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giovedì, 31 gennaio 2008
Postato da Mousi

Inzuppato di fango

lascio un'impronta

salto in una pozzanghera

cancello l'orma

Come se lì non fossi mai passato

Aspetto sempre che arrivi ghiaccio

per mischiarlo con le lacrime

che si induriscano

senza più cadere

Un lago artificiale

forse il mare

ma io non so nuotare

Ma se mi tuffassi?

Cic ciac cic ciac

è solo fango

sotto le scarpe

Il mare un'illusione infinita

di un blu perenne

di un argento rotondeggiante

Come il suo corpo

tra curve e sospiri

Come il suo mare

scintillante di passione

Tocco la sabbia

la prendo in mano

la accarezzo

poi la lancio lontano

Il vento me la riporta sui piedi

Ancora fango

Fango fango

(E ora piango)

(Alex)

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giovedì, 31 gennaio 2008
Postato da Mousi

Finalmente è il 31 gennaio. Giuro, sto contando le ore che mi separano da febbraio. E pensare che solitamente gennaio è il mese che mi piace di più: adoro il freddo, a gennaio cade (quest'anno è proprio il caso di usare questo verbo) il mio compleanno. A gennaio, solitamente, si vede qualche fiocco di neve. A gennaio si gioca tanto, in tutti gli sport.

Quest'anno, però, sto sognando febbraio. Dreaming February, come direbbero a Los Angeles. Perchè gennaio è stato un mese che, per me, è venuto giù come una slavina. E pensare che non ero neanche andato a sciare fuori pista.

Ferito, ammaccato. Confuso. Lasciato. Mi guardo intorno alla ricerca di me. Arranco faticosamente. Ma le ore che mancano ora non sono tante.

E per favore, che nessuno dica più che il 2008 è l'anno del Capricorno. O, se non altro, aggiungete la postilla: da febbraio...
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mercoledì, 30 gennaio 2008
Postato da Mousi

Provocazione o provocante?


Che tu sei in treno e a distanza non abissale si siede una tipa. Non è particolarmente bella, ma tu inizi a guardarle le tette. Che non saprei come definire, non sono enormi. Sono appuntite, affilate. Boh, non mi viene il termine. E inizi a fare pensieri proibiti su-con-in e tutte le preposizioni che si possono inserire di loro. Guardi quelle bocce e ti ecciti (un po', non troppo) e capisci che sei ancora vivo. In fondo in fondo. E tra parentesi te ne frega poco se questa volta ti becca che gliele guardi. In fondo, che c'hai da perdere?

(Tutto serve per passare oltre)

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martedì, 29 gennaio 2008
Postato da Mousi

E' arrivata come un terremoto. Se n'è andata come una tempesta. E' arrivata nella mia vita e ha rivoluzionato la mia vita stessa, il mio modo di vivere, le mia abitudini. I miei pensieri. E' stata una scossa violenta che tutto ha rovesciato. Tanto che casa mia ora non riesco più a sentirla solo mia, ma un po' nostra. Tanto che per dribblare le lacrime, sto pensando che forse dovrei cambiare casa. Ancora pregna di lei. Non solo di qualche suo vestito, delle farfalle sugli specchi. Ma del suo calore.



Dicono passerà. Sì, passerà. Non ora. Non so quando. Nuoto senza sapere se arriverò a una boa, su un'isola. O se annegherò prima.



Quello che c'è stato, per quanto mi riguarda, non può essere liquidato con un colpo di spugna. No. Ci vorrà tempo per ricostruirmi dentro. E poi anche fuori. Faccio fatica a sorridere. Di ridere non se ne parla. Sto cercando dei motivi per andare avanti, ma non ne trovo.



Le parole sono pietre. Già, me l'hai detto tu. Le parole sono pietre. E tu con alcune mi hai colpito. Qualcuna l'ho evitata. Qualcun'altra mi ha preso in pieno. Ma la cosa strana è che a farmi male, a farmi piangere ora non sono quelle pietre. Sono le carezze. Perché le parole tra di noi sono state anche e soprattutto carezze. Che mi hanno saputo accogliere, trattenere, amare. Forse era la quiete tra la scossa e la tempesta.



