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Inzuppato di fango
lascio un'impronta
salto in una pozzanghera
cancello l'orma
Come se lì non fossi mai passato
Aspetto sempre che arrivi ghiaccio
per mischiarlo con le lacrime
che si induriscano
senza più cadere
Un lago artificiale
forse il mare
ma io non so nuotare
Ma se mi tuffassi?
Cic ciac cic ciac
è solo fango
sotto le scarpe
Il mare un'illusione infinita
di un blu perenne
di un argento rotondeggiante
Come il suo corpo
tra curve e sospiri
Come il suo mare
scintillante di passione
Tocco la sabbia
la prendo in mano
la accarezzo
poi la lancio lontano
Il vento me la riporta sui piedi
Ancora fango
Fango fango
(E ora piango)
(Alex)
Provocazione o provocante?
Che tu sei in treno e a distanza non abissale si siede una tipa. Non è particolarmente bella, ma tu inizi a guardarle le tette. Che non saprei come definire, non sono enormi. Sono appuntite, affilate. Boh, non mi viene il termine. E inizi a fare pensieri proibiti su-con-in e tutte le preposizioni che si possono inserire di loro. Guardi quelle bocce e ti ecciti (un po', non troppo) e capisci che sei ancora vivo. In fondo in fondo. E tra parentesi te ne frega poco se questa volta ti becca che gliele guardi. In fondo, che c'hai da perdere?
(Tutto serve per passare oltre)
E' arrivata come un terremoto. Se n'è andata come una tempesta. E' arrivata nella mia vita e ha rivoluzionato la mia vita stessa, il mio modo di vivere, le mia abitudini. I miei pensieri. E' stata una scossa violenta che tutto ha rovesciato. Tanto che casa mia ora non riesco più a sentirla solo mia, ma un po' nostra. Tanto che per dribblare le lacrime, sto pensando che forse dovrei cambiare casa. Ancora pregna di lei. Non solo di qualche suo vestito, delle farfalle sugli specchi. Ma del suo calore.
Dicono passerà. Sì, passerà. Non ora. Non so quando. Nuoto senza sapere se arriverò a una boa, su un'isola. O se annegherò prima.
Quello che c'è stato, per quanto mi riguarda, non può essere liquidato con un colpo di spugna. No. Ci vorrà tempo per ricostruirmi dentro. E poi anche fuori. Faccio fatica a sorridere. Di ridere non se ne parla. Sto cercando dei motivi per andare avanti, ma non ne trovo.
Le parole sono pietre. Già, me l'hai detto tu. Le parole sono pietre. E tu con alcune mi hai colpito. Qualcuna l'ho evitata. Qualcun'altra mi ha preso in pieno. Ma la cosa strana è che a farmi male, a farmi piangere ora non sono quelle pietre. Sono le carezze. Perché le parole tra di noi sono state anche e soprattutto carezze. Che mi hanno saputo accogliere, trattenere, amare. Forse era la quiete tra la scossa e la tempesta.
Se ho ripreso a scrivere, ancora una volta lo devo a chi non ha viso, e neanche un nome al momento. E' un'anonima. L'anonima dell'8 gennaio, come si definisce lei. Un piccolo fiore in un giardino che la tempesta ha distrutto.
Non c'è dolore più grande di quello che provo in questo momento
Trafitto dalla stessa spada
che mi permise di amare
Sanguinante nel deserto
di voci soffuse
Forse è febbre forse è la fine
Forse viene a prendermi
e a portarmi dove non esiste più amore
nè dolore
nè lacrime
prosciugate ormai in me
in questa sera eterna
Quanto è diversa da quella sera
di interminabili confidenze
di ore che scorrono veloci
una dopo l'altra
Di orologi che si fermano
mentre il cuore galoppa
Di felicità e Amore
Tre mesi fa
Non voglio più innamorarmi
Fa troppo male
(Alex)
Ci sono ex ed ex
Ci sono quelle che proprio la rabbia non mi passa e anche se la colpa fosse mia con te non voglio più avere niente a che fare. Poi ci sono quelle che invece, dopo un po', ci diventi amico. Ci chiacchieri. Ridi al telefono. Arrivi anche a raccontarti delle storie tue e sue. Ed è strano. Bello. Ma strano. Perché, diciamo la verità, la vita non è solo ciò che succede sotto le lenzuola, però l'ex è qualcuno che con te sotto le lenzuola c'è stato. Il rapporto è stato molto intimo. Sa quello che poche altre persone sanno e tu di lei. Tu sai cosa vuol dire per lei arrivare al limite, lei sa cosa vuol dire per te. E allora quando ci parli insieme, comunque, un minimo il pensiero torna a quei momenti. Anche se di sesso non ne parli più.
