aver imparato almeno questo dalle mie precedenti esperienze: a non lasciare nulla sul tavolo, nulla di non detto. Nulla di strisciante che poi si aggiungerebbe ad altro, ad altro ancora. Finendo per minare una storia nelle sue fondamenta.
Per il resto, sentimentalmente parlando sto meravigliosamente bene in questo periodo. Che ci sono momenti che non riesco neanche a esprimerlo e sembra quasi che sia silenzioso, preoccupato. Invece, beh, invece c'è un fuoco che mi brucia dentro. E che mi scalda.
Voglia di blog
Capita che una mattina stai scorrendo il tuo blog e ti accorgi di un commento che non avevi letto. Di una persona che, pur non conoscendoti, ti dice che è felice per te. Ok, dici, a volte in un commento si scrive, un po' per educazione un po' per lasciare un segno. Vai sul blog di questa persona e scopri che ti ha citato, che tu le hai regalato davvero un sorriso in una giornata, in un periodo triste per lei. Non è la prima volta che mi succede. E' bello regalare un sorriso, un momento, un attimo di serenità a qualcuno. Anche a chi non conosci e non conoscerai mai. Anche se poi due minuti dopo quello/a sconosciuto/a tornerà a chiudersi nelle sue paure e nelle sue tristezze. Mi ha messo allegria questa cosa oggi. E volevo dirlo alla persona in questione, se tornerà a leggermi. Grazie Cavins.
Un sorriso è una carezza
ti sfiora senza chiedere permesso
ti scalda come fosse un plaid
ti rinfresca come sorgente eterna
(Alex)
E' come se fosse primavera. Non per il clima, ma perché ho sempre sonno. Ma un sonno bello, rilassante. Un sonno a volte improvviso. Ma piacevole. Ci mancano solo gli usignoli a cantare all'alba e posso tranquillamente girare le pagine del calendario fino a maggio. Tra l'altro, il freddo di questi giorni è secco, molto meno pericoloso di quello umido che spesso ci tocca subire. Secco, molto natalizio. Insomma, è come se Natale l'avessero trasferito a maggio. Ok, ok, meglio chiudere qui questo post senza capo nè coda. Magari ci metto un'immagine...

Calcio: basta davvero
Io avrei sospeso il calcio a tempo indeterminato. Almeno fino a fine stagione. Impossibile? Certo. Ma è impossibile anche ciò che sta accadendo. Eppure accade. Allora, mandiamo in tilt tutto il sistema calcio, in pratica mettiamo in ginocchio un bel po' di Italia che si regge sui soldi del Totocalcio e non solo. Mandiamo in tilt le società, i presidenti. Ok, ci sono anche quelli che non hanno colpe. Pazienza. Questa volta si fa così. Misura drastica. Misura necessaria. Annulliamo questo campionato. Togliamo a chi usa il calcio come pretesto, il pretesto stesso. Lasciamo che sporco ebreo (tanto per citare un esempio) venga detto al bar invece che allo stadio e vediamo che succede. Molto probabilmente ci scappa la denuncia. Mentre lo stadio continua a essere zona franca. Vado contro tutto ciò che amo (il calcio) e che tutto sommato mi serve anche per lavorare, ma non se ne può più di quello che sta succedendo. Se un poliziotto arriva a sparare ad altezza d'uomo (e non parlatemi di rimbalzi, neanche fossimo in un flipper) significa che è malato tutto ciò che gira intorno al calcio. Che tanto, poi, la violenza che è seguita non c'entra nulla con l'omicidio del tifoso laziale. Anche questo è diventato un pretesto. Uno sporco pretesto per scatenare una violenza solidale che il mondo ultrà stava covando da tempo. E si sapeva, lo sapevano tutti. C'era solo bisogno del fiammifero.
Siamo in Italia, ragazzi. Alla fine il campionato di serie A non si ferma neanche. The show must go on. Però, allora, non lamentiamoci al prossimo morto, non facciamo quelli stupiti e affranti. Che abbia la divisa o la sciarpetta della squadra di quartiere. Facciamo come per il Medio Oriente o come la guerra in Iraq. Alla prossima giornata di serie A, non lamentiamoci se lo scontro tra tifosi e forze dell'ordine sarà un muro contro muro.
E' ufficiale: non riesco a scrivere in questo momento. Ho troppo dentro perché uno schermo possa contenere tutto. Ho gesti, sorrisi, baci, abbracci, corpi, parole, cose insieme. Cose che stavo dimenticando. Che ora so che possono essere meravigliose, insieme. Ho dentro respiri, occhi, risate, prese in giro, massaggi, cose da fare semplicemente perché sai che l'altro sarà felice e anche un po' stupito. Ho attimi. Vero, i miei pensieri spaziano. Ma altrettanto vero, adesso no, voglio restare dentro questi guanciali di amore. Senza uscire dal tepore che sanno dare certe cose nella vita. Cose che non hanno un nome, ma che accadono. Cose folli, pazze. Cose che magari ti investono. Cose che poi non è detto che tu ti debba rialzare a raccogliere la tua roba. Puoi rimanere lì. Disteso. Occhi aperti. A guardare le meraviglie che ti si presentano davanti.
Le parole scorrono sullo schermo. Le sensazioni viaggiano. Ma in bicicletta. Per godermi ogni centimetro di questi momenti.
Dove devo firmare?