Se ho ripreso a scrivere, ancora una volta lo devo a chi non ha viso, e neanche un nome al momento. E' un'anonima. L'anonima dell'8 gennaio, come si definisce lei. Un piccolo fiore in un giardino che la tempesta ha distrutto.






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sabato, 26 gennaio 2008
Postato da Mousi

Non so se avrò ancora voglia di scrivere sul blog. Se avrò ancora voglia di avere un blog. Se avrò ancora voglia di lasciarmi andare con qualcuno da qualche parte, che sia su un treno, in un bar, qui. Non so se avrò ancora voglia di lasciar scorrere i miei pensieri su queste pagine. Non so se avrò ancora la forza di andare avanti.

In questo momento mi manca tutto. Perché mi manca lei.

Lo so, ho superato di peggio. Ma ci credevo veramente. Mi ero ripromesso di non scrivere nulla di triste, perchè questa tristezza non ce la fa a passare da me a queste pagine. Come in certi giorni non ce l'ha fatta la felicità. Invece sto scrivendo. Perché forse non mi va più di cavalcare l'onda di queste pagine. Mi fa male anche solo leggermi. Mi fa male anche sapere che il mio dolore è pubblico. E che, come avevo previsto, c'era chi non aspettava altro.

Al povero sfigato anonimo di cui sotto voglio dire solo una cosa: io ora mi sento sconfitto, ma almeno ho combattutto. Ci ho provato. E senza parlare di amore eterno, tra l'altro, come tu asserisci nei tuoi deliri notturni. Tu che hai fatto nella vita? Sei venuto qui a insultare, a deridere, ad aspettare il momento buono per scrivere di fasi. Il che significa che continui a leggermi. Non hai una vita tua? Devi per forza inserirti in quelle altrui? Ma non temere, ora ho il tuo ip.

Chiusa la parentesi anonimo, torno a me.

Questo 2008 è iniziato nel peggior modo possibile. Capodanno è stato triste. Ma una cosa però c'era il 31: c'era lei, la mia principessa, accanto a me. Ora no. E' per questo che penso che mi prenderò una pausa lunga dal blog. Dal mondo virtuale. Dal mondo forse. Una vacanza perché non so dimettermi. Dal mondo. Ne ho troppa paura. Del dolore. Non di altro. Del maledetto dolore fisico. Perché l'altro, quello che c'hai dentro, ora è fortissimo. Fa così male che non riesco a respirare. Solo a singhiozzare. Non è da cavaliere, forse, non è neanche da uomo magari. Ma francamente non me ne frega nulla.

Io sono questo. Io non sono diverso da così. Anche se c'è chi vorrebbe cambiarmi. Io sono una persona sensibile e fragile. Che non ha più voglia di amare. Che ha voglia solo di sparire.

Già, ricordi la buca che volevi scavare? Ecco, ora sto così. Forse in questo modo avrai la misura di come mi sento. No, non ti accuso di nulla. Tranquilla. E non dico che sto male solo io. Neanche. Anzi, che stupido, ho detto di nuovo sto male, dovrei declinare il mio stare male. Beh, mettiamola così allora: mi sento talmente un fallimento in questo momento che vorrei soltanto fosse più breve possibile. Tutto. Che vorrei semplicemente poter chiudere gli occhi sul mondo. Che vorrei solo non dover spiegare, non dover far finta di nulla agli occhi degli altri. Che vorrei solo diventare veramente lo stronzo di cui parlavo mesi fa. Perché tanto, alla fine, non paga per un cazzo essere come sono. Dai, inventi una favola, ti dai, accetti, sorridi, abbracci, baci, accogli, ami, spogli, pensi, sfiori, aspetti, scrivi...e poi un bel giorno l'incantesimo si spezza. Non c'è più. E tu cos'hai fatto per spezzarlo? Nulla. Hai solo amato, tanto. E ora ti tocca raccoglierti da solo i cocci.

Meglio, centomila volte meglio, usare, chiudersi, trattare male, essere indifferenti. Le favole non sono più di moda. Le favole sono infantili.

Le principesse e i cavalieri esistono solamente nei sogni.

