Link amici
Categorie
Feeds
Contatore visite
Credits
TANTI AUGURI!!!!

BASTARDI
Hanno ucciso Benazir Bhutto, ex premier e leader dell'opposizione pachistana. Era rimasta ferita in un attentato oggi a Rawalpindi, durante un suo comizio. Bastardi. Dico solo questo per ora. Bastardi. Maledetti. E così, dopo la Betancourt - ostaggio delle Farc da quattro anni - hanno eliminato un'altra donna scomoda. Bastardi.

Scene in treno
C'è il predicatore che parla a voce alta di Dio che verrà e ucciderà il Diavolo. Ha la Bibbia e un megafono sul sedile. Rimbabisce una signora che ogni tanto si limita a dire tutto quello che dice Gesù è giusto. Ma c'è la donna distinta che insorge e dà dello stronzo al predicatore folle. E così lo scompartimento si compatta contro 'sto tipo che parla a voce alta di una fine del mondo prossima. Zittendolo. Poi c'è la famigliola cinese con bambini e madre che urla anche lei. E un bimbo con la sua mamma che ha un gioco che alla fine gli spaccheresti in testa...Sono il sommo luminescente, signore della terra... spada di fuoco. Spada di fuoco.
C'è che forse c'ha ragione la mia tartarughina, sto invecchiando e trovo molto più insopprotabili cose che qualche tempo fa non avrei neanche sentito. Del resto, i capelli bianchi - qualcuno - iniziano a farsi strada.
Parole del Buddha sulla gentilezza amorevole
Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli e forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati e non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!
Che nessuno inganni l'altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull'universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.
Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.
Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.
Regali e dubbi
E così ogni anno, alla fine, ce la faccio. A fare cosa? A comprare i regali. Quest'anno veramente sul suono della campanella. Ma divertendomi, in fondo. Anche se più di un dubbio aleggia sempre, prima e dopo che si è comprato.
ma era meglio un regalo utile o un regalo bello?
ma poi che bigliettino ci scrivo sopra?
e se ce l'aveva già?
Ma e se per lei facessi valere il detto: è il pensiero che conta?
Nel mentre delle domande sono già a casa. Con pacchi e pacchetti. Piuttosto soddisfatto.
Pornoprof e simili
Sapete la storia della pornoprof di Pordenone, vero? E' apparsa in un video hard, completamente nuda alla Fiera dell'eros di Berlino. Oggi stavo guardando per l'appunto il video e mi è venuta in mente una riflessione. C'è gente che fa un sogno ricorrente: di essere in mezzo alla gente e rendersi conto in un secondo momento di essere completamente nuda. Ecco, ma è un sogno o anche una fantasia? Insomma, voi fareste ciò che ha fatto la pornoprof? Girereste nude con frotte di uomini che vi attorniano, vi toccano, vi fotografano e vi guardano?
Credo che in questo caso sia profondamente diverso il modo di pensare femminile e maschile. Un uomo completamente nudo non fa lo stesso effetto di una donna completamente nuda. Questa diventa un po' come il miele e gli uomini come le api. Al contrario, non succede. Almeno credo. Se escludiamo gli squalldi spogliarelli dell'8 marzo...
Bamboccioni a 16 anni
In metrò. Due 15-16enni parlottano ad alta voce. Brufoli e zaino.
Uno dice all'altro: Ah oh, io devo chiedere la tredicesima a mio padre!
Sdeng!
Natale senza luci (Racconto)
A te che so che ci sei ancora. Ma che mi manchi un casino...
Lui stava controllando se c'erano tutte le luci sull'albero di Natale. Era stato proprio bravo quell'anno e ora si aspettava i regali che aveva chiesto. In fondo, Babbo Natale era tanto buono. Anche se era tanto impegnato. Ma quell'anno non poteva proprio evitare di fargli trovare i doni che aveva chiesto. Luca sorrideva, incantato davanti alle luci che si spegnevano e si accendevano. Aveva sistemato anche la stella cometa, lassù in alto, con l'aiuto del suo papà che l'aveva preso in braccio.