Perlomeno, a me succede. Io quando una donna l'ho vista nuda, possono passare anche anni, arrabbiature, malintesi, rotture, ma quando ci parlo in parte la rivedo nuda. Ed è strano. Non eccitante. Ma strano. Epperò è più bello così che il silenzio, il rancore, la rabbia, i dispetti.
Dicono che bisogni assaporare gli attimi nella vita. Perché poi non sai se torneranno. O semplicemente perché proprio in quanto attimi durano poco.
Domenica ne ho avuto uno. Di attimi. Magici. E' stato un abbraccio, stretto. Che non riuscivo a respirare. Ma ho fatto di tutto per prolungarlo. Perché mi piaceva. Perché dentro ci stavo da Dio. Un abbraccio da togliere il fiato, si dice così no? Ecco. Volevo durasse tanto. Ho fatto il possibile perchè succedesse. Ci sono riuscito. Infatti ne sto parlando. Vuol dire che me lo ricorderò sempre.
Grazie a chi me l'ha dato, tenendomi stretto al suo seno per un po'. Accarezzandomi la testa.
Sappi che ti amo.
E non ho mai amato così nessuno.
Mai.
DIALOGO
Vorrei imparare a volare
se significasse morire
Vorrei imparare a morire
se significasse inseguire farfalle
Vorrei inseguire farfalle
se significasse imparare a volare
Tu puoi imparare a volare
puoi imparare a morire
puoi inseguire farfalle
ma non puoi amare
perchè se ami non muori
ma vivi agonizzando
Eppure le farfalle volano
le farfalle amano
le farfalle sono sogni
quelli promessi
le farfalle sono favole
quelle raccontate
le farfalle sono
mille e mille volte
Ti amo
Non sai coniugare il verbo amare
Tu ami, lei non ama, loro chissà
Lascia stare e torna alla realtà
fai scorrere il sangue nel tuo cuore
meglio lui delle lacrime in te
e guarda le farfalle che volano
loro amano senza volere amore
loro volano senza sapere come
Seguile con lo sguardo
non ti scoppierà il cuore
Non so coniugare altri verbi
che non siano amore
Non so raccontare altre storie
che non siano favole
Non so fare sogni che non siano
lacrime irraggiungibili farfalle
volate via mentre ne acchiappavo una
Chiudo gli occhi
Chiudi gli occhi
Mi lascio morire
Lasciati andare
Ascolto il vento
Fallo entrare in te
Voglio mi porti via
Ti lascerà sognare
Voglio togliermi il cuore
Devi eliminare amore
Voglio smettere di sanguinare
Devi toglierti ossigeno
Il mio ossigeno è amore
Le farfalle van via
Voglio inseguirle
Son veloci loro sì
Muoio
Agonizzi
Perdo tutto
Forse
Non ho aiuto non ho mani non ho abbracci
Sono volate via con le farfalle
Dovevo inseguirle
Non sai volare
Dovevo catturarle
Non si fanno prendere
E allora che faccio?
Come vivo? A chi mi aggrappo? A chi sorrido?
Parlami, non stare in silenzio.
Parlami, non lasciarmi qui solo
Parlami, spiegami.
O non fermarmi
Fermati. Invece.