E pensare che questo sogno, questa favola era nostra. Solo nostra. E l'avevo inventata per te. Per noi.
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venerdì, 25 gennaio 2008
Postato da Mousi

Non c'è dolore più grande di quello che provo in questo momento


Trafitto dalla stessa spada

che mi permise di amare

Sanguinante nel deserto

di voci soffuse

Forse è febbre forse è la fine

Forse viene a prendermi

e a portarmi dove non esiste più amore

nè dolore

nè lacrime

prosciugate ormai in me

in questa sera eterna


Quanto è diversa da quella sera

di interminabili confidenze

di ore che scorrono veloci

una dopo l'altra

Di orologi che si fermano

mentre il cuore galoppa

Di felicità e Amore

Tre mesi fa


Non voglio più innamorarmi

Fa troppo male

(Alex)

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venerdì, 25 gennaio 2008
Postato da Mousi

Ci sono ex ed ex


Ci sono quelle che proprio la rabbia non mi passa e anche se la colpa fosse mia con te non voglio più avere niente a che fare. Poi ci sono quelle che invece, dopo un po', ci diventi amico. Ci chiacchieri. Ridi al telefono. Arrivi anche a raccontarti delle storie tue e sue. Ed è strano. Bello. Ma strano. Perché, diciamo la verità, la vita non è solo ciò che succede sotto le lenzuola, però l'ex è qualcuno che con te sotto le lenzuola c'è stato. Il rapporto è stato molto intimo. Sa quello che poche altre persone sanno e tu di lei. Tu sai cosa vuol dire per lei arrivare al limite, lei sa cosa vuol dire per te. E allora quando ci parli insieme, comunque, un minimo il pensiero torna a quei momenti. Anche se di sesso non ne parli più.

Perlomeno, a me succede. Io quando una donna l'ho vista nuda, possono passare anche anni, arrabbiature, malintesi, rotture, ma quando ci parlo in parte la rivedo nuda. Ed è strano. Non eccitante. Ma strano. Epperò è più bello così che il silenzio, il rancore, la rabbia, i dispetti.  

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giovedì, 24 gennaio 2008
Postato da Mousi

Dicono che bisogni assaporare gli attimi nella vita. Perché poi non sai se torneranno. O semplicemente perché proprio in quanto attimi durano poco.

Domenica ne ho avuto uno. Di attimi. Magici. E' stato un abbraccio, stretto. Che non riuscivo a respirare. Ma ho fatto di tutto per prolungarlo. Perché mi piaceva. Perché dentro ci stavo da Dio. Un abbraccio da togliere il fiato, si dice così no? Ecco. Volevo durasse tanto. Ho fatto il possibile perchè succedesse. Ci sono riuscito. Infatti ne sto parlando. Vuol dire che me lo ricorderò sempre.

Grazie a chi me l'ha dato, tenendomi stretto al suo seno per un po'. Accarezzandomi la testa.

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mercoledì, 23 gennaio 2008
Postato da Mousi

Sappi che ti amo.

E non ho mai amato così nessuno.

Mai.

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mercoledì, 23 gennaio 2008
Postato da Mousi

DIALOGO


Vorrei imparare a volare

se significasse morire

Vorrei imparare a morire

se significasse inseguire farfalle

Vorrei inseguire farfalle

se significasse imparare a volare


Tu puoi imparare a volare

puoi imparare a morire

puoi inseguire farfalle

ma non puoi amare

perchè se ami non muori

ma vivi agonizzando


Eppure le farfalle volano

le farfalle amano

le farfalle sono sogni

quelli promessi

le farfalle sono favole

quelle raccontate

le farfalle sono

mille e mille volte

Ti amo


Non sai coniugare il verbo amare

Tu ami, lei non ama, loro chissà

Lascia stare e torna alla realtà

fai scorrere il sangue nel tuo cuore

meglio lui delle lacrime in te

e guarda le farfalle che volano

loro amano senza volere amore

loro volano senza sapere come

Seguile con lo sguardo

non ti scoppierà il cuore


Non so coniugare altri verbi

che non siano amore

Non so raccontare altre storie

che non siano favole

Non so fare sogni che non siano

lacrime irraggiungibili farfalle

volate via mentre ne acchiappavo una


Chiudo gli occhi

Chiudi gli occhi

Mi lascio morire

Lasciati andare

Ascolto il vento

Fallo entrare in te

Voglio mi porti via

Ti lascerà sognare

Voglio togliermi il cuore

Devi eliminare amore

Voglio smettere di sanguinare

Devi toglierti ossigeno

Il mio ossigeno è amore

Le farfalle van via

Voglio inseguirle

Son veloci loro sì

Muoio

Agonizzi

Perdo tutto

Forse

Non ho aiuto non ho mani non ho abbracci

Sono volate via con le farfalle

Dovevo inseguirle

Non sai volare

Dovevo catturarle

Non si fanno prendere


E allora che faccio?