Quello sarebbe stato il primo Natale senza la sua mamma. Era andata lontano. Così gli aveva detto il papà. Ma di sicuro si sarebbe ricordata di lui. Anche da lontano. Luca gli metteva gioia addosso. Era per questo che aveva deciso di fare l'Albero, di comprare i regali, di fare come se tutto fosse apposto. Anche se nulla era ok. Forse sperava in un miracolo. No, non ci credeva più. O forse non ci aveva mai creduto. Avrebbe voluto piangere ma Luca gli avrebbe domandato: perché piangi papà? Sei stato cattivo e Babbo Natale non ti ha portato quello che volevi? Non preoccuparti, lui è tanto buono. Vedrai che l'anno prossimo se ne ricorderà. E lui avrebbe voluto dirgli: Babbo Natale si è portato via la tua mamma, la donna che amavo. Che discorso idiota. Suo figlio non avrebbe mai potuto capire. Toccava festeggiarlo quel Natale. Luca aveva 4 anni, non era il momento per dirgli che Babbo Natale non esisteva e che Giovanna era morta. Quell'Albero andava acceso. La vita doveva continuare. Già, ma come? Lei non gli aveva raccomandato altro: fai crescere nostro figlio felice. E anche tu, rifatti una vita. Luca forse poteva essere felice, lui rifarsi una vita no. Non ci pensava neanche lontanamente. Non si sarebbe più innamorato. Perché nella vita ci si innamora davvero una volta sola. Così pensava Andrea mentre le luci dell'Albero creavano strane ombre sul muro. Luca gli si avvicinò: papà, perchè sei triste? Quelle lacrime non potevano nascondersi neanche a un bimbo di 4 anni. Hai litigato con la mamma? L'hai sentita? La posso chiamare? Era tutto insopportabile. Un fazzoletto. No, tranquillo Luca, è tutto ok. Adesso prendo i regali, ma tu promettimi che li apri solo domani mattina. C'era ciò che lui e lei avevano pensato per lui. Un regalo pensato da tanti mesi. Lei stava male ma aveva voluto che lo comprassero. Era quello l'ultimo regalo per il suo piccolino. Sì, ma per me? Giovanna, per me cosa c'è? Pianse. Mentre toccava il regalo. L'avevano preso insieme. Ricordava quel pomeriggio. Pianse. Nell'altra stanza Luca rideva e urlava. Qui lui piangeva e urlava. Come un bambino. Baciò la foto. Giovanna era così bella. Non smetteva di piangere. L'amava. L'aveva amata fin dal primo istante. Ora non voleva nient'altro che addormentarsi. Per sognarla. Cadde sul letto. Lacrime calde bagnavano il cuscino freddo. Non c'era più il profumo di lei. Non c'erano più quelle mani e quelle braccia che lo aspettavano la sera. Che la notte lo massaggiavano. Quella voce che lo scaldava. Come si fa a festeggiare? Giovanna, dammi la forza tu. Luca è così piccolo...e io così smarrito. Era Natale. Fuori nevicava. Tutto perfetto. Tutto...forse era tutto un sogno. Tutto confuso. Forse lei era lì. Sul cuscino accanto. Sorrise. Forse quel Natale poteva essere bello. Con lei. Tutti e tre insieme. Stava dormendo. Niente urla. Niente neve. Niente Natale. Solo l'amore della donna che lo aveva sposato. Jingle Bells...Jingle Bells...
Ci sono fantasmi che ti inseguono per tutta la vita. Ieri l'ennesimo.
Una persona dei tempi in cui ero sposato. La persona che in teoria era amica mia e della mia ex, ma che al momento della separazione ha preso chiaramente le parti della mia ex. Arrivando a dirmi tu sei un verme che striscia e spero che qualcuno ti schiacci, oppure sei brutto e nessuna si innamorerà di te. E amenità del genere. Insulti a cui non avrebbe diritto nessuno. Ma lei, vabbè, aveva e credo abbia tuttora qualche problema con gli uomini. Comunque, da tre anni e mezzo - dalle amenità in poi - per me su di lei c'è una bella crocetta rossa.
Ieri sera all'improvviso mi arriva un suo sms: ciao ale sono XXX come stai ti ricordi deu casini che io combino forse dovrei evitarli ma è più forte di me.
Resto un attimo a rileggerlo ma non ci capisco nulla. Nè cosa vuole da me. Le rispondo: Non ho capito, che casini hai combinato questa volta?