Fermare la vita su questi momenti. Dove devo firmare perchè accada?
Proseguire rendendo il tutto sempre più vero. Dove posso firmare?
Dire semplicemente che sorrido. Perché poi le parole - dopo settimane a cercarle e a scriverle - vengono sostituite dai gesti. E allora un sorriso basta e avanza per dire tutto.
Il coraggio è l'arte di avere paura senza che gli altri se ne accorgano

L'Amore è
una lama nello stomaco
un lampadario che si accende
una lettera scarlatta
una gondola che vola
un corpo che si sveglia
una nuvola veloce
un sole che ti scalda
un picnic in mezzo al prato
un gelato in pieno agosto
un bacio con lo sguardo
un fiore dentro un pozzo
un bimbo che saluta
la pioggia sulle scarpe
la notte illuminata
i clacson la domenica
un pranzo con il dolce
una lacrima e una carezza
un ragazzo sullo scivolo
La canzone che vorresti
proprio in quell'istante
L'amore è...
quel che ti dà quel che tu dai
(Alex)
Il più bel dono della mia vita
Finora ne ho sempre parlato in terza persona. O sottoforma di favola. Del resto, è una favola. Ma oggi ne voglio parlare in prima persona perché ho il cuore che trabocca di te, principessa. Sei entrata nella mia vita e l'hai trasformata. Hai stravolto le convinzioni che mi stavo facendo, le hai rivestite dei sogni di quando ero adolescente. Ed è bello essere adolescente con te. Contare quanti passi ci separano e riempirli di carezze, di baci, di dolci sorrisi, di risate. Noi ci sentiamo, noi ci stiamo vivendo. Io ti ho trovata, ti ho corteggiata. E tu non hai messo recinti. Mi hai accolto. Hai cominciato a prenderti cura di me. Ci siamo presi cura a vicenda uno dell'altro. Come se dovessimo curare un giardino. Un giardino immenso, i nostri cuori. Ci siamo fatti promesse che sanno di primavera, ci siamo giurati che negli inverni uno sarà vicino all'altra per scaldarla. Ci siamo detti che gli autunni ci saranno ma che insieme non avremo paura della luce del giorno che diminuisce ogni attimo di più. Lo so, manca ancora la parte fisica del rapporto, ma presto non sarà più così. Lo so, è tutto tremendamente irrazionale, ma io so che razionalmente provo quello che provo irrazionalmente. Io so che voglio invecchiare al tuo fianco, principessa bella, e leggerti una favola ogni sera. Dirti tra 30-40 anni che sei bellissima. So che voglio esserci quando sarai felice, quando piangerai, quando cercherai la mia mano, quando avrai paura del mondo che sta là fuori. Ti rifugerai in me e io sarò lì, ora un ombrello ora un ventaglio. Come tu lo sarai per me. Ecco perché questo dono non pensavo di poterlo ricevere. Queste meraviglie. Questo cuore da scaldare e da tenere con me. Sempre. Ho il cuore pieno di te ma che ha voglia ancora di te. Ho voglia di viverti. E di amarti.
...c'è il dondolo, ci sono le sedie, c'è l'amaca, c'è il tavolino, ci sono i fiori, c'è la musica, c'è il vento. Io son qui seduto che ti aspetto, la tavola è apparecchiata. Principessa bella, vieni qui da me. E son sicuro che noi saremo ancora qui, a questo tavolo, ogni giorno della nostra vita. Sai perché? Ascolta la canzone...capirai
I'll never break your heart
I'll never make you cry
Ode alla monetina
Lui paga l'oste. Cinquanta centesimi sul tavolo. L'oste non arriva. Lui pensa. Guarda la monetina. E se lei non volesse finire in quell'osteria? Nelle tasche di quell'oste? Magari vorrebbe finire nelle mani di una bella commessa del supermercato. Lui pensa di rimettersi in tasca la monetina. Sì, ma perché sacrificarne un'altra? Non penserebbe la stessa cosa? Strano destino. Forse quella monetina è stata spinta fuori dalle altre, quando la sua mano ha aperto il borsellino. E se invece lei volesse uscire? Magari si è fatta strada con la forza, facendo lei scivolare le altre indietro. Voleva aria. Era stanca di stare in una tasca di un jeans. Ha deciso, la lascia lì sul tavolo. L'oste la prenderà, poi la userà. E la monetina magari un giorno tornerà da lui, dopo uno stranissimo giro. E un pomeriggio magari si ritroverà nelle mani di un arbitro che dovrà scegliere da che parte del campo far schierare una squadra di calcio piuttosto che un'altra. Beh, di sicuro non deciderà mai più una partita, un Europeo. Quando gli occhi di 60mila persone si posavano su quella minuscola moneta. Con il fiato sospeso. E lei, la moneta, mentre rotolava schiava della forza di gravità, si sentiva al centro del mondo. Ecco l'oste. La prende. Se la porta via. Ode alla monetina.
Un tappeto di colori sembrava di volare sull'autunno stamattina sul viale sembrava tutto così irreale ma era solo novembre sembrava tutto così delicato ma era solo l'autunno sembrava tutto così umido ma era solo la nebbia. E il sole chiudeva gli occhi per non piangere. Ma era solo tempo di sciogliersi. Per la nebbia. In goccioline colorate. Del colore delle foglie. E gli alberi? Un pittore ci ha fatto un ritratto un giorno. L'ha chiamato Autunno.