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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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lunedì, 31 marzo 2008
Postato da Mousi

Quello che volevo: andare in giro per il mondo
Quello che voglio: una casa con giardino, cane, altalena, dondolo e Barbara
Quello che vorrò: un paio di bimbetti in giro per casa
(l'ultimo punto è per farti cadere dalla sedia, lo ammetto)

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domenica, 30 marzo 2008
Postato da Mousi

Mamma e coccole

Una tazza di thè prima di andare a dormire, te la preparo?

O magari...non so più il sapore che ha quella carezza della sera...

Essì, i ricordi. Che irrompono a volte senza pubblicità. Leggendo un libro. E poi entrando in casa di mio papà. Così questa mattina.
Nella camera da letto. Sul comò. Ci sono ancora alcune delle tue cose, mamma. E mi viene voglia di toccarle. Quasi che dentro ci fosse ancora un po' del tuo calore. O forse tu. Ogni oggetto un ricordo. I profumi, qualche gioiello. Il pettine. Il tuo beauty beige.
Quanto mi mancano le tue coccole, mamma.
Vuoi una tazza di thè prima di andare a dormire?
La tua voce, in lontananza. In realtà sono solo parole sulle pagine di un libro.

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sabato, 29 marzo 2008
Postato da Mousi

E poi dicono che gli artisti se la passano male :-)

VIP: CITA COMPIE 76 ANNI... E SCRIVE LA SUA BIOGRAFIA
(AGI) - Londra, 29 mar. - Cita, l'inseparabile mascotte di
Tarzan, compie 76 anni. Lo scimpanze', che e' nel 'Guinness dei
Primati' come il piu' vecchio primate vivente in cattivita', se
la spassa in una casa di riposo per animali abbandonati in
California: ama dipingere, suonare il piano, rotolarsi nel
sole; e adesso - non e' uno scherzo- scrivera' anche la sua
biografia
. 'Io, Cita', il racconto dei suoi anni di fulgore,
uscira' in autunno e alcuni estratti saranno anticipati ad
aprile dal mensile 'Esquire'.
    Le memorie, presumibilmente scritte da un 'ghost-writer',
saranno un ricordo della sua carriera, del suo nuovo stile di
vita salutista (da quando ha abbandonato la 'dieta' a base di
birra e sigarette)
e racconteranno anche qualche pettegolezzo
sulla sua vecchia co-star, Johnny Weissmuller.
    Un metro e trenta centimetri per 65 chili di peso, Cita fu
raccolta ancora neonata nell'aprile del 1932 nella giungla
africana. La fama arrivo' pochi mesi dopo quando debutto' nel
cinema, accanto Weissmuller e Maureen O'Sullivan, nel film
"Tarzan e la sua compagna", che diede il 'via' alla fortunata
serie. Da allora e' comparsa in una cinquantina di pellicole,
prima del suo 'addio' al grande schermo come 'Chee-Chee' in
Doctor Doolittle, nel 1967, dopo piu' di trent'anni di onorata
carriera.
    Nel suo 'buen ritiro', gioca, vede la tv, convive con gli
altri animali (scimpanze', orang-utang, cani e gatti).
Entusiasta di sigarette e alcool, da quando una decina d'anni
fa e' approdata al Cheeta Primate Foundation nel deserto di
Palm Spring, e' stata messa a dieta stretta. Si consola con i
suoi dipinti (adora il rosso intenso): 'gli 'ape-stract',
firmati con un'impronta, sono venduti a 75 sterline l'uno.
Con
il ricavato, viene finanziato il mantenimento della casa di
riposo che accoglie animali abbandonati a Palm Spring.
    In cattivita' gli scimpanze' vivono di solito una
cinquantina d'anni, una decina in piu' che allo stato
selvaggio. Ma Cita ha battuto tutti. E' sopravvissuta tra
l'altro a entrambi i suoi compagni di successo: tanto
Weissmuller, morto nel 1984 all'eta' di 79 anni; che Maureen
O'Sullivan, la Jane di Tarzan, deceduta nel 1998 a 87 anni.
(AGI) 

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sabato, 29 marzo 2008
Postato da Mousi

Bellostrano

Bellostrano, scritto così, tutto attaccato. Sentire l'assenza di qualcuno con te. Sentire il letto troppo grande e le lenzuola troppo fredde. Sentire il silenzio di una casa silenziosa per tre anni e spiccioli. Sentire che in quella casa ci sei stato bene da solo ma che ora la vorresti piena. Bellostrano ritrovarsi a fantasticare su una vita di coppia. Bellostrano vedere qualcuno che ha gli occhi innamorati. E pensare che magari un giorno non farai più la spesa da solo. E che magari il titolo di 'sto blog sarà davvero il caso di cambiarlo.
Bellostrano. Ma soprattutto Bello.