Dopo un po' mi arriva la spiegazione. Non starò qui a raccontare tutta la vicenda. Poco prima della separazione, lei aveva fatto casino una sera perché il suo presunto fidanzato era a cena con un'amica. Io e la mia ex moglie ci eravamo precipitati in macchina perché lei ci aveva scritto che era arrivata anche la polizia. Lei aveva colpito il suo tipo nel locale, si era messa a urlare; non contenta, nonostante la polizia le avesse detto di tornarsene a casa, era andata sotto casa della tipa. Insomma, alla fine la polizia l'aveva tenuta una notte in galera. Mentre noi ci facevamo Milano in macchina alle 4 di notte per tentare di aiutarla.
Cosa vuole ora? Sembra che sia arrivata la denuncia per quella notte e lei voglia il mio aiuto.
Non lo avrà. Non le ho neanche risposto.
Non lo avrà perché:
1) Non ho intenzione di aiutare una persona che si è comportata in quel modo;
2) Il solo modo di aiutarla sarebbe dire falsa testimonianza davanti a un giudice e non lo farò di certo;
3) Spero che cancelli il mio numero. Al più presto. Da me non avrà più alcuna risposta.
Ho scritto un sms ieri sera alla mia ex moglie perché a me non risultava che la tipa avesse il mio numero di cellulare. E la mia ex, da persona educata qual è diventata, non mi ha risposto sul perché le abbia dato il mio numero.
Non so se è cattiveria, ma francamente di questa tipa non me ne frega un cavolo. Che paghi se deve pagare. Ma non mi rompa le scatole. Le cose e gli aiuti bisogna meritarseli. Il verme si comporta da verme. O più probabilmente da essere umano.
Venti e più anni fa
C'era una squadra di hockey su pista a Vercelli che vinceva i campionati e faceva bene anche in Europa. Io all'epoca ascoltavo spesso le radiocronache il sabato sera su una radio locale. Per intenderci, al palazzetto dello sport c'erano mediamente 3mila e più spettatori. I derby con il Novara, la squadra con più scudetti nell'hockey su pista in Italia, erano tosti. Macchine bruciate, pestaggi, se andavi a Novara con la sciarpa gialloverde rischiavi grosso, così come se venivi a Vercelli con quella azzurra.
Ricordo un derby. Alla radio. Si giocava a Vercelli. Nel Novara c'era Pino Marzella, attaccante tanto forte quanto un po' istrione. Alla Cassano, va. A un certo punto, nel pieno della bolgia del palazzetto, il radiocronista vercellese urla: E vediamo che passa sotto la nostra curva Pino Marzella e ci dice BASTARDI!. Me la ricordo ancora questa cosa. A distanza di tanto tempo. Radio e radiocronosti non facevano niente per nascondere il loro tifo. Poi son cresciuto e sono andato anche io al Palazzetto, anche se non eravamo più forti forti. Ma ricordo una finale di Champions League a Vercelli. Semifinale contro il Novara, stiamo perdendo 4-2...improvvisamente i gialloverdi si scatenano e vincono 5-4. Fantastico! La finale, poi, purtroppo, è andata male. Ma quel derby ha qualcosa di leggendario.
Un'altra volta, da giornalista, ho seguito le finali di Coppa Italia a Novara. E a un certo punto gli ultrà novaresi hanno iniziato a spostarsi in massa verso il nostro settore...beh insomma, un po' di paura. C'era un mio collega (ehm...faccio fatica a definirlo così) che spesso usava sputare dall'alto contro gli arbitri. Per questo motivo, spesso, la società veniva multata.
Bei tempi, però! Come il primo scudetto della storia vercellese nell'hockey su pista. Città tutta imbandierata di gialloverde, tifosi che aspettano il pullman. Grandi feste. Un po' mi manca quel clima...
Leggo e impallidisco:
Un camionista racconta: sulla Milano-Genova, coppie per lo più milanesi si fermano nelle piazzuole di sosta e poi l'uomo mi chiede di scopargli la moglie per 200 euro. Lui prende 2mila euro per il suo lavoro di autotrasportatore (parliamone, lo faccio anche io) e ogni mese arrotonda con 1000-1.500 euro extra.
Mi sembra tutto assurdo.
Lui non vuole sentir parlare di prostituzione: "Faccio semplicemente ciò che dovrebbero fare i mariti".
Come si fa a vendere la propria donna? E in questo caso non la vendi nemmeno perché paghi pure...mah...
