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E' bello addormentarsi: un attimo prima si pensa. Un attimo dopo si sogna.

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lunedì, 28 luglio 2008
Postato da Mousi

FIORI E AMORI

 

Fiori
Tu, il mio soldatino da battaglia
che se però ti si conosce meglio
si scopre che sei anche
una bambolina di porcellana
(Alex)
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domenica, 27 luglio 2008
Postato da Mousi

CINQUE MESI!!!!

Sabbie Mobili
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia' si e' ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.
Jacques Prevert

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venerdì, 25 luglio 2008
Postato da Mousi

Possesso
(Poesia+Sesso)

La seduzione è
la riga bianca del costume
l'agonia della schiena
che muore in dolci montagne
in un girotondo di
cosce come
forzieri
Da scassinare
Da aprire
Da possedere

E le tue mani
uomo
E la tua lingua
adesso
E la tua virilità
Maschio
Prendimi ora
Chiamami troia
Esaudisci il mio vuoto
Non farmi attendere
languidamente distesa
inquieta femmina
Scopami
Fammi Tua
Uomo
Approfitta di me
Seduci ogni riga di me

Femmina che mi chiami
con il mio nome
Donna che chiudi gli occhi
in spasmi sempre più affannati
Eccomi
Sei mia
Le mani sui tuoi fianchi
Spingendo senza fine
Meraviglie i tuoi capezzoli
il tuo corpo si dimena
diventi puttana
e io il tuo unico maschio
Sottile piacere
poi inondato
fiume in piena
Occhi come dighe
ora aperti
e sensuali

Presa
Femmina
mi sento ora
Donna
respiro
sono ancora io
pulsazioni in me
e tu accanto
sfinito
Ma ora vai via
Vattene Maschio
dominatore
Lasciami sola
Vattene
Lasciami ricordare
Vattene
Ora. Subito
(Alex)

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giovedì, 24 luglio 2008
Postato da Mousi

Paura

Quella di perdere anche mio papà. Non sta bene. Stamattina è finito al pronto soccorso, dopo essere caduto in casa. Pressione alta e altri problemi difficili da gestire.
Non vedo l'ora di vederti sistemato, così poi potrò andarmene in pace.
Beh., allora dovrai aspettare anni.

Discorsi così. Viso scavato. E quella sigaretta che non riesce a spegnere. Accidenti, la vita è un continuo lottare. E spesso le valanghe ti sfiorano o ti seppelliscono.

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martedì, 22 luglio 2008
Postato da Mousi

Oggi sono passato in treno davanti a quella che è stata la mia casa, da sposato, a Milano. La casa gialla. I ricordi sono come le ciliegie: uno tira l'altro. Ricordo la prima volta che l'abbiamo vista, quando già avevamo deciso di sposarci. Ricordo quella mattina come fosse ieri. Ci guardammo e ci dicemmo: è lei. Ancora da piastrellare, vuota. Ma lei. Non lontano la ferrovia, davanti gli alberi. Vicino un bel parcheggio.
Poi iniziarono le visite a caccia dei mobili. La cucina da scegliere. Un progetto che si stava dipanando, mentre si avvicinava quel sì, detto forse con poca pochissima esperienza alle spalle.
Abbiam fatto l'amore sul pavimento, con poco o niente in casa. Abbiamo cenato a lume di candela, quando ancora non avevano attaccato l'elettricità. Abbiamo portato dentro i nostri cani, abbiamo trovato la camera per loro.
Abbiamo vissuto. Non tanti mesi. E da quella finestra c'era il deposito Garibaldi. Si vedeva. Benissimo. E quell'estate micidiale, soffocante, un treno in lontananza era l'unico refolo di vento.
Quella casa. Il giorno in cui l'ho lasciata. Le lacrime, i cani su quel divano. Le mie poche cose da portare via.

E' proprio vero: i ricordi sanno essere cocci su cui tagliarsi e farsi male
Sanno essere cera su cui scivolare quasi senza accorgersene
Sanno essere bignè se chiudi gli occhi e pensi a quel po' di dolcezza
Sanno essere emozioni se da lontano riguardi quella casa. Quel noi che stava nascendo. Ma che poi non è sbocciato.
I ricordi sanno essere rose. Belli da lontano, ma se li tocchi sono spine.
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martedì, 22 luglio 2008
Postato da Mousi

DOMANDA (senza risposta)

Io non abbandono. Torno. Sempre. Perché mi affezioni. E perché non sarebbe giusto.
E tu, invece, che c'hai (molto) altro da fare (e non solo lavoro), tu da me non ci torni più: era vero affetto? Che cos'era, esattamente?

Tu che stai leggendo, sì è dedicato a te questo post. Dirai: addirittura un post. Essì, addirittura un post.
Tu che pensi di non riconoscerti, o fai finta, parlo di te. Che un giorno mi hai scritto: mi hai deluso perché le tue sono solo parole.
I miei sono anche fatti. Io da te torno. Tu da me manchi (e mi manchi).
Sì ma mi mancherai per poco. Sta tranquilla. Che poi uno ci mette una bella pietra sopra, che tanto tu c'hai il cuscino umano...giusto? 