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venerdì, 28 marzo 2008
Postato da Mousi

Ci sono situazioni pregresse che s'incancreniscono finendo per farti litigare anche con gli amici. Con quelli storici, intendo.
Che palle.
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venerdì, 28 marzo 2008
Postato da Mousi

Signora Snob

Il mio libro. Sonno e anche un po' di mal di testa. Dieci minuti e il treno parte. Arriva una signora...
Non pensavo che anche a quest'ora il treno fosse così pieno, come mai? Saranno tutti studenti o lavoratori part time.
...ehm no, io per esempio lavoro a tempo pieno...ma inizio molto presto e finisco alle 14.30 a volte...
Ah ma che lavoro fa lei?
Sono giornalista.
Pensi che sto leggendo un libro in cui si parla della professione di giornalista come di una non-professione...
(ok, siamo partiti malissimo. Ho sonno. Devo chiudere il libro perchè sennò sono scortese. Un bel vaffa? No, dai, facciamo i bravi...contiamo fino a 10...)
Credo dipenda da dove si lavora e dal tipo di persona, come in tutte le professioni.

Non vi racconto tutto il dialogo...lungo tutto il viaggio. Fatto sta che lei era un'insegnante di Lettere in pensione (con seconda laurea) di Torino che però adora Milano e non Torino. Che considera sciatti i meridionali. Anzi, quelli da Roma in giù. Così come i bar e le trattorie (tutte sporche). A cui piace il vino e l'enogastronomia in genere.
Quando sono sceso dal treno, ero più cotto di quando ci ero salito.

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giovedì, 27 marzo 2008
Postato da Mousi

Un mese

"Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia"
PABLO NERUDA

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mercoledì, 26 marzo 2008
Postato da Mousi

Fuga da un ex compagno di scuola

Di scuola elementare, per la cronaca. Un tipo strano. Lo vedo arrivare in stazione stamattina. Mi auguro vada a Torino. Invece il treno per Torino parte e lui c'è ancora. Poi non lo vedo più.
Annunciano il mio. Vado sul binario. Mi blocca e mi saluta.
Ciao, come va?
Tutto ok, grazie. E tu?
Sto andando a Milano.
Anche io, ma sono di corsa. Vado molto avanti.
Anche io sono di corsa
(sì, ma credimi io sono molto più di corsa)
Vai in prima classe?
No, in seconda (dai che forse ce la faccio a evitarlo)
Ah, ma dove sarà la prima?
E guarda, di solito è in centro treno. Io scappo davanti.
Ok, se non la trovo vengo anche io davanti.
Mi siedo dopo aver miracolosamente trovato un posto. Chiudo gli occhi e cerco di dormire un po'. Mi sento toccare un braccio: è lui, l'incubo.
Mi avevi detto che la prima classe c'era, invece non c'è.
Ah beh, di solito c'è.
Dai, vieni con me che cerchiamo un posto.
No guarda, è stato già un miracolo trovare questo.
Se ne va. Sono salvo. Ripassa, ma ho gli occhi chiusi. Non lo vedo più.
La fuga è riuscita bene.

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martedì, 25 marzo 2008
Postato da Mousi

Quei regali che non mi farai mai

Erano passati pochi giorni da Natale. Ti ricordi, vero? Ci siamo scambiati i regali. Tu a me un biglietto dentro un libro. E il biglietto diceva che il regalo era un biglietto per Inter-Juve, partita che si è giocata sabato scorso. Mi avevi emozionato. Visto che a te di calcio non fregava nulla, ma avevi chiamato la sede della Juve, ti eri informata. Mi avevi spiegato quello che sapevo già: i biglietti per le partite vengono fatti un paio di settimane prima della partita stessa. Quello per Inter-Juve non poteva materialmente esserci. Ma tu mi dicesti: però tu ce l'hai. Mi manderanno una mail quando sarà il momento. C'era il rischio che la partita fosse vietata ai tifosi della Juve dal prefetto. Così è stato. Parlammo anche di questo. In sede ti dissero che nel caso il buono valeva per la partita dopo.
Ecco, la partita in questione sarebbe quella di domenica prossima, Juve-Parma.
So già che non me la regalerai. Non è con rancore che scrivo. Tanto mi avevi emozionato quel giorno, tanto mi hai confermato che su di te mi ero sbagliato alla grande. Perché tra di noi è finita, ok, ma questo era un regalo di Natale. Una promessa. Chiamala come vuoi. Certo, anche una storia è una promessa. E tu dirai: figurati, se è finita la più grande promessa tra noi - la storia - come non potrebbe andare a quel paese anche questa promessa?
Forse si tratta di correttezza.
Ma ognuno ragiona come vuole.
Io credo che me ne sarei ricordato. Anche a storia finita.