Sui blog succede questo, secondo me:
se sei single e parli di figa tette e culi hai un sacco di lettori (donne, chissà perché);
sei parli di cose romantiche e magari c'hai anche la fidanzata, intorno a te si fa quasi il deserto.
Nella realtà succede il contrario:
se sei libero, ci resti;
se sei fidanzato o sposato, non hai mai avuto così tante persone che ci provano, più o meno esplicitamente.
Questa seconda equazione la traduco così: quando sei impegnato, tratti il resto della popolazione femminile con molto più distacco e questo crea nell'essere femminile - notoriamente civettuolo ed egocentrico - un misto di rabbia e di voglia di conquistarti. Mica per farci una storia, solo per dire a se stessi: ce l'ho fatta, l'ho persino rubato a un'altra. Quando sei libero, più o meno inconsciamente fai più attenzione alle donne che ti girano intorno e questo le fa allontanare perché pensano tu sia uno sfigato.
La prima equazione invece non la so spiegare. Non ancora.
E se questa canzone l'avessero scritta per noi?
Canzone a cura di Mousi
Video a cura di Tartablu
A volte ho paura di non sapermi più emozionare.
Certe emozioni le provo solo guardando la Juve.
Lo so, fa un po' ridere.
Ma non è poi così piacevole.
E anche il lasciarmi andare. Mi riesce sempre più difficile.
E' come se avessi paura di perdere la testa. Mentre vorrei tremendamente perderla.
Invece resto presente a me stesso. Da sentire tutto. Troppo.
Out of Order
Ci sono dei momenti in cui ti senti proprio così. Out of Order, fuori servizio. Come l'ascensore che non funziona più. Non fai salire in alto, non aiuti a scendere piano. Ti fermi. Semplicemente tra un piano e l'altro. E i palloncini volano in alto senza più padrone. Senza il bambino che li tiene. L'aquilone si impiglia tra i rami. Impotente. Proprio così mi sento. Black out totale. La luce penetrata improvvisa si scaglia ora contro i muri. Finendone schiacchiata. Pensavo fosse il mio momento. Me lo volevo godere, facevo il possibile per godermelo. Ma non è ancora arrivato. Oppure sta tentando in tutti i modi di andarsene. E io non voglio. E c'ho paura. E non trovo appigli. E non c'ho risposte. Out of order. Voi prendete le scale. Loro almeno non vivono di alti e bassi. E non rischiate di soffocare se vi fermate a pensare.
Sei l'unica dentro i cui occhi sono riuscito a specchiarmi. Ed è stato emozionante.
I tuoi occhi sono puliti. Come la tua anima.
Da farmi vedere bello. Dentro di loro.
"Il mio sguardo si stupisce, si inchina,
il mio cuore chiude tutti i suoi cancelli,
per meditare di nascosto sul miracolo -
sei tanto bella!"
GARCIA LORCA
Natale: consigli per l'uso
Leggendo un blog sullo spirito natalizio che ormai manca mi è venuto lo spunto per questo post. Io adoro il Natale, perlomeno l'atmosfera. Ma effettivamente bisogna dire che lo spirito natalizio è stato ormai seppellito dietro frasi del tipo quest'anno cosa ti regalo che così non impazzisco a cercare qualcosa che poi non ti piace. E la sorpresa? Solo io le adoro ancora? Capisco l'utilità della domanda, ma proprio qui sta il problema: un regalo deve essere utile o in fondo è il pensiero che conta anche se poi il regalo non dovesse servirmi a nulla e magari mi facesse pure schifo?
Lo spirito natalizio faceva ancora capolino, ogni tanto, in qualche casetta con il comignolo fumante. Ma anche in questo caso è stato spazzato via. Raus. Fuori. Soppiantato da alberi illuminati dalle fibre ottiche e presepi con l'acqua che scende direttamente dal canale d'irrigazione. Troppo grandi. Troppo tecnologici per avere vicino la povertà della grotta.
Lo spirito natalizio tentava faticosamente di resistere nelle strade e nelle piazze. A volte. Ma al posto di Babbi Natale e canzoni natalizie, oramai ci sono piste da pattinaggio con musica techno e Babbi Natale che si accendono all'improvviso quando ci passi davanti, facendoti più che altro spaventare. Oltretutto, pronunciano frasi incomprensibili. Se ti sei ripreso dal primo choc, per capire cosa dicono devi farlo accendere un'altra volta. Ok, è il Ventunesimo secolo, siamo d'accordo. Ma quei graziosi signori con barbetta bianca e cappellino rosso che si facevano ore fermi davanti ai negozi e ti salutavano con un Oh Oh Oh dove li abbiamo segregati?