Come vivo? A chi mi aggrappo? A chi sorrido?

Parlami, non stare in silenzio.

Parlami, non lasciarmi qui solo

Parlami, spiegami.

O non fermarmi


Fermati. Invece.

Più sotto c'è solo il dirupo

Ma le farfalle sono là in alto

Guardale se non puoi averle

Sii felice per la loro libertà


Mille e mille volte ti amo

e invece dieci venti trenta

ne ho ancora tanti di ti amo

e loro volano lontano


E c'è vento. Poi calma. Il ramo si muove

Lì dove un attimo prima c'eri anche tu

Ora c'è solo vento

Significa che ci sei stato

Che hai afferrato il ramo

Ma ora sei caduto

Cadi.

In basso.

Non c'è altro.

Chiudi gli occhi

Vola anche tu con loro.

Loro vivranno

Tu morirai ancora.

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martedì, 22 gennaio 2008
Postato da Mousi

Lui spense tutte le luci. Al buio poggiò la testa sul cuscino. Poche ore prima c'era stata lei. Il cuscino aveva ancora il suo profumo. Era morbido. Quasi modellato dal viso di lei. Pianse. Non riusciva a fare altro. Era aggrappato a quel cuscino, come fosse l'ultima cosa che poteva impedirgli di saltare. Se girava lo sguardo, il cuore aveva un sussulto. Sperò nel buio. Sperò nel sonno. Sperò in un miracolo. Che quella bellissima donna fosse lì in casa, a girare per le stanze. Che solo il suo respiro metteva allegria. Chiuse gli occhi, iniziò a respirare ritmicamente. Ma ogni respiro era una lacrima in più. Si sentiva solo. Come mai. Solo. Nel buio. Il suo profumo. Le sue cose. Tra le cose di lui. Gli piaceva tutto. E ora era niente forse. Paura. Quella sì. Piangeva e urlava. Tanto nessuno lo avrebbe ascoltato. Poteva saltare. Nessuno lo avrebbe fermato. Ma prima doveva scrivere. Di un amore. Di un cuore. Di tante cose che aveva dentro. Di tante cose che nessuno avrebbe mai scoperto. Perché sarebbero rimaste per sempre chiuse dentro. Di tante sensazioni. Di tante emozioni. Di tanti perché. Di quella che lui non sapeva chiamare che disperazione. Mancava solo la colonna sonora adatta. Musica spagnola. Malinconica. Per piangere. Per spegnere tutto. Per non avere più voglia di reagire. A nulla.
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martedì, 22 gennaio 2008
Postato da Mousi

Vago alla ricerca di parole

che non sian scontate

che non sian già dette

che colorino invece di scolorire

che rallegrino invece di rattristare

Vago alla ricerca di parole

che disegnino il mio cuore

ma che non lo seppelliscano

Che descrivano il mio amore

ma non lo appiattiscano

Vago alla ricerca di parole

che non esistono

quando a parlare son gli occhi

quando a tacere sono i battiti

Uno per me, uno per te

Ritmati, così

Uno per te, uno per me

Quel che scrivesti

mentre io sorridevo felice

Ritmati, gioiosi

Come cielo che si colora

e poi all'improvviso si sgrava

di pioggia tuoni fulmini e neve

lasciandomi trafitto

inerme afflitto

Fors'anche sconfitto

Rialzarmi è dura

il cuore si affatica

le lacrime non mentono

Ma non ci son parole

non basterebbero

per dirti cos'io provo

per il tuo viso e per il tuo cuore

tanto belli

Non ci son parole

Aprimi il cuore se vuoi

lì dentro c'è il mio Amore per te

(Alex)

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lunedì, 21 gennaio 2008
Postato da Mousi

Sto male.