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martedì, 25 marzo 2008
Postato da Mousi

Effetto domino

In Italia non esiste la cultura della puntualità. Nelle persone e, di conseguenza, nei servizi. Che va bene finché si tratta di uscire con qualcuno: un quarto d'ora di ritardo non ha mai ucciso nessuno. Ma nei servizi no.
Il treno, un classico. La sensazione è che ormai siamo talmente abituati ai ritardi che neanche ci facciamo caso. E Trenitalia ne approfitta. Il treno delle 12.01 parte circa alle 12.01, e arriva pressapoco alle 12.50. Tanto, minuto più minuto meno...
Solo che io non posso dire al mio capo al lavoro che arriverò circa alle 14 se il mio turno inizia alle 14. E lui non è che può dirmi tu prenderai di stipendio circa tot euro. E io non posso dire al padrone di casa che lo pagherò pressapoco il giorno tal dei tali. O alla banca che pagherò il mutuo circa quel giorno.
Insomma, tra diritti e doveri, tutti dovremmo fare qualcosa. Altrimenti il tutto è tremendamente ingiusto. E l'effetto domino ci distrugge.

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domenica, 23 marzo 2008
Postato da Mousi

Week end pasquale


Venerdì: arriva Barbara in stazione. Treno in ritardo di dieci minuti. Scendono tutti. Finalmente la vedo arrivare. Mi ero preparato un saluto particolare, ma è saltato perchè insieme a lei c'era una tipa che doveva andare a Gallarate e chissà perché era scesa a Centrale e aspettava il treno per Ginevra. Inutile dirle che da Porta Garibaldi c'è un treno praticamente ogni ora che ferma a Gallarate.

Insomma, niente saluto particolare. Poi metrò, incontro con movida69, happy hour e greco come ha già scritto Barbara. Ritorno a casa con il navigatore che ci ha fatto fare un po' di giri tra le campagna lombarde. Bella nottata. Piena.

Sabato: poltriamo. No, ci alziamo. Spesa. Strano rifare la spesa in due. Anche se lei continuava a ripetermi: pensa a farla per te che tanto io tra pochi giorni riparto. Ok, lo so. Lo so. Ma, ecco, le sensazioni erano di spesa in coppia. Poi eccoci al Twenty dove ormai siamo clienti affezionati. Un sole bellissimo. La sensazione di ...stare bene bene con una persona. A chiacchierare, a ridere, a guardarsi. E il gran finale con lo spumante in terrazzo. Parole che necessariamente escono. Parole sorrisi occhi innamorati (ok, era colpa dello spumante).

Pomeriggio a casa tra partite e provocazioni (riuscite).

E gran finale con la Juve che ridicolizza l'Inter (per il gioco, per le occasioni da gol), senza infierire. E con quei tifosi che cantano: Bastardi, siamo tornati... Emozioni. Diverse da quelle del pomeriggio, ma sempre emozioni. Poi le sigarette mano nella mano. A guardare la luna. E le scaramucce da letto prima di fare l'amore. E addormentarsi felici.

Domenica: pomposamente definito pranzo di famiglia. Ok, il nostro primo insieme. Tanto da mangiare. Tanto da pensare. Tanto da sognare. Fuori, nel parcheggio. Ore che volano. Nanna. Viaggio. E ora sei qui con me mentre faccio la notte al lavoro. Affianco a me che ora smetto di scrivere e mi metto a chiacchierare. Con te. Ma dovevo appiccicare tutto il week end su queste pagine.

A proposito, riapro il blog. Il ritiro spirituale, per ora, è terminato.