Infine, ultima ma non ultima, è venuta a mancare anche la suggestiva cornice della neve. Che oramai qui al Nord non si vede neanche in quelle bellissime invenzioni che agitavi e che poi ti facevano sognare. No, ora al posto della neve, ci hanno messo un bel sole fiammeggiante. Che ormai i fiocchi si vedono sull'Adriatico, in montagna oltre i 700 metri o al Sud. Come se lo Stivale fosse passato di moda, rovesciandosi. Ecco, lo spirito natalizio forse lo possiamo trovare ancora in Lapponia. Ma lì Babbo Natale ci abita. Sempre che non l'abbiano cacciato con la scusa che gli costruiscono una casa riscaldata sul Mediterraneo. Di quelle con tutti i comfort, dove le renne c'hanno la cameretta, l'ipod e pure il videotelefono. Così parlano a 0 euro anche con la Lapponia.
Le favole esistono...
Nel week end io e la mia principessa siamo stati qui www.castellodipavone.com. Era una sorpresa per lei che, in effetti, ha capito che cos'era solo quando praticamente eravamo sotto le mura (e dopo che io, una prima volta, avevo sbagliato strada finendo in una via chiusa).
E' iniziato così il week end. In un posto che in effetti della favola aveva molto. Dalle torri alle stanze, dalle porte antiche ma che, in nome della modernità, si aprono da sole, alla vista sui monti della Val d'Aosta. Un week end intenso, pieno di abbracci, di chiacchiere, di ricordi, di risate, di battute, di qualche tiepida lacrima, di gaffe e paure.
Quello che voglio ricordare, imprimere qui è la stanza: letto, sedie, bagno con Jacuzzi. Il cameriere che ci porta su le valigie e poi l'aperitivo a base di prosecco. Io che gli do la mancia (lo ammetto, è la prima volta che mi capita). Le noccioline che cadono un po' dappertutto. Poi la sala da thè, con una scatola di cui mi sono innamorato: dentro thè a tutti gli aromi. In un'atmosfera davvero d'altri tempi, con le armature (non originali, ma prese in prestito dall'esercito napoleonico) a fare da inconsapevoli custodi di questa nostra favola. Noi due che poi in camera stiamo vicinissimi, e diciamo cazzate. Ci inventiamo verbi e parole e ridiamo davvero tanto (tattare, tanto per citarne uno). La tv che non ha la radio (tu: e io come faccio a svegliarmi domani mattina...). Il tuo personale racconto del G8, mentre ci abbracciamo e ne parliamo. Poi la cena. Già, la cena. Tu con un vestito troppo carino, che avrei voluto portarti davvero in una reggia con un vestito così. E risaltavi tra donne che sapevano solo mostrare le tette (neanche belle, tra l'altro. Tu: ma dove mi hai portato? Se me lo dicevi, mettevo qualcosa di scollato... io: boh, forse ho fatto confusione ed è il bordello di Pavone). Il menu con i latticini, argh...ma i camerieri sono gentili. Il primo ce lo cambiano. Ecco qua, niente crema di fonduta...solo crema di carciofi saltata...nel burro... Come nel burro? Ci guardiamo e ridiamo. Il vino? A te non piace il Barbera, ordiniamo il Dolcetto. Ci portano il ...Barbera...il Dolcetto non c'è, il Grignolino neanche. E per fortuna che il Barbera non ti piaceva...quanti bicchieri, 2-3? Senza contare il prosecco e il grappino finale. E quella sensazione di testa che gira, leggera. Felicemente leggera. La cena finisce. La notte è bella in lenzuola delicate, con le tue braccia e la tua testa su di me.
