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Rien ne va plus
Collega raggiunge i 36 mesi di determinato il 6 settembre: con una settimana di preavviso gli viene comunicato il licenziamento. Anzi, se ne accorge lui: gli hanno messo nella busta paga, con lo scotch, tre buoni pasto. Perchè tre? Perché a settembre lavori tre giorni, poi ti scade il contratto.
Collega della produzione: raggiunge i 36 mesi a metà mese. Oggi le comunicano l'interruzione del lavoro. Piange.
I prossimi?
Io e una mia collega. A ottobre.
Rien ne va plus, davvero.
Ho tante idee accatastate in testa. Ma nessuno che le voglia ascoltare. Voglia di fare qualcosa di importante, lavorativamente parlando, ma nessuno che abbia voglia di darmi credito. Di aiutarmi a sviluppare i miei progetti.
Ho tanti dubbi sulla mia vita. E quasi nessuno che mi aiuti a dissiparli. Anche perché ci vorrebbero più o meno altri 34 anni per analizzare i miei 34 anni.
Ho tanta voglia di diventare qualcuno. Ma forse non tutto il coraggio che servirebbe per provarci.
Dovrei mollare tutto ciò che è certezza. Svoltare l'angolo e ricominciare da capo. Magari non proprio l'angolo, ma un po' più in là. Lasciare il guscio che mi sono costruito. Intanto le idee continuano ad ammucchiarsi in testa...
Ieri il tramonto sembrava alba. Era intinto nell'alba. Parlava come un'alba. Diceva scintillanti coltellate nel cuore - nuvole - a squarciare in mille frammenti il cielo. Rosseggiante di morte, arrossato di vita. Sangue. Trafitto, il cielo tremava. Ma respirava. Lunghi respiri di una notte imminente. Che questo sia il grande mistero? Che io ne sia stato inconsapevole e immeritato spettatore? Che la vita intinga i suoi colori nella paura, nella non-vita, nell'angoscia per il buio che arriva? Che il sospiro di un uomo sia il gemito - l'ultimo - dell'altro? Il sapore del tramonto era buono di calde ciambelle fumanti. Ma anche aspro di arance insipide. Il cielo ondeggiava. L'ascia della notte incombeva. Immutato il mondo correva. Ma dove? I miei occhi terrorizzati e stanchi si chiudevano ma vedevano ancora. Poi una saetta di tenebre ha spento il cielo. Definitivamente. Il coltello ha smesso di infierire. Ma già una falce di luna accorreva dal suo amato. A piangere umide e calde lacrime di stelle. Un'altra notte di lamenti in cerca di quel lupo chiamato Desiderio.

Tu sei fragile e rispecchi quelle che sono state le mie fragilità.
Anche per questo motivo si smette di conoscere una persona.
E la persona in questione - che poi sarei io - ci scrive sopra un breve post. Perché anche questa vicenda appartenga a questo blog. Perché la mia presunta fragilità è stata scovata in poche ore di cena greca, in cui per lo più abbiamo scherzato. Dopo chattate divertenti e anche profonde in cui la mia fragilità sarebbe dovuta venire fuori molto più prepotentemente che in una serata a cena. In cui tra l'altro eravamo in tre.
Ma tant'è. Il mondo è strano. Chi lo popola ancora di più. E io allora mi sento un po' meno strano. Forse queste vicende servono anche a questo: a rivalutare il proprio ego.
Inquietante. Ma anche no
Sabato, con la coccinella, ho acquistato una maglietta nera. Sopra ci sono pagine di giornali con articoli (non in italiano), non so se inventati.
Oggi, in giro, la gente mi fissava. E cercava di leggere. Un po' inquietante.
Sì perchè mi guardava dal torace alla pancia...forse ho capito come vi sentite donne quando vi fissiamo le tette :-p
Oggi penso che essere troppo sensibile non sia un bene.
In realtà lo penso spesso.
Fin da quando avevo 15 anni. E chissà che tutto non sia cominciato allora.
Quando sul mio quadernone scrivevo poesie per una ragazza lontana. Scrivevo poesie, esprimevo dolore. Iniziavo a chiudermi nelle mie pagine. Dove in realtà potevo spaziare, amare. E accumulare sofferenza che avrei soffocato in lacrime silenziose.
Ero sensibile allora. Lo sono adesso. In modo diverso. Ma i risultati sono che so leggere le sfumature di una persona, i piccoli cambiamenti d'umore. E troppo spesso mi faccio imprigionare dallo stato d'animo dell'altro.
Vedo troppo nel cuore altrui. Al punto da accecarmi e non vedere di cosa ho davvero bisogno. Il mio cuore diventa un fiume in piena. E cosa faccio? Scrivo. Ma non è scrivendo che posso vivere. Dovevo pensarci a 15 anni. Rompere quella barriera di vetro che si frapponeva tra me e la realtà. Ora credo si tardi.
Ora quel muro non lo so scalare.
Tanti Auguri, Mamma
Vento porta il tuo ricordo
come fossero nuvole
di panna e zucchero
Dolci distanti scappano
Le inseguo con gli occhi
e poi scompaiono
Come certi ricordi
veloci inattesi
in occhi un po' lucidi
Poi spariscono
Ma non oggi
Dentro
In superficie
Sempre
(Alex)
Il vostro pensiero
Un uomo impegnato vi guarda, scherza con voi, insomma ci prova. A voi quell'uomo piace. E vi rendete conto di piacere a lui. Che fate o pensate?