...dà al tuo dolore le parole che egli esige.

il dolore che non parla, sussurra bensì a un cuore troppo affranto

l'ordine di schiantarsi.

da "otello" "macbeth"

(Shakespeare)

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domenica, 20 gennaio 2008
Postato da Mousi

Esistono momenti della vita che sono unici.

Esistono però giorni che stai male da piangere e addormentarti senza forze. A chiederti un perché che non esiste. Quando tutto sembra finire. E un attimo prima era il tuo centro del mondo.

Ti sembra ingiusto. Ma succede.

La vita ti chiude le porte. Lasciandoti fuori.

Ecco. Io sono fuori oggi. Fa freddo. Al cuore.  Mentre amo e amo sempre. A volte disperatamente. Sempre intensamente. Lacrime...

I miei 34 anni...
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venerdì, 18 gennaio 2008
Postato da Mousi

Tanti auguri a me

(Ebbene sì, sono 34!!!)


Quello che ho fatto a 33 anni

Ho conosciuto e poi perso una ragazza che mi ha amato e mi ha fatto sentire desiderato ogni istante

Mi sono innamorato

Ho avuto la possibilità di corteggiare una donna meravigliosa (alias, una principessa)

Ho organizzato e vissuto con la principessa di cui sopra un week end in un castello

Ho scoperto che esiste qualcosa che sa combattere e vincere con la mia colite

Ho scoperto che non ho più voglia di provare con la medicina naturale

Ho definitivamente abbandonato il mondo delle chat

Ho imparato a farmi il sugo all'amatriciana (e mi piace pure)

Ho sognato spesso la mamma

Ho rinnovato il mio contratto per un anno ancora

Ho avuto il mio primo navigatore satellitare

Ho messo apposto la contabilità di casa mia (con l'aiuto determinante della mia principessa)

Ho licenziato una donna delle pulizie truffatrice dopo averci anche dormito insieme una notte (...solo dormito)

Ho visto la Juve per la prima volta (e spero unica) vincere un campionato di B

Ho rivisto la neve dopo due anni

Ho detto di no a una donna che mi voleva scopare (e basta)


Quello che non ho fatto a 33 anni

Non ho moltiplicato i pani e i pesci (solo cotto il pane congelato e mangiato sushi)

Non ho fatto ultime cene (ma tanti tanti pranzi in redazione)

Non ho fatto miracoli (ma mi sto organizzando)

Non mi hanno crocifisso (perlomeno non fisicamente)

...di conseguenza non son dovuto risorgere (nel manuale d'istruzioni non era spiegato come fare)

Non sono stato nè a Parigi, nè a Londra, nè a Barcellona (ma a 34 anni almeno in uno di questi posti ci voglio andare)

Non ho mai finto con nessuno (e davanti a nessuna situazione)

Non ho perso la voglia di sognare...(più spesso a occhi aperti)

Non ho fatto il pupazzo di neve (perché la neve era diventata un pantano)

Non ho saputo resistere alle cose dolci (mangerecce e non solo)

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mercoledì, 16 gennaio 2008
Postato da Mousi

Il Papa non va alla Sapienza

Libertà o Censura?


Il Papa non va alla Sapienza dopo il no di una parte dei docenti e di molti studenti. Censura alla libertà di parola o libertà dal Vaticano, una libertà che spesso in Italia è mancata?

Voi che ne pensate? Da che parte state?

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martedì, 15 gennaio 2008
Postato da Mousi

Una coppia di anziani in treno.

Lui involontariamente le urta un piede

Lei in dialetto torinese: Ahia ninin (tradotto: Ahia piccolo).


Questa scena mi ha intenerito da matti.

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lunedì, 14 gennaio 2008
Postato da Mousi

Mi manchi

E se fossi lì accanto a te ora ti direi

Ich liebe dich

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lunedì, 14 gennaio 2008
Postato da Mousi

Al telefono con papà


Ale, volevo chiederti: se muoio, vieni tu ad abitare qui?

Ma cosa stai dicendo? E poi c'è l'affitto anche lì

Sono 400 euro...