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sabato, 22 marzo 2008
Postato da esh

Di nuovo io, di nuovo a casa di Alex. Ieri sera Milano - happy hour e ristorante greco con movida69; grazie della compagnia, ci siamo divertiti tantissimo

Oggi spesa in attesa della partita di stasera (Inter-Juve= help! ); guardare un appassionato di calcio che patisce per delle partite è stranamente affascinante - sarà che io trovo lui affascinante? (e qui la parentesi dolce si chiude che ho un personaggio da mandare avanti )

Era passata meno di una settimana da quando ci eravamo salutati, ma è stato come se fosse passato un mese; è o no un tesoro? ;P A Milano non sapevo nemmeno da che parte girarmi, vedevo i miei ciceroni discutere tra loro di strade e quartieri e mi sono sentita bene, era tutto così naturale a differenza di quello che ho vissuto nell'ultimo periodo (aka qualche mese), dove - soprattutto nei rapporti interpersonali - ogni gesto e ogni discorso era un po'  teso, quasi falsato, decisamente poco spontaneo.

E poi ci sono state altre parole. Che sanno di sole.

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venerdì, 21 marzo 2008
Postato da Mousi

Un anno fa scrivevo questo....


Stamattina ho cancellato il commento di un anonimo. Diceva più o meno se mi ero guardato allo specchio per dire che ero sexy. In realtà, scrivendoci un post, gli do ancora più importanza che se avessi lasciato un commento, quindi l'anonimo sarà contento (usa Tin per collegarsi). Ma scrivo un post perchè voglio prendere spunto proprio da quel suo commento per dire che francamente mi ha fatto sorridere leggere, dopo tanto tempo, di nuovo qualcuno che mi dice qualcosa di negativo sul blog. Mi ha fatto sorridere e questo è la migliore prova a cui potessi sottopormi per capire che sono cambiato, che le cose mi scivolano via. Detto questo, non devo certo piacere a tutti. E poi, forse, l'anonimo deve imparare un po' l'italiano perchè nel post non c'è scritto che tutti mi trovano sexy, ma che a me piace il mio corpo e che lo trovo sexy. E' come se l'anonimo scrivesse che non ha un'identità e per questo motivo non si firma o non ha un blog ma viene qui a leggermi. Con attenzione perchè altrimenti non saprebbe com'è il mio fisico. Viene a leggermi e, dietro l'anonimato, a fare apprezzamenti. Contento lui. Se l'anonimo scrivesse che non ha un'identità, sarebbe sbagliato se io gli scrivessi: No, guarda io so benissimo chi sei. Lui mi potrebbe rispondere: Non ho mica detto che nessuno sa chi sono, ho solo scritto che io mi sento talmente inutile da non avere neanche il coraggio di firmarmi e di mettere il nome del mio blog per lasciare che anche gli altri possano parlare male di me sul mio blog.


Un anno dopo...alla fine la mia battaglia personale contro gli anonimi non è finita. Alla fine, il mio corpo continua a piacermi. E ora ho anche chi me lo dice al di fuori di me. Ci resto però ancora male se qualcuno mi dice qualcosa di negativo su cose su cui sono vulnerabile.

L'anno scorso stavo meglio, moralmente. Ero più forte. Sì. Ed ero anche sotto psicofarmaco. E stavo benissimo con la colite. Grazie proprio al farmaco.

La scelta che dovrò fare a breve è se riprendere o meno.

Per ora, mi godo l'attesa di Barbara e i giorni che passerò con lei.
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venerdì, 21 marzo 2008
Postato da Mousi

Tra Pechino e l'Hollywood


La Casa Bianca annuncia: "Bush andrà alle Olimpiadi di Pechino perché è un evento sportivo, non politico".

Sono d'accordo. Ma...nel 1980 le Olimpiadi di Mosca vennero boicottate da Stati Uniti e buona parte del mondo occidentale. Quelle non erano un evento sportivo?


A Milano hanno chiuso la discoteca Hollywood perché mancavano sistemi di sicurezza adeguati. Per intenderci, è il posto dove giocatori e veline si fanno vedere e fotografare più o meno ogni domenica sera.

E ora come faranno Vieri, Inzaghi e compagnia bella? Dove andranno, poveri cuccioli?



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giovedì, 20 marzo 2008
Postato da Mousi

Scrivo in comic per non essere troppo serio. Che sennò ti monti :-)

Scrivo perchè volevo dirti un paio di cosette, qui, per ricordarmele ogni qualvolta aprirò o consulterò questo mio spazio.