A) Come sono brava, l'ho conquistato. Sono meglio della sua ragazza. Speriamo proprio che voglia stare con me.
B) Se si sta comportando così ora, potrebbe fare la stessa cosa con me se ci mettessimo insieme, cioè flirtare con un'altra; quindi, è solo un poveraccio
C) Pensate altro...
Ci tengo, ditemi che ne pensate...
TENERISSIMA
Ore d'ansia a Sydney per la baby-balena che ha scambiato uno yacht per la madre e ha cercato di ciucciare dalla carena dell'imbarcazione. Gli ambientalisti australiani hanno tentato di attirarla in mare aperto, sperando che si unisse ai branchi che passano al largo della baia di Pittwater, durante le migrazioni estive. La piccola si è però ostinata a tornare indietro, rendendo vani i tentativi di "affidarla" a una nuova madre. Il rischio e' che la megattera, esausta per la mancanza di cibo, finisca preda degli squali, o si spiaggi in qualche punto della costa.
Quell'illusione...
Sei ragazzino e inizia il piacerti l'altro sesso. Ma tu non ti senti adeguato, non ti piaci e, di conseguenza, reputi impossibile piacere.
Cresci, maturi mentalmente e fisicamente, capisci che hai delle qualità. Che sai far innamorare. Ma continui a non piacerti fisicamente. E questo ti dà poca convinzione per provarci. Ma dentro di te ce l'hai quel modo di fare. Ti piace scherzare, corteggiare. Essì, ti piace da matti. E questo ti crea anche dei problemi. Perchè tu adesso una storia ce l'hai. Ed è pure importante. Ma dentro di te non ti accontenti. Senti che dentro hai tanto amore e una persona sola non ti soddisfa. Non te lo dà tutto quello che vuoi.
Finisce. Male. E ti ritrovi in realtà solo. E scopri che non sai far innamorare. E l'unica che si era innamorata di te, l'hai persa.
Ma intanto ti modifichi ancora. Fisicamente inizi a piacerti. Non pensi più di essere solo parole, dolci, belle, un po' smielate. No. Sei qualcosa in più. Puoi piacere. Poco alla volta, un gradino per volta, diventi più disinvolto. Ti rendi conto che bisogna comportarsi in un certo modo. Che puoi anche farti inseguire, non solo inseguire tu. La smetti di essere zerbino. Alle donne non piace. Ti piaci. Anche se non sempre. Ma pensi di avere fascino. E dentro di te vorresti diventare uno sciupafemmine. Anzi no. Poi incontri quella che ti fa stare bene. E questa volta non farai lo stesso errore di anni fa. Perché ti piaci anche e soprattutto perché caratterialmente sei cambiato. Ora sai di valere.
Hai soffiato parole
come poeta
sulle mie orme
Ti sei posata
come vento
sul mio cuore
Ti sei impadronita
come tempesta
della mia anima
Hai sorriso
come alba
alle mie giornate
Hai spalancato
come sole
le mie persiane
Hai dormito
come Donna
sul mio corpo
(Alex)
Cazzeggio (altrui)
I nostri turni son fatti perchè si lavori in coppia. Peccato che il mio collega stia giocando a pacman online. Cose da pazzi...
Tieni duro, batuffolo!
Vacanze (3)
No, non ho saltato la 2, ma la trovate qui. Io non so schematizzare, così racconto solo un dialogo tra me e la coccinella.
Finiamo scalata e discesa dal Monte Fanes, tra sentieri sconnessi e paura di scivolare giù. Arriviamo ai fatidici 2.060 metri (ooohhh che bello), poi scendiamo con più agilità (avevamo trovato il sentiero più facile). Dopo circa 20 km di cammino, sudati, ci sediamo ad attendere il pullman, guardando distrattamente (mica tanto) una gallina che era scappata da un recinto, aveva attraversato la strada e gozzovigliava sotto le sedie dei clienti di un bar.
La coccinella mi chiede: che ora è?
Io le rispondo: Sono le 17 e 10
Coccinella: Ok
Poi, cambiamo argomento, ma un cambio breve...di qualche minuto. Dopo di che, io dico alla coccinella: Ti ricordi se ti ho detto che ora era?
C.: Sì me l'hai detto ma non me lo ricordo più.
Io: Non me lo ricordo neanche io...
Forse era colpa del sole. Forse dei chilometri. Oppure della nostra memoria da paguri!
VACANZE (1)
Impossibile condensare in un post una settimana meravigliosa a San Vigilio di Marebbe, sulle Dolomiti atesine. Una settimana di natura, passeggiate, mangiate, risate, acquisti, coccole. Una settimana di 20 km a piedi in un giorno, per andare sul Monte Fanes; di scoperte. Di insetti nuovi. Di temporali improvvisi. Di uccelli. Di scorci che in cartolina sono belli, ma nella realtà ti lasciano senza parole. Una settimana in cui conosci gente nuova e ti piace. Una settimana in cui la tua coccinella riesce anche a essere gelosa. In cui una ragazza ti ripete che sei il suo primo pensiero la mattina. Una settimana. Peccato sia finita. Ma qui sul blog proseguirà a puntate.