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domenica, 20 luglio 2008
Postato da Mousi

DONNA DI SCHIENA

Che sia chiaro, però: io per prima cosa guardo gli occhi :-p
ma se lei si presenta di schiena...mi sacrifico

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sabato, 19 luglio 2008
Postato da Mousi

Le mie Top Five

Città da visitare:           
1) Barcellona
2) Parigi
3) Las Vegas
4) New York
5) Lisbona

Piatti preferiti (escludendo i dolci, che mi piacciono quasi tutti):
1) Ravioli al sugo
2) Pollo con patatine
3) La peperonata che mi faceva la mamma
4) Penne alla lupara
5) Pizza funghi e tonno

Parti del corpo femminile:
1) Occhi
2) Sedere
3) Seno
4) Capelli
5) Mani

Cose che odio:
1) L'invadenza
2) Le bugie
3) Chi urla
4) Le telefonate troppo lunghe
5) Non essere considerato

I miei interessi:
1) Calcio
2) Amicizie
3) Tv e pc
4) Scrittura
5) Altri sport

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giovedì, 17 luglio 2008
Postato da Mousi

Le donne, strane creature

C'è quella che è una tua grande amica. O forse pensi lo sia. Perché quando le cose non vanno, non vuole spiegarsi. Ti insegue se le fa comodo. Egocentrica ed egoista, non sa vedere al di là del suo naso.

C'è quella che ti ha accompagnato negli anni, da vicino e da lontano. Ma che poi per una cosa che non riguarda lei sparisce. E non si fa trovare più.

C'è quella che s'innamora di te. Anche se è impegnata. Ma che quando ha l'occasione, si sente in colpa. E quando sei impegnato tu, si ripresenta. Ti cerca, ti parla, ti squilla. Ti vuole. O forse vuole quello che aveva idealizzato di te.

C'è quella che conosci. Parli tanto. Le chiedi anche aiuto per il lavoro. Ma dopo che ti conosce, sparisce. Troppo impegnata. Ma non lo era anche prima?

C'è quella che ti tiene compagnia in tante notti svegli. Che se la prende per una non risposta e da allora ti evita. Fino a diventare un'estranea.

C'è lei che riesce a essere amica e a volere un sacco di bene anche al suo ex...

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mercoledì, 16 luglio 2008
Postato da Mousi

Dedicata a chi non c'è più

 

'A Livella (Antonio De Curtis, in arte Totò)

Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"
'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia;era 'o Marchese:
c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"
"Signor Marchese,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"
"Famme vedé..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...
Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".
"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".
"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

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lunedì, 14 luglio 2008
Postato da Mousi

Lampi di un amore lontano
nel soffocante silenzio di un ricordo
prima che la notte profonda
inghiotta anche i rimpianti
Sghignazzanti luci intermittenti
scherniscono loquaci lamenti
lacrime di argilla
bruciate dal vento
(Alex)

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giovedì, 10 luglio 2008
Postato da Mousi

L'indipendenza

Quando mi sono separato davanti a me si sono aperte due strade: vivere ancora a Milano in condivisione oppure cercare casa e stare da solo in un posto con affitti più abbordabili.
Ho scelto la seconda. Volevo stare da solo.
Ora, la strada mi sta portando verso una decisione drastica: non ce la faccio più a vivere da solo, per ragioni economiche. Diciamo che sto annaspando, per usare un eufemismo.
Il problema è che questa casa per me rappresenta tanto: rappresenta la mia indipendenza. Il rifugio. Abitudini. Decisioni. Orari. Qualcosa che, anche se ora piuttosto male, sono riuscito a costruire quando la mia vita è andata in frantumi.
Lasciarla per me significa, significherebbe un altro grande fallimento. Sembra che io sia bravo in questo campo. Lasciarla per andare a vivere con qualcuno, anche se non definitivamente. Una sconfitta. Sì, perchè da solo pensavo di farcela. Perchè qui dentro mi sento sicuro. Fuori può esserci la tempesta, ma quando sono qui mi sento sereno e protetto.
Devo lasciare tutto questo?

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mercoledì, 09 luglio 2008
Postato da Mousi

Bello passare una serata con un'amica. E poco alla volta sentirsi sempre più a proprio agio. E non accorgersi delle ore che passano tra chiacchiere, battute, risate.

Chi l'ha detto che bisogna avere per forza 150mila amici? A volte ne bastano pochi ma sinceri...

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lunedì, 07 luglio 2008
Postato da Mousi

DUE GRANDI!

Ho avuto la fortuna di assistere a una delle finali più belle di tennis al torneo di Wimbledon. Dicono paragonabile al primo Borg-McEnroe, con vittoria dello svedese. Una finale chiusa al quinto set, con la prima vittoria dello spagnolo Nadal sull'erba inglese. Una finale interrotta due volte per la pioggia, finita poco prima che l'oscurità inghiottisse volèe e rovesci liftati. Una finale che ha detronizzato lo svizzero Roger Federer (per cui facevo il tifo). Un Federer sotto due set a zero, capace di rimontare, salvo poi cedere forse anche per la stanchezza. Una finale davvero emozionante, piena di colpi di scena, di scambi meravigliosi.
Peccato che l'Italia ormai da più di 30 anni non si giochi più tornei del Grande Slam. Gli unici sussulti ormai sono in Coppa Davis.
Comunque, ha vinto Nadal, arriba Nadal. E' proprio l'anno della Spagna il 2008.

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venerdì, 04 luglio 2008
Postato da Mousi

Genova e tu

La salita della Tosse
via San Vincenzo
il vento da un vicolo
negozi che luccicano
locali che attendono
Le montagne verdi intorno
un nuvolone
fa a pugni con l'afa
una piazza enorme
palazzi su palazzi
Donne uomini
a perdita d'occhio
parlano ridono
la focaccia
quell'accento
Il Ponte Monumentale
che si colora di storie
che mi racconti tu
tra un portico e un altro vicolo
Case colorate
incastonate in un andirivieni
di voci grida clacson
...prima di riposare sul tuo seno
tra mare e colline
stretto in un abbraccio d'amore
(Alex)

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