Ma perché questi discorsi?

Mi spiace che si deve buttar via tutta la roba

Beh ma i mobili si possono vendere...

Ci sono anche un sacco di vestiti

Sì ma perché mi stai dicendo questa cosa?

Ormai ho 70 anni, ogni giorno che passa è un giorno guadagnato

Guarda che ormai si vive tranquillamente anche più di 90 anni...

E pure tu stai invecchiando...

Ah beh, grazie...

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domenica, 13 gennaio 2008
Postato da Mousi

Ci sono momenti così. Che annaspi. Che hai paura. Che le domande non finiscono mai. Che una frase ti fa paura.

Che poi piove piove e ancora piove. E i tergicristalli però graffiano sul vetro e non capisci perché.

Che Alex segna su rigore all'ultimo minuto e ti fa tirare un piccolo sospiro di sollievo.

Che da sportivo stasera vuoi assistere all'esordio di Pato nel Milan.

Che al lavoro ti senti solo. Ma c'hai voglia più che altro che questa settimana passi in fretta.

Che pensi. Pensi. E ancora pensi. Paranoico che non sei altro. Pensi a te, al futuro, a lei, al futuro. Al passato, ad agosto. A un sabato pomeriggio in giro per Milano con la tua collega stagista. Al fatto che è un po' che non ridi di gusto. E che speri succeda presto.

Che la vita è un gran casino. Inestricabile. Come una ragnatela. La strappi dal muro, torna intorno alla finestra.

Che la vita è anche musica. Di quella che ti fa sognare e che ti entra nel cuore come un minuscolo gattino che vuole solo fare le fusa. E che ti mette tranquillo.

Che quando piove e la strada è bagnata, c'è più luce in autostrada.
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venerdì, 11 gennaio 2008
Postato da Mousi

Oggi piove. E io sono triste e malconcio


Quando ti chiudi in una busta di plastica

con la sensazione di non respirare

(o la voglia?)

Quando nessuno viene ad aprirla

e chi ci prova ci rinuncia

(o glielo chiedi tu?)

Quando poco alla volta ti addormenti senza respiro

e ti sembra morte

(o la stai invocando?)

Quando un rumore sordo ti sveglia

e per un attimo sembra Felicità

(invece è solo dormiveglia)

Quando ti accorgi che tu felice non sarai mai

neanche se lo volessi davvero

(o non lo vuoi?)

(Alex)

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giovedì, 10 gennaio 2008
Postato da Mousi

Post per un'Anonima

(ma non post anonimo)



Strano scrivere un post per una persona che non sai chi è, neanche che nome abbia. Sai solo che ti legge e che in poche righe ti ha fatto tenerezza.

Ecco, anonima che hai 'festeggiato' il tuo compleanno con un commento qui da me, visto che scrivi che mi leggi spesso, questo post è per te. Mi farebbe piacere se lasciassi un commento o, se non ne hai voglia, se mi scrivessi un messaggio privato qui su splinder. Insomma, non è solo per tenerezza, ma perchè credo che sia bello ogni tanto tenersi un po' compagnia. Anche solo virtualmente.

Perché ho scritto questo post? Beh, come hai scritto tu nel commento, non so perché l'ho scritto.

Anzi, sì lo so: perché così mi andava.




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mercoledì, 09 gennaio 2008
Postato da Mousi

Oggi camminavo per la mia città. E ho pensato che è bella. Mi faceva un po' male la scarpa mentre passavo sui ciottoli di una delle piazze più belle che io conosca. E pensavo che lì son passati anche Re, personaggi importanti. Mi ha fatto effetto pensarci.

Non faceva neanche freddo. C'era un po' di vento e un pallidissimo sole. Niente nebbia. Insomma, tutto perfetto.

Anche se ogni tanto pensavo che sarà dura non sentirsi quasi per una settimana.

Poi a casa mi son preso del tempo per stendere e per fare un bucato. A tratti non mi riconosco in questi giorni. O forse sto scoprendo altri lati di me.