Più sotto c'è solo il dirupo
Ma le farfalle sono là in alto
Guardale se non puoi averle
Sii felice per la loro libertà
Mille e mille volte ti amo
e invece dieci venti trenta
ne ho ancora tanti di ti amo
e loro volano lontano
E c'è vento. Poi calma. Il ramo si muove
Lì dove un attimo prima c'eri anche tu
Ora c'è solo vento
Significa che ci sei stato
Che hai afferrato il ramo
Ma ora sei caduto
Cadi.
In basso.
Non c'è altro.
Chiudi gli occhi
Vola anche tu con loro.
Loro vivranno
Tu morirai ancora.
Vago alla ricerca di parole
che non sian scontate
che non sian già dette
che colorino invece di scolorire
che rallegrino invece di rattristare
Vago alla ricerca di parole
che disegnino il mio cuore
ma che non lo seppelliscano
Che descrivano il mio amore
ma non lo appiattiscano
Vago alla ricerca di parole
che non esistono
quando a parlare son gli occhi
quando a tacere sono i battiti
Uno per me, uno per te
Ritmati, così
Uno per te, uno per me
Quel che scrivesti
mentre io sorridevo felice
Ritmati, gioiosi
Come cielo che si colora
e poi all'improvviso si sgrava
di pioggia tuoni fulmini e neve
lasciandomi trafitto
inerme afflitto
Fors'anche sconfitto
Rialzarmi è dura
il cuore si affatica
le lacrime non mentono
Ma non ci son parole
non basterebbero
per dirti cos'io provo
per il tuo viso e per il tuo cuore
tanto belli
Non ci son parole
Aprimi il cuore se vuoi
lì dentro c'è il mio Amore per te
(Alex)
Sto male.
...dà al tuo dolore le parole che egli esige.
il dolore che non parla, sussurra bensì a un cuore troppo affranto
l'ordine di schiantarsi.
da "otello" "macbeth"
(Shakespeare)
Tanti auguri a me
(Ebbene sì, sono 34!!!)
Quello che ho fatto a 33 anni
Ho conosciuto e poi perso una ragazza che mi ha amato e mi ha fatto sentire desiderato ogni istante
Mi sono innamorato
Ho avuto la possibilità di corteggiare una donna meravigliosa (alias, una principessa)
Ho organizzato e vissuto con la principessa di cui sopra un week end in un castello
Ho scoperto che esiste qualcosa che sa combattere e vincere con la mia colite
Ho scoperto che non ho più voglia di provare con la medicina naturale
Ho definitivamente abbandonato il mondo delle chat
Ho imparato a farmi il sugo all'amatriciana (e mi piace pure)
Ho sognato spesso la mamma
Ho rinnovato il mio contratto per un anno ancora
Ho avuto il mio primo navigatore satellitare
Ho messo apposto la contabilità di casa mia (con l'aiuto determinante della mia principessa)
Ho licenziato una donna delle pulizie truffatrice dopo averci anche dormito insieme una notte (...solo dormito)
Ho visto la Juve per la prima volta (e spero unica) vincere un campionato di B
Ho rivisto la neve dopo due anni
Ho detto di no a una donna che mi voleva scopare (e basta)
Quello che non ho fatto a 33 anni
Non ho moltiplicato i pani e i pesci (solo cotto il pane congelato e mangiato sushi)
Non ho fatto ultime cene (ma tanti tanti pranzi in redazione)
Non ho fatto miracoli (ma mi sto organizzando)
Non mi hanno crocifisso (perlomeno non fisicamente)
...di conseguenza non son dovuto risorgere (nel manuale d'istruzioni non era spiegato come fare)
Non sono stato nè a Parigi, nè a Londra, nè a Barcellona (ma a 34 anni almeno in uno di questi posti ci voglio andare)
Non ho mai finto con nessuno (e davanti a nessuna situazione)
Non ho perso la voglia di sognare...(più spesso a occhi aperti)
Non ho fatto il pupazzo di neve (perché la neve era diventata un pantano)
Non ho saputo resistere alle cose dolci (mangerecce e non solo)
Il Papa non va alla Sapienza
Libertà o Censura?
Il Papa non va alla Sapienza dopo il no di una parte dei docenti e di molti studenti. Censura alla libertà di parola o libertà dal Vaticano, una libertà che spesso in Italia è mancata?