Beh, grazie perché mi fai ridere, mi alleggerisci la vita, mi fai sentire desiderato, mi guardi con occhi innamorati, mi fai fare cose pazze, mi rendi allegro, mi aiuti a superare i momenti-no. Grazie perché ci sei e perchè mi fai avere voglia di pensare a costruire una storia importante. Con te. Magari poi non ne sarò capace, non lo so. Ma ...ieri è andata così:

Sai Barbara, io sto mettendo buona parte delle mie risorse per cercare di costruire qualcosa di importante con te.

Non le devi mettere solo tu, perchè le metto anche io. Perchè anche io voglio costruire con te..


Ecco, solo un pezzo di dialogo. Giusto perché è bello che tu me l'abbia detto.

Ok, se poi preferisci, insomma tutte queste parole posso averle dette perchè ho bevuto.

Accidenti, ti va male, l'unica cosa che ho bevuto è il mio amato succo di uva. ;-)

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mercoledì, 19 marzo 2008
Postato da Mousi

Blog


Questo blog lentamente sta morendo. E' una sensazione. I pochi commenti. I miei post che sono più radi. Io che giro poco sui blog altrui.

Beh, un po' è che ho poco tempo. Un po' è che quello che ho lo sto usando in altro modo. Però, è strano. Ho sempre pensato che io e il blog in qualche modo fossimo collegati. E invece mi rendo conto che questo diario è stato più usato e frequentato quando io stavo peggio.

Ormai sono quattro anni che bloggo qui. La svolta di renderlo privato di sicuro non ha portato benefici. Ma c'era da aspettarselo.

Poi c'è chi non mi legge più per scelta, tra quelli che ho invitato. Qualcuno me l'ha anche scritto: mi fa male leggerti ora. E a me dispiace. Ma comprendo. E non obbligo nessuno a leggermi. O a commentarmi. Poi c'è chi invece mi ha scritto per chiedermi di invitarlo perchè gli piace ciò che scrivo. Però, ecco, anche loro mi leggono, passano ma non commentano quasi mai. Ripeto: io con loro forse mi comporto nello stesso modo.

C'è chi mi ha consigliato di aprire un altro blog, renderlo pubblico, dirlo qui dentro a chi vuole seguirmi, perdendo così - almeno per un po' - le persone che mi hanno costretto a privatizzarlo. Forse lo farò, non so. Vorrei che Barbara mi facesse il template, visto che è brava. Ma poi sarei capace ancora di scriverci su cose interessanti? Sarei capace di andare in giro a lasciare commenti?

E se la stagione da blogger stesse arrivando alla conclusione, un po' come quella da chatter? E' che poi a me piace scrivere,comunque. Dunque, forse, devo farlo e basta. Quando ne ho voglia. Senza preoccuparmi se qualcuno mi legge ancora.

E' che far morire definitivamente questo spazio mi spiace. Molto. Un po' come se uno scrittore bruciasse un libro...

Rifletto. Penso. Ormai è un po' che mi manca lo stimolo (e il tempo) di farmi i giri blog. Salvo da quelle 3-4 persone che conosco meglio. Perdonatemi.

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martedì, 18 marzo 2008
Postato da Mousi

A chi era un bimbo


Non cercare mai anime disperate

laddove ci sono colori e rumori

Loro non parlano non sanno disegnare

Quell'innocenza non c'è più

dopo che mani le hanno circondate

dopo che bocche le hanno esplorate

Non cercare mai anime disperate

in un sussulto di gioia

loro l'hanno scordata in un cassetto

quello dove c'era il pelouche

Non cercarle queste anime

ma non abbandonarle ai loro incubi

peggiori della realtà

perchè al risveglio quei mostri

saranno ancora lì

con le braccia aperte

a ridere a mordere a sporcare

(Alex)

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martedì, 18 marzo 2008
Postato da Mousi

Verbi


Siccome sto leggendo un libro che è ambientato nel 1300, siccome anche Boccaccio usava spesso questo verbo, sono andato a cercarmi l'origine, anche se era intuibile.



CHIAVARE

chiavare (1), chiudere con la chiave; sentii chiavar l'uscio di sotto [Dante],

chiavare (2), inchiodare (variante: chiovare)


Forse deriva da entrambi. Chissà...