Poi arriva la mattina tra vicini fracassoni e bambini che piangono. Prima però ci sono le docce con la Jacuzzi, il bagno con le piastrelle troppo belle. Fuori piove, mentre noi facciamo colazione (la tua, abbondante, sì lo ammetto). Ma poi esce il sole. E inizia la visita delle stanze con una guida d'eccezione, un ...cameriere. Che non sa molto bene l'italiano, che fa commenti fuori luogo, che ci porta comunque a visitare un castello che ha visto nobili e guarnigioni vivere, crescere e morire. La stanza finale per me la più bella con le montagne innevate, il Monte Bianco lontano e vicino, il cielo azzurro. E tu. Che se ti perdevo tra tanti, ti cercavo. Cercavo i tuoi occhi.
Poi è ora di smontare. Andiamo a Ivrea a vedere i mercatini di Natale. Fa un freddo...ma c'è il sole. Beviamo vin brulè, io faccio cadere gli assaggi di biscotti e per poco non travolgo anche tutto lo stand (noi due siamo ciambelloni, a noi le cose ci cadono). Poi facciamo la fila davanti alla porchetta e alle salsicce. E tu non fai cadere manco un crauto, mentre i miei peperoni...vabbè, ma la città è semideserta. Ce ne andiamo in un bar...dove tu urti la testa allo spigolo e io rischio di versare il caffè. Stanchi, decidiamo di tornarcene verso casa. Ma prima riesco a farti vedere il lago di Viverone...e son contento mentre guardi le anatre (che io chiamo papere). Ti dico Ti amo, mentre torniamo a casa tu mi ringrazi a modo tuo, con poche me bellissime parole: mi hai fatto passare un week end da paura. E poi oggi...partire è sempre più difficile. Già, principessa. Alla prossima. Favola.
Raccolgo il testimone da Sadpuppy, pur non amando le catene...
DIRE
Vorrei dire prima di tutto alla mia principessa che avremo tempo per tutto. Per capirci, per ridere, per aggrapparci uno all'altra, per prometterci cose uniche. Avremo tutto il tempo. Non c'è fretta. Avremo il tempo soprattutto per stare insieme e per moltiplicare sguardi e baci.
Vorrei dire poi a tante persone che ho conosciuto qui sul web che mi fanno un sacco di compagnia. In particolare, vorrei citare ladebby, sadpuppy, scatto75 (benchè un po' latitante). Ma anche altre persone che ho conosciuto e che commentano poco: Nadia e Daniela, tanto per citarne due.
Vorrei dire alla mia amica Barby che son tanto felice di averla ritrovata e che ora stia meglio. Che prima o poi troverà la felicità vera e duratura.
Vorrei dire alla mia ex moglie che non capisco perché dopo tanti anni ci sia ancora così tanto astio e rancore nei miei confronti. Io ho fatto tanti errori, lo so, ma credo che nessuno dei due ne sia stato immune. E tra persone civili si smette di provare odio. Perlomeno per me è così.
Vorrei dire a chi mi fa del male che ...beh, io sono ancora qui...
Infine, vorrei dire alla Frà, l'amica di debby, che una cosa non me la spiego dall'inizio: non mi ha mai più invitato sul suo blog, ha conosciuto mie amiche e le commenta giornalmente. Da me non passa mai. Ecco, vorrei chiederle perché le sto sul culo, cosa mai le ho fatto di male. Tutto qua.
FARE
In questo momento vorrei trovare un altro lavoro, dunque fare e spedire il mio curriculum un po' in giro. Vorrei costruire poco per volta una vita bella e felice con la mia principessa. Vorrei fare alcune cose per me, ma non so se mai ne avrò la forza.
BACIARE
Banale? Vorrei baciare ora la mia principessa. E smettere solo per le cose indispensabili e fisiologiche. Vorrei baciarle il cuore e l'anima.
LETTERA
Vorrei scrivere una lettera a Francesca, il mio primo amore. Non so più nulla di lei da qualche anno. Vorrei scriverle una lettera e rivederla magari.
TESTAMENTO
Che roba difficile. Mi sento ancora ggiovane. Comunque non ho molto da lasciare. Mi piacerebbe lasciare la mia macchina a mio fratello, del resto era già sua. Lasciare tutto ciò che ho scritto nel tempo a te, amore, perché sarebbe il posto migliore in cui potrebbero rimanere, nei tuoi occhi e nel tuo cuore. E infine vorrei lasciare un po' del mio ricordo a tutti. Anche a chi mi ha odiato. In fondo, qualche volta anche nella loro vita un piccolo sorriso l'ho lasciato.
Non nomino nessuno, non amando le catene. Fine.