Voi che ne pensate? Da che parte state?
Una coppia di anziani in treno.
Lui involontariamente le urta un piede
Lei in dialetto torinese: Ahia ninin (tradotto: Ahia piccolo).
Questa scena mi ha intenerito da matti.
Mi manchi
E se fossi lì accanto a te ora ti direi
Ich liebe dich
Al telefono con papà
Ale, volevo chiederti: se muoio, vieni tu ad abitare qui?
Ma cosa stai dicendo? E poi c'è l'affitto anche lì
Sono 400 euro...
Ma perché questi discorsi?
Mi spiace che si deve buttar via tutta la roba
Beh ma i mobili si possono vendere...
Ci sono anche un sacco di vestiti
Sì ma perché mi stai dicendo questa cosa?
Ormai ho 70 anni, ogni giorno che passa è un giorno guadagnato
Guarda che ormai si vive tranquillamente anche più di 90 anni...
E pure tu stai invecchiando...
Ah beh, grazie...
Oggi piove. E io sono triste e malconcio
Quando ti chiudi in una busta di plastica
con la sensazione di non respirare
(o la voglia?)
Quando nessuno viene ad aprirla
e chi ci prova ci rinuncia
(o glielo chiedi tu?)
Quando poco alla volta ti addormenti senza respiro
e ti sembra morte
(o la stai invocando?)
Quando un rumore sordo ti sveglia
e per un attimo sembra Felicità
(invece è solo dormiveglia)
Quando ti accorgi che tu felice non sarai mai
neanche se lo volessi davvero
(o non lo vuoi?)
(Alex)
Post per un'Anonima
(ma non post anonimo)
Strano scrivere un post per una persona che non sai chi è, neanche che nome abbia. Sai solo che ti legge e che in poche righe ti ha fatto tenerezza.
Ecco, anonima che hai 'festeggiato' il tuo compleanno con un commento qui da me, visto che scrivi che mi leggi spesso, questo post è per te. Mi farebbe piacere se lasciassi un commento o, se non ne hai voglia, se mi scrivessi un messaggio privato qui su splinder. Insomma, non è solo per tenerezza, ma perchè credo che sia bello ogni tanto tenersi un po' compagnia. Anche solo virtualmente.
Perché ho scritto questo post? Beh, come hai scritto tu nel commento, non so perché l'ho scritto.
Anzi, sì lo so: perché così mi andava.
Una settimana
Dovevca nevicare. Tanto tanto. Ha nevicato. Fiocchi dapprima sottili sottili. Poi grandi grandi. Sotto l'inconfodibile luce dei lampioni. Ma la notte ha piovuto. E la neve la mattina era un ricordo sbiadito sui tetti di alcune auto, su alcune tettoie, ai bordi delle strade, su campi ancora incontaminati. Il resto era fango. E gocce implacabili. Niente pupazzo di neve.
Dovevamo passare Capodanno in piazza. Tra brindisi e musica. Invece eravamo a casa, un po' tristi e malconci. In tv Csi Miami. Fuori l'eco dei botti ad annunciare il 2008. Un 31 dicembre davvero originale.
Dovevo essere io a portare allegria. E invece in alcuni momenti mi sono lasciato trascinare. In labirinti bianchi come il cielo. Impaurito. Impreparato. Tra notti di sospiri e mattine di sguardi persi.
Dovevo mandarla via prima. La ragazza che fa le pulizie da me. L'ho fatto il 2 gennaio dopo aver scoperto 200 euro di bolletta telefonica suoi, tutte di telefonate in Costa d'Avorio.
Ho fatto il primo viaggio con il navigatore satellitare. Bello. Appagante.
Oggi torno al lavoro. E una splendida donna lascia casa mia. Lasciando un grande vuoto dentro di me. E in quella casa, la mia, che appare silenziosa. Di quel silenzio che una volta amavo. Mentre proprio lei, la casa, cerca faticosamente di tornare in ordine. Quell'ordine che io non so tenere. Quell'ordine che voglio imparare. Perchè il nostro ormai lo preferisco al mio.