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lunedì, 17 marzo 2008
Postato da esh

Una settimana

Nell'appartamento risalta il letto soppalcato e la cucina rossa; al mio arrivo tutto è mediamente in ordine, quando vado via una settimana dopo sembra sia passato un uragano.

Potrei parlare dei posti visitati, dei discorsi fatti, del jap ad Alessandria con la Vi e di tante altre cose dolci&carine, oppure potrei essere me stessa e scrivere:
  • di lui che salta in piedi ed urla "sììì!" quando la Juve fa goal, ricordando (non troppo) vagamente un ragazzino;
  • delle cameriere del Twenty che ormai ci salutavano come fossimo vecchi amici;
  • del gridargli dietro "ricordati di prendere i preservativi ultrasottili che li abbiamo finiti!" mentre io posso ridermela in macchina e lui è fuori, osservato (malamente) da due vecchietti a spasso col cane;
  • del mandargi un mms con la foto di una statua e un messaggio - "sono sotto a sto tizio" - quando finisco per perdermi in mezzo a Vercelli;
  • dell'uso e abuso di alcol in tutte le sue forme (da usare per ritrattare frasi compromettenti... o forse no? )
  • del FIGHISSIMO negozio di fumetti con i gadget di Mokona! (ehm);
  • degli alberi in fiore davanti al Municipio;
  • del distributore di dvd porno davanti ai giardini (dove abbiamo giocato sull'altalena) perché... come si può fare senza?!
  • dell'aprirgli il frigo e fare un sacco con gli alimenti scaduti;
  • dell'insultare i pazzi in bicicletta che cercano di investirmi e rischiare un paio di saette divine dopo che esco da una chiesa... imprecando;
  • del fare la conta dei giorni che mancano per rivedersi.

E concludere con una foto che la dice lunga sul mio concetto di "scorcio artistico" :D

Vercelli by Esh
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lunedì, 17 marzo 2008
Postato da Mousi

Le comiche


C'è che inizi il corso di formazione al lavoro. In pratica, ci insegnano l'uso della telecamera. Tre ore tre per 3 giorni. Il pomeriggio lo dovresti passare nella redazione tv per mettere in pratica alcune delle cose che si fanno in video.

C'è che i computer alla redazione tv sono tanti quanti quelli che sono in turno.

C'è che dopo un'ora in cui stavo in piedi, dico alla caporedattrice: senti, considerato che qui non c'è posto, torno al decimo piano.

C'è che ora sono al decimo piano, mi faccio il mio lavoro consueto fino alle 17.30

Ma domani, giovedì, venerdì?

Saranno ancora le stesse comiche?

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domenica, 16 marzo 2008
Postato da Mousi

Discorsi & Distacchi


Discorsi seri. Discorsi meno seri. Risate. Sarcasmo. Occhi. Passeggiate. Alberi in fiore. Mano nella mano. Proposte oscene.

Distacchi. Tra poco.

Ma per poco.

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venerdì, 14 marzo 2008
Postato da Mousi

Gioco


Allora, vediamo, occhicheridono mi ha nominato per rivelare sette mie segreti. Complicato, difficile, quasi impossibile.

Ci provo.



1) Sono venuto al mondo perché la mamnma sognò un bimbo che la salutava. Era incinta e dopo due interventi le avevano sconsigliato di avere il terzo. Ma dopo il sogno lei decise che dovevo nascere. Grazie mamma;

2) Non mi piacciono i cavolfiori e il fegato alla veneziana mi fa venire da vomitare;

3) In una casa di mia proprietà vorrei una stanza azzurra con un acquario e musica new age. E un divano comodo;

4) Mi piacciono serie tv del passato che ridanno su Sky (come Friends, Dharma&Greg);

5) Se gioca la Juve, prima della partita non riesco a mangiare. Ma se poi non vince, spesso non ci riesco neanche dopo;

6) Mi piace fare shopping;

7) Adoro il succo di frutta all'uva (è una specie di droga).


Non nomino nessuno. Ma se volete giocare, fate pure :-)

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giovedì, 13 marzo 2008
Postato da Mousi

Giornate che sanno di alcol e risate. Di cazzate e di prove da affrontare. Di confidenze e sguardi senza parlare. Di mani nelle mani e sorprese. Di liquore da 43 gradi e coma etilico. Di passato e presente (e a volte di futuro, così per dire...). Di monumenti e parti di noi da esplorare. Di consapevolezze nuove e vecchie paure. Di stima di se stessi e sogni. Di concretezza e giochi.