Mi sto impegnando a crescere. Ecco che c'è.
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martedì, 08 gennaio 2008
Postato da Mousi

E così Vivi viene da me. Per la prima volta. E' un evento. E' felice. E' bello vederla felice dopo averla sentita e conosciuta in situazioni sempre molto ballerine. Sono felice della sua felicità. E pazienza se, proprio prima di uscire, mi scoppia un fortissimo mal di testa (da stanchezza, da stress, da troppe domande, da tensione che cala, boh...). Pazienza se c'è la nebbia (beh, una volta tanto, a dire il vero non sono io che mi devo fare i km in mezzo alla nebbia, anche se sto un po' in pensiero per la mia amica). Pazienza se in pizzeria ci sono tre tipi che ci importunano e che mi fanno mangiare la pizza con un po' di ansia. Pazienza, SuperVivi c'ha il coltello dalla parte del manico, quindi no panico. Pazienza se neanche l'Aulin ha l'effetto sperato sul mio mal di testa.

Sì, pazienza.

Perché poi finalmente Vivi vede anche il mio bugigattolo (alias, il mio monolocale). Le piace pure. Nonostante non sia particolarmente ordinato. Ma a me piace così, in fondo. Anche se ora è troppo silenzioso. Amo il mio posticino, quello dove quando chiudo la porta d'ingresso, mi sento in pace con me stesso. Con la coscienza. Con la vita. E non mi viene da litigare con nessuno. Il posto che ha accolto le mie lacrime, i miei sorrisi, le mie attese, le mie emozioni.

Ieri Vivi mi ha fatto una domanda: a tre anni e mezzo di distanza sei contento della scelta (fatta, subita) tre anni e mezzo fa? Così rispondo anche a Mauro che mi chiede quando sono felice, se sono felice.

Beh, sì sono contento di quella scelta. Beh sì, sono felice. Non sempre. Ma fondamentalmente a volte mi basta un trancio di pizza, un bicchiere di succo e venti minuti in cui rilassarmi davanti alla tv per esserlo. Quella scelta, tre anni e mezzo fa, mi ha cambiato profondamente. Molti dicono, in meglio. Io penso sia vero.

Quindi, sì. Sono felice. Anche di combattere ogni giorno i miei fantasmi e le mie streghe. Anche di sapere che ancora c'è qualcuno che si innamora di me. Anche di sapere che non è vero che non mi so più emozionare. Anche di sapere che ci sono amiche come Vivi, che ha attraversato le mie stagioni, a volte in punta di piedi, a volte con il machete. Sempre con gentilezza.

Grazie Vivi di esserci. Grazie di esserci ancora di più in questo periodo in cui sto ricostruendomi.
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lunedì, 07 gennaio 2008
Postato da Mousi

Una settimana




Dovevca nevicare. Tanto tanto. Ha nevicato. Fiocchi dapprima sottili sottili. Poi grandi grandi. Sotto l'inconfodibile luce dei lampioni. Ma la notte ha piovuto. E la neve la mattina era un ricordo sbiadito sui tetti di alcune auto, su alcune tettoie, ai bordi delle strade, su campi ancora incontaminati. Il resto era fango. E gocce implacabili. Niente pupazzo di neve.



Dovevamo passare Capodanno in piazza. Tra brindisi e musica. Invece eravamo a casa, un po' tristi e malconci. In tv Csi Miami. Fuori l'eco dei botti ad annunciare il 2008. Un 31 dicembre davvero originale.



Dovevo essere io a portare allegria. E invece in alcuni momenti mi sono lasciato trascinare. In labirinti bianchi come il cielo. Impaurito. Impreparato. Tra notti di sospiri e mattine di sguardi persi.



Dovevo mandarla via prima. La ragazza che fa le pulizie da me. L'ho fatto il 2 gennaio dopo aver scoperto 200 euro di bolletta telefonica suoi, tutte di telefonate in Costa d'Avorio.



Ho fatto il primo viaggio con il navigatore satellitare. Bello. Appagante.



Oggi torno al lavoro. E una splendida donna lascia casa mia. Lasciando un grande vuoto dentro di me. E in quella casa, la mia, che appare silenziosa. Di quel silenzio che una volta amavo. Mentre proprio lei, la casa, cerca faticosamente di tornare in ordine. Quell'ordine che io non so tenere. Quell'ordine che voglio imparare. Perchè il nostro ormai lo preferisco al mio.

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