Giornate di noi.

Su un'altalena che ci fa ridere come bambini. E un attimo dopo ci fa pensare. Ma non troppo. Di antipasti che non finiscono mai e tartufata. Di terapie e malinconie. Di cure e spiegazioni. Per capire un po' meglio. Per essere un po' di più.

...c'è il sole. Fa caldo. Maniche corte da tirar fuori.

Forse è primavera.
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mercoledì, 12 marzo 2008
Postato da Mousi

Il porto, un giappo, la candela e il cameriere tempista


Giriamo sotto la pioggia. Tira vento. Vicoli. Che a me sembrano tutti uguali. Ma lei sembra sicura. Mi guida in quell'intrico di strade con fare deciso. Salvo dirmi a un certo punto: Ah, stiamo andando dalla parte sbagliata. Torniamo indietro. Sono passate le 10 di sera. Io non ho pranzato (causa stress da lavoro). A un certo punto temo che dovrò mangiarmi un kebab...l'indonesiano non c'è. No ma guarda che ne sto cercando uno qualsiasi mi dice. Ok. Va bene. Proseguiamo. Una locanda aperta! Sì ma oggi è stata una serata particolare annuncia un cameriere...(chiedo a Barbara: che vuol dire particolare? Mi risponde: che probabilmente non si è vista anima viva).

E' ufficiale. Ho fame.

Camminiamo ancora un po'. Poi ecco il porto. L'Acquario di Genova. Lei mi dice: andiamo sul Fronte del Porto. Niente a che vedere con Vasco. Si prende l'ascensore. Si sale. Si arriva in un locale dove c'è il bar brasserie un ristorante il sushi. Inutile dire che ripieghiamo sul giappo.

----------------- ATTENZIONE ATTENZIONE --------------------- ROMANTIC MOOD --------------

Cameriere ossequioso. Menu. Vista sul mare. Vele che mosse dal vento roteano. Candela accesa. Vino bianco Gewurtztraminer.

Musica di sottofondo. Mariah Carey e romanticismo a gogo.

Insomma, sembra uscito tutto dal Manuale del perfetto appuntamento per dire qualcosa di importante.

Ci guardiamo negli occhi. Siamo vicini vicini.

Io...

Scusate. vino francese o italiano? Annuncia il cameriere, quanto mai opportuno.

E la mia frase si spezza a metà.

E poi vino. Sushi. Baci. Coccole.

E quelle parole che alla fine pronuncio. Pronunciamo.

Ma tanto è colpa del vino.

Ancora alcol. Strada verso l'hotel. Risate. Baci. Diluvia. Scene hard.

E ora tocca a te, Barbara.

E' stata una giornata particolare. Venirti a prendere in stazione, guardarti mentre facevi conoscenza con il mio cane (e vabbé, mio padre, dettagli!), farti perdere per i vicoli di sera, entrare nel panico per essere in un ambiente troppo romantico per farmi sentire a mio agio e cogliere quello sguardo, sapere benissimo cosa significa e pensare "ma non si può, cazzo, sono passate solo due settimane". Tentennare, dire, non dire, incolpare l'alcol, ridere imbarazzata perché io non sono un tipo così - e invece confermare il giorno dopo. Tutto. Dopo averti visto impazzire per una notte intera di ti voglio. Detti e ricevuti. Ed essere felice di passare altri giorni con te, da te, con un po' di paura perché è tutto troppo. Strano. Nuovo. Diverso.

Ma non volerci rinunciare. Per nessun motivo al mondo.


Alex&Barbara

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lunedì, 10 marzo 2008
Postato da Mousi

Due settimane


Iniziano due settimane di lavoro difficili. Dopo 4 anni a fare più o meno sempre le stesse cose, adesso mi tocca imparare delle cose nuove.

Il che non è male. Se non fosse che io quando sono di fronte alle novità le vivo sempre con apprensione.

Comunque, son qui. Ho iniziato. E aspetto stasera quando avrò il premio che sogno.

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domenica, 09 marzo 2008
Postato da Mousi




Vorrei che la mia vita, d'ora in poi, fosse come questa immagine. Una strada che non sai dove porta esattamente, ma che è attorniata da bellissimi prati. E che se alzi gli occhi c'è un cielo azzurro mare. Profondo. E un albero maestoso a ricordarmi che si può crescere, magari soffrendo e perdendo foglie, ma che poi si diventa forti e in grado di affrontare anche i cicloni. Una vita piena zeppa di colori. Dove dimenticare il grigio che mi è stato accanto. Le persone che mi hanno fatto male. Le sofferenze che ho sentito trafiggermi il cuore. Quella strada nell'immagine è un po' in salita, ma non importa. Non sentirei la stanchezza se guardandomi intorno vedessi ciò che vedo ora.

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sabato, 08 marzo 2008
Postato da Mousi

Idioti con la patente


Vengo a Milano al lavoro in macchina. A un certo punto, sto passando per una strada con diritto di precedenza e vedo una Hyundai che sbuca da una strada secondaria. Indecisa. A un certo punto, mentre io sto passando a velocità normale, l'idiota alla guida fa per immettersi sulla strada. Cieco? Imbranato? Coglione? Freno, scarto. Lo evito. I suoi fari a mezzo millimetro dalla portiera del passeggero. Gli dico: guarda, guarda a quanto sei dalla portiera. E questo qua mi fa pure segno: vai, vai, non è successo nulla.

Grazie al cavolo. Non è successo niente perché ho scartato e frenato. Sennò mi rifacevi la fiancata e me la dovevi pagare.

A completamento di tutto ciò, ieri tornando a casa in treno trovo una graziosa multa sulla mia auto perché non era parcheggiata dentro gli appositi spazi. Notare che non dava fastidio a nessuno e che l'avevo messa lì anche altre volte. Vabbè...

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venerdì, 07 marzo 2008
Postato da Mousi

Ti svegli con la sensazione di aver litigato tutta notte.

Il viso è fin troppo noto.

E' la tua ex compagna delle superiori, quella delle minacce di morte al telefono l'anno scorso. Quella che dovrai probabilmente rivedere, dopo circa 15 anni, al processo che ci sarà molto probabilmente a fine anno. Sì perché ci sarà un processo. E il maresciallo dei carabinieri ti ha detto pure che dovrai avere l'avvocato.

Io? L'avvocato? Un attimo.

Drin drin...scusa cugino (avvocato), ma mi hanno detto questo e quest'altro...però io mica ce l'ho un avvocato...

Beh tu sei la parte lesa, non serve che ce l'abbia. A meno che non ti controquereli.

Ok, meglio così.

Però, la sensazione di dover entrare in un tribunale con quella là davanti mica mi piace molto.

Speriamo almeno che poi mi spetti un risarcimento danni.

...ah poi è suonata la sveglia. Ero nel mio letto. Fuori il cielo era bianco. Ma ero riposato. Nonostante il litigio onirico.

(il sogno è solo la tipa. Tutto il resto è realtà)
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giovedì, 06 marzo 2008
Postato da Mousi

Grazie!


Volevo molto semplicemente dirti Grazie. Grazie Barbara. Perché magari sì, un giorno riuscirai a toccare i tasti giusti e a farmi fare delle cose che al momento non riesco a fare. Chissà.

Grazie perché se è vero che ci compensiamo per tante cose, beh allora forse dobbiamo fare il possibile per prendere un po' di quello che ci manca uno dall'altra. Giusto un goccio. Quel che ci piace o che ci va di prendere.

Grazie perché quando sto così male divento intrattabile. Mi sento colpevole. E ho paura di perdere le persone a cui voglio bene. Ma tu stasera sei rimasta.

Ecco, molto semplicemente GRAZIE allora.

(e ora non arrossire eh? Se invece ti viene qualche battuta sarcastica, fai pure :-) )

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giovedì, 06 marzo 2008
Postato da Mousi

Oggi ho mal di testa, mal di stomaco e mal di pancia.

Sarà che si avvicinano due settimane particolarmente stressanti e io sento lo stress prima. Talvolta anche dopo. Quasi mai durante.

Ho preso mezza pastiglia per il mal di testa. Poi 10 gocce di una cosa per la pancia. Mhm, direi che ora basta doparmi per oggi.

Non vedo l'ora di arrivare a casa (anche se dovrò lavorare anche da lì).

Dicono che il mal di testa spesso derivi da tensione accumulata. Nel qual caso, avrei bisogno di lungo massaggio al collo e alle tempie. Da addormentarmi...ma mi sa che dovrò farne a meno.

In attesa di tempi migliori, aspetto con impazienza la campanella (metaforica) per andarmene a prendere il treno...
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